Il nuovo horror vietato ai minori prodotto da James Wan infrange un record negativo su Rotten Tomatoes dopo 18 anni

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Mammina (Other Mommy), il nuovo film horror con Jessica Chastain prodotto da James Wan, ha debuttato con un punteggio disastroso su Rotten Tomatoes, registrando uno dei risultati peggiori degli ultimi anni per una produzione legata al creatore di Saw e The Conjuring. Il film, diretto da Rob Savage e arrivato nei cinema italiani l’8 ottobre 2026, aveva suscitato grande curiosità grazie a un trailer particolarmente inquietante e alla promessa di alcune sequenze capaci di terrorizzare gli spettatori. Le prime recensioni, tuttavia, raccontano una situazione molto diversa, con una larga maggioranza di giudizi negativi.

Al debutto, Mammina ha ottenuto appena il 17% di recensioni positive su Rotten Tomatoes, sulla base di 23 giudizi della critica. Il punteggio è successivamente salito al 19%, con l’aumento delle recensioni raccolte dall’aggregatore, ma rimane estremamente basso. Per trovare risultati comparabili tra le produzioni horror associate a James Wan bisogna tornare ad alcuni dei capitoli meno apprezzati della saga di Saw, come Saw V del 2008, fermatosi al 13%, e Saw 3D – Il capitolo finale del 2010, che aveva ottenuto il 9%. Il confronto evidenzia quanto l’accoglienza del nuovo film sia lontana dalle aspettative generate dalla campagna promozionale.

Il risultato è particolarmente sorprendente considerando il talento coinvolto e le premesse del progetto. Da una parte c’è Jessica Chastain, attrice premio Oscar già apparsa nel cinema horror con La madre e It – Capitolo due; dall’altra Rob Savage, regista che aveva attirato l’attenzione con Host e successivamente diretto The Boogeyman. A completare il quadro c’è la produzione di James Wan, uno dei principali artefici dell’horror commerciale contemporaneo. Eppure, secondo molti critici, il film non riesce a trasformare queste premesse in un’esperienza davvero spaventosa o narrativamente convincente.

Mammina, perché il nuovo horror di James Wan e Jessica Chastain sta deludendo la critica

Tratto dal romanzo L’altra mamma di Josh Malerman, autore di Bird Box, Mammina racconta la storia di Bela, una bambina di otto anni che vive in una famiglia attraversata da profonde tensioni. Quando una misteriosa presenza comincia a manifestarsi nella sua abitazione, la bambina scopre che la creatura possiede l’aspetto e la voce di sua madre Ursula, interpretata da Jessica Chastain. L’entità, che Bela chiama Mammina, sembra inizialmente offrire un’alternativa rassicurante al complicato rapporto con i genitori, ma rivela progressivamente intenzioni sempre più inquietanti.

Il film utilizza così uno dei legami più profondi dell’esperienza infantile, quello tra madre e figlia, per costruire una minaccia soprannaturale. Chastain interpreta sia Ursula sia il suo terrificante doppio, dando vita a due figure esteriormente identiche ma profondamente diverse. L’idea di una creatura capace di imitare una persona amata permette alla storia di confrontarsi con temi come l’abbandono, la paura di perdere i genitori e la difficoltà di distinguere ciò che offre protezione da ciò che rappresenta un pericolo.

Nonostante il potenziale della premessa, le prime recensioni hanno individuato diversi problemi nella costruzione narrativa. Una delle critiche più ricorrenti riguarda l’eccessiva dipendenza dai jump scare e dalle sequenze visivamente elaborate, che finirebbero per prevalere sullo sviluppo dei personaggi e sulla tensione psicologica. Alcuni recensori hanno riconosciuto al film momenti di creatività visiva e singole scene efficaci, ma hanno giudicato poco convincente il modo in cui questi elementi vengono collegati all’interno della storia.

Particolarmente interessante è il contrasto tra le aspettative generate dal trailer e l’accoglienza del lungometraggio. Le prime immagini promozionali di Mammina avevano attirato l’attenzione per il comportamento innaturale del personaggio interpretato da Chastain e per alcune sequenze costruite attorno alla deformazione del corpo e dei movimenti. Il film sembrava promettere una nuova interpretazione dell’orrore domestico, nella quale il volto familiare di una madre diventava progressivamente qualcosa di irriconoscibile. Secondo buona parte della critica, tuttavia, il risultato finale non sviluppa adeguatamente questa intuizione.

Non tutti i giudizi sono stati negativi. Alcuni recensori hanno apprezzato proprio l’eccesso stilistico di Savage, considerando il film un horror volutamente sopra le righe, capace di offrire momenti spettacolari e sequenze di paura costruite con una certa inventiva. La prova di Jessica Chastain è stata inoltre riconosciuta come uno degli elementi più interessanti della produzione, anche da parte di critici poco convinti del risultato complessivo. La sua interpretazione del doppio materno permette infatti di alternare gesti apparentemente affettuosi a comportamenti disturbanti, rendendo la minaccia difficile da prevedere.

La risposta negativa assume un peso particolare anche per la carriera di James Wan. Il produttore e regista ha contribuito a ridefinire il cinema horror degli ultimi vent’anni attraverso franchise come Saw, Insidious e The Conjuring. La sua capacità di trasformare produzioni relativamente contenute in fenomeni commerciali ha reso Atomic Monster una delle realtà più riconoscibili del settore. Tuttavia, il successo dei precedenti progetti non garantisce automaticamente quello delle nuove produzioni, soprattutto in un genere nel quale la capacità di sorprendere il pubblico costituisce un elemento fondamentale.

Il caso di Mammina evidenzia anche una questione più ampia che riguarda l’horror contemporaneo: quanto può funzionare un film costruito attorno a una successione di spaventi se manca una solida progressione emotiva? Negli ultimi anni, numerose produzioni hanno dimostrato che il pubblico può essere conquistato tanto dall’immediatezza di una paura viscerale quanto da racconti nei quali il soprannaturale diventa una rappresentazione di traumi e conflitti familiari. Savage sembra aver cercato una combinazione tra questi due approcci, ma per molti recensori l’equilibrio non è stato raggiunto.

Naturalmente, il punteggio di Rotten Tomatoes non rappresenta una misura assoluta della qualità di un film. La percentuale indica quanti critici abbiano espresso un giudizio complessivamente positivo, non la media dei voti assegnati. Un risultato del 19% segnala quindi un consenso prevalentemente negativo, ma non significa che ogni recensione attribuisca al film un punteggio vicino a due su dieci. Inoltre, il giudizio degli spettatori può differire sensibilmente da quello della critica, soprattutto nel caso di produzioni horror pensate per provocare reazioni immediate durante la visione in sala.

Mammina è disponibile nei cinema italiani dall’8 ottobre 2026, distribuito da Universal Pictures. Nel cast, oltre a Jessica Chastain e alla giovane Arabella Olivia Clark, figurano Jay Duplass, Dichen Lachman, Arian Moayed e Karen Allen. Resta da capire se la curiosità generata dal trailer e il richiamo dei nomi coinvolti riusciranno a sostenere il film al botteghino nonostante le recensioni negative. Per ora, il nuovo horror prodotto da James Wan rappresenta una delle maggiori delusioni critiche del genere nel 2026, almeno in rapporto alle aspettative che avevano accompagnato la sua uscita.

Redazione
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