Le prime reazioni al nuovo film di Street Fighter sono arrivate e il reboot cinematografico del celebre videogioco Capcom sembra aver sorpreso positivamente una parte della critica. Dopo la fine dell’embargo sui commenti social, sono emersi giudizi complessivamente favorevoli sull’adattamento prodotto da Paramount Pictures e Legendary Entertainment, pur accompagnati da alcune riserve. Il film diretto da Kitao Sakurai sembrerebbe aver trovato la propria forza soprattutto nei combattimenti e nella fedeltà allo spirito del videogioco, mentre alcune scelte narrative avrebbero lasciato perplessi i primi spettatori.
Attraverso le prime impressioni pubblicate sui social, Street Fighter avrebbe convinto soprattutto per le sequenze d’azione e per l’utilizzo di flashback realizzati in animazione 2D. Particolarmente apprezzate sarebbero le interpretazioni di Andrew Koji e Noah Centineo, rispettivamente nei ruoli di Ryu e Ken Masters, mentre alcuni personaggi secondari non riceverebbero lo spazio che meritano. Le critiche più evidenti riguardano invece il finale, descritto da alcune reazioni come troppo improvviso e costruito principalmente per preparare un possibile sequel.
Il dato più interessante è che il nuovo Street Fighter sembra aver individuato una possibile soluzione a uno dei problemi storici degli adattamenti videoludici: privilegiare ciò che rende riconoscibile il materiale originale senza rinunciare al linguaggio cinematografico. L’attenzione riservata ai combattimenti e agli elementi visivi potrebbe rappresentare un punto di forza per gli appassionati, ma le riserve sulla conclusione suggeriscono anche il rischio di sacrificare una storia autonoma per costruire un franchise. Naturalmente, queste prime impressioni non equivalgono ancora a un giudizio critico definitivo.
Street Fighter, Ryu e Ken al centro del reboot: trama, cast e le prime critiche al finale
Ambientato nel 1993, il nuovo Street Fighter segue Ryu e Ken Masters, due combattenti un tempo legati da una profonda amicizia ma ormai separati. Le loro strade tornano a incrociarsi quando la misteriosa Chun-Li, interpretata da Callina Liang, li recluta per partecipare a una nuova edizione del World Warrior Tournament.
Quello che inizialmente appare come un torneo di arti marziali si rivela però parte di una cospirazione più pericolosa, destinata a costringere i due protagonisti a confrontarsi non soltanto con avversari formidabili, ma anche con il proprio passato.
La rivalità tra Ryu e Ken rappresenta uno degli elementi più riconoscibili del franchise Capcom. Il loro rapporto, costruito attorno alla competizione e al rispetto reciproco, offre al film una base narrativa capace di andare oltre la semplice successione di combattimenti. Non sorprende quindi che le prime reazioni abbiano sottolineato proprio il lavoro dei due interpreti principali.
Il cast comprende numerosi volti provenienti dal cinema, dalla musica e dal wrestling. Accanto ad Andrew Koji, Noah Centineo e Callina Liang troviamo Jason Momoa nel ruolo di Blanka, David Dastmalchian in quello di M. Bison, Cody Rhodes come Guile e Curtis “50 Cent” Jackson nei panni di Balrog.
Completano la formazione, tra gli altri, Orville Peck come Vega, Vidyut Jammwal come Dhalsim, Olivier Richters come Zangief, Hirooki Goto come E. Honda, Roman Reigns come Akuma, Eric André come Don Sauvage e Mel Jarnson come Cammy.
Alla regia troviamo Kitao Sakurai, già coinvolto in produzioni come The Eric Andre Show e Twisted Metal, subentrato dopo l’uscita dei fratelli Danny e Michael Philippou dal progetto.
Proprio l’approccio di Sakurai sembra aver contribuito a dare al film un’identità visiva riconoscibile, almeno secondo le prime reazioni. L’inserimento di sequenze animate in 2D potrebbe inoltre rappresentare un omaggio diretto all’estetica del videogioco, creando un ponte tra il linguaggio originale e quello cinematografico.
Rimane però il dubbio sulla capacità del film di funzionare come racconto completo. Alcuni commenti descrivono infatti la battaglia conclusiva come affrettata e orientata soprattutto a preparare un eventuale secondo capitolo. È una critica significativa per un adattamento che deve conquistare contemporaneamente i fan storici e gli spettatori meno familiari con il franchise.
Per il momento, il primo bilancio appare comunque più incoraggiante di quanto qualcuno si aspettasse. Saranno le recensioni complete e soprattutto la risposta del pubblico a stabilire se il nuovo Street Fighter riuscirà finalmente a trasformare una delle saghe videoludiche più amate in un franchise cinematografico convincente.


