Elon Musk pubblica il primo episodio della versione “storicamente accurata” dell’Odissea realizzata con l’AI

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Elon Musk ha pubblicato i primi sette minuti della sua Odissea, una rilettura dell’epica omerica realizzata con l’intelligenza artificiale attraverso Grok Imagine. Il progetto era stato presentato come un’alternativa storicamente accurata al film di Christopher Nolan (leggi qui la recensione), contestato da Musk soprattutto per alcune scelte di casting. Il risultato, almeno stando alle prime recensioni, è però lontano dalle ambizioni dichiarate: le immagini generate dall’IA e la recitazione artificiale hanno attirato numerose critiche.

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Come riportato da The Telegraph, che ha recensito le sequenze diffuse online, il filmato presenta personaggi dall’aspetto innaturale, espressioni rigide e una resa visiva giudicata disturbante. Il quotidiano britannico ha descritto l’esperienza in termini particolarmente severi: «È così inquietante che si sente quasi pulsare il bulbo oculare, tanta è la sua rozza truculenza… I personaggi dagli occhi vitrei, con le loro voci inespressive, conferiscono all’episodio un’atmosfera da film di zombie… Penelope cambia completamente aspetto da una scena all’altra… Una versione della storia di Troia che meriterebbe di essere passata a fil di spada, rasa al suolo e sepolta per sempre sotto le sabbie del tempo». Il critico ha riconosciuto, tuttavia, che alcune sequenze di battaglia possiedono una certa imponenza.

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La vicenda mette in luce una contraddizione che riguarda il dibattito sull’intelligenza artificiale nel cinema. Musk aveva promesso un’opera più fedele a Omero, contrapponendola alle libertà interpretative del film di Nolan. Ma riprodurre immagini spettacolari non equivale a costruire un racconto capace di coinvolgere lo spettatore: quando la tecnologia non riesce a restituire espressività, continuità e caratterizzazione, la fedeltà dichiarata alla fonte rischia di diventare una semplice etichetta promozionale. L’episodio può essere visto al video qui di seguito:

La promessa di un’Odissea storicamente accurata si scontra con i limiti dell’intelligenza artificiale

L’iniziativa era stata annunciata durante l’estate, dopo le polemiche di Musk sul casting del film di Nolan, in particolare sulla scelta di Lupita Nyong’o per il ruolo di Elena di Troia e sulla presenza di Elliot Page nei panni di Sinone. Il miliardario aveva promesso una versione realizzata con Grok Imagine entro la fine del 2026, definendola fedele alla storia e all’arte di Omero. Per ora, però, il progetto si è concretizzato in un episodio di sette minuti, presentato online come il primo capitolo di una serie.

Il confronto con il film di Nolan è inevitabile anche sul piano commerciale. Odissea ha superato 1,79 miliardi di dollari al botteghino mondiale, diventando il maggiore successo della carriera del regista. Il risultato ridimensiona le previsioni di chi aveva ipotizzato che le polemiche sul casting avrebbero compromesso l’accoglienza del film. La versione di Musk, invece, deve ancora dimostrare di poter sostenere un racconto di ampio respiro: l’effetto visivo, da solo, non basta a trasformare una sequenza generata artificialmente in un’esperienza cinematografica compiuta.

Matt Damon in Odissea (2026)

Resta poi una questione fondamentale: che cosa significa davvero essere fedeli a Omero? L’Odissea è un poema epico che intreccia mito, invenzione e tradizioni culturali, non una cronaca storica da ricostruire letteralmente. La sfida di un adattamento consiste nel dare forma a quel patrimonio attraverso immagini, ritmo e personaggi. Se l’esperimento di Grok Imagine intende dimostrare che l’IA può sostituire il lavoro creativo tradizionale, le prime reazioni suggeriscono che la strada è ancora lunga. La tecnologia può accelerare la produzione di immagini; dare loro significato è una questione diversa.

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Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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