The Social Reckoning arriverà al cinema senza David Fincher dietro la macchina da presa, ma ora sappiamo finalmente perché. Il sequel spirituale di The Social Network sarà infatti scritto e diretto da Aaron Sorkin, già sceneggiatore del film del 2010, e la scelta non è nata da una rottura creativa tra i due.
Parlando con IndieWire, Sorkin ha spiegato che Fincher era la sua prima scelta per dirigere il nuovo film, ma il regista non era disponibile a causa del suo accordo esclusivo con Netflix e degli impegni su The Further Misadventures of Cliff Booth. Sorkin ha inoltre chiarito di non voler rimandare troppo l’uscita, perché riteneva importante che il film arrivasse in un preciso momento politico e culturale.
La differenza rispetto al primo film sarà quindi significativa: The Social Reckoning mantiene la scrittura di Sorkin, ma perde la regia di Fincher e anche Jesse Eisenberg, sostituito da Jeremy Strong nel ruolo di Mark Zuckerberg. È un cambio importante, perché il successo di The Social Network nasceva proprio dall’equilibrio tra la scrittura serrata di Sorkin e la regia rigorosa di Fincher.
Aaron Sorkin voleva David Fincher, ma non voleva aspettare un altro anno
Sorkin ha raccontato con chiarezza come sono andate le cose:
«Ero la mia seconda scelta per dirigerlo. Volevo che fosse David a farlo, ma non poteva.»
Il regista e sceneggiatore ha spiegato che Fincher era vincolato a Netflix e impegnato su un altro progetto, e che aspettarlo avrebbe significato posticipare troppo l’uscita.
Sorkin ha aggiunto:
«Anche se in qualche modo avesse ottenuto il permesso di Netflix per andare a lavorare alla Sony, non volevo che The Social Reckoning uscisse un anno dopo le elezioni di metà mandato. Non pensavo che saremmo stati ancora nello stesso stato d’animo. Volevo che uscisse adesso.»
Il nuovo film avrà infatti un taglio più apertamente politico rispetto al primo. Se The Social Network raccontava la nascita di Facebook, The Social Reckoning seguirà il giornalista e la whistleblower che portarono alla luce le accuse secondo cui i vertici della piattaforma erano consapevoli del ruolo degli algoritmi nella diffusione di disinformazione e degli effetti negativi sulla salute mentale.
Sorkin ha comunque mantenuto Fincher vicino al progetto: il regista è stato il primo a leggere la sceneggiatura e, secondo Sorkin, ha sostenuto con entusiasmo il film.
The Social Reckoning proverà a compensare l’assenza di Fincher con lo stesso linguaggio visivo
Sorkin ha diretto negli ultimi anni Molly’s Game, Il processo ai Chicago 7 e Being the Ricardos, costruendosi quindi una vera esperienza da regista. Tuttavia, ha ammesso apertamente che esistono aspetti dello stile di Fincher che non può semplicemente replicare.
«C’è un limite a quanto una persona come me possa imparare da una persona come David semplicemente guardandolo. Sarebbe come guardare Baryshnikov e poi essere improvvisamente capaci di danzare: non basta guardarlo.»
Sorkin ha anche riconosciuto che uno dei tratti più difficili da imitare è proprio l’occhio di Fincher per l’inquadratura. Per questo ha richiamato Jeff Cronenweth, direttore della fotografia di Fight Club e The Social Network, nel tentativo di mantenere almeno una continuità visiva con il primo film.
La scelta dice molto sull’approccio del sequel: non cercare di copiare Fincher, ma ricostruire un linguaggio coerente attraverso il team tecnico e la scrittura.
Nel cast figurano anche Jeremy Allen White nel ruolo di Jeff Horwitz, Mikey Madison in quello di Frances Haugen, oltre a Wunmi Mosaku, Betty Gilpin, Billy Magnussen e Bill Burr.
The Social Reckoning arriverà nelle sale il 9 ottobre 2026.
