Il film cult horror di Lucio Fulci avrà un remake: annunciato il ritorno de L’aldilà

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Uno dei film più celebri e inquietanti del cinema horror italiano sta per tornare sul grande schermo. …E tu vivrai nel terrore! L’aldilà, il cult diretto da Lucio Fulci nel 1981 e conosciuto internazionalmente come The Beyond, avrà ufficialmente un remake in lingua inglese. A sviluppare il progetto saranno Hangtime International Pictures e Severin Films, che hanno annunciato una nuova collaborazione dedicata al rilancio di alcuni classici del cinema di genere. Il film di Fulci sarà il primo titolo coinvolto nell’accordo, con l’obiettivo di reinterpretare per il pubblico contemporaneo una delle opere più rappresentative dell’horror soprannaturale italiano.

Secondo quanto riportato da Variety, le due società hanno acquisito i diritti necessari per sviluppare una nuova versione del film, nell’ambito di un’intesa che prevede ulteriori remake nei prossimi due anni. L’accordo è stato negoziato da Manlio Gomarasca, referente italiano di Severin Films, e da Claudia Marra, responsabile delle vendite internazionali di RTI Mediaset. Al momento non sono stati annunciati il regista, gli interpreti o una possibile data di uscita, ma i produttori hanno già chiarito la volontà di affidare il progetto a un cineasta affermato, capace di reinterpretare l’immaginario di Fulci senza limitarsi a riprodurre il film originale.

Il ritorno de L’aldilà rappresenta un’operazione particolarmente delicata, perché il film del 1981 non è diventato un cult soltanto per la violenza delle sue immagini, ma soprattutto per la sua concezione dell’orrore. Fulci aveva costruito un universo dominato da una logica quasi onirica, nel quale gli eventi sembrano obbedire alle regole di un incubo più che a quelle di un racconto tradizionale. È proprio questa dimensione visionaria, insieme all’uso degli effetti speciali e alla capacità di creare atmosfere profondamente disturbanti, a rendere il progetto una sfida interessante per chiunque sarà chiamato a dirigerlo.

Il remake de L’aldilà potrebbe aprire un nuovo universo horror ispirato ai film di Lucio Fulci

…E tu vivrai nel terrore! L’aldilà racconta la storia di Liza Merril, interpretata da Catriona MacColl, una giovane donna che eredita un vecchio albergo a New Orleans. Determinata a restaurare la struttura e trasformarla in un’attività redditizia, Liza scopre progressivamente che l’edificio nasconde un segreto terrificante: è stato costruito sopra una delle sette porte dell’Inferno. Una serie di morti misteriose e apparizioni inquietanti accompagna il progressivo risveglio di forze soprannaturali, mentre il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti comincia a dissolversi.

Uscito nel 1981, il film appartiene al periodo più riconoscibile della carriera di Fulci, quando il regista realizzò alcune delle opere che avrebbero contribuito a definire la sua reputazione internazionale di maestro dell’horror. Le sequenze di violenza esplicita, gli effetti speciali artigianali e le immagini di decomposizione e mutilazione sono diventati elementi distintivi del suo cinema, ma ne L’aldilà assumono una funzione più ampia. Il terrore non nasce soltanto da ciò che accade ai personaggi, ma dall’impressione che la realtà stessa stia progressivamente perdendo consistenza.

Il film è inoltre considerato il secondo capitolo della cosiddetta trilogia delle Porte dell’Inferno, una classificazione che comprende anche Paura nella città dei morti viventi del 1980 e Quella villa accanto al cimitero del 1981. Le tre opere non condividono una continuità narrativa diretta né gli stessi personaggi, ma sono accomunate da atmosfere, immagini e temi legati all’irruzione del soprannaturale nel mondo quotidiano. Tutte vedono inoltre la partecipazione di Catriona MacColl, diventata uno dei volti più riconoscibili di questa fase della filmografia di Fulci.

