La Festa del Cinema di Roma 2026 si prepara alla sua ventunesima edizione con un programma articolato che conferma la vocazione internazionale della manifestazione e amplia il dialogo tra cinema, serie, documentario, arti e pubblico. La Festa è ufficialmente riconosciuta come Festival Competitivo dalla FIAPF (Fédération Internationale des Associations de Producteurs de Films) e presenta il concorso internazionale Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani, affiancato da numerose sezioni non competitive.
La selezione ufficiale comprende Freestyle, dedicata a opere caratterizzate dalla libertà di formato e linguaggio, Grand Public, rivolta al grande pubblico, Special Screenings, Best of 2026, con alcuni dei titoli più significativi della stagione provenienti dai festival internazionali, e Storia del Cinema, dedicata ai restauri, agli omaggi e alla riscoperta del patrimonio cinematografico italiano e internazionale. A completare il programma saranno masterclass, incontri con il pubblico e il consolidato Paso Doble, dialogo tra due autori sui temi del cinema, delle sue storie e dei suoi protagonisti.
Tra i principali riconoscimenti della ventunesima edizione figurano i Premi alla Carriera, l’Industry Lifetime Achievement Award e il Premio Progressive alla Carriera. La Festa assegnerà inoltre il Premio del Pubblico Terna, il Premio Miglior Opera Prima Poste Italiane e il Premio al Miglior Documentario. Fra le novità del 2026 ci sarà il Banca Ifis Music Award, realizzato in collaborazione con la Fondazione Cinema per Roma e la Fondazione Musica per Roma, mentre a vent’anni dalla scomparsa di Gillo Pontecorvo sarà inaugurato un premio a lui dedicato.
Progressive Cinema: i 18 film del concorso internazionale
Il cuore competitivo della Festa sarà Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani, concorso internazionale senza distinzione tra fiction, documentario e animazione. I diciotto film saranno valutati da una giuria composta da professionisti del cinema, della cultura e delle arti, che assegnerà i premi per Miglior Film, Gran Premio della Giuria, Miglior regia, Miglior sceneggiatura, Miglior attrice, Miglior attore e Premio speciale della Giuria.
La selezione comprende Brianza di Simone Catania, Ceniza en la boca (Ashes) di Diego Luna, Closure di Michał Marczak, Congo Boy di Rafiki Fariala, Dua di Blerta Basholli, Eurotrash di Frauke Finsterwalder, Gæsten (The Guest) di Mads Mengel, Giorni felici di Susanna Nicchiarelli, I Love Boosters di Boots Riley, I See Buildings Fall Like Lightning di Clio Barnard, The Life and Deaths of Wilson Shedd di Tim Blake Nelson, Mustang di Kasia Smutniak, Sants di Mikel Gurrea, Skejtanjeto ne e za devojčinja (Skateboarding Is Not for Girls) di Dina Duma, Thit-Thee Khu (Fruit Gathering) di Aung Phyoe, Uļa (Ulya) di Viesturs Kairišs, Voilà, c’est fini di Gustave Kervern e Yesterday the Eye Didn’t Sleep di Rakan Mayasi.
Tra i titoli selezionati per il Premio al Miglior Documentario figurano Closure, Mustang e Yesterday the Eye Didn’t Sleep, mentre concorrono per il Premio Miglior Opera Prima Poste Italiane Closure, Congo Boy, Gæsten (The Guest), Thit-Thee Khu (Fruit Gathering) e Yesterday the Eye Didn’t Sleep.
Javier Bardem e Tessa Ross: i principali riconoscimenti
Il Premio alla Carriera sarà assegnato a Javier Bardem, protagonista di una carriera internazionale che comprende il premio Oscar® per Non è un paese per vecchi e collaborazioni con autori come Woody Allen, Sam Mendes, Denis Villeneuve, Julian Schnabel, Aaron Sorkin e Alejandro Amenábar. Bardem presenterà alla Festa El ser querido di Rodrigo Sorogoyen, inserito nella sezione Best of 2026. A consegnargli il riconoscimento sarà il regista premio Oscar® Paolo Sorrentino.
