Brent Spiner ha raccontato nuovi dettagli su uno dei progetti più ambiziosi mai immaginati per il franchise di Star Trek: un film crossover capace di riunire capitani, equipaggi e villain provenienti da diverse generazioni della saga. L’attore, storico interprete di Data in Star Trek: The Next Generation, aveva sviluppato l’idea insieme allo sceneggiatore John Logan dopo Star Trek: La nemesi del 2002. Il progetto, descritto dai suoi ideatori come la «Justice League di Star Trek», non ha mai superato la fase di sviluppo, soprattutto a causa dei costi elevati e della scarsa disponibilità dello studio a finanziarlo.
In un’intervista concessa a TrekMovie durante la première newyorkese di The Sixty-Year Mission: How Star Trek Changed Television and the World, Spiner è tornato su quella che ha definito una sorta di sogno irrealizzabile. L’attore ha spiegato che lui e Logan avevano persino scritto una sceneggiatura, poi rifiutata da Paramount. Il problema, secondo il suo racconto, non riguardava necessariamente la qualità del materiale, quanto la portata produttiva dell’operazione: il piano prevedeva viaggi nel tempo, personaggi appartenenti a epoche diverse e interpreti chiamati a ricoprire più ruoli.
Il piano di Brent Spiner e John Logan: riunire tutti i capitani e i grandi nemici di Star Trek

Il progetto avrebbe così permesso di far incontrare personaggi appartenenti a epoche e serie differenti. Tra le ipotesi raccontate da Spiner figuravano il recupero di Data poco prima del sacrificio che conclude La nemesi, l’incontro con Kirk e Spock e persino il coinvolgimento di Jonathan Archer, il capitano interpretato da Scott Bakula in Star Trek: Enterprise. Un’avventura costruita per trasformare la lunga storia del franchise in un unico racconto corale, facendo dialogare generazioni di protagonisti e antagonisti.
Spiner ha ricordato anche che lui e Logan presentarono la proposta ai dirigenti di Paramount, ricevendo però un rifiuto. «Avevamo incontri e loro dicevano: “No, non vogliamo farlo”», ha raccontato l’attore, riassumendo con disarmante semplicità la fine del progetto. Il riferimento alla necessità di interpretare due ruoli, inoltre, lascia intuire una trama particolarmente articolata, nella quale i viaggi temporali e l’Universo dello Specchio avrebbero potuto moltiplicare le possibilità narrative.
Il contesto industriale dell’epoca aiuta a comprendere quella decisione. Star Trek: La nemesi non ottenne i risultati sperati e contribuì a interrompere il percorso cinematografico dell’equipaggio di The Next Generation. Anche Enterprise incontrava difficoltà negli ascolti e venne cancellata nel 2005. In una fase così delicata, Paramount difficilmente avrebbe investito in un film corale costoso e complesso, capace di richiedere il ritorno di numerosi interpreti e di attraversare l’intera mitologia della saga.
Negli anni successivi, il franchise è ripartito al cinema con il reboot di J.J. Abrams, mentre la televisione ha aperto una nuova fase con le produzioni di Paramount+. Oggi, però, il futuro cinematografico di Star Trek resta legato alla ricerca di un equilibrio tra nuovi spettatori e un patrimonio narrativo costruito in sessant’anni. Il progetto di Spiner e Logan rappresenta l’approccio opposto rispetto alla scelta di ripartire da personaggi inediti: invece di alleggerire il peso della continuità, avrebbe trasformato proprio quella continuità nel principale spettacolo del film.
Resta impossibile sapere come sarebbe stato il risultato finale, ma il concept conserva un fascino evidente. Riunire Kirk, Spock, Picard e Archer contro alcuni dei nemici più celebri della saga avrebbe offerto un’occasione rara per celebrare l’intero universo di Star Trek. Per Spiner e Logan, quella «Justice League» era una storia fantastica; per Paramount, un rischio economico troppo grande. E così, uno dei crossover più ambiziosi mai immaginati per il franchise è rimasto soltanto sulla carta.

