Edoardo De Angelis arriva in Concorso a Venezia 83 con Il fuoco che ti porti dentro, adattamento dell’omonimo romanzo di Antonio Franchini, interpretato da Vanessa Scalera, Lino Musella, Elena Radonicich, Ivana Lotito e Tommaso Ragno. Il film, in programma il 9 settembre 2026 alle 22:00 in Sala Grande, racconta il ritorno improvviso di Angela nella vita del figlio Antonio, che molti anni prima ha lasciato Napoli per costruirsi una famiglia e una carriera a Milano. Quando la donna arriva per Natale e sembra intenzionata a restare, la cena della Vigilia diventa una resa dei conti capace di riportare in superficie anni di sopraffazioni, incomprensioni e un legame dal quale Antonio non è mai riuscito davvero a liberarsi.
Nel commento ufficiale pubblicato dalla Biennale di Venezia, De Angelis descrive Angela come una figura che contemporaneamente lo attrae e lo respinge, qualcuno dal quale vorrebbe fuggire pur sapendo di non avere scampo. Il regista utilizza proprio l’immagine del fuoco per spiegare questa contraddizione: lontano da Angela avverte il freddo e l’oscurità, mentre avvicinandosi troppo rischia di essere bruciato dalla sua forza. Per affrontare un personaggio così ingombrante, De Angelis sostiene di avere a disposizione una sola arma: il cinema.
È questa ambivalenza a rendere Il fuoco che ti porti dentro qualcosa di più di una semplice storia sul conflitto tra una madre e un figlio. Antonio è riuscito fisicamente ad allontanarsi da Napoli, costruendosi altrove una vita apparentemente autonoma, ma la distanza geografica non sembra aver cancellato ciò da cui stava fuggendo. Il ritorno di Angela rende evidente che alcuni rapporti familiari possono continuare a definirci anche quando passiamo anni cercando di sottrarci alla loro influenza. Il vero conflitto del film potrebbe quindi non essere riuscire finalmente ad allontanarsi dalla madre, ma capire quanto di quella madre Antonio continui inevitabilmente a portarsi dentro.
Il fuoco che ti porti dentro trasforma la cena di Natale in una resa dei conti tra amore e bisogno di fuggire
La Vigilia di Natale diventa il luogo nel quale tutte queste tensioni sono costrette a convivere. Angela è descritta come una donna “esagerata nel bene e nel male, irresistibile, antica e ostile”, una presenza capace di alterare immediatamente gli equilibri della famiglia che Antonio ha costruito lontano da lei.
La cena assume così la forma di un campo di battaglia emotivo nel quale il film mescola ferocia e comicità. Il passato torna attraverso le incomprensioni e le sopraffazioni accumulate negli anni, mentre il presente continua a introdurre elementi capaci di rendere la situazione sempre più imprevedibile: un cappone che non vuole finire in pentola, una figlia della quale non si sa se arriverà e persino un illustre ospite inatteso.
Sono elementi che suggeriscono come De Angelis non voglia affrontare il conflitto attraverso un registro esclusivamente drammatico. Il grottesco e il comico possono diventare strumenti particolarmente efficaci quando si raccontano le famiglie, perché permettono di mostrare quanto amore, rancore, assurdità e violenza emotiva possano convivere nello stesso momento.
Al centro rimane però Angela, interpretata da Vanessa Scalera. Il modo in cui De Angelis parla del personaggio è significativo proprio perché rifiuta una lettura semplice. Angela non viene presentata soltanto come una madre opprimente dalla quale Antonio dovrebbe emanciparsi. È contemporaneamente ciò che lo ferisce e qualcosa di cui continua ad avere bisogno.
L’immagine del fuoco racchiude perfettamente questa contraddizione. Il fuoco offre calore, illumina e attira, ma quando ci si avvicina troppo può distruggere. Allontanarsene significa proteggersi, ma significa anche perdere quella fonte di calore. Antonio sembra trovarsi precisamente dentro questa impossibilità: non riesce a vivere accanto alla madre, ma neppure la distanza è sufficiente a renderlo davvero indipendente da lei.
È un conflitto che trova una dimensione ulteriore nella provenienza del protagonista. Antonio è fuggito da Napoli e ha costruito il proprio successo a Milano. Lo spostamento tra le due città può essere letto anche come il tentativo di costruire una nuova identità, separata dalla famiglia e dal passato. L’arrivo di Angela porta però quel passato direttamente dentro la nuova casa, annullando improvvisamente la distanza che Antonio aveva costruito negli anni.
L’adattamento nasce dal romanzo Il fuoco che ti porti dentro di Antonio Franchini, mentre la sceneggiatura del film è firmata da Francesco Piccolo, Ilaria Macchia ed Edoardo De Angelis. Il materiale di partenza possiede quindi già una forte matrice personale e familiare, che De Angelis sembra aver fatto propria attraverso il rapporto quasi fisico che descrive con Angela.
La frase conclusiva del suo commento – «Per fare fronte ad Angela, mi resta solo un’arma: il cinema» – suggerisce infatti che il regista non abbia voluto semplicemente osservare il personaggio dall’esterno. Portarlo sullo schermo significa confrontarsi direttamente con ciò che rappresenta: quella particolare forma d’amore familiare che può contemporaneamente nutrire e soffocare.
Anche il titolo acquista così un significato più ampio. Il fuoco non appartiene soltanto ad Angela. È qualcosa che può essere trasmesso, lasciato dentro gli altri e continuare a bruciare anche quando la persona dalla quale proviene non è più presente. La sinossi parla infatti di un amore che “mai si consuma, neppure andandosene”, suggerendo che la separazione fisica non coincida necessariamente con la fine di un legame.
La cena della Vigilia potrebbe diventare allora il momento nel quale Antonio deve smettere di pensare alla propria vita come a una fuga riuscita. Se Angela continua ad avere il potere di destabilizzarlo dopo tanti anni, significa che la relazione non è mai stata realmente risolta. La resa dei conti può cambiare per sempre il significato del loro rapporto, ma non necessariamente cancellarlo.
Accanto a Vanessa Scalera e Lino Musella, il cast comprende Elena Radonicich, Ivana Lotito, Nicole Malaj, Samuele Mazza, Tony Laudadio e Tommaso Ragno. La fotografia è firmata da Vladan Radovic, il montaggio da Lorenzo Peluso, la scenografia da Carmine Guarino e i costumi da Massimo Cantini Parrini, mentre le musiche sono di La Niña.
Il fuoco che ti porti dentro sarà presentato il 9 settembre 2026 alle 22:00 in Sala Grande in Concorso a Venezia 83, con una seconda proiezione alle 22:15 al PalaBiennale.