L’Industry Lifetime Achievement Award sarà invece assegnato alla produttrice britannica Tessa Ross, candidata all’Oscar® per Conclave e coinvolta come producer dell’atteso Ink di Danny Boyle e come executive producer di film come Billy Elliot, The Millionaire, L’ultimo re di Scozia, In Bruges, 12 anni schiavo e La zona d’interesse. Il premio sarà consegnato da Edward Berger, con cui Ross ha lavorato proprio in Conclave.
Freestyle: cinema, arti e serie
La sezione Freestyle raccoglie opere dalla forma più libera ed è articolata nelle categorie Film, Arts e Serie. Nel comparto cinematografico trovano spazio 7 Anniversari di Sabrina Iannucci, Bloques Erráticos (Erratics) di Thomas Woodroffe, Cambogia di Valerio Lundini, Caro Mondo Crudele di Niccolò Falsetti, Clementine Orange di Lisa Forslund, Club Kid di Jordan Firstman, The Idiot(s) di Małgorzata Szumowska e Michał Englert, Interno Familiare di Paolo Coletta, Lady di Olive Nwosu, Mecenaten (The Patron) di Julia Thelin, Mission di Paul Wright, Riverrun di Philippe Parreno, The State of Us di Jake Harvey e Ollie Gardner, Tangles di Leah Nelson ed El Tren Fluvial (The River Train) di Lorenzo Ferro e Lucas A. Vignale.
Freestyle Arts propone invece una selezione fortemente legata alla cultura e alla creatività contemporanea con Il caso Modigliani di Luca Rea, L’Imaginifico. Gabriele D’Annunzio di Mauro Bartoli, Ingeborg Bachmann – Jemand, der einmal ich war (Ingeborg Bachmann – Someone Who Was Once Me) di Regina Schilling, La linea dell’orizzonte di Federico Frascherelli, Lucia di Luciano di Fabio Cherstich, The Oligarch and the Art Dealer di Andreas Dalsgaard, I pesci non chiudono gli occhi di Audrey Gordon, Pinocchio, il bambino del mondo di Paolo Borraccetti, Siri Hustvedt – Dance Around the Self di Sabine Lidl, Spaccanapoli Times di Nadia Baldi, L’ultimo abbraccio “Chi come me” di Michele Mally e Walking with Animators di Gilles Penso e Alexandre Poncet.
La componente seriale, realizzata in collaborazione con la Fondazione Roma Lazio Film Commission, comprende 177 giorni. Il rapimento di Farouk, All’s Fair, Cagnàz, Chiaroscuro, La famiglia Panini – L’avventura delle figurine, Livatino – Il giudice e i suoi assassini, Marvel Vision Quest, Melania Rea, Memoriae, Il Milanese e Radici.
Grand Public: i film per il grande pubblico
La sezione Grand Public riunisce titoli destinati a un pubblico ampio, con una forte presenza internazionale e numerosi nomi di primo piano. La selezione comprende La Bataille de Gaulle: L’Âge de Fer, Changer l’eau des fleurs, The Debut, Desiderio, È andata così, Elsinore, Le Fantôme de l’Opéra, Geister (Ghost Song), I Play Rocky, Je so’ pazzo, Un Jeu dangereux, Juste une illusion, Klara and the Sun, Me, You, Il Ministero dell’Amore, Noi, un po’ meglio, L’Ora di Tutti, Il Profilo dell’Altra, The Rome Eight, Le Rose di Marrakech, Il Rumore delle Cose Nuove, Se domani non torno, La Sera a Roma, A Talent for Murder, Un tranquillo funerale di famiglia e Whalefall.
Ad aprire ufficialmente la Festa sarà Il Rumore delle Cose Nuove di Paolo Genovese, mentre Me, You di Bille August e Le Fantôme de l’Opéra di Alexandre Castagnetti figurano tra i titoli indicati come World Premiere. La sezione comprende anche opere di Jesse Eisenberg, Taika Waititi, Fatih Akin, Peter Farrelly, Jean-Pierre Jeunet, Simon Stone, Francesco Bruni, Daniele Luchetti e altri autori italiani e internazionali.
