George Clooney interviene sulla controversa fusione tra Paramount e Warner Bros. e prende apertamente le difese di Mark Ruffalo, finito al centro di una polemica dopo aver criticato l’operazione e le sue possibili conseguenze per Hollywood. L’occasione è stata la conferenza stampa organizzata alla Mostra del Cinema di Venezia, dove l’attore ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera. Clooney ha affrontato diversi temi, dalla politica americana all’intelligenza artificiale, passando per il futuro dell’industria cinematografica e il ruolo della libertà di espressione.
Rispondendo a una domanda sulla vicenda Ruffalo, Clooney ha espresso una posizione netta: sostiene il diritto dell’attore Marvel di parlare liberamente, anche quando le sue opinioni possono essere controverse o non condivise. “Credo nella libertà di parola anche quando sono completamente in disaccordo”, ha spiegato, sottolineando che impedire a qualcuno di esprimere pubblicamente le proprie posizioni sarebbe incompatibile con i principi democratici. Il riferimento è alle recenti accuse rivolte da Paramount a Ruffalo, accusato dalla società di utilizzare quelli che sono stati definiti “stereotipi antisemiti” dopo le sue dichiarazioni sulla situazione politica e sulla possibile acquisizione di Warner Bros. da parte di Paramount.
Clooney, però, non si è limitato alla questione della libertà di parola. L’attore ha manifestato anche forti perplessità sulla stessa operazione societaria, definendo la fusione “una cosa complicata” e ammettendo di non riuscire a comprendere fino in fondo come possa funzionare dal punto di vista economico. La sua preoccupazione riguarda soprattutto il processo di consolidamento dell’industria dell’intrattenimento: quando una grande azienda ne ingloba un’altra, ha osservato, il rischio concreto è che molti lavoratori finiscano per perdere il proprio posto.
George Clooney vede nella concentrazione di Hollywood un rischio per il lavoro e per la libertà creativa
Le parole di Clooney assumono un peso particolare perché arrivano da una figura che da decenni occupa una posizione centrale nel sistema hollywoodiano, ma che ha sempre mantenuto una forte attenzione nei confronti delle dinamiche politiche e industriali che regolano il settore. La sua critica alla fusione Paramount-Warner Bros. non riguarda quindi soltanto i bilanci delle due società, ma il modello di Hollywood verso cui l’industria sembra dirigersi: un sistema sempre più concentrato nelle mani di pochi grandi gruppi, nel quale le decisioni finanziarie possono avere conseguenze dirette sulla produzione cinematografica e sulle persone che vi lavorano.
La questione si lega anche alle altre preoccupazioni espresse dall’attore durante l’incontro veneziano. Clooney ha parlato dell’intelligenza artificiale, prevedendo che avrà un ruolo sempre più importante nell’industria ma anche conseguenze potenzialmente molto problematiche per gli interpreti. Il suo timore riguarda soprattutto la possibilità che la tecnologia possa modificare o riprodurre le immagini degli attori senza il loro controllo, anche dopo la morte. Una battuta sul rischio di ritrovarsi protagonista di uno spot pubblicitario molti anni dopo essere scomparso ha sintetizzato, con ironia, una preoccupazione molto concreta per il futuro della professione.
Non è casuale, inoltre, che Clooney abbia affrontato il tema del giornalismo. L’attore ha ricordato la crescente concentrazione dei media nelle mani di miliardari come Jeff Bezos ed Elon Musk, collegando implicitamente la questione a quella della concentrazione del potere nell’industria culturale. È lo stesso tema che attraversa il suo cinema e, in particolare, Good Night, and Good Luck., film dedicato allo scontro tra il giornalista Edward R. Murrow e il senatore Joseph McCarthy.
Il passaggio veneziano diventa così anche una fotografia della posizione attuale di Clooney: a 65 anni, celebrato con un riconoscimento alla carriera, l’attore guarda con nostalgia al proprio percorso ma senza rinunciare a intervenire sulle questioni che riguardano Hollywood. Dopo aver diretto The Boys in the Boat, ha spiegato di voler ridurre il proprio impegno dietro la macchina da presa per dedicare più tempo ai figli e concentrarsi nuovamente sulla recitazione. E mentre definisce scherzosamente se stesso un “character actor”, Clooney ha confermato anche il desiderio di tornare a lavorare con Brad Pitt e Matt Damon in un nuovo capitolo di Ocean’s.
