Sono state annunciate le nomination
agli European Film Awards (EFA 2021), i premi che
vengono assegnati dalla European Film Academy per
il 34° anno. L’Italia fa bella mostra di sé con Paolo
Sorrentino e
E’ stata la mano di Dio, con tre nomination, ma la
concorrenza è agguerrita, tra The Father e Titane, che hanno avuto
un glorioso percorso nella season awards.
ATTRICE EUROPEA 2021
Jasna Đuričić in
QUO VADIS, AIDA?
Seidi Haarla in SCOMPARTIMENTO NO. 6 Carey Mulligan in UNA DONNA PROMETTENTE
Renate Reinsve in LA PEGGIOR PERSONA DEL MONDO
Agathe Rousselle in
TITANE
ATTORE EUROPEO 2021
Yuriy Borisov in SCOMPARTIMENTO NO. 6 Anthony Hopkins in
THE FATHER
Vincent Lindon in
TITANE
Tahar Rahim in THE MAURITANIAN
Franz Rogowski in GREAT FREEDOM
SCENEGGIATORE EUROPEO 2021
Radu Jude per BAD LUCK BANGING OR LOONY PORN
Paolo Sorrentino per È STATA
LA MANO DI DIO
Joachim Trier E Eskil Vogt per LA PEGGIOR PERSONA DEL MONDO
Jasmila Žbanić per
QUO VADIS, AIDA?
Florian Zeller e Christopher Hampton per
THE FATHER
Con The French Dispatch, Wes
Anderson torna sul grande schermo e mette in scena un
universo tanto affascinante quanto complesso. Il film è la
trasposizione di tre articoli usciti sul giornale
immaginario The French Dispatch of the Liberty, Kansas
Evening Sun, in occasione della morte del direttore del
settimanale. Un racconto denso, frenetico e corale che unisce
Francia e Stati Uniti dalle ambientazioni ai dialoghi, dalla storia
al cast, nel mondo magico che solo Anderson riesce
a creare.
The French Dispatch: la trama
Creato da Arthur Howitzer
Jr., The French Dispatch of the Liberty, Kansas Evening
Sun è un supplemento domenicale del quotidiano della città di
Liberty in Kansas. Il giornale è ”un fattuale reportage
settimanale sui temi di politica mondiale, le arti, nobili e meno,
e varie storie su ciò che è di umano interesse’‘. Raduna i
migliori giornalisti del tempo: Berensen,
Krementz, Wright. La particolarità
del French Dispatch è la sua sede: un giornale
americano con redazione a Ennui-sur-Blasé, paese
immaginario della Francia.
In occasione della morte di
Howitzer Jr., gli eccentrici redattori del settimanale
decidono di scrivere un numero contenente le migliori storie mai
raccontate da The French Dispatch. Lo
spettatore si trova quindi ad assistere alla narrazione per
immagini dell’ultimo numero del French
Dispatch contenente il necrologio, la storia delle
origini del giornale e tre articoli di successo. Il primo è un
reportage su un artista chiuso in carcere e psicopatico (Il
capolavoro Concreto). Il secondo segue i moti studenteschi
nella Francia del ’68 (Revisioni a un manifesto). Il terzo
è l’indagine sul rapimento del figlio di un commissario di polizia
(La Sala da Pranzo Privata del Commissario di Polizia).
Tre vicende strampalate rappresentate ironicamente.
Una lettera d’amore nei confronti
dei giornalisti
Wes Anderson ha
dichiarato che The French
Dispatch vuole essere “una lettera d’amore nei
confronti dei giornalisti, ambientata nella sede di una rivista
statunitense in una città francese del XX Secolo“. Il regista
è riuscito nel suo intento: giornalismo, Stati Uniti, Francia e
1900 sono perfettamente racchiusi nelle particolarissime immagini
del film.
In The French
Dispatch si respira aria francese:
Ennui-sur-Blasé è una cittadina europea un po’
stereotipata in cui personaggi eccentrici stridono tra loro.
L’ambientazione favolistica ha portato a scegliere come sede delle
riprese la cittadina francese Angoulême. Qui, un
cast numeroso e internazionale si è riunito per prendere parte
alla produzione: tra gli altri, Benicio del Toro (Traffic),
Frances McDormand (Nomadland),
Timothée Chalamet (Dune),
Jeffrey Wright, Adrien Brody, Tilda Swinton, Owen Wilson, Léa Seydoux,
Bill Murray, Willem Dafoe, Saoirse Ronan. I grandi interpreti hanno dato
carattere ai protagonisti del racconto corale, riuscendo ad unire
l’umorismo di fondo del film alla profondità di ciascun
personaggio, dalla giornalista spietata ma con il cuore poetico
(Frances McDormand), all’artista squilibrato e
romantico (Benicio del Toro).
The French Dispatch: un
racconto multimediale
L’elogio al giornalismo è evidente
e ricalcato sotto ogni aspetto: le immagini di apertura, mostranti
il viaggio delle notizie dalla macchina da scrivere fino
all’edicola, sono solo l’inizio di un viaggio tra giornali e
giornalisti. Wes Anderson sceglie il bianco e nero
per trasformare in immagini i tre articoli del French
Dispatch. La scelta del B&W, insieme al ritmo frenetico
dei dialoghi delle tre storie, fatto di subordinate e termini
aulici, crea una distinzione tra la storia generale, mantenuta a
colori, e i singoli racconti.
Gli elementi all’interno del film
sono molteplici: varie lingue, storie, colori, ma anche più
linguaggi. Non mancano i cartelli ad aprire le tre storie, scene
animate che riprendono i fumetti all’interno del giornale, testi
che si mescolano alle immagini. The French
Dispatch stimola continuamente lo spettatore ma forse
richiede un’attenzione quasi impossibile. Non può bastare una sola
visione per cogliere tutti i dettagli delle inquadrature e dei
campi lunghi ma iper-definiti. I nomi dei numerosissimi personaggi,
presenti sulla scena anche per pochi istanti, come anche i dialoghi
frenetici, aggiungono colore al film ma creano inevitabilmente
confusione.
Perché vedere The French
Dispatch
The French
Dispatch
uscirà nelle sale italiane giovedì 11 Novembre 2021.
L’eleganza, la cura e la precisione di ogni dettagli rendono il
film uno degli imperdibili da vedere questo mese.
Anderson è riuscito ancora una volta ad unire
follia, sogno e umorismo in una pellicola variopinta e
stratificata. Un film da vedere e rivedere, un vero e proprio
percorso tra i mezzi d’espressione più potenti del XX Secolo: il
cinema e la carta stampata.
I villain dei fumetti hanno
l’abitudine di non andare d’accordo con nessuno: molti di loro,
infatti, ce l’hanno a morte con l’intero universo. Tuttavia, c’è un
numero sorprendente di supercriminali – sia nell’universo
Marvel che in quello
DC – che possono tranquillamente definirsi tra
loro “migliori amici”. Quali sono le amicizie più pericolose che
gli antagonisti dei fumetti hanno instaurato nel corso della
storia? Scopriamolo insieme…
Namor e Dottor Destino
Sia Namor che Dottor
Destino sono tra i cattivi più potenti dei Fantastici Quattro,
quindi ha senso che si siano alleati nelle loro ambizioni per
cercare di abbattere la squadra. Ma la relazione tra Namor e
Destino è molto più profonda e duratura rispetto alle prime
sporadiche collaborazioni nei primi numeri dei Fantastici
Quattro.
I due sono entrambi i governanti dei
rispettivi regni, Atlantide e Latveria, il che li rende degli
alleati politici. Sono entrambi ugualmente intelligenti e
ambiziosi, con un profondo rispetto reciproco che si manifesta
nella maggior parte dei loro incontri avvenuti nel corso degli
anni.
Professor X e Magneto
I lettori dei fumetti sanno
che Magneto è stato cattivo molte volte nel corso degli anni, ma
per alcuni potrebbe essere strano pensare che lo è stato anche il
Professor X. I due amici di lunga data hanno cospirato su Krakoa
per mantenere i segreti dai loro compagni mutanti e impedire la
resurrezione di Destiny nonostante le promesse fatte a sua moglie,
Mystica.
Magneto è spesso un personaggio
comprensivo; il Professor X a volte è “un idiota” (come disse una
volta Kitty Pryde). Tuttavia, nella loro attuale incarnazione, i
due amici sono estremamente cattivi.
Joker e Due Facce
È difficile immaginare che
Joker sia amico di qualcuno, ma spesso gli capita di stringere
alleanze e una delle più importanti è sicuramente quella con Due
Facce. I due sono stati alleati in diverse occasioni, specialmente
nella serie a fumetti “Batman: Il lungo Halloween”, forse uno dei
migliori archi narrativi dell’eroe degli anni ’90.
Spesso i due si alleano per cercare
di sconfiggere Batman e li abbiamo visti fianco a fianco anche in
altri media, al cinema ad esempio, o anche negli episodi della
serie animata dedicata al Cavaliere Oscuro.
Doctor Destino e Boris
Dottor Destino ha pochi veri amici: uno di questi è certamente
il suo cameriere personale, Boris. Boris è un servitore longanime
di Victor Von Doom che fornisce molto supporto morale (ma anche
materiale) a Destino e ai suoi piani, anche quando la sua
coscienza, a volte, ha la meglio su di lui.
Il
Dottor Destino ha un enorme rispetto per Boris, anche se a volte lo
tratta male. Parte di ciò è dovuto alla devozione di Boris, ma
anche al fatto che Boris è il padre di Valeria, uno dei più grandi
interessi amorosi di Destino.
Venom e Eddie Brock
Venom e Eddie Brock
oscillano costantemente tra eroe e cattivo nei fumetti, ma una cosa
rimane costante: il simbionte ed Eddie sono migliori amici. È una
collaborazione improbabile, nata dalle circostanze e da un odio
reciproco per Spider-Man, ma da allora è diventata un legame tanto
letterale quanto figurativo.
Eddie è una specie di emarginato,
così come il simbionte, cosa che li porta a fare affidamento l’uno
sull’altro per il supporto e la sopravvivenza, mentre cercano di
trovare la loro strada nel mondo. Sono anche, a modo loro, genitori
di altri simbionti.
Lex Luthor e Joker
Lex Luthor e Joker sembrerebbero non avere nulla in comune…
Eppure, in qualche modo, alla fine sono diventati amici, almeno in
alcune versioni della continuity DC Comics. I due erano due stretti
alleati quando facevano parte della Injustice Gang negli anni
’90.
Sono
stati anche partner della Legion of Doom, anche se alcuni dei loro
incontri diventarono prevedibilmente strani. Una volta, Joker e Lex
Luthor hanno persino unito le forze per eliminare una variante di
Lex Luthor da una linea temporale alternativa.
Incantatrice e Skurge
I fan dei fumetti sanno che
Incantatrice è uno dei più grandi cattivi di Thor. Ha pochi amici,
ma una delle amicizie più strette e toccanti che ha è quella con
Skurge l’Esecutore. Durante l’iconica run su Thor dello scrittore e
artista Walt Simonson degli anni ’80, Skurge funge da scagnozzo
personale di Amora.
Si innamora di lei, cosa che però
lei non ricambia. Tuttavia, ha una profonda simpatia per lui ed è
profondamente commossa quando lui sacrifica la sua vita per salvare
la sua e quella degli altri.
Scarlet Witch e Agatha
Harkness
Scarlet Witch e Agatha
Harkness sono entrambe eroine della Marvel Comics, ma sono state anche entrambe
cattive e sono profondamente collegate grazie proprio alle loro
peggiori azioni. Le due sono state molto amiche, stabilendo una
relazione mentore/studente, con Agatha che ha addestrato Wanda alla
magia. Ma Agatha ha anche fatto un incantesimo a Wanda per farle
dimenticare dei suoi figli.
Quando Wanda realizzò la verità
molti anni dopo, scatenò tutta la sua rabbia. Ha ucciso Agatha
Harkness e ha poi attaccato anche i Vendicatori. Le sue azioni
hanno portato alla morte di Occhio di Falco e alla fine sono
culminate nella Decimazione, che ha cancellato la maggior parte dei
mutanti dal mondo.
Mystica e Destiny
Mystica e Destiny sono due dei cattivi più importanti degli
X-Men
e dei Vendicatori, entrambi al centro della Confraternita dei
Mutanti Malvagi nel corso degli anni. Sono anche amiche intime:
anzi, in realtà sono una vera e propria coppia.
