Insidious: Fuori dall’Altrove si prepara ad arrivare nelle sale con un risultato che potrebbe rappresentare un segnale importante per il futuro della saga prodotta da Blumhouse. A quindici anni dal film originale di James Wan e Leigh Whannell, il sesto capitolo ha infatti ottenuto un’accoglienza iniziale dalla critica superiore a quella registrata dagli altri film del franchise.
Con la pubblicazione delle prime 36 recensioni, Insidious: Fuori dall’Altrove ha debuttato con il 67% di giudizi positivi su Rotten Tomatoes. Il dato è ancora provvisorio e potrà cambiare con l’arrivo di nuove recensioni, ma al momento permette al film diretto da Jacob Chase di diventare il capitolo con il punteggio della critica più alto dell’intera saga, superando di un solo punto il 66% ottenuto dal primo Insidious nel 2011.
Il risultato è particolarmente significativo considerando il rapporto complicato che il franchise ha avuto con la critica. Dopo il successo del primo film, nessuno dei sequel era riuscito ad avvicinarsi realmente alla sua valutazione: Insidious: Capitolo 2 si era fermato al 38%, Capitolo 3 al 56%, L’ultima chiave al 35% e La porta rossa al 39%. Il nuovo capitolo sembra quindi aver trovato almeno parzialmente una strada per rinnovare una formula che negli ultimi anni era stata accusata di essere diventata troppo prevedibile.
Fuori dall’Altrove cambia una delle regole fondamentali della saga di Insidious
Una delle ragioni della migliore accoglienza potrebbe risiedere proprio nel tentativo di modificare il funzionamento dell’Altrove, la dimensione soprannaturale attorno alla quale è costruito l’intero universo di Insidious.
La protagonista questa volta è Gemma, interpretata da Amelia Eve, una giovane madre che torna a vivere insieme alla figlia nella casa della propria infanzia. Dopo essere stata tormentata da una serie di incubi, scopre di possedere una capacità già vista in personaggi come Elise Rainier, Josh Lambert e Dalton: può entrare nell’Altrove.
La differenza è ciò che accade quando torna indietro.
Gemma scopre infatti di poter trascinare nel mondo reale le entità che abitano quella dimensione, trasformando una capacità già pericolosa in qualcosa che potrebbe mettere direttamente in comunicazione i due mondi. È un ribaltamento interessante della tradizionale dinamica del franchise: non sono più soltanto gli esseri umani a dover attraversare l’Altrove, ma è l’Altrove stesso che può invadere la realtà.
Questo non significa che la critica sia unanimemente convinta. Le prime recensioni restano divise e alcune sottolineano come diversi jumpscare e sequenze ambientate nell’oscurità continuino a utilizzare meccanismi ormai familiari agli spettatori della saga. Il 67% su Rotten Tomatoes, inoltre, potrebbe ancora oscillare significativamente con l’aumento del numero delle recensioni.
Resta però un risultato incoraggiante per un franchise che, nonostante l’accoglienza critica spesso negativa, ha continuato a dimostrare una notevole forza commerciale. Il precedente Insidious: La porta rossa ne è l’esempio più evidente: pur fermandosi al 39% su Rotten Tomatoes, ha incassato oltre 189 milioni di dollari nel mondo, diventando il maggiore successo della saga.
Una ricezione migliore potrebbe quindi aiutare Fuori dall’Altrove anche al box office. E soprattutto potrebbe indicare quale direzione seguire per eventuali nuovi capitoli: conservare l’identità costruita da James Wan e Leigh Whannell, ma modificare finalmente le regole attraverso cui il pubblico entra — e questa volta esce — dall’Altrove.

