La fusione tra Paramount e Warner Bros. Discovery avrà anche una nuova identità societaria. David Ellison ha annunciato che il gruppo nato dall’unione dei due colossi dell’intrattenimento si chiamerà ufficialmente Skydance, presentando contemporaneamente il nuovo logo e spiegando perché sia stato scelto un nome distinto da quelli dei due storici studi hollywoodiani.
Secondo quanto annunciato da Ellison, l’operazione dovrebbe concludersi ufficialmente il 6 ottobre e riunirà sotto lo stesso gruppo alcuni degli asset più importanti dell’industria cinematografica e televisiva americana. Oltre a Paramount e Warner Bros., la nuova società comprenderà servizi come HBO Max e Paramount+, reti e marchi come CBS, CNN, Comedy Central, MTV, TBS e Food Network e franchise che comprendono Harry Potter, Game of Thrones e il DC Universe.
La scelta di Skydance come identità corporate non comporterà però la scomparsa dei marchi Paramount e Warner Bros. Ellison ha spiegato che l’obiettivo è esattamente l’opposto: creare un nome autonomo per il gruppo in modo da preservare le identità e le eredità dei due studi senza permettere che una nuova denominazione possa oscurarle.
Skydance sarà la società che controllerà Paramount e Warner Bros., ma i due storici marchi manterranno le proprie identità
Nel messaggio con cui ha presentato la nuova società, Ellison ha sottolineato come Paramount e Warner Bros. abbiano contribuito a plasmare oltre un secolo di cultura popolare e ha definito Skydance una nuova casa creativa orientata verso produzioni ambiziose e di qualità. Il CEO ha chiarito che la fusione non vuole «riscrivere la storia», ma fornire ai due studi una struttura più potente attraverso la quale continuare a sviluppare e distribuire i propri contenuti.
La distinzione è importante soprattutto considerando la quantità di marchi che finiranno sotto la stessa proprietà. Warner Bros. continuerà infatti a rappresentare uno studio con una propria identità, così come Paramount, mentre Skydance funzionerà come denominazione della società che li riunisce. La nuova struttura dovrà gestire contemporaneamente cinema, televisione, streaming e alcuni dei franchise più redditizi dell’industria mondiale.
Ellison guiderà Skydance come chairman e CEO, affiancato dal co-CEO Ynon Kreiz, precedentemente alla guida di Mattel. Il controllo della società farà capo a Ellison e a suo padre Larry Ellison insieme a Gerry Cardinale, fondatore e managing partner di RedBird Capital Partners.
La fusione comporterà però anche importanti cambiamenti nella struttura dirigenziale di Warner Bros. Mike De Luca e Pam Abdy lasceranno la società, nonostante abbiano guidato lo studio durante una fase cinematografica particolarmente positiva, caratterizzata anche dai risultati di film come Sinners e One Battle After Another. Per i singoli marchi del gruppo si apre quindi una fase nella quale continuità creativa e riorganizzazione societaria dovranno necessariamente convivere.
L’operazione avrebbe raggiunto complessivamente un valore di 111 miliardi di dollari, con Larry Ellison che avrebbe garantito personalmente 46,7 miliardi di dollari di equity. Nell’accordo sarebbero inoltre coinvolti fondi sovrani di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, che complessivamente rappresenterebbero il 38,5% della proprietà. L’acquisizione ha dovuto affrontare anche una causa antitrust presentata da 12 Stati e sono state previste garanzie relative alla prosecuzione della distribuzione cinematografica nelle sale.
La nascita di Skydance non elimina inoltre le difficoltà economiche che accompagneranno la nuova società. Secondo quanto riportato, il gruppo partirebbe con un debito di circa 80 miliardi di dollari, rendendo la fase successiva alla fusione altrettanto importante dell’acquisizione stessa.
L’annuncio del nome rappresenta quindi soprattutto l’inizio della nuova struttura: Paramount e Warner Bros. continueranno a esistere come marchi, mentre Skydance diventerà l’identità del gruppo che li controlla. Saranno ora le decisioni industriali e creative dei prossimi mesi a mostrare concretamente cosa significherà questa concentrazione per cinema, televisione e streaming.