La
loro storia d’amore risale a molti anni fa, ma è andata avanti
grazie al fatto che Mystica che riporta in vita Destiny. Vogliono
solo vivere le loro vite, un nobile obiettivo che, tuttavia, sembra
covare ancora degli intenti malvagi. Mystica anche è uno dei
principali sospettati della morte di Scarlet Witch in “The Trial Of
Magneto”.
Harley Quinn e Poison Ivy
Harley Quinn e Poison Ivy
entrano ed escono dai loro panni di supercriminali nei fumetti e
sempre più in altri media, ma una costante è la loro profonda
amicizia. Ha sempre avuto un qualcosa di romantico, che è stato poi
sottolineato sia fumetti che nella serie animata di HBO
Max, ma in fondo queste due cattive sono migliori amiche.
Si completano a vicenda molto bene,
con la socievole Harley che fa emergere il vero spirito nella
misantropa Ivy, che è stata determinante nell’aiutare Harley a
vedere il valore in se stessa e diventare una persona più sana.
Torna il Festival di
Torino per l’edizione 39 in presenza. Dopo lo scorso anno
in cui il COVID-19 ci ha tenuti lontani dalla splendida città della
Mole, una nuova edizione in presenza è stata annunciata e di
seguito trovate tutti i titoli del concorso di Torino 39:
Torino 39: i film del concorso
ALONERS di Hong
Seong-eun (Corea del Sud, 2021, DCP, 91′) Jina, giovane impiegata
modello, lavora in un call-centre per conto di una società
bancaria. Due episodi sconvolgono l’equilibrio delle sue giornate:
il vicino di casa viene ritrovato morto dopo una settimana e la
madre muore lasciando un dubbio testamento. Jina utilizza la camera
che era stata installata a casa della madre per osservare le
giornate del padre rimasto solo in casa.
BETWEEN TWO DAWNS di Selman Nacar (Turchia /
Romania / Francia / Spagna, 2021, DCO, 91’) Kadir conduce
felicemente una fabbrica tessile con il resto della famiglia.
Quando un operaio si ustiona le cose per lui cambieranno senza
quasi accorgersene. Un film che affronta con estrema sobrietà temi
importanti come la sicurezza sul lavoro e la fiducia. Tutto è
focalizzato sull’incidente, le sue conseguenze, lo sgretolarsi
delle certezze di Kadir, in un lungo accerchiamento dello
sguardo.
LE BRUIT DES MOTEURS / THE NOISE OF ENGINES di
Philippe Grégoire (Canada, 2021, DCP, 79′) Un istruttore di tiro
presso una scuola di agenti doganali, dopo un incontro passionale
con una studentessa, viene sospeso dal lavoro. Si trasferisce dalla
madre in un paesino di provincia. Per uno strano gioco del destino,
la piccola comunità viene sconvolta dalla produzione di disegni
erotici ad opera di un presunto maniaco sessuale, e l’istruttore
finisce nella lista degli indagati.
LA CHICA NUEVA / THE NEW GIRL di Micaela
Gonzalo (Argentina, 2021, DCP, 80′) Jimena, senza soldi e dimora,
attraversa l’Argentina per ricongiungersi al fratellastro in Rio
Grande. Decisa a dare una svolta alla sua vita, trova un lavoro in
una fabbrica e con questo una comunità a cui appartenere.
CLARA SOLA di Nathalie Álvarez Mesén
(Svezia/Costa Rica/Belgio/Germania, 2021, DCP, 108′) In un remoto
villaggio della Costa Rica Clara, sofferente per dolori a ossa e
muscoli, viene usata dalla madre superstiziosa come guaritrice in
raduni religiosi. Le è stata cucita addosso una camicia di forza
della quale dovrà sbarazzarsi. Un film di dolore muto e furioso,
oppressione e liberazione.
THE DAY IS OVER di Rui Qi (Cina, 2021, DCP,
103′) In un villaggio rurale della Cina, tra le case povere e la
scuola, quattro giovani ragazzine formano un gruppetto
inseparabile: insieme vagabondano per i campi e le strade, nella
natura verdeggiante e rigogliosa tra i fiumi e i boschi, mentre
affrontano i drammi del loro quotidiano. Un’opera prima di
struggente bellezza e semplicità.
FEATHERS di Omar El Zohairy
(Francia/Egitto/Olanda/Grecia, 2021, DCP, 112′) Una donna
totalmente asservita ai suoi doveri di moglie e madre affronta un
cambiamento radicale
dopo che, alla festa di compleanno del figlio, un prestigiatore
trasforma suo marito in un pollo. Costretta ad assumere il ruolo di
capofamiglia e nonostante gli sforzi per ripristinare la
situazione, la donna comincia ad assaporare il gusto nuovo della
libertà. Le conseguenze saranno eclatanti. Il film sarà distribuito
in Italia da Wanted.
GROSSE FREIHEIT / GREAT FREEDOM di Sebastian
Meise (Austria / Germania, 2021, DCP, 117′) Dall’immediato secondo
dopoguerra alla fine degli anni ’60, Hans Hoffman viene
ripetutamente condannato per omosessualità. Trascorrono, così,
vent’anni, fatti di silenzi, sguardi, dolore e speranza, dove i
gesti si ripetono tragicamente sempre uguali. Quasi un melodramma
sull’ostinata ricerca di libertà e amore.
UNE JEUNE FILLE QUI VA BIEN / A RADIANT GIRL di
Sandrine Kiberlain (Francia, 2021, DCP, 98′) – Anteprima
Internazionale Parigi, 1942. Irène, giovane ebrea francese, studia
recitazione e vive con la famiglia. Sogna un futuro in teatro, ma
tutto cambia con l’inizio della persecuzione degli ebrei. L’attrice
Sandrine Kiberlain esordisce come regista trattando un tema storico
con assoluta modernità di sguardo che colpisce al cuore.
IL MUTO DI GALLURA di Matteo Fresi (Italia,
2021, DCP, 103′) Quasi un western ambientato tra i monti e i boschi
della Gallura, dove, tra il 1849 e il 1856 si consumò
una feroce faida tra le famiglie Mamia, Pileri e Vasa che causò
decine di morti. Tra gli artefici c’era Bastiano Tansu, detto il
Muto, divenuto protagonista di una leggenda ancora, in parte,
avvolta nel mistero. Il film sarà distribuito da Fandango.
EL PLANETA di Amalia Ulman (USA, 2021, DCP,
79′) Leonor torna a Gijon per stare con la madre dopo la morte del
padre. L’opera prima della regista e attrice, in bianconero, è
ambientata negli anni recenti della crisi economica e, con i toni
della commedia stralunata e malinconica e di un umorismo amaro,
descrive la deriva sociale e esistenziale di due donne.
LA TRAVERSÉE / THE CROSSING di Florence Miailhe
(Francia/Repubblica Ceca/Germania, 2021, DCP, 84′) Allontanati
bruscamente dai genitori, due fratellini affrontano un drammatico
viaggio per scappare dalle persecuzioni perpetrate nel loro paese
d’origine, nell’Est Europa. Una raffinata opera di cinema
d’animazione che usa tecniche originali per un racconto sullo
sforzo senza fine di chi emigra per trovare una vita migliore.
In una recente intervista con
Screen Rant, gli sceneggiatori di Eternals,
Matthew K. e Ryan Firpo, hanno rivelato alcune delle loro idee
scartate per le scene post-credit del film. Secondo gli
sceneggiatori, le prime versioni del film includevano
un’apparizione di Sam Wilson alla fine del film, appunto in una
delle scene post-credit.
Tuttavia, gli sceneggiatori hanno
poi accantonato l’idea, capendo che forse non era ancora il momento
di far incontrare gli
Eterni con i Vendicatori sul grande schermo. “C’era una
versione in cui Sam Wilson doveva presentarsi proprio alla fine del
film, in una delle scene post-credit, ma penso che fosse qualcosa
che… Vedremo questi universi scontrarsi, ma ci vorrà ancora un po’
prima che accada davvero”, hanno raccontato.
“Inoltre, in termini di
timeline, abbiamo appena perso Tony, abbiamo appena perso Cap,
Natasha se n’è andata, Hulk sta attualmente lavorando su se stesso,
forse per cercare di essere più umano che intelligente… Penso che
tutti i Vendicatori fossero semplicemente troppo occupati”,
hanno aggiunto. “Penso che il nostro film abbia luogo più o
meno in concomitanza con quello che accade in The Falcon and the Winter
Soldier, o giù di lì… Quindi sono tutti impegnati al momento.
Ma sono certo che prima o poi si inizierà a capire che sono state
gettate le basi per qualcosa in grande stile che accadrà molto
presto.”
Eternals,
il terzo film della Fase Quattro dell’Universo Cinematografico
Marvel diretto dalla regista vincitrice dell’Academy
Award Chloé Zhao, arriverà il 3 novembre
nelle sale italiane. Il film targato Marvel
StudiosEternals presenta
un nuovo team di supereroi dell’Universo Cinematografico
Marvel: l’epica storia, che abbraccia migliaia di anni, mostra
un gruppo di eroi immortali costretti a uscire dall’ombra per
unirsi contro il più antico nemico dell’umanità, The Deviants.
Il cast del film
comprende Richard
Madden, che interpreta l’onnipotente
Ikaris; Gemma
Chan, che interpreta Sersi, amante
dell’umanità; Kumail
Nanjiani, che interpreta Kingo, dotato dei poteri del
cosmo; Lauren Ridloff, che interpreta la
velocissima Makkari; Brian Tyree Henry, che
interpreta l’intelligente inventore Phastos;Salma
Hayek, che interpreta la leader saggia e spirituale
Ajak; Lia McHugh, che interpreta Sprite,
eternamente giovane e al tempo stesso piena di
saggezza; Don Lee, che interpreta il
potente Gilgamesh; Barry Keoghan, che interpreta il solitario
Druig; e Angelina
Jolie, che veste i panni dell’impetuosa guerriera
Thena.Kit
Harington interpreta Dane Whitman.
AppleTV+ ha
diffuso il trailer del film Apple Original di
natale
Il Natale della discordia che debutterà sulla
piattaforma il 26 novembre. Il film è diretto da Becky Read con
produttori Julia Nottingham e Lisa Gomer-Howes e Chris Smith nel
ruolo di produttore esecutivo.
Il Natale della discordia segue le vicende di un
quartiere dell’Idaho del Nord sconvolto dall’ossessione di un uomo
per il Natale che lo porta a voler trasmettere l’allegria a tutti,
attraverso il più grande evento natalizio comunitario che l’America
abbia mai visto. Il piano dell’avvocato amante del Natale Jeremy
Morris subisce un intoppo quando l’associazione dei proprietari di
casa del vicinato lo informa che l’evento viola le regole del
quartiere. La polemica per l’organizzazione dei festeggiamenti
deflagra in modo irreversibile, mandando le cose fuori controllo;
con l’escalation della situazione, il film pone la domanda: chi
vince quando diritti e interessi diversi si scontrano? La regista
Becky Read mette insieme le varie prospettive in questo bizzarro
racconto di Natale sulle libertà, con un messaggio sulle differenze
e la tolleranza.
Si rinnova anche quest’anno la
collaborazione tra TorinoFilmLab, laboratorio
internazionale di formazione, sviluppo e coproduzione di
lungometraggi e serie TV promosso dal Museo Nazionale del
Cinema di Torino, e Trentino Film
Commission.
Frutto di questa sinergia è
Green Filming Award, un premio con l’obiettivo di
incoraggiare la produzione sostenibile,
promuovendo e applicando il disciplinare internazionale
Green Film all’interno del programma TFL
FeatureLab.
Green Film è il sistema di
certificazione ideato nel 2017 da Trentino Film Commissione e
adottato dall’ Associazione Italian Film Commissions, composta da
20 Film Commission diffuse su tutto il territorio italiano, come
strumento di riferimento per incentivare la sostenibilità
ambientale nel cinema. Si basa su alcuni semplici criteri di
sostenibilità ambientale, universalmente riconosciuti, a partire
dai quali sono state sviluppate delle azioni concrete che i
produttori possono mettere in atto durante le riprese per ridurre
l’impatto del loro lavoro sull’ambiente.
