Blade, Mahershala Ali svela il vero approccio della Marvel nei confronti dei registi: “Il tuo nome potrebbe non contare nulla”

-

Il travagliato sviluppo di Blade continua a far emergere nuovi dettagli sul funzionamento interno dei Marvel Studios. Mahershala Ali e Bassam Tariq, rispettivamente protagonista e primo regista scelto per il reboot, hanno raccontato cosa hanno imparato durante gli anni trascorsi sul progetto, soffermandosi soprattutto sul rapporto tra Marvel e i filmmaker chiamati a dirigere i suoi blockbuster.

In un’intervista a Entertainment Weekly, Tariq ha spiegato che lo studio gli avrebbe chiarito fin dall’inizio la particolare natura del ruolo del regista all’interno del MCU. Secondo il filmmaker, il concetto gli venne presentato in maniera molto diretta: «Nel mondo Marvel… te lo dicono con molta gentilezza. È come se dicessero: “Guarda, questo è un film Marvel diretto da una persona. Intervengono sulle inquadrature, fanno molte cose, e va bene così, no?”». A quel punto Ali ha sintetizzato la questione ancora più nettamente: «Il tuo nome potrebbe non contare».

Le dichiarazioni arrivano dopo la lunga e problematica esperienza di entrambi con Blade. Ali era stato annunciato come nuovo interprete del cacciatore di vampiri nel 2019, mentre Tariq era stato scelto successivamente per dirigere il film. I continui rinvii e cambiamenti creativi portarono però il regista ad abbandonare il progetto, sostituito da Yann Demange, che avrebbe poi lasciato a sua volta la produzione. Il film non è mai arrivato davanti alle cineprese nella forma inizialmente prevista.

Bassam Tariq racconta il modello Marvel, ma difende Kevin Feige e alcuni registi del MCU

Kevin Feige Cinema Con 2026
Cortesia © Walt Disney Pictures Italia

Le parole di Tariq e Ali offrono una prospettiva interessante su una questione che accompagna il Marvel Cinematic Universe praticamente dalla sua nascita: quanto spazio autoriale possiede realmente un regista all’interno di una macchina produttiva nella quale continuità, personaggi ed esigenze del franchise precedono inevitabilmente il singolo film?

Tariq non presenta però la propria esperienza esclusivamente in termini negativi. Il regista ha citato Ryan Coogler, autore dei film di Black Panther, e Destin Daniel Cretton, regista di Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli e Spider-Man: Brand New Day nonché co-creatore di Wonder Man, come esempi di filmmaker capaci di realizzare lavori riconoscibili all’interno del sistema Marvel.

Ha inoltre riconosciuto a Kevin Feige un insegnamento importante: quello di «pensare in grande ed essere ambiziosi». Parlando del lavoro svolto su Blade, Tariq ha spiegato che lui e i suoi collaboratori hanno cercato di ottenere il miglior risultato possibile «con quello che ci era stato dato», sottolineando anche l’attenzione dello studio nei confronti del pubblico.

Il quadro che emerge è quindi più complesso di una semplice accusa alla Marvel. Le dichiarazioni suggeriscono piuttosto un modello produttivo nel quale il film appartiene innanzitutto al franchise, mentre il regista deve trovare uno spazio personale all’interno di una struttura già fortemente definita. Alcuni filmmaker, come Coogler e Cretton, secondo Tariq sono riusciti a farlo; nel caso di Blade, invece, l’equilibrio non è mai stato raggiunto.

Kevin Feige con Joe e Anthony Russo
Cortesia © Walt Disney Pictures Italia

Il progetto aveva accumulato negli anni numerose riscritture, cambi di regia e rinvii. Per Ali, tuttavia, almeno una parte del lavoro svolto non è andata perduta. La preparazione fisica affrontata per interpretare Blade è tornata utile quando Tariq lo ha coinvolto nel suo nuovo action thriller Your Mother Your Mother Your Mother, permettendo ai due di collaborare finalmente su un film arrivato effettivamente davanti alle cineprese.

Rimane invece incerto il destino cinematografico di Blade nel MCU. Il personaggio era stato annunciato sette anni fa come uno dei nuovi protagonisti dell’universo Marvel, ma il progetto con Mahershala Ali non è riuscito finora a concretizzarsi. E proprio per questo le parole dell’attore e di Tariq assumono un peso particolare: arrivano da due artisti che hanno potuto osservare per anni dall’interno il funzionamento della macchina Marvel, senza però riuscire a portare sullo schermo il film per cui erano stati inizialmente coinvolti.

Redazione
Redazione
La redazione di Cinefilos.it è formata da un gruppo variegato di appassionati di cinema. Tra studenti, critici, giornalisti e aspiranti scrittori, il nostro gruppo cresce ogni giorno, per offrire ai lettori novità, curiosità e informazione sul mondo della settima arte.
- Pubblicità -

ALTRE STORIE

- Pubblicità -