Proprio la possibilità di sviluppare ulteriormente questo universo ha attirato l’attenzione dei produttori. Frank Murray, co-amministratore delegato di Hangtime International Pictures, ha spiegato che il progetto nasce dal desiderio di offrire una nuova interpretazione del film a una generazione di spettatori horror. Murray ha inoltre sottolineato il potenziale per eventuali sequel legati all’immaginario delle Porte dell’Inferno, lasciando intendere che il remake potrebbe diventare il punto di partenza per qualcosa di più ampio. Per il momento, tuttavia, non è stato annunciato alcun progetto concreto dedicato agli altri film della trilogia.

La collaborazione con Severin Films appare particolarmente significativa. La società, fondata da David Gregory, è conosciuta soprattutto per il lavoro di recupero, restauro e distribuzione di opere di culto, con un’attenzione particolare al cinema horror, exploitation e di genere. Nel corso degli anni ha contribuito a riportare alla luce film difficilmente reperibili, valorizzandone le versioni originali e il contesto storico. Il passaggio dalla conservazione alla produzione di nuove versioni cinematografiche costituisce quindi un’evoluzione importante della sua attività, perché permette alla società di intervenire direttamente sulla reinterpretazione contemporanea di opere che ha contribuito a preservare.

David Gregory ha sottolineato che la nuova partnership nasce proprio dal rispetto per l’originalità e per l’eredità culturale dei film che Severin ha recuperato nel corso degli ultimi vent’anni. L’obiettivo dichiarato non è semplicemente sfruttare la notorietà dei titoli, ma individuare modalità attraverso cui renderli nuovamente significativi per il pubblico. Nel caso de L’aldilà, questo significa confrontarsi con un film che deve gran parte della propria identità alla libertà visiva e narrativa di Lucio Fulci, caratteristiche che potrebbero risultare difficili da riprodurre attraverso le convenzioni del cinema horror contemporaneo.

La storia dei remake dei classici dell’horror italiano dimostra quanto questa operazione possa essere complessa. Uno degli esempi più conosciuti è Suspiria, il film di Dario Argento del 1977 reinterpretato da Luca Guadagnino nel 2018. Anziché riproporre fedelmente l’estetica dell’originale, Guadagnino aveva scelto una direzione radicalmente diversa, costruendo un racconto più lungo, politico e psicologico. Nonostante l’attenzione della critica e un cast comprendente Dakota Johnson e Tilda Swinton, il film non aveva ottenuto un grande successo commerciale, incassando circa otto milioni di dollari nel mondo a fronte di un budget riportato di circa venti milioni.

Il caso di Suspiria dimostra che la reinterpretazione di un classico non deve necessariamente riprodurne lo stile per trovare una propria identità. Nel caso di Fulci, la questione sarà capire quali elementi rendano davvero riconoscibile L’aldilà: le creature mostruose, gli effetti splatter, l’ambientazione dell’albergo maledetto oppure la sensazione di trovarsi in un mondo nel quale la morte ha progressivamente cancellato ogni forma di razionalità. Una nuova versione potrebbe scegliere di approfondire la mitologia delle sette porte infernali, oppure concentrarsi maggiormente sull’esperienza sensoriale e sulla progressiva perdita di orientamento dei protagonisti.

Il progetto rappresenta anche un’occasione per riportare l’attenzione internazionale sul patrimonio del cinema di genere italiano, che negli ultimi decenni ha esercitato un’influenza profonda su registi e appassionati di tutto il mondo. Lucio Fulci resta una figura centrale di questa tradizione, capace di sviluppare un linguaggio horror riconoscibile e spesso più estremo rispetto alle produzioni hollywoodiane dello stesso periodo. La sua eredità non riguarda soltanto il cinema splatter, ma anche un modo di costruire immagini disturbanti attraverso il rapporto tra spazio, corpo e soprannaturale.

Il remake di …E tu vivrai nel terrore! L’aldilà è attualmente nelle prime fasi di sviluppo e non possiede ancora una data di uscita ufficiale. Hangtime International Pictures e Severin Films intendono avviare con questo titolo una serie di nuove produzioni dedicate ai classici dell’horror. Resta da capire quale regista sarà scelto per raccogliere l’eredità di Fulci e soprattutto se il film cercherà di modernizzare il racconto oppure di recuperare la sua natura più visionaria. In entrambi i casi, il ritorno di una delle sette porte dell’Inferno promette di riaprire il confronto su uno dei titoli più importanti del cinema horror italiano.

Redazione
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