Questa collaborazione prevede che
durante l’ultimo workshop del programma annuale
FeatureLab, che si terrà il 30
novembre, un rappresentante di Trentino Film Commission
incontrerà i 10 progettipartecipanti al programma
FeatureLab per illustrare le caratteristiche del
disciplinare Green Film, studiare caso per caso le
opportunità che l’applicazione di tale protocollo può offrire ai
team e le modalità per produrre con maggiore rispetto per
l’ambiente. Al termine del forum di coproduzione
Meeting Event, una giuria internazionale
assegnerà i Production Awards a 4 progetti
selezionati di FeatureLab.
I progetti vincitori avranno la
possibilità di scegliere se applicare il protocollo Green Film:
qualora decidessero di farlo, riceveranno un contributo di
2.000 euro da parte del TFL per coprire parte
delle eventuali spese extra. Inoltre Trentino Film Commission
offrirà una consulenza per redigere un piano di sostenibilità e
coprirà i costi del green manager fino ad un massimo di 2.000
euro.
In Suicide
Squad di David Ayer, la Task
Force X si ritrova ad affrontare Incantatrice e suo fratello
Incubus, due identità malvagie che hanno preso il controllo della
fittizia Midway City e trasformato gli uomini in mostri, con
l’obiettivo di spazzare via l’intera umanità.
Ad un certo punto del film,
Incantatrice evoca Incubus, un essere interdimensionale con poteri
divini, per farsi aiutare nella sua impresa. Incubus ha un aspetto
molto più appariscente nel film, rispetto alla controparte
fumettistica, ma a quanto pare Ayer aveva in mente un design ancora
più spettacolare e audace che, alla fine, è stato scartato per la
versione cinematografica (che sappiamo essere molto diversa dal
film che il regista aveva in mente).
Attraverso il suo account
Twitter, infatti, David Ayer ha condiviso un
concept di quello che doveva essere il design iniziale di Incubus,
il look che Ayer avrebbe voluto per il personaggio, ma che alla
fine è stato modificato. L’emoji che ha accompagnato la didascalia
(una faccina triste), indica chiaramente che al regista non è è
stato permesso di concretizzare la sua idea. In base al concept,
Ayer aveva immaginato Incubus come racchiuso all’interno di
un’armatura d’argento che doveva quasi suggerire l’idea di un “uomo
in fiamme”.
David Ayer su Suicide
Squad: “Non ho mai raccontato la mia versione della storia
e non lo farò mai”
David Ayer ha
rivelato tantissimi dettagli a proposito della sua versione di
Suicide
Squad negli corso degli ultimi anni. Tuttavia, ha
rilasciato la sua dichiarazione più audace in merito lo scorso
luglio.
“Ci ho messo la mia vita in
Suicide Squad”, aveva scritto il
regista su Twitter. “Ho fatto qualcosa di straordinario.
Il mio taglio è un viaggio tanto intricato quanto emotivo, che
racconta di alcune persone cattive sulle quali viene gettata m***a
e che alla fine vengono scartate (tema che mi tocca nel profondo).
Il taglio dello studio non è assolutamente il mio film. Leggetelo
di nuovo. Il mio taglio non è la Director’s Cut di 10 settimane: è
un montaggio completamente maturo, opera di Lee Smith, basato
sull’incredibile lavoro di John Gilroy…
…È tutta la brillante colonna
sonora di Steven Price, senza una sola canzone radiofonica
nell’intero film. Presenta archi narrativi
tradizionali, interpretazioni straordinarie, una solida risoluzione
del terzo atto. Poche persone l’hanno vista. Non ho
mai raccontato la mia versione della storia e non lo farò mai.
Appartengo alla vecchia scuola, da questo punto di vista. Quindi ho
tenuto la bocca chiusa e ho incassato tutto lo tsunami di critiche
personali, a volte scioccanti. Non parlerò più
pubblicamente della questione.”
La realtà, sincera e fredda, è la
protagonista del
film Yara di Marco Tullio Giordana, un racconto quasi
documentaristico della vicenda realmente accaduta a Yara
Gambirasio, tredicenne scomparsa nel 2010 e ritrovata morta.
Con un’attenta ricostruzione del processo di indagine e delle sue
sfaccettature, il regista riporta i fatti da un nuovo punto di
vista. Il risultato è un lungometraggio profondo ma lontano dai
sentimentalismi esasperati e dal gossip mediatico.
La vera storia di Yara
Yara
Gambirasio (Chiara Bono) era una
ragazzina di tredici anni. Abitava a Brembate di Sopra nel
bergamasco. Era una ginnasta, si allenava in un centro sportivo a
700 metri da casa. Anche il 26 novembre 2010 era andata in palestra
a piedi, come era solita fare. Attesa a casa per le 18:30,
Yara non ha mai più fatto ritorno.
La famiglia lancia l’allarme e le
indagini partono tempestivamente, vedendo coinvolti nella ricerca
carabinieri, polizia, RIS e innumerevoli volontari. Dopo tre mesi
di nulla, il corpo di Yara viene ritrovato il 26 febbraio
2011 in un campo di Chignolo d’Isola, una località a 10 km di
distanza da Brembate. Dai resti, si comprende che l’aggressore ha
ferito Yara più volte. Ha tentando di abusare di lei, per
poi lasciarla morire nel campo. Con il rinvenimento del corpo, le
indagini possono proseguire: le tracce di DNA sugli indumenti di
Yara sono l’elemento chiave per identificare Ignoto
1, ossia l’assassino. Grazie all’inarrestabile pubblico
ministero Letizia Ruggeri, interpretata abilmente da
Isabella Ragonese, l’indagine prosegue con
test del DNA a tappeto su tutta la popolazione della zona, fino
all’identificazione dell’aggressore: nel 2014 Giuseppe
Bossetti viene arrestato e processato.
Discrezione e delicatezza conducono
il film Yara
La vicenda di Yara è stata
raccontata infinite volte dai media. I giornali, i telegiornali e i
programmi televisivi hanno detto la loro sulla ragazzina, sulla
famiglia e sui sospettati. Spesso a sproposito e troppo
frettolosamente. Marco Tullio Giordana ha voluto invece dare il
giusto rispetto alle persone coinvolte nella terribile storia,
creando un racconto onesto, che segue i momenti cruciali delle
indagini, includendo i successi e gli insuccessi delle forze
dell’ordine, la buona e cattiva gestione delle tempistiche, le
pressioni eccessive dei media sulla famiglia. Il regista inserisce
così la sua visione critica sulla vicenda, ma senza compromettere
la storia con eccessive coloriture del tutto non necessarie.
L’emozione contenuta dei
personaggi
Le emozioni non mancano nel film. La
famiglia soffre, primi tra tutti i genitori di Yara,
interpretati eccellentemente da
Sandra Toffolattie Mario
Pirello. Isabella
Ragonese, nei panni della PM Letizia Ruggeri,
è vista mentre cerca di districarsi tra superiori poco fiduciosi,
apprensioni materne, doveri morali e leggi vincolanti. Anche
l’opinione pubblica e i concittadini sono mostrati nel loro
turbamento per la scomparsa di Yara, ma non vi è nulla di
eccessivo, forzato o strappalacrime. Con questo tipo di racconto,
privo di crudezza estrema o di tecnicismi giuridici e medici, lo
spettatore può seguire le vicende dall’inizio alla fine con la
giusta dose di coinvolgimento e lucidità.
Un racconto femminile, al
quadrato
Letizia Ruggeri è forse la
vera protagonista del film: capo delle indagini, racconta allo
spettatore passo per passo i momenti cruciali della ricerca. È lei
che traina l’intera squadra d’indagine: nello sconforto generale,
la Ruggeri non molla. La voce potente di Isabella
Ragonese, dalle chiamate ai genitori di Yara
all’arringa durante il processo, è una costante nel film. Ma non è
l’unica: le parole di Yara ritornano costantemente nel
lungometraggio. Con numerosi voice-over che accompagnano le
immagini, vengono riprese le frasi che la ragazza scriveva nel suo
diario, lette e rilette dalla Ruggeri durante le indagini
per cercare di trarne anche un minimo indizio. La voce delicata e
spensierata di Chiara Bono inserisce nelle fasi
dell’indagine sull’assassinio la leggerezza della ragazzina,
creando un efficace effetto stridente.
Non manca quindi l’attenzione alla
dimensione femminile. Nella sua totalità, Yara è
un film che vuole evidenziare criticandoli i giochi di forza che
alcune donne si trovano a vivere. Può trattarsi di forza fisica,
come l’aggressione subita da Yara, o di potere, come le
pressioni contro cui lotta la PM, in un lavoro ancora intriso di
cultura misogina.
Yara è disponibile su Netflix
Yara è disponibile
dal 5 novembre 2021 in streaming sulla piattaforma
Netflix. Grazie alla ricostruzione
attenta del vero, il docu-film riesce a prendere parola su una
storia brutale, raccontando perfettamente l’orrore inserito, se non
nascosto, nell’ordinario.
In Eternals,
il personaggio di Superman viene menzionato
quando il figlio di Phastos (Brian Tyree Henry)
incontra Ikaris (Richard
Madden) e lo scambia per il “grande boy scout blu”. Si
tratta di un piccolo, ma divertente, riferimento all’iconico eroe
che stabilisce che i personaggi DC esistono nel Marvel Cinematic Universe (almeno
come personaggi di fantasia!).
Durante un’intervista con il sito
francese
Cinema.jeuxactu.com, alla regista Chloé Zhao è stato chiesto se Ikaris potesse
essere stato l’ispirazione per la creazione di Superman all’interno
del MCU, e la stessa ha rivelato che l’interpretazione del
personaggio da parte di Henry Cavill, che abbiamo visto per la prima
volta ne L’uomo d’acciaio, ha avuto una grande
influenza sul film.
“Superman è l’Übermensch, l’uomo
definitivo, il superuomo, un concetto che esiste in tutte le
culture”, ha spiegato la regista. “Di tutte le moderne
interpretazioni di Superman, è quella di Zack Snyder con L’uomo d’acciaio ad avermi ispirato di più,
perché Zack si è avvicinato a questo mito in modo autentico e molto
reale. Ricordo di aver pensato che fosse Superman di Terrence
Malick, quando ho visto il trailer la prima volta. Quel film ha
avuto un forte impatto su di me. Ikaris è, ovviamente, la nostra
interpretazione di Superman.”
È interessante che Zhao menzioni
L’uomo d’acciaio, dal momento che molti hanno già fatto
paragoni tra Eternals e
il film di Snyder. Entrambi, infatti, hanno suscitato reazioni
negative (o comunque miste) da parte della critica, anche se
L’uomo d’acciaio è considerato da molti fan un
capolavoro incompreso. Chissà… forse anche l’ultima avventura della
Fase 4 del MCU, in futuro, verrà considerata tale.
Eternals,
il terzo film della Fase Quattro dell’Universo Cinematografico
Marvel diretto dalla regista vincitrice dell’Academy
Award Chloé Zhao, arriverà il 3 novembre
nelle sale italiane. Il film targato Marvel
StudiosEternals presenta
un nuovo team di supereroi dell’Universo Cinematografico
Marvel: l’epica storia, che abbraccia migliaia di anni, mostra
un gruppo di eroi immortali costretti a uscire dall’ombra per
unirsi contro il più antico nemico dell’umanità, The Deviants.
Il cast del film
comprende Richard
Madden, che interpreta l’onnipotente
Ikaris; Gemma
Chan, che interpreta Sersi, amante
dell’umanità; Kumail
Nanjiani, che interpreta Kingo, dotato dei poteri del
cosmo; Lauren Ridloff, che interpreta la
velocissima Makkari; Brian Tyree Henry, che
interpreta l’intelligente inventore Phastos;Salma
Hayek, che interpreta la leader saggia e spirituale
Ajak; Lia McHugh, che interpreta Sprite,
eternamente giovane e al tempo stesso piena di
saggezza; Don Lee, che interpreta il
potente Gilgamesh; Barry Keoghan, che interpreta il solitario
Druig; e Angelina
Jolie, che veste i panni dell’impetuosa guerriera
Thena.Kit
Harington interpreta Dane Whitman.
La trilogia del Signore degli Anelli di Peter
Jackson è nota per le sue battaglie epiche e la portata
gigantesca che ne ha consacrato la fama, ma un altro importante
aspetto anche ha elevato questi film grandiosi è il cast: infatti,
grazie ad un ensemble di attori di talento, gli amati e iconici
personaggi della Terra di Mezzo hanno preso vita.
