Quentin Tarantino ha ammesso di essersi sentito in colpa nei confronti di Brad Pitt per aver rinunciato alla regia di Le nuove disavventure di Cliff Booth, il sequel di C’era una volta a… Hollywood. Il regista ha infatti scelto di affidare il progetto a David Fincher, limitandosi a scriverne la sceneggiatura e lasciando a un altro autore il compito di riportare sullo schermo uno dei suoi personaggi più amati. Una decisione che, inizialmente, gli aveva fatto temere di aver deluso proprio l’attore protagonista.
In una nuova intervista con Empire, realizzata insieme a Fincher, Tarantino ha raccontato di aver provato dispiacere all’idea di non dirigere personalmente il film, soprattutto per il legame con Pitt e con il personaggio di Cliff Booth. La situazione è cambiata quando Fincher ha accettato di occuparsi del progetto. Il regista di Seven e Fight Club ha dedicato un anno e mezzo alla sceneggiatura, un coinvolgimento che Tarantino ha definito motivo di grande soddisfazione, riconoscendo nel suo interesse anche una conferma del valore del proprio lavoro come sceneggiatore.
La dichiarazione mette in luce un passaggio significativo nella carriera di Tarantino: per la prima volta, un altro autore porta sullo schermo un universo narrativo da lui concepito senza che sia lui stesso a controllarne la realizzazione. Non si tratta soltanto di una scelta produttiva, ma di un esperimento sul rapporto tra scrittura e regia, con due identità cinematografiche molto riconoscibili chiamate a convivere.
David Fincher e Quentin Tarantino: due visioni cinematografiche per il ritorno di Cliff Booth
In Le nuove disavventure di Cliff Booth, Brad Pitt riprende il ruolo dello stuntman conosciuto in C’era una volta a… Hollywood, questa volta impegnato come fixer nella Hollywood degli anni Settanta. Il film, distribuito da Netflix, vede nel cast anche Elizabeth Debicki, Timothy Olyphant, Carla Gugino, Yahya Abdul-Mateen II, Holt McCallany e Peter Weller.
Il passaggio da Tarantino a Fincher rappresenta probabilmente la sfida creativa più interessante del progetto. Il primo è celebre per dialoghi dilatati, personaggi eccentrici e contaminazioni di genere; il secondo costruisce invece il proprio cinema attraverso un controllo rigoroso dell’immagine, della composizione e della tensione narrativa. Anche il trailer ha già suggerito un’identità visiva differente rispetto al film del 2019.
Per Tarantino, intanto, resta aperta la questione del suo ultimo film da regista, dopo aver accantonato The Movie Critic. Il cineasta si prepara inoltre al debutto teatrale con The Popinjay Cavalier, previsto nel West End a marzo 2027. The Further Mis-Adventures of Cliff Booth arriverà in IMAX per due settimane dal 25 novembre 2026, prima del debutto su Netflix.

