Dune – Parte Tre si prenderà alcune libertà rispetto a Messia di Dune, il romanzo di Frank Herbert del 1969 da cui è tratto il nuovo capitolo diretto da Denis Villeneuve. A confermarlo sono gli stessi interpreti: Zendaya, che torna nei panni di Chani, e Robert Pattinson, nuovo arrivato nel ruolo di Scytale, hanno raccontato come l’adattamento abbia rielaborato la storia per trasformarla in un racconto più politico, morale ed emotivo.
In un’intervista al New York Times, i due attori hanno riconosciuto la presenza di differenze rispetto al testo originale, pur sottolineando la coerenza complessiva del lavoro di Villeneuve. Zendaya ha spiegato che nel film «molti elementi sono molto fedeli al materiale originale», pur ammettendo l’esistenza di alcune «deviazioni». Pattinson, dal canto suo, ha invitato a non giudicare troppo severamente le modifiche: «Bisogna essere un po’ folli per voler trovare dei difetti in questo film a causa dei cambiamenti rispetto ai libri».
Le parole degli interpreti suggeriscono che Villeneuve abbia spostato il centro del racconto. Il romanzo affronta le conseguenze del potere messianico di Paul Atreides e la cospirazione che si sviluppa contro di lui; il film sembra voler ampliare questa dimensione, dando maggiore spazio ai rapporti familiari e al peso emotivo delle scelte del protagonista. Una trasformazione che può rendere la conclusione della trilogia più autonoma rispetto al libro, senza rinunciare ai suoi conflitti fondamentali.
Dune – Parte Tre trasforma Messia di Dune in una tragedia politica e familiare
Pattinson ha descritto con particolare entusiasmo la sceneggiatura e il risultato visto sullo schermo: «La sceneggiatura era davvero interessante, ma anche piuttosto complessa. Guardando il film, ho capito che non parlava affatto di ciò che pensavo inizialmente. Si presenta molto di più come una grande favola politica e morale, e il film è decisamente più emotivo. Una parte importante della storia riguarda la genitorialità, e l’ho trovato davvero commovente». Anche Timothée Chalamet si è detto pienamente soddisfatto della conclusione immaginata da Villeneuve: «Assolutamente. Non ho avuto la sensazione che il livello si fosse abbassato: Denis ha semplicemente spostato l’asticella. Questo film è qualcosa di completamente suo».
Una delle modifiche più significative riguarda il salto temporale. Messia di Dune si svolge dodici anni dopo gli eventi del primo romanzo, mentre il film colloca la vicenda quasi vent’anni dopo la conquista del potere da parte di Paul. Anche il percorso di Chani cambia in modo sostanziale: nel libro resta fedele all’imperatore, mentre nell’adattamento viene coinvolta nella cospirazione contro di lui. Paul dovrà quindi affrontare le conseguenze di un regno sempre più spietato e il movimento che mira a rovesciarlo.
Accanto a Chalamet, Zendaya e Pattinson, tornano Rebecca Ferguson (Lady Jessica), Florence Pugh (Irulan), Javier Bardem (Stilgar), Josh Brolin (Gurney Halleck), Anya Taylor-Joy (Alia Atreides), Charlotte Rampling (Reverenda Madre Mohiam) e Jason Momoa, nuovamente nei panni di Hayt. Tra i nuovi ingressi figurano anche Isaach de Bankolé, Nakoa-Wolf Momoa e Ida Brooke. Villeneuve ha scritto la sceneggiatura insieme a Brian K. Vaughan. Dune – Parte Tre arriverà nelle sale il 18 dicembre, lo stesso giorno di Avengers: Doomsday: una data che mette il capitolo conclusivo della saga al centro di uno degli appuntamenti cinematografici più attesi dell’anno.