Tuttavia, a parte alcuni personaggi
femminili chiave come Galadriel ed
Eowyn, il cast della trilogia si componeva per lo
più di attori maschi. Sarebbe quindi interessante considerare come
il film e i suoi personaggi potrebbero essere rappresentati
diversamente, se fosse un cast di attrici femminili ad assumere i
ruoli principali.
Gollum: Tatiana Maslany
Gollum (Andy
Serkis) è forse il personaggio più complesso della
trilogia del Signore degli Anelli; avvelenato
dalla maledizione dell’anello, Gollum è diventato
una creatura miserabile, dalle molteplici personalità contrastanti:
una cerca di trovare gentilezza e felicità, mentre l’altra dà voce
ai suoi pensieri più violenti e crudeli.
Ci vuole un vero attore camaleontico
per riuscire ad interpretare al meglio un personaggio come
Gollum e Tatiana Maslany sarebbe
certamente all’altezza del compito. Il suo ruolo iconico in
Orphan Black le ha fatto interpretare più
personaggi con personalità molto diverse, anche se ognuno di essi
si percepisce come una creazione distinta e sviluppata in maniera
autonoma.
Boromir: Lena Headey
Boromir
(Sean
Bean) è un altro personaggio a tutto tondo, che si
rivela differente rispetto alla prima impressione che dà. Era il
membro della Compagnia che sembrava il più
probabile a tradire il gruppo; tuttavia, ha trovato la redenzione e
si è dimostrato un eroe pur essendo anche uno dei membri
dall’inclinazione più tragica della compagnia.
La co-star di Game of
Thrones di Sean Bean, Lena Headey, ha dimostrato quanto possa essere
efficace nell’interpretare i cattivi. Ma mentre la sua performance
come Cersei Lannister è piuttosto malvagia, la
Headey è stata anche in grado di far entrare il
pubblico in empatia con il suo personaggio, il che è stato un vero
successo, visto lo status di terribile villain che si era
guadagnato.
Pipino: Maitreyi Ramakrishnan
Per molti versi,
Pipino (Billy
Boyd) ne Il signore degli anelli
sembra essere il membro più inutile della compagnia: sembra più
interessato al cibo da procacciarsi che alla missione e attua
continuamente in maniera infantile per peggiorare le cose.
Tuttavia, dimostra anche di saper combattere per ciò in cui crede,
quando è necessario.
Maitreyi
Ramakrishnan è diventata una star di successo con il suo
ruolo principale in
Never Have I Ever. Interpreta Devi,
una giovane ragazza che ha a che fare con un dramma senza fine
nella sua vita. Seppur Devi abbia la tendenza a
peggiorare le situazioni già di per sè negative, è anche una
persona forte e determinata.
Merry: Devery Jacobs
Merry
(Dominic
Monaghan) è un altro interessante membro della
compagnia che si svela lungo il cammino. Anche se all’inizio ne
Il Signore degli anelli non è un giovane hobbit
molto serio, il suo coraggio cresce nel corso della missione perché
vuole fare la sua parte nello sconfiggere le forze del male.
Devery Jacobs si è
recentemente fatta un nome nell’eccellente serie
Reservation Dogs disponibile su Disney+. Lei interpreta un altro membro di una
squadra di duri che può scherzare come gli altri, ma ha un lato più
serio che la rende estremamente determinata.
Gimli: Michelle Rodriguez
Gimli
(John
Rhys-Davies) potrebbe non sembrare un gran giocatore
di squadra, ma finisce per essere un membro prezioso della
compagnia. Il suo contegno scontroso contribuisce a renderlo un
divertente personaggio di rilievo comico, ma è anche sempre pronto
a combattere.
Michelle Rodriguez ha costruito la sua
carriera grazie all’interpretazione di intensi ruoli da
duro come Letty nel franchise Fast and Furious. Sarebbe perfetta per il
burbero Gimli ne Il signore degli
anelli, che ama la battaglia e si preoccupa per gli altri
membri della squadra, anche se non lo mostra sempre.
Legolas: Zoe Saldana
Legolas
(Orlando
Bloom) è diventato rapidamente uno dei personaggi
preferiti dai fan della trilogia de Il signore degli
anelli come forse il miglior guerriero del gruppo. È un
elfo stoico e serio che mantiene fiducia e grazia anche nel bel
mezzo della battaglia.
Zoe Saldana è stata al centro di alcuni dei
più grandi film di tutti i tempi e porta sempre un’energia
aggraziata nei suoi potenti ruoli da guerriera. Con ruoli come
Gamora, è chiaro che Saldana può
interpretare benissimo il ruolo del soldato efficiente, che si
mantiene imperturbabile anche sotto pressione.
Gandalf: Michelle Yeoh
Anche se ogni membro della
Compagnia ha il suo scopo preciso e specifico,
Gandalf (Ian
McKellen) è il collante che li tiene tutti insieme.
Non solo sono guidati dalle sue potenti capacità di mago ne
Il signoredeglianelli, ma anche dalla sua saggezza e
leadership.
Michelle Yeoh è un attrice che porta con sè
una presenza scenica imponente in ogni ruolo. Eccelle
nell’interpretare il tipo di personaggi che sono potenti di per sé,
ma che possono anche aiutare a guidare i personaggi meno esperti,
come dimostra il suo recente ruolo in Shang-Chi.
Sam: Nicola Coughlan
Samwise
Gamgee (Sean
Astin) potrebbe non essere un grande guerriero o un
potente mago, ma è forse il più grande eroe della trilogia del
Signore degli Anelli. Anche se preferirebbe essere
a casa nella Contea, Sam è colui che trascina
Frodo nella loro missione, mostrando un enorme
coraggio lungo la strada.
Nicola Coughlan è
meglio conosciuta per i ruoli in Derry Girls e
Bridgerton.
Eccelle nell’interpretare quegli amici leali e compassionevoli che
potrebbero essere trascurati dagli altri ma che dimostrano di avere
più forza di chiunque altro.
Frodo: Thomasin McKenzie
Frodo
(Elijah
Wood) è il protagonista riluttante della storia,
spinto fuori dalla sua routine comoda e gravato da incredibili
responsabilità. Il pubblico prova compassione per
Frodo, che viene mostrato come dolce e gentile, ma
anche terrorizzato dalla situazione in cui si trova.
Thomasin McKenzie
dimostra una straordinaria intensità in molte delle sue
interpretazioni, da Jojo Rabbit al recente Last Night in Soho. Riesce a interpretare
efficacemente quei personaggi vulnerabili ma forti per i quali il
pubblico può facilmente fare il tifo.
Aragorn: Danai Gurira
Aragorn
(Viggo
Mortensen) è forse il personaggio più popolare del
Signore degli Anelli e il suo viaggio è centrale
nel mondo di questa storia. È un guerriero abile e impavido che non
esita a lanciarsi in battaglia. È anche qualcuno che può diventare
un leader quando necessario.
Danai Gurira ha interpretato una serie di
eroine ispiratrici come Michonne in The
Walking Dead e Okoye nel MCU.
È una guerriera molto convincente, ma è anche qualcuno che le
persone sono disposte a sostenere e seguire in battaglia.
Ora, come svelato da
The Hollywood Reporter, nonostante l’annuncio in pompa magna
durante l’evento Disney (con tanto di
teaser annoucement), pare che il film sia stato messo
ufficialmente in stand-by a causa degli impegni della regista, che
di fatto renderebbero impossibile l’inizio della produzione del
film per il 2022 (come inizialmente programmato).
Secondo la fonte, la speranza è che
Jenkins possa tornare a lavorare al film quando sarà nuovamente
disponibile. La fonte non specifica nel dettaglio quali sarebbero
gli altri impegni della regista, ma è probabile che si tratti non
solo di Wonder
Woman 3 (in base al contratto stipulato con Warner
Bros., il progetto ha la priorità su qualsiasi altro impegno della
regista), ma anche dell’annunciato film su Cleopatra in cantiere per conto di
Paramount.
A questo punto, è molto probabile
che Disney e Lucasfilm decidano di concentrarsi maggiormente su
altri progetti legati alla saga di
Star Wars, come il film che sarà scritto e diretto da
Taika Watiti e quello che, invece, sarà
prodotto da Kevin Feige, il presidente dei Marvel Studios.
A gennaio di quest’anno, Patty Jenkins aveva rivelato di aver quasi
concluso il trattamento del film, spiegando: “Stiamo finendo il
trattamento principale, che è già piuttosto grande. È un processo
che terminerà quando saremo abbastanza vicini a ciò che poi
arriverà sullo schermo. Ci stiamo lavorando da un po’. Sta
procedendo tutto alla grande. Sono super entusiasta.”
Quello che sappiamo su Star Wars:
Rogue Squadron
Star Wars: Rogue Squadron, che doveva arrivare nelle
sale americane a dicembre 2023, sarà basato sul videogioco
originale sviluppato da Factor 5 e LucasArts e pubblicato per
Nintendo 64 e per PC il 7 dicembre 1998. Fu uno dei primi giochi
per Nintendo a far uso dell’Expansion Pak, che permette la
visualizzazione di grafica maggiormente dettagliata durante la
sessione di gioco. Due seguiti sono stati in seguito sviluppati per
il Nintendo Gamecube: Star
Wars: Rogue Squadron II: Rogue Leader e Star
Wars: Rogue Squadron III: Rebel Strike.
Eternals
ha messo a segno una serie di primati per quanto riguarda il MCU,
dalla prima scena di sesso in assoluto del franchise, al debutto
del primo supereroe sordo della Marvel, ossia
Makkari.
Interpretata dall’attrice non udente
Lauren Ridloff,
Makkari – che nei fumetti originali è un uomo – comunica con il
linguaggio dei segni e possiede una vasta gamma di superpoteri che
vanno dalla velocità alla forza, fino ai riflessi sovrumani.
L’attrice era già nota al grande pubblico per il ruolo di Connie in
The
Walking Dead, personaggio introdotto a partire dalla nona
stagione dello show.
Secondo un nuovo studio condotto da
Preply (via
The Independent), l’introduzione di Makkari come primo supereroe sordo del
MCU ha portato ad un aumento del numero di persone interessate
all’apprendimento della lingua dei segni. Lo studio cita un aumento
nell’ultimo anno del 250% delle ricerche relative a “imparare la
lingua dei segni per principianti”: il tutto avrebbe avuto inizio
proprio con l’avvio della campagna di marketing del film di
Chloé Zhao.
Sebbene lo studio non includa
informazioni su quante persone abbiano effettivamente iniziato a
imparare la lingua dei segni, è comunque la testimonianza che il
film e il personaggio di Ridloff hanno contribuito direttamente a
un aumento significativo del numero di persone interessate.
Eternals,
il terzo film della Fase Quattro dell’Universo Cinematografico
Marvel diretto dalla regista vincitrice dell’Academy
Award Chloé Zhao, arriverà il 3 novembre
nelle sale italiane. Il film targato Marvel
StudiosEternals presenta
un nuovo team di supereroi dell’Universo Cinematografico
Marvel: l’epica storia, che abbraccia migliaia di anni, mostra
un gruppo di eroi immortali costretti a uscire dall’ombra per
unirsi contro il più antico nemico dell’umanità, The Deviants.
Il cast del film
comprende Richard
Madden, che interpreta l’onnipotente
Ikaris; Gemma
Chan, che interpreta Sersi, amante
dell’umanità; Kumail
Nanjiani, che interpreta Kingo, dotato dei poteri del
cosmo; Lauren Ridloff, che interpreta la
velocissima Makkari; Brian Tyree Henry, che
interpreta l’intelligente inventore Phastos;Salma
Hayek, che interpreta la leader saggia e spirituale
Ajak; Lia McHugh, che interpreta Sprite,
eternamente giovane e al tempo stesso piena di
saggezza; Don Lee, che interpreta il
potente Gilgamesh; Barry Keoghan, che interpreta il solitario
Druig; e Angelina
Jolie, che veste i panni dell’impetuosa guerriera
Thena.Kit
Harington interpreta Dane Whitman.
Al momento non sappiamo molto a
proposito del film, ma è probabile che Loki si ritroverà poi ad
affrontare proprio Kang nella seconda stagione della serie dedicata
al Dio dell’Inganno (ricordiamo che il personaggio di Colui che
rimane ha debuttato proprio nella prima stagione dello show targato
Disney+).