Special Screenings: il documentario al centro della selezione
Particolarmente ampia è la proposta degli Special Screenings, con numerosi documentari dedicati alla musica, alla cultura, alla storia, allo sport, alla politica e alle figure del contemporaneo. Tra i titoli figurano Alea Jacarandas, Alla tua partenza sarà notte, A Mare, Artefici di meraviglia. Viaggio nell’illusionismo, L’assurda storia della Gialappa’s Band, Un atto d’amore, Birds of War, Blu, Cantona, Custodi della memoria. La natura al tempo del fuoco, Dans la gueule de l’ogre (Into the Jaws of the Ogre), Elza, Eva Mameli Calvino. La signora dei fiori, Federica – L’ultima Olimpiade, I fili dell’anima, Five Living Buildings (by Renzo Piano), Fuksas – Da tutta la vita, Il ghiaccio in tasca. Mio padre Giuseppe Sinopoli, Il gioco del silenzio, Giudecca, Give Me the Ball!, Un hiver russe (A Russian Winter), In a Time Lapse – A Journey Inside the Album, L’Incontro, In un battito (In a Heartbeat), Knife: The Attempted Murder of Salman Rushdie, Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti, Mace – An Out of Body Experience, The Match, Nedo, un italiano, Non importa dove, Nowruz – Nuovo giorno, Once Upon a Time in Harlem, Pétros Ení, Plus de bruit: Mano Negra! (Make Some Noise: Mano Negra!), Rehearsals for a Revolution, The Secret Reading Club of Kabul, Sense of Water, La stanza degli altri, Tin Castle, To Hold a Mountain, Tutte le stanze che servono, Ultimo Fellini e Wax & Gold.
Alcuni documentari affrontano direttamente temi storici e contemporanei. Rehearsals for a Revolution ricostruisce oltre quarant’anni di storia iraniana attraverso la vicenda familiare della regista Pegah Ahangarani; The Secret Reading Club of Kabul racconta la resistenza culturale di alcune giovani donne afghane attraverso lettura, studio e documentazione clandestina. Sense of Water di Mohammad Rasoulof affronta invece il rapporto tra esilio, linguaggio e responsabilità dell’artista. La stanza degli altri segue una convivenza familiare nata dall’incontro tra una pensionata milanese e una coppia senegalese, mentre Tin Castle osserva per cinque anni la vita di una famiglia di Irish Travellers. To Hold a Mountain intreccia infine dimensione familiare, territorio e opposizione alla trasformazione militare di un’area montana del Montenegro.
Best of 2026: il meglio della stagione internazionale
La sezione Best of 2026 raccoglie film provenienti da altri festival internazionali e considerati tra i titoli più significativi della stagione. Il programma comprende Ben’imana, La Bola Negra, Fatherland, Fjord, Hopeu (Hope), Mariage au goût d’orange, Minotaur, Nina Roza, Notre Salut, The Only Living Pickpocket in New York, El Ser Querido.
Proprio El Ser Querido, con Javier Bardem, sarà uno dei titoli più attesi della sezione, in occasione della consegna del Premio alla Carriera all’attore spagnolo.
Storia del Cinema: restauri, documentari e memoria
La sezione Storia del Cinema, curata per i documentari da Gian Luca Farinelli e Bruno Deloye, propone un percorso attraverso protagonisti, movimenti e opere che hanno segnato il cinema italiano e internazionale.
Tra i documentari figurano Alien vs. Ciro, Bellocchio, le cinéma de la révolte à la tendresse, Carlo Monni, come un grillo nell’uragano, Carolco, un rêve hollywoodien, Cronenberg à corps ouvert, Les films inachevés, Laura Betti, una disperata vitalità, Riz, armonie e dissonanze, Roberto Perpignani – L’emozione dei tagli impropri, Robert Richardson – The White Devil e Terrific Sergio.
Il programma dei restauri comprende invece Les Amants du Pont-Neuf, Billy Liar, Boogie Nights, L’Eclisse, Fight Club, Marie Antoinette, Mephisto, Morire gratis, Paz!, Pola X, Sans titre, Sembra morto… ma è solo svenuto, Sexy Beast, Trainspotting e Trouble in Paradise.
Nel complesso, la ventunesima Festa del Cinema di Roma costruisce così un programma che attraversa generi, formati, epoche e linguaggi differenti. Al concorso internazionale si affiancano una ricca offerta popolare, il cinema d’autore, il documentario, le serie, le arti e il recupero del patrimonio cinematografico, mentre gli incontri con il pubblico e gli eventi diffusi nella Capitale completano una manifestazione pensata per vivere il cinema oltre la singola proiezione.

