Il film dei Power Rangers di Netflix ignora e riscrive 30 anni di storia del franchise

-

Nel 2023, in occasione del trentesimo anniversario del franchise, Mighty Morphin Power Rangers: Once & Always ha riportato sullo schermo alcuni dei volti più amati della serie originale. Lo speciale Netflix ha riunito Zack (Walter Emanuel Jones), Billy (David Yost), Rocky (Steve Cardenas) e Kat (Catherine Sutherland) per affrontare una nuova incarnazione robotica di Rita Repulsa, puntando soprattutto sul legame con la prima generazione di eroi e sulla nostalgia degli spettatori.

Per chi aveva seguito Power Rangers soltanto negli anni Novanta, il ritorno di costumi, mostri e combattimenti ha rappresentato un’occasione per ritrovare un universo familiare. Tuttavia, chi ha continuato a seguire il franchise attraverso le sue numerose evoluzioni ha potuto notare una criticità: nel tentativo di celebrare Mighty Morphin, lo speciale trascura una parte importante della storia successiva dei personaggi. Una scelta che finisce per ridurre il peso delle serie arrivate dopo la prima incarnazione.

Once & Always riunisce Ranger che non hanno mai fatto parte della stessa squadra

Il principale problema di continuità di Once & Always riguarda la composizione stessa del gruppo protagonista. Lo speciale presenta i Ranger di ritorno come una squadra storica rimasta idealmente unita nel corso di trent’anni, ma i personaggi coinvolti non hanno condiviso tutti la stessa formazione durante la serie originale.

Zack, per esempio, lasciò la squadra insieme a Trini e Jason nel corso della seconda stagione, quando arrivarono Rocky, Aisha e Adam. Kat entrò invece nella terza stagione, sostituendo Kimberly. I protagonisti dello speciale appartengono quindi a diverse fasi della storia di Mighty Morphin Power Rangers: condividono un’eredità comune, ma non hanno combattuto tutti insieme nella stessa formazione.

La reunion mescola queste diverse generazioni come se fossero state un unico gruppo, senza chiarire come si sia arrivati a quella particolare composizione. La questione emerge già nelle sequenze iniziali, quando Billy si trasforma e richiama in battaglia alcuni dei suoi vecchi compagni per affrontare Robo Rita. Lo speciale riporta in scena anche Tommy, Jason, Trini e Kimberly, senza spiegare come sia stato possibile ricostituire una formazione che la serie aveva già separato.

Rimane inoltre senza risposta una domanda legata proprio a Tommy Oliver: perché il personaggio torna a indossare i panni del Green Ranger invece di quelli del White Ranger? È un dettaglio che può sembrare secondario a chi cerca soprattutto un’esperienza nostalgica, ma assume un peso diverso per chi conosce l’evoluzione del personaggio.

Dopo la conclusione dell’era Mighty Morphin, infatti, diversi protagonisti hanno continuato a partecipare alle avventure del franchise. Tommy e Jason, in particolare, hanno avuto un percorso che li ha portati a comparire anche in successive squadre di Ranger. Once & Always avrebbe potuto valorizzare questa continuità, spiegando come le loro storie si fossero intrecciate nuovamente. La scelta di non farlo lascia invece diversi passaggi in sospeso.

La storia di Power Rangers va oltre Mighty Morphin

La centralità della serie originale era comprensibile: Once & Always nasceva esplicitamente come reunion di Mighty Morphin Power Rangers. Il problema è che questa scelta finisce per mettere in secondo piano le altre incarnazioni del franchise, che hanno contribuito a mantenerlo vitale per decenni.

La saga si è infatti costruita attraverso continui cambiamenti di personaggi, squadre e poteri. La possibilità di reinventarsi ha rappresentato una componente fondamentale della sua longevità, mentre le vicende dei singoli Ranger hanno spesso attraversato più generazioni della serie. Per un anniversario dedicato ai trent’anni del marchio, sarebbe stato quindi naturale celebrare anche il modo in cui l’universo narrativo si è ampliato a partire dalle sue origini.

Lo speciale contiene alcuni riferimenti alle altre squadre. Il Protocollo Bandora, attivato da Alpha 9, entra in contatto con diversi gruppi di Ranger, mentre vengono mostrate le sedi operative delle formazioni successive. Si tratta però soprattutto di richiami visivi, che non costruiscono un vero dialogo con le altre epoche della saga.

La questione diventa ancora più evidente considerando che tra i Ranger catturati da Robo Rita figurano anche membri delle squadre Zeo e Turbo. Alcuni personaggi di Mighty Morphin hanno infatti partecipato successivamente a entrambe le formazioni, e la loro presenza solleva interrogativi su come si siano svolti gli eventi che hanno portato alla cattura degli altri eroi.

Il ritorno dei Ranger originali avrebbe potuto valorizzare tutta la saga

Inserire decine di personaggi provenienti dalle stagioni successive avrebbe probabilmente appesantito uno speciale che doveva mantenere il proprio centro emotivo sulla prima generazione. La scelta di non trasformare Once & Always in una celebrazione enciclopedica di ogni squadra era dunque comprensibile. Questo, tuttavia, non avrebbe richiesto di ignorare il percorso dei protagonisti dopo la fine di Mighty Morphin.

Personaggi come Rocky e Kat, per esempio, conoscono il funzionamento di diversi poteri legati al Morphin Grid. Un elemento simile avrebbe potuto essere integrato nella narrazione per mostrare quanto l’eredità dei primi Ranger abbia influenzato le successive generazioni, senza necessariamente coinvolgere nuovi personaggi o ampliare eccessivamente il cast.

Invece, lo speciale sembra attribuire valore quasi esclusivamente alle identità assunte dai protagonisti durante l’era Mighty Morphin. Per gli spettatori che hanno seguito anche le stagioni successive, questa impostazione risulta poco convincente: le esperienze vissute dai personaggi dopo la prima serie vengono messe da parte proprio nel momento in cui avrebbero potuto arricchire il significato della reunion.

Power Rangers: Once & Always resta un omaggio affettuoso alla serie che ha dato origine al franchise e riesce a recuperare molti degli elementi che hanno reso celebre la formazione originale. Tuttavia, un anniversario dedicato a trent’anni di storia avrebbe potuto raccontare meglio anche ciò che è venuto dopo. Riunire i vecchi eroi significava celebrare le loro origini, ma anche riconoscere il percorso che li ha portati oltre Angel Grove.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
- Pubblicità -

ALTRE STORIE

- Pubblicità -