È chiaro che i piani in atto per il
personaggio siano a dir poco enormi, dal momento che Kang possiede
– almeno sulla carta – il potenziale per diventare il prossimo
Thanos del MCU. Tuttavia, a quanto pare Majors ha
accettato la parte senza conoscere quale sarebbe stato il futuro
del suo personaggio.
Parlando con
Collider in occasione della promozione del film
The Harder They Fall, l’attore ha spiegato: “Sapevo
tutto ciò che sapevano gli altri, se hai capito cosa voglio dire… e
in realtà è ancora così. Sapevo quale fosse il ruolo e da dove
saremmo partiti. Questo è il punto dove siamo arrivati. È stato
abbastanza per me per cercare di capire chi fosse questo
personaggio.”
“Ho cercato di esaminare la
rilevanza che Kang ha nel MCU, ma in realtà ho accettato il ruolo
nello stesso modo in cui ho accettato qualsiasi altro film che ho
fatto”, ha aggiunto. “Qual è la responsabilità di questo
personaggio? Il mondo può andare avanti senza di lui? Il racconto
può andare avanti senza di lui? Se può, allora per me va bene. E se
non può, allora è qualcosa che mi interessa affrontare. È bello
prendersi certe responsabilità.”
In tutto questo, sappiamo quanto
Tom
Holland non sia particolarmente abile nel tenere
nascosti i segreti più rivelanti in merito alla trama dei progetti
a cui prende parte, e proprio durante una recente intervista con
Total Film potrebbe aver suggerito che effettivamente in
No
Way Home il suo Peter Parker si troverà faccia a faccia
con le passate incarnazione cinematografiche dell’iconico
personaggio.
Il motivo? Nel corso dell’intervista
Holland ha parlato del terzo Spider-Man
ambientato nel MCU come di un film in cui si riuniranno “tre
generazioni”, in riferimento proprio ai precedenti franchise che
hanno raccontato le gesta del supereroe. Ma a chi si stava
riferendo quando ha parlato di “tre generazioni”? All’inizio
l’attore ha detto: “È stato interessante avere di nuovo quei
ragazzi a bordo, perché a modo loro hanno già un’idea molto chiara
di Spider-Man”. Dopo una breve pausa, però, ha subito
aggiunto: “Sto parlando di Alfred Molina e Jamie
Foxx. È stato interessante assistere al ritorno di Alfred e a
vedere come si è adattato a questo nuovo film, ad un nuovo regista
e al fatto che ora sono io Spider-Man.”
A questo punto, data l’ambiguità
della prima parte della risposta, è stato chiesto esplicitamente al
giovane attore se Maguire e Garfield saranno nel film, ma lo stesso
ha continuato a negare la cosa: “La gente non mi crede quando
dico che non torneranno. Ma prima o poi dovranno farlo. Significa
molto per me. La prima volta che vedrete Doc Ock e il resto dei
personaggi tornare in scena sarà veramente eccitante. È un momento
davvero importante nella storia del cinema. Sono tre generazioni
che si incontrano.”
Sky annuncia le
riprese de I
Viaggiatori, il nuovo film Sky
Original, prodotto da Groenlandia. Diretto da
Ludovico Di Martino (Skam Italia 3, La
Belva) e scritto da Ludovico Di Martino e
Gabriele Scarfone, I
Viaggiatoriè un film
d’avventura che vede come protagonisti un gruppo di ragazzi che,
grazie a una macchina del tempo, viaggeranno fino al 1939, nella
Roma fascista di Benito Mussolini.
Nel cast di I
Viaggiatori accanto a Matteo
Schiavone nel ruolo di Max, Fabio
Bizzarro(I cavalieri di Castelcorvo)
nei panni di Flebo, Andreagaia Wlderk, in quelli
di Greta, Francesca Alice Antonini(Gomorra) in quelli di Lena, Gianmarco
Saurino(Maschile singolare) nel ruolo di Beo e
Federico Tocci (Sulla mia Pelle, La Squadra,
Speravo de Morì prima) nel ruolo di Vulcano, troviamo
Fabrizio Gifuni(Lei Mi Parla Ancora, Il
Capitale Umano) nel ruolo di Luzio e Vanessa
Scalera(Romulus, Bella Addormentata) nei panni
della Dottoressa Sestrieri.
I Viaggiatori, la
trama
Un gruppo di amici, alla ricerca
del fratello scomparso di uno di loro, attiva per sbaglio un
misterioso macchinario che li catapulta nella Roma del 1939, tra
guardie fasciste e leggi razziali. Un viaggio nel tempo nella città
eterna sull’orlo di un nuovo conflitto mondiale.
Il regista, Ludovico di
Martino ha dichiarato: “I viaggiatori è sicuramente il
racconto più appassionante, personale e complesso al quale io mi
sia approcciato finora. Ringrazio di cuore Sky e Groenlandia per
avermi concesso la fiducia necessaria a realizzare questo film al
massimo delle sue potenzialità”.
Nils Hartmann, Senior
Director Sky Original Productions ha dichiarato: “Con
I Viaggiatori ci caliamo in un’avventura fantastica, un viaggio
attraverso il tempo, in cui i protagonisti vengono catapultati in
un’epoca su cui ancora oggi, più che mai, dobbiamo riflettere, per
come ha segnato la storia del nostro Paese. Firma questa nuova
produzione originale Sky, suo terzo lungometraggio, un regista
giovane e vulcanico, Ludovico Di Martino, che dirige un cast
altrettanto giovane e promettente, perché continuiamo a credere che
investire sulla creatività e sui nuovi talenti sia la strada giusta
da battere, sempre. Con questo film sperimentiamo inoltre un genere
cinematografico, quello dei viaggi nel tempo, poco battuto in
Italia. Che qui non resta un’avventura fine a se stessa né punta ad
un target di (soli) teenager, ma anzi mostra tutta l’ambizione e il
potenziale di una storia capace di unire e appassionare genitori e
figli”.
Matteo Rovere, CEO di
Groenlandia, ha dichiarato: “Siamo davvero orgogliosi
di questo progetto, un racconto di avventura ma anche una storia
emotiva, di grande partecipazione, che parla di amicizia
adolescenziale e fratellanza. Un viaggio nel tempo spettacolare e
rocambolesco capace di tornare a una pagina buia del nostro
passato, sperando che questo possa aiutare a sensibilizzare le
nuove generazioni e a nutrire la loro memoria. Il percorso di
Groenlandia continua nell’esplorazione di vari generi e con I
Viaggiatori vuole tentare la via dell’intrattenimento alternando
fantasia e racconto del passato, in un esperimento inedito nel
nostro panorama. Ludovico di Martino è un regista di grande talento
che sosteniamo fin dagli esordi e con il quale siamo davvero felici
di tornare a lavorare insieme a Sky, partner e alleato con cui ci
sentiamo profondamente in sintonia”.
Con l’imminente uscita in sala del
nuovo capitolo Ghostbusters: Legacy, è
bene rispolverare quelli che sono i primi due film della serie, da
cui si è originato un fenomeno culturale ancora oggi vivo e senza
eguali. Diretto da Ivan Reitman, Ghostbusters
– Acchiappantasmi, uscito nel 1984, è stato un campione di
incassi capace di incantare grandi e piccoli con la sua fusione di
generi diversi. Nel 1989, poi, è arrivato al cinema
Ghostbusters II, diretto nuovamente da
Reitman e con il medesimo cast di attori del primo film tornato ad
interpretare gli amati acchiappafantasmi.
Comprendendo al suo interno elementi
tali che lo portano ad essere non solo una commedia, ma anche un
brillante racconto che va dalla fantascienza all’orrore e al
sentimentale, Ghostbusters II ha così cercato di replicare
lo straordinario successo del titolo precedente. Tale obiettivo fu
però mancato, con la maggior parte della critica che non ha mancato
di sottolineare l’eccessiva somiglianza tra i due film, con questo
secondo però privo di quell’umorismo cinico e di quelle sequenze
fantastiche che contraddistinguevano il precedente. Anche per
quanto riguarda il box office il risultato fu poi di molto
minore.
In generale, Ghostbusters
II è a lungo stato considerato come un sequel non degno del
successo ottenuto dal primo film. Negli anni il titolo è però stato
parzialmente rivalutato, con i fan della serie oggi pronti a
valutarlo come uno scult con scene e situazioni a loro
modo iconiche. Prima di intraprendere una visione del film, però,
sarà certamente utile approfondire alcune delle principali
curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà
infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama, al cast di attori ed ai
suoi sequel. Infine, si elencheranno anche le
principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
Ghostbusters II: la trama del film
Sono trascorsi 5 anni da quando gli
Acchiappafantasmi hanno liberato la città di New York dalla
malvagia divinità sumera Gozer. Da allora non si sono più
verificati fenomeni paranormali e i componenti del gruppo si sono
tutti divisi: Peter Venkman conduce un programma
televisivo sul mondo del paranormale; Egon
Spengler è un ricercatore presso The Institute for
Advanced Theoretical Research; Ray Stantz ha
aperto un negozio specializzato nell’occulto e Winston
Zeddemore, new entry del team, è un animatore per feste di
bambini. I quattro, in realtà, sentono molto la mancanza delle loro
avventure e non desidererebbero altro che poterne vivere
ancora.
Ciò sarà possibile nel momento in
cui uno strano fenomeno coinvolge Dana Barret, la
vecchia fiamma di Peter, e il suo bambino. Convocati i quattro
acchiappafantasmi, questi si riuniscono per tentare di capire quale
sia il legame tra il figlio di Dana e una misteriosa melma rosa
rilevata nelle fogne della città. Indagando sull’entità della cosa,
il gruppo si ritroverà a doversi confrontare con una presenza
maligna proveniente dal passato, il cui potere sembra
inarrestabile. A complicare la situazione vi è il giudizio
popolare, che vede gli acchiappafantasmi come una minaccia per la
tranquillità della città.
Ghostbusters II: il cast, Vigo e il
quadro del film
Ad interpretare i quattro
acchiappafantasmi protagonisti vi è nuovamente il gruppo di attori
divenuti celebri grazie alla popolare programma Saturday Night
Live. Bill Murray è
di nuovo Peter Venkman, mentre Raymond Stanz è interpretato
Dan Aykroyd e Egon Spengler da Harold
Ramis. Ernie Hudson è invece presente nei
panni di Winston Zeddemore. Ancora oggi i quattro si dicono
insoddisfatti del risultato finale, giudicando eccessiva la
presenza degli effetti speciali. Secondo Murray, inoltre, loro
avevano accettato di partecipare sulla base di una sceneggiatura
che non è poi stata utilizzata, trovandosi dunque a dover dar vita
ad una storia totalmente differente.
Nel film tornano anche gli attori
Sigourney
Weaver nei panni di Dana Barrett, Rick
Moranis come Louis Tully e Annie Potts
nel ruolo di Janine Melnitz. L’attore Peter
MacNicol, invece, interpreta Janosz Poha, ruolo che lo ha
reso celebre. Ad interpretare il villain del film, Vigo il
Carpatico, ispirato a Vlad III e Grigor Rasputin, vi è invece
l’attore tedesco Wilhelm von Homburg. Tutte le sue
battute, tuttavia, furono doppiate all’ultimo da Max von
Sydow, il quale non è però accreditato per tale ruolo.
Quando alla premier del film von Homburg scoprì tale cambiamento,
abbandonò infuriato l’evento. Per la maggior parte del film,
inoltre, egli appare unicamente sotto forma di quadro.
Quest’ultimo, in realtà, non era un dipinto bensì una
fotografia.
Ghostbusters II: i sequel, il
trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
Dopo lo scarso successo di questo
film, i quattro protagonisti hanno affermato che non si sarebbero
dichiarati disponibili a tornare in un terzo capitolo. I piani per
riportare gli acchiappafantasmi sul grande schermo vennero dunque
abbandonati. A lungo i fan hanno però atteso un terzo film, ma nel
2016, invece, si diede vita ad un reboot al femminile della saga.
Intitolato semplicemente Ghostbusters, questo si
affermò come un forte insuccesso, deludendo i fan che invece
volevano un vero terzo film con gli attori dei primi due. Le
richieste sono infine state accolte con la realizzazione di
Ghostbusters: Legacy, dove gli originali protagonisti
tramanderanno ciò che sanno ad una nuova generazione di
acchiappafantasmi.
