Dafne Keen, interprete di Laura/X-23 in Logan, ha raccontato di aver ricevuto offerte di cocaina durante le feste organizzate a Hollywood quando era ancora una bambina. L’attrice, oggi ventunenne, ha ricordato episodi vissuti tra gli 11 e i 13 anni, spiegando che quell’esperienza ha contribuito a tenerla lontana da droghe e alcol anche negli anni successivi. Una testimonianza che riporta l’attenzione sulle condizioni in cui possono trovarsi i giovani interpreti all’interno dell’industria cinematografica.
La rivelazione è arrivata durante un’intervista all’Inside of You podcast, condotto da Michael Rosenbaum, ed è stata ripresa da Entertainment Weekly. Keen ha raccontato: «Non credo di essere mai stata abbastanza ubriaca da avere anche solo i postumi di una sbornia. Sono una maniaca del controllo su queste cose. Anche perché, da bambina attrice, ho assistito a molte situazioni del genere. Non mi interessavano affatto… Mi offrivano cocaina alle feste di fine riprese. Ero piccolissima: avevo 11, 12, 13 anni. Vedevo quello che succedeva e pensavo: “Non mi interessa”. Per fortuna, dicevo di no».
Il racconto ha un peso particolare perché riguarda un periodo in cui Keen stava muovendo i primi passi in una produzione importante come Logan, girato quando aveva appena 11 anni. Le sue parole descrivono un ambiente nel quale una minorenne poteva entrare in contatto con sostanze stupefacenti durante occasioni legate al lavoro. La sua esperienza personale non permette di generalizzare sulle condizioni di tutti i giovani attori, ma solleva una questione concreta: quanto sono protetti i minori quando il confine tra set, vita professionale e socialità dell’industria si fa meno definito?
Dafne Keen racconta come l’esperienza sul set di Logan abbia influenzato il suo rapporto con alcol e droghe
L’attrice ha spiegato di continuare a evitare alcol e sostanze anche da adulta. «Non ne ho davvero bisogno. Posso uscire e restare in giro fino alle sei del mattino, ma da sobria. Per l’atmosfera, perché mi piacciono la musica, ballare e stare con le persone… Da adolescente, a volte mentivo per evitare che gli altri insistessero. Dicevo: “No, grazie, non voglio bere. Ho già preso qualcosa”. Ed ero completamente sobria. La brava ragazza per eccellenza». Una scelta che, nelle sue parole, non coincide con la rinuncia alla vita sociale, ma con il desiderio di viverla senza ricorrere a sostanze.
Keen ha ricordato anche il rapporto con Hugh Jackman, suo padre sullo schermo in Logan, descrivendolo come una presenza fondamentale durante le riprese: «Mi ha dato moltissimo incoraggiamento e tanti consigli preziosi. È sempre stato una persona meravigliosa. È il miglior protagonista con cui si possa sperare di lavorare, ed è il miglior padre che si possa avere sullo schermo. Per me era davvero una sorta di figura genitoriale. Si assicurava che nessuno approfittasse dei miei orari di lavoro, che mi divertissi sul set e che non venissi coinvolta nelle tensioni che potevano esserci dietro le quinte. È stato incredibilmente protettivo e straordinario».
Dopo il debutto che l’ha fatta conoscere al grande pubblico, Dafne Keen ha interpretato Lyra nella serie Queste oscure materie, arrivata a tre stagioni, ed è entrata nell’universo di Star Wars con The Acolyte. Ha inoltre ripreso il ruolo di X-23 in Deadpool & Wolverine e sarà Artemis nella terza stagione di Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo. La sua testimonianza aggiunge un elemento personale al percorso di un’attrice cresciuta sotto i riflettori: il ricordo di un’esposizione precoce a comportamenti adulti e la scelta di stabilire, fin da giovanissima, un rapporto autonomo con il proprio lavoro e la propria vita privata.
