Guillermo del Toro continua a pensare all’universo di H.P. Lovecraft. Durante una sessione AMA su Reddit, il regista ha rivelato quali racconti dello scrittore gli piacerebbe adattare, oltre al progetto a lungo inseguito di At the Mountains of Madness. Tra i titoli citati ci sono The Thing on the Threshold, The Shadow Over Innsmouth e The Outsider.
Del Toro ha però precisato che, secondo lui, gran parte dei racconti di Lovecraft funzionerebbe meglio in formato televisivo, con episodi da 30 o 60 minuti, mentre At the Mountains of Madness resta il testo che considera più adatto a un vero lungometraggio.
La dichiarazione è interessante perché chiarisce come del Toro non stia pensando semplicemente a “fare un film di Lovecraft”, ma a trovare la forma giusta per ciascun testo. Il regista vede infatti nell’opera dello scrittore un problema specifico di adattamento: trasformare in immagini precise qualcosa che sulla pagina vive spesso di suggestioni, descrizioni indefinite e orrore difficile da rendere letteralmente.
Guillermo del Toro considera Lovecraft uno degli autori più difficili da trasformare in immagini
Del Toro ha spiegato che molti racconti di Lovecraft devono la propria efficacia proprio alla loro brevità e alla capacità di lasciare spazi vuoti all’immaginazione del lettore:
«La maggior parte delle sue storie, per la loro lunghezza, sarebbe meglio adattata in programmi televisivi da un’ora o da trenta minuti. Mi piacerebbe adattare The Thing on the Threshold, The Shadow Over Innsmouth o The Outsider. Sono quelli che mi hanno spaventato o turbato di più. At the Mountains of Madness è l’unico che, secondo me, è davvero da lungometraggio.»
Il regista ha poi spiegato perché considera Lovecraft particolarmente complesso da portare sullo schermo. Secondo lui, lo scrittore utilizza descrizioni volutamente aperte e indefinite, lasciando che sia il lettore a completare mentalmente l’immagine. Il cinema, invece, costringe il regista a scegliere una forma concreta per ogni mostro, ambiente e visione, rendendo inevitabilmente più precisa qualcosa che in origine viveva nell’ambiguità.
Per questo del Toro ha citato come esempi particolarmente riusciti di cinema lovecraftiano film che non sono veri adattamenti diretti. Per lui Alien di Ridley Scott rappresenta quasi una versione cinematografica di At the Mountains of Madness, mentre The Thing è un altro esempio fondamentale di linguaggio visivo vicino all’immaginario dello scrittore, soprattutto per l’uso degli effetti prostetici e della trasformazione corporea. Ha citato inoltre In the Mouth of Madness, Dagon di Stuart Gordon e The Resurrected di Dan O’Bannon.
La fascinazione di del Toro per Lovecraft non è certo nuova. Il suo progetto di At the Mountains of Madness è rimasto per anni uno dei grandi film mai realizzati della sua carriera, e l’influenza dello scrittore è rintracciabile in gran parte della sua filmografia, dalle creature di Hellboy fino alle atmosfere di The Shape of Water.
Negli ultimi anni, del Toro ha inoltre dimostrato di saper reinterpretare testi classici senza limitarsi a illustrarli. Il suo Frankenstein ha ottenuto un forte riscontro critico e numerose nomination agli Oscar, mentre Pinocchio di Guillermo del Toro ha vinto l’Oscar come miglior film d’animazione.
Per questo, l’idea che possa affrontare racconti come The Shadow Over Innsmouth o The Outsider appare particolarmente coerente con il suo percorso. Non esiste ancora un progetto ufficialmente annunciato, ma le parole del regista confermano che Lovecraft resta uno degli autori che del Toro vorrebbe ancora esplorare direttamente.