In attesa di vedere questo nuovo
sequel, è possibile fruire di Ghostbusters
II grazie alla sua presenza su alcune delle più
popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è
infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili
Cinema, Google Play, Apple iTunes, Netflix e Tim Vision. Per vederlo, una volta
scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo
film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il
film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
martedì 9 novembre alle ore 21:10
sul canale Paramount Channel.
Lìanatomopatologo della scientifica
nonché serial killer più amato d’America torna con una speciale
miniserie in dieci episodi. Arriva il 10 novembre
in prima visione su Sky Atlantic e in streaming su
NOW con un episodio a settimana, a distanza di 9
anni dal finale di serie del 2013, Dexter:
New Blood, che riporta sul piccolo schermo Micheal C. Hall, amatissimo protagonista della
serie madre ancora nei panni di Dexter Morgan. Il serial killer nel frattempo
si è costruito una nuova identità, ma non ha perso il vizio di
uccidere altri assassini rimasti a piede libero: nuovi omicidi
nella sua nuova comunità, infatti, risveglieranno in lui le
vecchie, sanguinarie abitudini.
Micheal C. Hall torna accompagnato da Clyde
Philipps, storico showrunner delle prime stagioni di
Dexter e vincitore di Emmy e Golden Globe. Grande ritorno
anche per Jennifer Carpenter, che torna a vestire i
panni di Debra Morgan, sorella del protagonista. New-entry nel cast
Clancy Brown (The
Mandalorian), Alano Miller (Sylvie’s Love),
Johnny Sequoyah (Believe) e Jack Alcott (The Good Lod
Bird).
Dexter: New Blood, la trama
Sono passati 10 anni dal finale
dell’ottava stagione. Dopo un periodo di isolamento nell’Oregon,
Dexter (Michael C. Hall) ha assunto una nuova identità e si è
rifatto una vita. Per gli abitanti della cittadina di Iron Lake
(Upstate New York) non è altri che Jim Lindsay, un pacifico e
affabile dipendente del Fred’s Fish Game, e nessuno – neanche la
sua nuova compagna, Angela Bishop (Julia Jones), a capo della
polizia locale – è a conoscenza dei suoi trascorsi e del Passeggero
Oscuro, che comunque farà sempre parte di lui, volente o nolente…
Tutto sembra andare per il meglio (per quanto possibile), ma certe
pulsioni sono dure da tenere a bada, dunque è tempo di tornare in
azione. Sempre secondo il “Codice di Harry” però. Dopo una serie di
inquietanti incidenti, le attenzioni di Dexter ricadono a un certo
punto su Kurt Caldwell (Clancy Brown), un uomo assai conosciuto e
stimato, l’incarnazione del sogno e dei valori americani. Peccato
che nasconda un terribile segreto… proprio come lui: nuovo serial
killer in vista? Sembrerebbe proprio di sì. Che la caccia abbia
inizio, ma bisognerà fare molta attenzione, per non destare i
sospetti delle forze dell’ordine. Come se ciò non bastasse, Mr.
Morgan dovrà affrontare alcuni fantasmi del passato che avranno un
forte impatto su di lui: due decisamente immaginari, sua sorella
Debra (Jennifer Carpenter) e il Trinity Killer (John Lithgow), un
altro assolutamente reale, suo figlio Harrison (Jack Alcott), ormai
adolescente. Dexter rivede se stesso in lui: e se il Passeggero
Oscuro avesse scelto un nuovo compagno di viaggio?
Personaggi: di Dexter: New
Blood
Dexter Morgan (Michael C.
Hall): è il protagonista della serie, un inarrestabile
serial killer, che sfrutta i suoi impulsi per cercare e uccidere
altri serial killer, grazie al “Codice di Harry”, inventato da suo
padre adottivo Harry Morgan. Dexter infatti è un omicida
perfettamente inserito nella società, con un lavoro e una famiglia,
e nella serie originale, andata in onda dal 2006 al 2013, lavora
come analista delle tracce ematiche per la polizia di Miami. Nel
finale dell’ottava e ultima stagione (finale di serie) dopo aver
detto addio all’amata sorella Debra, sfruttando l’Uragano Laura,
Dexter finge un incidente in mare, ma solo per sparire dalla
circolazione. Lo ritroviamo prima dell’Oregon in versione
taglialegna, e poi, nella cittadina di Iron Lake, nella zona nota
come Upstate NewYork. Ha un figlio, Harrison, che 10 anni prima è
fuggito in Argentina con la sua ex compagna Hannah, anche lei
un’efferata serial killer.
Debra Morgan (Jennifer
Carpenter): è la sorellastra di Dexter, morta nella
stagione finale della serie cult. Debra è sempre stata un punto di
riferimento per il protagonista. Anche da morta sarà la sua guida,
la sua voce interiore e la sua coscienza.
Harrison Morgan (Jack
Alcott): è il figlio di Dexter, avuto con la moglie
Rita. Sono passati 10 anni dalla fuga in Argentina e Harrison è già
un adolescente quando torna nella vita del padre. I due sono più
simili di quanto ci si aspetta: riuscirà Dexter a guidare suo
figlio, così come Harry fece con lui?
Kurt Caldwell (Clancy
Brown): è il villain contro il quale si scontrerà Dexter.
Persona influente nella comunità di Iron Lake, è conosciuto e
rispettato da tutti. Incarnazione del sogno americano: è passato
dall’essere un autista di camion ad essere proprietario di numerosi
autocarri e di un’intera azienda di trasporti. Influente e generoso
è pericoloso contrariarlo o ferire le persone a cui tiene.
Angela Bishop (Julia
Jones): è la prima donna nativa americana a capo della
polizia di Iron Lake. Ha una figlia adolescente di nome Audrey. È,
nella nuova serie, la compagna di Dexter.
Arthur Mitchell/Trinity
Killer (John Lithgow): è il serial killer che Dexter ha
affrontato nella quarta stagione. È l’uomo che ha ucciso Rita. È a
causa delle sue azioni se Harrison, figlio di Dexter, ancora
piccolissimo, si è ritrovato da solo in una pozza del sangue della
madre… proprio come successo a Dexter a suo tempo…
Logan (Alano
Miller): è il sergente del dipartimento di polizia di Iron
Lake
Audrey (Johnny
Sequoyah): è la figlia adolescente di Angela Bishop dal
carattere molto forte.
Fred Jr: (Michael Cyril
Creighton): è l’affabile proprietario del posto dove
lavora Dexter. Nato e cresciuto a Iron Lake e sposato con Brian, è
il pastore di una piccola congregazione locale. Tutti lo
riconoscono in città.
Teddy Reed (David
Magidoff): new-entry del corpo di polizia di Iron Lake,
gran lavoratore, dal carattere affabile e intimidito dalla sua
nuova capa Angela Bishop.
Molly Park (James
Chung): è l’autrice di un podcast true crime di Los
Angeles.
Dopo il poster
ufficiale che ha acceso i fan di Spider-Man:
No Way Home, un nuovo terremoto è scoppiato dopo
che un noto giornalista ha pubblicato in rete alcune foto “rubate”
del film e prontamente rimosse. Le immagino sono state diffuse
sull’account twitter di giornalista John Campea con tanto di
richiesta ai follower se credessero fossero solo dei Fotomontaggi?
Ovviamente le foto hanno iniziato a circolare con insistenza fino
ad arrivare anche in Italia. Le trovate di seguito e trai
protagonisti ci sono diversi personaggi importanti, ora la domanda
che ci poniamo anche noi è la seguente, saranno foto vere? o dei
fotomontaggi fatti bene?
Questo foto nel particolare ricorda
molto una scena descritta proprio da
Tom Holland, noto per la sua “bocca larga”. Ecco le
sue parole rilasciate in un’intervista: “La scena vede quattro
persone sedute a un tavolo che parlano di cosa significhi essere un
supereroe, è stata pazzesca. L’altro giorno io e mio fratello
abbiamo rivisto la scena e siamo rimasti a bocca aperta.”
L’altra foto invece riguarda un
rumors abbastanza noto ma se lo scatto fosse vero confermerebbe una
volta per tutte la presenza nel film di
Tobey Maguire e
Andrew Garfield. Ovviamente non abbiamo nessuna
conferma che gli scatti siano originale ma sognare non guasta!
Robert Redford è da decenni uno dei
nomi di punta dell’industria hollywoodiana, nonché tra i più noti e
apprezzati interpreti della sua generazione. Egli vanta la
partecipazione ad alcuni tra i più celebri titoli della storia del
cinema, e in più occasioni ha avuto modo di distinguersi anche
dietro la macchina da presa, attività che gli ha fruttato
prestigiosi riconoscimenti.
2. È un acclamato
regista. A partire dagli anni Ottanta, Redford ha più
volte ricoperto il ruolo di regista, attività nella quale ha
ottenuto altrettanti numerosi riconoscimenti. Il suo primo film
diretto è Gente comune (1980), e tra gli altri titoli vi
sono Milagro (1988), In mezzo scorre il fiume
(1992), Quiz Show (1994), L’uomo che sussurrava ai
cavalli (1998), La leggenda di Bagger
Vance (2000), con Will
Smith, Leoni per agnelli (2007), con Andrew
Garfield, The Conspirator
(2010) e La regola del
silenzio (2012), con Shia
LaBeouf.
3. È stato premiato agli
Oscar. Nonostante la sua lunga e gloriosa carriera da
interprete, Redford vanta una sola nomination come miglior attore,
risalente al 1974 per il film La stangata. Nel 1981,
invece, vince il prestigioso premio come miglior regista per
Gente comune. Viene nuovamente nominato nel 1995 come
miglior regia e miglior film per Quiz Show, senza però
riportare vittorie. Nel 2002 gli viene invece assegnato l’Oscar
alla carriera.
Robert Redford: moglie e figli
4. È stato sposato.
Ben prima di diventare un celebre attore, nel 1958 l’attore sposa
Lola Van Wagenen, con la quale avrà poi tre figli, nati
rispettivamente nel 1960, nel 1962 e nel 1970. Nel 1985, tuttavia,
la coppia annuncia il divorzio. Essendo stati sposati in un periodo
in cui era ancora possibile mantenere una certa discrezione,
Redford e la moglie sono sempre riusciti a mantenere una forte
riservatezza circa la loro vita sentimentale.
5. Si è sposato di
nuovo. Nel 2009 l’attore annuncia le seconde nozze con
l’artista tedesca Sibylle Szaggars, con la quale aveva una
relazione dal 1996. I due si sono sposati nella città di Hamburg,
in Germania, alla presenza di un numero ristretto di invitati.
Robert Redford e Jane Fonda
6. È particolarmente legato
alla celebre attrice. Nel 2017 alla Mostra di Venezia
l’attore ha ricevuto il Leone d’Oro alla
Carriera insieme all’attrice Jane Fonda, alla
quale è legato da decenni da profonda amicizia. Per l’occasione, i
due hanno ripercorso insieme la loro carriera, e la Fonda ha
raccontato di essere stata innamorata di Redford i primi tempi in
cui si conobbero, e che avrebbe desiderato poter girare molte più
scene di sesso con lui.
7. Hanno recitato insieme in
due film. Il primo film a riunire i due attori fu A
piedi nudi nel parco, del 1967. Per anni hanno dichiarato di
voler recitare una seconda volta insieme, ma l’occasione è arrivata
solo nel 2017 grazie al film Le nostre anime di notte,
presentato proprio alla Mostra del Cinema. Secondo i due attori,
tra i due film vi sono diversi elementi in comune, a partire dalla
coppia romantica, giovane nella prima pellicola e anziana nella
seconda.
Robert Redford e Brad Pitt
8. Ha recitato con il noto
attore. Nel 2001 l’attore è protagonista del film Spy
Game, dove recita a stretto contatto con Brad
Pitt. Il film ruota intorno alle vicende di Nathan
Muir, interpretato da Redford, il quale è un agente della CIA ormai
ritiratosi. A richiamarlo al suo dovere è però Tom Bishop, suo
protetto ora finito in una prigione cinese per via di una missione
andata male. In un crescendo di tensione, Muir dovrà salvare il
collega, dimostrando a sé stesso di non essere troppo vecchio per
questo lavoro.
Robert Redford oggi si è
ritirato
9. Ha annunciato il ritiro
dalle scene. Nell’agosto del 2018 l’attore ha annunciato
che aveva da poco concluso le riprese di quelli che considerava gli
ultimi film della sua carriera, e che per tanto era pronto a
ritirarsi. Il primo di questi due è Le nostre anime di
notte, mentre il secondo è Old Man & the Gun, il
quale si è rivelato essere una vera e propria celebrazione alla
gloriosa carriera di Redford. Da quel momento l’attore ha affermato
di dedicarsi ad altre attività, tra cui la gestione del Sundance
Institute, fondato nel 1981, a cui è legato il prestigioso Sundance
Film Festival.
