Apple TV scriverà una pagina di storia della fantascienza con l’adattamento del libro che ha ispirato Matrix

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La fantascienza più audace e sperimentale stava lentamente scomparendo dalla televisione. Alcune delle serie più ambiziose venivano cancellate dopo una o due stagioni, mentre quelle capaci di durare più a lungo faticavano a proporre qualcosa di davvero innovativo. Poi è arrivata Apple TV, che ha rilanciato il genere. Dopo qualche successo e alcuni passi falsi, la piattaforma ha iniziato a proporre una serie di produzioni di fantascienza di grande qualità.

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La capacità di Apple TV di rinnovare le proprie serie sci-fi è diventata così evidente da sembrare quella di un semaforo bloccato, incapace di passare dal verde al giallo o al rosso. Ora, con l’adattamento di un romanzo fondamentale del genere, il servizio streaming punta ancora più in alto. La scommessa è considerevole e potrebbe lasciare un segno nella storia della fantascienza.

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Basata sull’iconico romanzo cyberpunk di William Gibson, la serie Neuromancer di Apple TV è senza dubbio uno dei progetti più attesi della piattaforma. Il libro, pubblicato nel 1984, oltre quarant’anni fa, ha esercitato un’influenza enorme sull’immaginario fantascientifico. Eppure, per vedere il suo primo adattamento televisivo ad alto budget bisognerà attendere il 2027. Per gli appassionati di cyberpunk, si prospetta davvero un periodo d’oro.

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Apple TV sta facendo la storia adattando un’opera considerata «impossibile» da portare sullo schermo

Matrix 5

Neuromante di William Gibson non è un romanzo facile da leggere. L’autore adotta uno stile quasi techno-poetico, nel quale fonde il noir più duro con elementi surreali. La celebre frase d’apertura restituisce immediatamente l’atmosfera cupa ed evocativa del libro, lasciando ampio spazio all’interpretazione: «Il cielo sopra il porto aveva il colore di un televisore sintonizzato su un canale morto».

Il romanzo catapulta inoltre il lettore in un mondo di «alta tecnologia e bassa qualità della vita», senza accompagnarlo gradualmente alla scoperta delle sue regole. Senza troppe spiegazioni, introduce concetti come «cowboy del cyberspazio», «simstim» e «Microsoft», costringendo chi legge a ricostruirne il significato attraverso il contesto. Trasporre sullo schermo una storia che richiede un simile livello di partecipazione intellettuale sembra quasi impossibile.

Un film di due ore, in particolare, dovrebbe scegliere tra una quantità considerevole di spiegazioni e il sacrificio della ricchezza linguistica dell’opera originale. È anche per questo che, nonostante in passato siano stati progettati diversi adattamenti cinematografici di Neuromancer, nessuno è mai arrivato alla realizzazione.

Apple TV ha però scelto la televisione. Anche questa strada presenta difficoltà, ma offre almeno lo spazio necessario per lasciare respirare la storia e sviluppare pienamente i temi e le idee del romanzo.

Anche il protagonista, Case, si discosta dai modelli tradizionali dell’eroe d’azione. È un hacker disperato e tossicodipendente, la cui unica motivazione è riuscire a collegarsi nuovamente al cyberspazio. Per certi aspetti, somiglia molto più a Cypher di Matrix che a Neo.

Il punto di vista del romanzo passa inoltre dal monologo interiore di Case alle percezioni sensoriali di una donna cyborg, fino alla geometria al neon della «Matrice». Tradurre tutto questo in immagini, mantenendo i temi postumani dell’opera e la sua rappresentazione di un’intelligenza artificiale complessa, non è mai stato un compito semplice. Apple TV ha deciso comunque di raccogliere la sfida e provare a fare la storia con Neuromancer.

Neuromancer dovrà confrontarsi con la propria eredità cyberpunk

Peter Sarsgaard in Neuromancer (2027)
© AppleTV

 

C’è un paradosso quasi crudele nel percorso di Neuromancer verso lo schermo: prima ancora che il suo adattamento vedesse la luce, film, serie e videogiochi ispirati al romanzo avevano già conquistato il pubblico. Da Matrix a Ghost in the Shell, passando per Cyberpunk 2077 e System Shock, moltissime opere hanno ripreso idee e suggestioni del libro di William Gibson. Quando uscì, il romanzo era enormemente in anticipo sui tempi, e questo spiega la sua influenza duratura.

Dopo oltre quattro decenni, tuttavia, un adattamento diretto rischia di apparire derivativo. Nel frattempo, infatti, cinema, televisione, videogiochi e letteratura hanno rielaborato così tante volte i suoi concetti da renderli ormai familiari al pubblico.

Apple TV può però contare su una certa esperienza nel reinterpretare la grande letteratura. La sua versione di Fondazione, tratta dai romanzi di Isaac Asimov, si discosta profondamente dal materiale originale eppure è considerata una delle migliori serie di fantascienza contemporanee. Anche Silo ha introdotto cambiamenti significativi rispetto ai libri da cui è tratta, senza perdere il proprio valore all’interno del catalogo della piattaforma.

Con Neuromancer, dunque, Apple TV si trova davanti a una sfida particolarmente ambiziosa: realizzare un adattamento capace di confrontarsi con un’eredità culturale ormai enorme, senza limitarsi a riproporre formule già viste. Se riuscirà nell’impresa, la serie potrebbe diventare un nuovo punto di riferimento per il cyberpunk e alimentare il dibattito tra gli appassionati per molti anni.

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Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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