Dungeons & Dragons 2 potrebbe finalmente avere una possibilità concreta di arrivare sul grande schermo. Jonathan Goldstein e John Francis Daley, registi di Dungeons & Dragons: L’onore dei ladri, hanno infatti completato la sceneggiatura del sequel. Il problema è che Paramount-Skydance ha scelto di non finanziare il progetto: ora sarà Hasbro, proprietaria del marchio, a dover trovare un nuovo partner disposto a sostenerne la produzione.
A confermare la situazione è stato Goldstein, intervenuto insieme a Daley al podcast The Discourse di The Playlist. Il regista ha spiegato: “Penso che Hasbro creda molto nel progetto e, se riuscirà a trovare un partner di studio con cui farlo funzionare, vorrà andare avanti. Così come i nostri produttori.” Daley ha però evidenziato l’ostacolo principale: “Sì, ci sono delle difficoltà concrete legate agli aspetti finanziari e chissà se verrà mai realizzato, ma eravamo orgogliosi della sceneggiatura del sequel e speriamo che, prima o poi, riesca a trovare una strada.”
Il dato più interessante è che il progetto non riparte da zero. La sceneggiatura esiste già e i suoi autori hanno una visione precisa per il seguito. Il primo film aveva incassato circa 208 milioni di dollari a fronte di un budget di 150 milioni, risultato insufficiente per trasformarlo in un successo cinematografico. Il successivo passaggio allo streaming ha però permesso al film di costruirsi un pubblico molto più affezionato. La questione, dunque, è capire se questo seguito possa correggere gli errori che hanno penalizzato il debutto in sala.
Dungeons & Dragons 2 vuole sfruttare il successo tardivo del primo film
Secondo Goldstein, il sequel avrebbe anche un vantaggio narrativo importante: non sarebbe necessario dedicare una parte consistente del racconto alla presentazione dei personaggi e delle loro dinamiche. Il regista ha spiegato: “È qualcosa che ci sta molto a cuore perché abbiamo amato realizzare il primo film. Ci siamo affezionati ai personaggi e c’è così tanto potenziale in un sequel perché il primo atto non è pieno di spiegazioni o dell’introduzione a questa famiglia a cui ormai ci siamo abituati. Quindi si può entrare direttamente nella storia, ed è davvero bello.”
Questo permetterebbe a Daley e Goldstein di concentrarsi maggiormente sull’avventura, aumentando il ritmo e sfruttando meglio il tempo a disposizione. È una prospettiva particolarmente interessante per un franchise come Dungeons & Dragons, dove il mondo narrativo può espandersi praticamente senza limiti e il rapporto tra personaggi, gioco di ruolo e fantasia costituisce il principale punto di forza.
Restano però gli ostacoli che avevano condizionato il primo film. Daley ha ricordato come Dungeons & Dragons: L’onore dei ladri fosse arrivato al cinema appena quattro giorni prima di Super Mario Bros. – Il Film, poi diventato un fenomeno da oltre 1,3 miliardi di dollari. Nello stesso periodo, la controversia sulla licenza ufficiale di Dungeons & Dragons aveva provocato un boicottaggio da parte di una parte della comunità. A ciò si era aggiunta una campagna promozionale che, secondo Daley, non era riuscita a comunicare adeguatamente al pubblico generalista che il film poteva interessare anche chi non conosceva il gioco.
Per Dungeons & Dragons 2, quindi, esiste già una sceneggiatura e c’è un pubblico che ha riscoperto il primo film dopo l’uscita in sala. Manca però l’elemento decisivo: un finanziatore disposto a sostenere un progetto che richiede ancora un budget importante. Il futuro del sequel dipenderà dalla capacità di Hasbro di trasformare il consenso maturato attorno al film in una ragione sufficiente per convincere un nuovo studio a scommetterci.