Robert Redford: età e altezza
10. Robert Redford è nato a
Santa Monica, California, Stati Uniti, il 18 agosto 1936.
L’attore è alto complessivamente 1.79 metri.
Tra i più talentuosi interpreti
della sua generazione, Andrew Garfield ha negli anni
dimostrato di non essere di passaggio nel panorama cinematografico.
A partecipando a noti film d’autore, come anche a grandi
blockbuster, l’attore si è affermato per la sua versatilità,
arrivando ad ottenere alcuni dei maggiori riconoscimenti
dell’industria hollywoodiana.
Ecco 10 cose che non sai di
Andrew Garfield.
Andrew Garfield: i suoi film
1. Ha recitato in celebri
lungometraggi. L’attore debutta al cinema con il film
Leoni per agnelli (2007), dove ricopre un ruolo di
rilievo, per poi farsi notare in Boy A (2007), L’altra
donna del re (2008), Parnassus – L’uomo che voleva
ingannare il diavolo (2009) e Non
lasciarmi (2010), dove recita accanto a Keira
Knightley. Si mette ulteriormente alla prova con il
film The Social
Network (2010), dove recita accanto a Jesse
Eisenberg, e grazie al quale acquista maggior
notorietà. Veste poi i panni di Spider-Man per i film The Amazing
Spider-Man (2012) e The Amazing
Spider-Man 2 – Il potere di Electro (2014), dove condivide
la scena con Emma
Stone. Dopo aver recitato in 99 Homes
(2015), si consacra definitivamente grazie ai film Silence (2016) e
La battaglia di
Hacksaw Ridge (2016), di Mel Gibson.
Negli ultimi anni ha invece recitato in Ogni tuo respiro
(2017), Under the Silver Lake (2018), Mainstream
(2020), Gli occhi di Tammy Faye
(2021) e Tick… Tick… Boom! (2021).
2. È il protagonista di un
noto cortometraggio. Nel 2010, durante il periodo dei suoi
grandi successi cinematografici, l’attore partecipa nel ruolo del
protagonista al cortometraggio I’m Here, del regista
Spike Jonze. Il corto, che sarà la basa di
partenza per il successivo Her, narra le vicende di
Sheldon e Francesca, due robot che vivono un’insolita e movimentata
storia d’amore in una Los Angeles fantascientifica. Particolarmente
apprezzata, l’opera racconta in modo semplice ma coinvolgente
quanto si può essere disposti a sacrificarsi per amore.
3. Ha ricevuto una
nomination all’Oscar. Nel 2017 l’attore riceve la sua
prima nomination come miglior attore protagonista ai prestigiosi
Premi Oscar. Candidato per il ruolo di Desmond Doss nel film
La battaglia di Hacksaw Ridge, l’attore non riporterà
la vittoria, andata a Casey
Affleck per Manchester by the
sea, ma gli permetterà di consacrarsi definitivamente e di
aprire una nuova e ricca fase della sua carriera.
Andrew Garfield e Emma Stone
4. Ha avuto una relazione
con la nota attrice. Conosciutisi sul set di The Amazing Spider-Man, Garfield
e la premio Oscar Emma Stone hanno
rivelato nel 2011 di essere una coppia, diventando in breve una
delle più chiacchierate del panorama hollywoodiano. I due non hanno
però mai spettacolarizzato la propria relazione, evitando di
attirare troppa attenzione mediatica. Allo stesso modo, quando nel
2015 decidono di lasciarsi lo fanno senza clamore, mantenendo la
cosa il più riservata possibile.
5. Sono rimasti grandi
amici. Nonostante la rottura, i due attori non hanno mai
negato di provare ancora molto affetto l’uno per l’altra. Garfield
si è infatti dichiarato il più grande fan dell’attrice, e nel
momento in cui lei vinse l’Oscar per La La
Land, egli fu il primo ad alzarsi per applaudirla,
mostrando così concretamente il rispetto e l’affetto che ancora
scorre tra loro.
Andrew Garfield è Spider-Man
6. Ha pianto quando ha
indossato la prima volta il costume. Interpretare un
supereroe al cinema è il sogno di molti attori, interpretare un
supereroe amato come Spider-Man è un privilegio raro. Non sorprende
dunque che al momento della prima prova del celebre costume
l’attore si sia messo a piangere per l’emozione. Questo è un
dettaglio che Garfield ricorda con piacere, e che svela la sua
devozione al personaggio.
7. Ha studiato il movimento
dei ragni. Per prepararsi al ruolo, l’attore ha guardato
molti documentari dedicati agli aracnidi per studiarne i movimenti
e farli suoi il più possibile. Durante le riprese molti membri
della troupe rimasero impressionati dal suo lavoro a riguardo,
arrivando ad affermare che molto più che il costume a fare di lui
Spider-Man era il modo in cui si muoveva.
Andrew Garfield in Spider-Man:
No Way Home?
8. Ha negato il suo
coinvolgimento nel film. Una delle più grandi domande
relativa al nuovo film dedicato a Spider-Man, con Tom Holland
protagonista, è quella relativa alla presenza o meno degli
Spider-Man di Tobey Maguire e
Garfield. Ad oggi la produzione si è guardata bene dal non
confermare o smentire alcuna voce a riguardo. Se è noto che i
villain dei precedenti film dedicati al personaggio saranno nel
film, non è dunque peò noto se vi saranno o meno anche le altre
versioni del supereroe. Garfield, in particolare, ha affermato che
le domande sul suo coinvolgimento sono per lui all’ordine del
giorno, e ogni volta ha negato la sua presenza nel film. Secondo
molti, però, il suo è solo un modo per preservare quella che
potrebbe essere una grande sorpresa.
Andrew Garfield non è su
Instagram
9. Non possiede un account
sul social. Garfield si è sempre dimostrato molto attento
a tenere la propria vita privata lontano dai riflettori della
celebrità. Ad oggi sono infatti molte poche le notizie su di lui al
di fuori dell’ambito lavorativo e a tale mancanza di informazioni
contribuisce anche la non esistenza di account social ufficiali
dell’attore. Garfield, infatti, ha confermato di non essere
iscritto su nessuna piattaforma di questo tipo, neanche su
Instagram, proprio per evitare l’invadenza altrui. Sono però
presenti alcune fanpage dedicate all’attore, grazie alle quali si
potrà rimanere informati sulle sue attività.
Andrew Garfield: età e altezza
10. Andrew Garfield è nato a
Los Angeles, California, Stati Uniti, il 20 agosto 1983.
L’attore è alto complessivamente 1.79 metri.
Leonardo DiCaprio interpreterà Jim Jones, il
leader della setta che guidò il massacro di Jonestown. Jones era
una personalità eccentrica che negli anni ’70 fondò il Peoples
Temple, un’organizzazione religiosa cristiana che usò per il
proprio attivismo politico, costringendo oltre 900 persone a
commettere suicidio di massa nel suo insediamento di Jonestown in
Guyana il 18 novembre 1978. Il massacro di Jonestown è stato
oggetto di numerosi progetti cinematografici, televisivi e
documentari, nonché di un catalogo di libri e musica, che hanno
conferito al terribile incidente un fascino culturale.
DiCaprio ha recentemente recitato in
C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino e lo vedremo in
Don’t
Look Up, una commedia Netflix del regista Adam McKay, il
prossimo mese. L’attore vincitore dell’Oscar ha recentemente
terminato il film diretto da Martin Scorsese
Killers of the Flower Moon ed è destinato a recitare
in un adattamento di The Black Hand di
Stephen Talty. Si dice che Leonardo DiCaprio reciterà anche nel film
biografico su Roosevelt, sempre diretto da Scorsese, nel prossimo
anno.
Oggi, Deadline ha annunciato che
l’attore è in trattative finali per recitare in e produrre un film
biografico su Jones, basato su una sceneggiatura di Scott
Rosenberg (Venom). Leonardo DiCaprio dovrebbe interpretare
Jones, che rientrerebbe molto bene all’interno della galleria di
ritratti di personaggi particolari che ha interpretato nel corso
della sua carriera fino a oggi.
Non ci sono ancora dettagli su chi
potrebbe dirigere il film, né ci sono notizie in termini di come la
storia verrà affrontata, ma è probabile che maggiori informazioni
emergeranno nelle prossime settimane.
I tre attori infatti interpretano
rispettivamente Wonder Woman, Deadpool e Black
Adam, un mix perfetto di personaggi che campeggiano
così modificati nella foto che segue:
Un Red Notice
emesso dall’Interpol è un avviso globale per dare la caccia e
catturare i criminali più ricercati al mondo. Ma quando un’audace
rapina riunisce il miglior profiler dell’FBI (Johnson) e due
criminali rivali (Gadot, Reynolds), non si può dire cosa
accadrà.
La trama
In Red
Notice John Hartley (Dwayne Johnson) è il più grande
profiler dell’FBI ed è alle prese con un nuovo red notice, il
mandato dell’Interpol per la cattura dei maggiori latitanti. Le sue
ricerche in tutto il pianeta lo catapultano in una rocambolesca
rapina, durante la quale è costretto ad allearsi con il più grande
responsabile di furti d’arte, Nolan Booth (Ryan Reynolds), per
poter catturare la ladra di opere artistiche più ricercata al
mondo, soprannominata “L’Alfiere” (Gal Gadot). Ne segue una grande
avventura che trascina i tre protagonisti, sempre insieme loro
malgrado, in giro per il globo tra piste da ballo, prigioni isolate
e giungle selvagge. Ritu Arya e Chris Diamantopolous completano un
cast stellare. Con la sceneggiatura e la regia di Rawson Marshall
Thurber (Una spia e mezzo, Skyscraper), la produzione di Hiram
Garcia, Dwayne Johnson e Dany Garcia di Seven Bucks Productions,
Flynn Picture Co. di Beau Flynn e Bad Version, Inc. di Thurber, Red
Notice è un elegante gioco giramondo del gatto col topo… dove i
gatti però sono due.
Il Marvel Cinematic
Universe si è discostato dai fumetti per quanto
concerne l’identità dei personaggi cosmici. Il MCU
considera i Celestiali o gli esseri creati da questi di
natura cosmica, con esseri come dei, alieni e maghi mistici che
invece non vi rientrano.
Arishem e i suoi
subordinati sono stati visti in Eternals, con il film che riguarda
l’imminente creazione del Celestiale Dormiente.
Dato che alcuni personaggi come Starfox e i poteri
di Morte non sono stati ravvisabili, non possono
ancora essere considerati. Tuttavia, ci sono stati altri personaggi
che hanno mostrato le loro abilità, tra cui gli Eterni,
i Titani, i Devianti e molti altri di cui vale la
pena analizzare i livelli di potere.
I Devianti
Creati da
Arishem, i Devianti avevano lo scopo di uccidere i
predatori apicali sulla Terra in modo che la vita potesse
svilupparsi abbastanza per far nascere un nuovo Celeste. I Devianti
sono creati dall’energia cosmica, ma non hanno poteri che gli
conferiscano un grande impatto.
L’abilità principale dei Devianti nel MCU è
quella di assorbire energia, cosa che Kro è stato
in grado di fare quando si è nutrito di Gilgamesh
per diventare più di un essere senziente. La mancanza di poteri dei
Devianti è stata evidenziata anche dal fatto
che sono stati effettivamente eliminati dagli Eterni,
con solo Kro rimasto durante gli eventi del film.
Gli Eterni
Gli Eterni
sono la seconda creazione di Arishem e versioni
migliori dei Devianti. Hanno una serie di poteri unici
all’interno del MCU,
come l’estrema velocità di Makkari, la capacità di
Sersi di manipolare la materia, la visione laser e
il volo potenziato di Ikaris, tra gli altri.
Tuttavia, non sono completamente
invulnerabili e possono essere battuti anche da mortali dotati di
poteri. Gli Eterni hanno anche la debolezza di
perdere le loro abilità se perdono la fede; tuttavia, avrebbero le
capacità per condurre a una fine del mondo, come ha fatto
Ikaris, che ci è andato vicino fino a quando non è
stato fermato dal resto degli Eterni.
