Blade, il regista originale del reboot naufragato difende Kevin Feige

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Il reboot di Blade continua a essere uno dei progetti più travagliati nella storia recente del Marvel Cinematic Universe, e ora il primo regista coinvolto nel film, Bassam Tariq, ha raccontato nuovi dettagli sul difficile sviluppo della produzione, arrivando anche a difendere pubblicamente Kevin Feige dalle critiche ricevute. In un’intervista a Vulture, il regista ha spiegato che il problema principale del progetto era soprattutto l’assenza di una direzione creativa stabile e, soprattutto, di una sceneggiatura realmente pronta.

Tariq, scelto nel 2021 per dirigere il film con Mahershala Ali protagonista, ha lasciato il progetto nel 2022, rimanendo successivamente coinvolto come produttore esecutivo. Il filmmaker ha ricordato quanto fosse difficile orientarsi all’interno di una produzione di quelle dimensioni, raccontando di aver avuto la sensazione che mancasse una direzione precisa. Il problema divenne ancora più evidente quando si avvicinava l’inizio delle riprese: secondo Tariq, il film aveva già un’imponente scenografia, ma non disponeva ancora degli elementi narrativi necessari per trasformare quel lavoro in un film compiuto.

La testimonianza offre quindi una prospettiva interessante su uno dei più discussi fallimenti produttivi della Marvel. Tariq non attribuisce però la responsabilità esclusivamente a Feige: al contrario, riconosce l’enorme mole di progetti supervisionati dal presidente dei Marvel Studios e sottolinea come, alla fine, tutte le decisioni dovessero passare da lui. La sua posizione è significativa perché arriva da un regista che ha vissuto direttamente la crisi del progetto e che, nonostante la propria esperienza negativa, rifiuta l’idea che il caso Blade possa essere semplicemente liquidato come un fallimento personale di Feige.

Il Blade degli anni Venti immaginato da Bassam Tariq

Kevin Feige al San Diego Comic Con 2026
Cortesia © Walt Disney Italia

Uno degli elementi più sorprendenti emersi dal racconto riguarda la versione di Blade che Tariq aveva inizialmente immaginato. Il film sarebbe stato ambientato negli anni Venti, con un’ambientazione fortemente caratterizzata e una sequenza d’azione ambientata all’interno e nei dintorni di uno speakeasy. Blade avrebbe fatto il suo ingresso fingendosi ubriaco, mentre il progetto prevedeva anche un’imponente corsa a cavallo. Tariq ha elogiato in particolare il lavoro della production designer Stefania Cella, spiegando che il set era già stato costruito con un livello di dettaglio straordinario.

Il paradosso, secondo il regista, è proprio questo: Blade aveva iniziato a costruire fisicamente un mondo cinematografico prima di aver trovato una storia sufficientemente solida per sostenerlo. Tariq ha chiarito che gli sceneggiatori lavoravano continuamente alle diverse versioni del copione, ma che il progetto non riusciva a raggiungere una forma definitiva. Una situazione che aiuta a comprendere perché il reboot sia rimasto per anni in una sorta di limbo creativo.

Nel frattempo, anche la posizione di Mahershala Ali è cambiata radicalmente. L’attore, annunciato nel ruolo di Blade già nel 2019, ha dichiarato nel luglio 2026 di aver ormai voltato pagina, lasciando intendere che il progetto non rappresentasse più la direzione professionale che desiderava seguire. Per questo, il futuro del reboot appare oggi più incerto che mai: non soltanto il film ha perso il suo protagonista originale, ma la stessa versione del personaggio pensata all’interno del MCU potrebbe essere destinata a essere completamente ripensata.

Il caso Blade mostra così una delle difficoltà più evidenti dell’attuale Marvel: quando un progetto di queste dimensioni rimane per anni in sviluppo, il problema non riguarda necessariamente una singola persona, ma la difficoltà di allineare sceneggiatura, regia, produzione e visione dello studio. E le parole di Tariq suggeriscono che, almeno nella sua versione, il film non sia mai arrivato al punto in cui tutti questi elementi potessero realmente funzionare insieme.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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