Il successo internazionale dei K-drama e dei contenuti audiovisivi coreani apre nuove opportunità di collaborazione tra Corea del Sud ed Europa. È questo il tema al centro di “CODE KOREA: Korea’s OTT Original Showcase”, il panel che si è svolto il 22 ottobre a Roma nell’ambito della dodicesima edizione del MIA | Mercato Internazionale Audiovisivo. L’incontro ha esplorato le nuove tendenze della produzione coreana destinata alle piattaforme streaming, con particolare attenzione ai format originali capaci di raggiungere un pubblico internazionale senza rinunciare alla propria identità culturale.
Organizzato da KOCCA – Korea Creative Content Agency e dal Ministero coreano della Cultura, dello Sport e del Turismo, con il supporto dell’Istituto Culturale Coreano in Italia, l’evento ha visto la partecipazione di due importanti realtà dell’industria audiovisiva asiatica: CJ ENM, gruppo attivo nella produzione e distribuzione di contenuti, e NEXTKEY, studio specializzato nello sviluppo di proprietà intellettuali originali per il mercato globale. Al centro dello showcase, alcune produzioni realizzate per piattaforme OTT coreane come TVING e Wavve, presentate come esempi delle strategie creative e commerciali adottate dall’industria locale.
L’iniziativa si inserisce nel fenomeno della Hallyu, l’ondata culturale coreana che negli ultimi anni ha conquistato il pubblico internazionale attraverso musica, cinema e serie televisive. L’obiettivo di CODE KOREA è trasformare questa crescente popolarità in opportunità concrete di coproduzione e distribuzione. «Siamo sicuri che CODE KOREA fungerà da punto di partenza per le coproduzioni e gli scambi tra la Corea e l’Italia nel settore televisivo», ha dichiarato Stella Heensun Suh, direttrice di KOCCA Italia.
Da True Beauty a Betting on Fact: i contenuti coreani presentati al MIA 2026
La prima parte dello showcase è stata dedicata alle produzioni di CJ ENM, presentate da Diane Min, Head of Europe Sales del gruppo. Attraverso tre titoli realizzati da Studio Dragon, società controllata da CJ ENM, sono state illustrate le diverse strategie narrative che permettono ai contenuti coreani di affermarsi anche al di fuori del mercato domestico.
Tra i progetti presentati figura The Legend of Kitchen Soldier, serie originale TVING che combina action, fantasy e commedia, raccontando la storia di un giovane militare che acquisisce misteriosamente straordinarie capacità culinarie. Una premessa insolita che mescola il contesto della vita militare con l’immaginario gastronomico coreano.
Spazio anche a Dear X, thriller psicologico incentrato su un’attrice di successo dal passato tormentato, disposta a manipolare le persone che la circondano per raggiungere i propri obiettivi, e a True Beauty, commedia romantica che affronta i temi dell’identità e dell’accettazione personale attraverso la storia di un’adolescente vittima di bullismo.
«Il punto di forza dei contenuti coreani risiede nella loro capacità di raccontare storie culturalmente uniche, con emozioni che risuonano oltre i confini», ha spiegato Diane Min, sottolineando l’interesse del gruppo per nuove collaborazioni con partner europei.
La seconda parte dell’incontro ha visto protagonista NEXTKEY, rappresentata da Jihie Kim, Head of Global Sales & IP Development, che ha presentato Betting on Fact, un originale Wavve pensato per combinare intrattenimento, attualità e intelligenza artificiale.
Il format coinvolge otto concorrenti isolati, tra i quali si nasconde un impostore, chiamati a distinguere notizie autentiche da fake news generate attraverso l’intelligenza artificiale. I partecipanti utilizzano una valuta virtuale, i Fact Coins, per scommettere sulla veridicità delle informazioni, dando vita a una competizione che unisce le dinamiche del game show a quelle del reality.
Secondo Jihie Kim, le piattaforme streaming coreane rappresentano oggi un laboratorio privilegiato per sperimentare format innovativi, successivamente adattabili alle esigenze dei diversi mercati internazionali.
L’incontro al MIA 2026 ha così evidenziato una nuova fase dell’espansione dell’audiovisivo coreano, sempre più orientata non soltanto all’esportazione di serie e programmi, ma anche allo sviluppo di partnership creative e industriali con l’Europa. Un modello che punta a valorizzare l’originalità delle storie locali trasformandole in contenuti capaci di dialogare con pubblici differenti.
