Once, Paul Dano nel nuovo film di Pablo Larraín sul golpe cileno del 1973

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Paul Dano sarebbe entrato a far parte del cast di Once, il nuovo film di Pablo Larraín prodotto da Netflix e dedicato al colpo di Stato militare che l’11 settembre 1973 rovesciò il governo democratico di Salvador Allende in Cile. L’attore statunitense affiancherà un gruppo di interpreti prevalentemente cileni in un progetto che ricostruisce una delle giornate più drammatiche della storia recente del Paese, attraverso una narrazione corale concentrata sulle conseguenze immediate del golpe.

La partecipazione di Dano è stata riportata da La Tercera, testata cilena che ha riferito del suo arrivo a Santiago, dove è stato fotografato nei pressi di Plaza de la Constitución, accanto al palazzo presidenziale della Moneda. Come anticipato, il film sarà composto da undici storie intrecciate, sviluppate nell’arco di appena 18 ore. Nel cast figurano Alfredo Castro, interprete ricorrente nel cinema di Larraín, insieme a Marcelo Alonso, Octavia Bernasconi, Roberto Farías, Fernanda Finsterbusch, Alejandro Goic, Camila Milenka, Valentina Muhr, Marcial Tagle e Lukas Vergara.

La scelta di raccontare il golpe attraverso una struttura corale e un tempo narrativo così ristretto indica una precisa direzione autoriale: Once sembra voler osservare la frattura storica attraverso le esperienze individuali, restituendo il disorientamento e le conseguenze umane di quelle ore. Il riferimento alla guerra, con cui lo stesso regista ha descritto il progetto, suggerisce inoltre un approccio lontano dalla ricostruzione puramente cronachistica. Al centro ci sarà il collasso di un ordine democratico e il modo in cui la violenza politica investe la vita quotidiana.

Rodrigo Prieto alla fotografia per il racconto delle ultime ore del governo Allende

La vicenda si svilupperà nell’immediato seguito del colpo di Stato, culminando nel bombardamento del palazzo della Moneda e nella morte di Salvador Allende. Il titolo Once richiama proprio il numero undici, riferimento alla data dell’11 settembre 1973 e alle undici narrazioni che compongono il film. La concentrazione degli eventi in un arco temporale di 18 ore permetterà a Larraín di costruire una rappresentazione ravvicinata di una crisi nazionale, seguendo personaggi e prospettive differenti mentre il Cile entra in una fase di dittatura militare.

Un elemento di particolare interesse riguarda la collaborazione con Rodrigo Prieto, direttore della fotografia candidato all’Oscar per il suo lavoro in The Irishman e Killers of the Flower Moon. È la prima volta che il cinematographer messicano lavora con Larraín. Nel suo percorso figurano anche collaborazioni importanti con Martin Scorsese, da The Wolf of Wall Street a Silence, oltre al lavoro con Christopher Nolan attraverso il supervisore agli effetti visivi Andrew Jackson, coinvolto anche in questo progetto. La scenografia sarà invece affidata a Guy Hendrix Dyas, già al lavoro su Spencer.

Per Larraín, Once rappresenta il secondo film realizzato per Netflix dopo El Conde e un ritorno a un territorio narrativo che attraversa buona parte della sua filmografia: il rapporto tra potere, memoria storica e costruzione dell’identità nazionale. Da No a Neruda, il regista ha più volte affrontato momenti e figure decisive della storia cilena, adottando prospettive che intrecciano dimensione politica e tensione psicologica. Le riprese di Once dovrebbero iniziare nella seconda metà del 2026. L’arrivo di Paul Dano aggiunge un interprete internazionale a un progetto che mantiene al centro il contesto e il cast cileni.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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