Clayface, il nuovo horror vietato ai minori di DC Studios, ha subito alcune modifiche rispetto alla sceneggiatura originale scritta da Mike Flanagan, ma il regista James Watkins ha chiarito che il cuore della storia è rimasto intatto. Il film, interpretato da Tom Rhys Harries nei panni di Matt Hagen, racconterà la trasformazione di uno dei più celebri avversari di Batman attraverso un approccio che privilegia la tragedia personale e l’orrore corporeo. Le revisioni apportate durante lo sviluppo hanno avuto soprattutto l’obiettivo di rendere il protagonista più umano e comprensibile agli spettatori.
Durante una recente intervista, Watkins ha spiegato che la sceneggiatura di Flanagan rappresentava già la ragione principale del suo interesse per il progetto. Il regista ha individuato nella parabola tragica di Matt Hagen, nel rapporto con Caitlin e nel progressivo passaggio dall’uomo al mostro gli elementi fondamentali del racconto. Aspetti che, a suo dire, non sono stati modificati. Il lavoro successivo, al quale ha contribuito anche lo sceneggiatore Hossein Amini, si è concentrato invece sulla caratterizzazione del protagonista, attraverso aggiustamenti sviluppati durante la preparazione, le riprese e la post-produzione.
La distinzione è significativa perché suggerisce che Clayface non voglia raccontare semplicemente la nascita di un supercriminale, ma la perdita dell’identità di un uomo. Watkins ha voluto evitare che Matt Hagen apparisse mosso soltanto dalla vanità: il suo volto, essendo un attore, rappresenta anche il principale strumento di lavoro. La sua distruzione non equivale quindi soltanto a una perdita estetica, ma alla compromissione della carriera, della reputazione e dell’immagine che il personaggio ha costruito di sé.
Clayface, la tragedia di Matt Hagen e la libertà creativa concessa da James Gunn
Per spiegare questa impostazione, Watkins ha utilizzato un paragone particolarmente efficace: un attore che perde il proprio volto è come un pianista da concerto che perde l’uso delle mani. In entrambi i casi, ciò che viene distrutto non è soltanto una parte del corpo, ma il mezzo attraverso il quale una persona esprime il proprio talento e costruisce la propria esistenza.
È questa prospettiva a rendere Matt Hagen potenzialmente diverso dai tradizionali antagonisti dei cinecomic. La sua trasformazione fisica diventa la manifestazione di una crisi più profonda, legata alla perdita del controllo sulla propria vita. L’orrore corporeo può così assumere un significato emotivo, anziché limitarsi allo spettacolo degli effetti speciali.
Il regista ha inoltre chiarito un altro aspetto importante: l’appartenenza di Clayface al DC Universe non ha comportato l’obbligo di inserire personaggi o collegamenti espliciti con gli altri film del franchise. Watkins ha raccontato di essersi avvicinato al progetto come a una storia autonoma, accessibile anche a chi non possiede una conoscenza approfondita dei fumetti DC.
James Gunn e Peter Safran gli avrebbero concesso ampia libertà creativa, accogliendo la sua visione del film senza imporre particolari riferimenti alla continuità dell’universo condiviso.
Questa scelta potrebbe rappresentare uno degli aspetti più interessanti della strategia DC Studios. Inserire Clayface nello stesso universo di Superman e degli altri personaggi DC senza costringerlo a funzionare come preparazione per futuri crossover permette al film di sviluppare una propria identità di genere.
Inoltre, raccontare Matt Hagen prima di un eventuale confronto con Batman significa offrire al pubblico la possibilità di conoscere il personaggio indipendentemente dal suo ruolo di antagonista del Cavaliere Oscuro.
Se il film riuscirà a mantenere l’equilibrio tra horror e tragedia personale descritto da Watkins, Clayface potrebbe dimostrare che il DCU può ospitare storie molto diverse tra loro senza rinunciare a una continuità condivisa. Il film arriverà nei cinema italiani il 22 ottobre 2026.