Uatu l’Osservatore
Uatu
proviene da una razza di esseri cosmici conosciuti come gli
Osservatori, e Uatu è il leader di What If…? Ha certamente una serie
impressionante di poteri nel MCU,
poiché Uatu è stato mostrato mentre combatte contro
Ultron potenziato in tutto il multiverso e
riesce a mantenere la sua posizione.
Non è proprio al livello universale
quando si tratta di essere una forza, dato che
Uatu ha avuto bisogno dell’aiuto del
Doctor Strange e del resto della sua squadra
assemblata dopo che non è stato in grado di battere Ultron da solo. D’altronde, la capacità di
vedere qualsiasi cosa nel multiverso è qualcosa ancora da
osservare.
Star-Lord
Star-Lord
è stato un Celestiale per un breve periodo di tempo nel
MCU
quando Ego ne attivò i potere. Il potenziale di
Star-Lord era tale che era in grado di gestire da
solo la Pietra del Potere in un periodo in cui non sapeva nemmeno
di essere figlio di un Celestiale.
Le sue capacità si sono viste nella
lotta contro Ego, dove Star-Lord
ha manipolato la materia per andare a scontrarsi con suo padre. Se
si fosse schierato con Ego,
Star-Lord sarebbe stato in grado di assimilare
anche l’universo. Dal momento che non ha mai avuto modo di
esplorare i suoi poteri, il suo pieno potenziale non può essere
giudicato.
Ego
Ego è nato
all’incirca al momento della creazione dell’universo e la sua
missione all’interno del MCU
è stata quella di assimilare i pianeti viventi come parte del suo
scopo. Ebbe così tanto successo che Ego acquisì le
forze vitali di migliaia di pianeti in tutto l’universo finché non
si imbatté nei
Guardiani della Galassia.
Essendo egli stesso un pianeta,
Ego fu in grado di creare la sua atmosfera, i suoi
organismi e un corpo organico che stava in piedi come il suo
avatar. Ci sono voluti gli sforzi combinati dei
Guardiani e del suo stesso figlio Celestiale per
abbattere Ego, dato che era vicino ad assimilare
anche la Terra.
Thanos
Poiché suo fratello
Eros è stato rivelato come un Eterno,
Thanos si qualifica come un essere cosmico
all’interno del MCU.
Il livello di potere di Thanos deriva dalla
tecnologia e dall’armatura che ha acquisito, insieme al possesso
delle Gemme dell’Infinito. Può vantarsi di aver
sconfitto tutti, compresi Thor, CapitanMarvel, ScarletWitch,
DoctorStrange, tra gli altri
esseri potenti.
La fisiologia di
Thanos come Titano gli ha
permesso di vivere per oltre mille anni e di apparire ancora come
un uomo di mezza età al massimo. La sua forza e la sua resistenza
erano fuori scala, capace di incassare colpi che avrebbero
distrutto città. Quando brandiva le Gemme dell’Infinito, i poteri di
Thanos erano tali da causare effettivamente una
calamità universale con lo Snap.
Eson Il Cercatore
Questo Celestiale non è apparso al di fuori di un
flashback, ma quell’unico scorcio è stato sufficiente a descrivere
il potere che padroneggiava. Eson è stato rivelato
come parte dei Celestiali dal Collezionista, con i
Guardiani che guardano un filmato di lui che distrugge
un intero pianeta con la Gemma del Potere.
Eson era una figura
colossale all’interno del MCU,
chiaramente potente al punto che nessuno sull’intero pianeta poteva
fare qualcosa per fermarlo. La sua padronanza del potenziale della
Pietra del Potere è la più grande vista finora, dato che nemmeno
Thanos è stato in grado di distruggere un pianeta
da solo come ha fatto Eson con tanta
disinvoltura.
Arishem Il Giudice
Come il Primo Celestiale, Arishem non ha
rivali in potenza e le sue capacità sono destinate ad essere
insondabili. Arishem ha presumibilmente creato il
sole stesso ed è accreditato come colui che ha portato la luce
nell’universo. È così potente che è stato in grado di apparire nel
suo stato allargato sulla Terra senza distruggere il pianeta e ha
assoldato gli Eterni da diversi continenti per portarli con sé.
Arishem può
comunicare attraverso l’universo e forse anche il multiverso.
Considerando che ha creato i Devianti e gli Eterni,
non c’è dubbio che Arishem abbia un potere
superiore addirittura superiore, che deve ancora essere osservato.
Per ora, è facilmente il più grande essere cosmico che il MCU
abbia presentato e inoltre non sembra avere alcuna debolezza che
suggerisca che possa essere sconfitto.
L’attrice di EternalsLauren
Ridloff è intervenuta nel dibattito in merito alla
eventuale gara di velocità tra Makkari e The
Flash. L’attrice fa il suo debutto nel Marvel Cinematic Universe in
Eternals,
diretto dalla vincitrice dell’Oscar Chloé Zhao e
introduce l’MCU a una nuovissima squadra di supereroi cosmici con
un vasto assortimento di abilità.
Ora, mentre la Marvel porta un
personaggio nuovo di zecca con la super velocità nel Marvel
Cinematic Universe con l’uscita di Eternals,
l’annosa questione degli eroi Marvel vs DC è
riemersa. In effetti, parlando con
CineXpress (tramite Comicbook.com), Ridloff ha affrontato i
confronti di velocità tra il suo personaggio e Flash di DC.
“Ok, questa è una conversazione
che ho avuto con mio figlio. Quando ha scoperto per la prima volta
che sarei stata la donna più veloce dell’universo, ha detto: “No,
non lo sei”. Ha portato il suo laptop, ha guardato nel computer e
ha detto: ‘Guarda! È vero! Flash è più veloce di Makkari.’ Ma sono
sicura che Makkari sia più veloce… perché viaggia più veloce della
velocità del suono.”
Eternals,
il terzo film della Fase Quattro dell’Universo Cinematografico
Marvel diretto dalla regista vincitrice dell’Academy
Award Chloé Zhao, arriverà il 3 novembre
nelle sale italiane. Il film targato Marvel
StudiosEternals presenta
un nuovo team di supereroi dell’Universo Cinematografico
Marvel: l’epica storia, che abbraccia migliaia di anni, mostra
un gruppo di eroi immortali costretti a uscire dall’ombra per
unirsi contro il più antico nemico dell’umanità, The Deviants.
Il cast del film
comprende Richard
Madden, che interpreta l’onnipotente
Ikaris; Gemma
Chan, che interpreta Sersi, amante
dell’umanità; Kumail
Nanjiani, che interpreta Kingo, dotato dei poteri del
cosmo; Lauren Ridloff, che interpreta la
velocissima Makkari; Brian Tyree Henry, che
interpreta l’intelligente inventore Phastos;Salma
Hayek, che interpreta la leader saggia e spirituale
Ajak; Lia McHugh, che interpreta Sprite,
eternamente giovane e al tempo stesso piena di
saggezza; Don Lee, che interpreta il
potente Gilgamesh; Barry Keoghan, che interpreta il solitario
Druig; e Angelina
Jolie, che veste i panni dell’impetuosa guerriera
Thena.Kit
Harington interpreta Dane Whitman.
Dwayne
Johnson si dice soddisfatto del primo montaggio di
Black
Adam, ma sa anche che c’è ancora del lavoro da fare.
Il film che lo vede protagonista ha subito alcuni ritardi nel corso
degli anni, ma la produzione è finalmente avvenuta all’inizio di
quest’anno; l’uscita del film è prevista per luglio 2022.
Black
Adam esplorerà le origini del personaggio che da
schiavo sale al potere e rovescia coloro che lo hanno oppresso.
Basato su un concept trailer pubblicato da Johnson lo scorso anno,
il film andrà avanti velocemente di migliaia di anni per mostrare
il suo ritorno ai giorni nostri, cosa che lo mette in rotta di
collisione con la Justice Society of America. La
squadra sarà interpretata da Noah Centineo,
Aldis Hodge,
Quintessa Swindell e Pierce Brosnan.
Durante la promozione del suo nuovo
film per Netflix, Red Notice, Dwayne
Johnson non ha potuto resistere alla tentazione di
condividere alcune anticipazioni su Black
Adam mentre parlava con Collider.
“Penso che siamo davvero a buon
punto. Penso che ora sia il momento in cui… ci prendiamo il nostro
tempo, ma ci deve essere qualche opportunità perché dobbiamo avere
il film pronto entro la prossima estate. Penso che Jaume (il
regista, ndr) abbia prodotto un ottimo primo montaggio. E, sai,
Black
Adam è il tipo di film che, dall’inizio, aveva le
caratteristiche e le ossa per essere qualcosa di unico. Tutto è
iniziato, credo, con l’ambizione, ma poi è andato avanti tutto con
il nostro regista, Jaume Collet-Serra, e penso che sia un regista
ambizioso. Lui, ancora una volta, viene da quel gruppo di registi
spagnoli di grande talento che vogliono rivoluzionare l’industria e
l’artigianato, e penso che lo faccia in un modo fantastico. Mi
piace anche questo… A questo punto del montaggio, c’è un’ancora
chiara e definita al codice di Black Adam, e penso che sia davvero
importante mentre cerchiamo di costruire il personaggio, mentre
cerchiamo di costruire il franchise, poiché vogliamo anche
costruire la JSA e introdurre i personaggi correttamente. Sono
felice, ma non soddisfatto, e continueremo a lavorare. E il teaser
che abbiamo mostrato circa tre settimane fa, è stato un buon
indicatore di ciò che verrà.”
Il cast completo
di Black
Adam, oltre a Dwayne
Johnson nei panni dell’anti-eroe del titolo,
annovera anche Noah
Centineo (Atom Smasher), Quintessa
Swindell (Cyclone), Aldis Hodge (Hawkman) e Pierce
Brosnan (Doctor Fate). Insieme a loro ci saranno
anche Sarah Shahi, che interpreterà Isis,
e Marwan Kenzari, che sarà invece
l’antagonista principale (anche se il personaggio non è stato
ancora svelato).
Black
Adam, che sarà diretto da Jaume
Collet-Serra (già dietro Jungle
Cruise, sempre con Johnson), ha dovuto far fronte a
non pochi problemi durante il suo travagliatissimo sviluppo.
Inoltre, la pandemia di Coronavirus ha ulteriormente complicate le
cose e costretto la produzione del film all’ennesimo rinvio.
L’uscita del film nelle sale americane è fissata per il 29 luglio
2022.
Il progetto originale della Warner
Bros. su Shazam!aveva
previsto l’epico scontro tra il supereroe e la sua
nemesi, Black
Adam appunto, una soluzione esclusa dalla sceneggiatura
per dedicarsi con più attenzione al protagonista e alla
sua origin story. A quanto pare, il film
su Black Adam
dovrebbe ispirarsi ai lavori di Geoff Johns dei primi anni
duemila.
La premiata attrice Marcia
Gay Harden ha forgiato una notevole mole di lavoro,
rimanendo sempre fedele al suo stile camaleontico di calarsi nel
personaggio. I ritratti dei personaggi della Harden sono stati
descritti dai critici come feroci, strazianti, originali, allo
stesso tempo puri e profani, sorprendenti, autentici e sensuali.
Insomma, si parla di un’attrice tra le migliori della sua
generazione, capace di reinventarsi ogni volta.
Ecco 10 cose che non sai di Marcia Gay
Harden.
Marcia Gay Harden: i suoi film e gli show TV
1. Ha recitato in in celebri
film. L’attrice ha debuttato al cinema nel 1990 con il
film Crocevia della morte. Successivamente ha ottenuto
ruoli di rilievo in La vedova americana (1992), Il
club delle prime mogli (1996), Flubber – Un professore tra
le nuvole (1997), con Robin Williams,
Vi presento Joe Black (1998), con Brad Pitt,
Pollock (2000), Space Cowboys (2000),
di Clint Eastwood,
Mystic River (2003),
Mona Lisa Smile (2003), Bad New Bears – Che botte se
incontri gli orsi (2005), Into the Wild – Nelle terre
selvagge (2007), The Mist (2007), Whip It
(2009), Un giorno questo dolore ti sarà utile (2011),
Detachment (2011), Magic in the Moonlight
(2014) e Qualcosa di buono (2014) e
Grandma (2015). Nello stesso 2015 interpreta la madre di
Christian Grey in Cinquanta sfumature di
grigio, per poi riprendere il ruolo anche in Cinquanta sfumature di
nero (2017) e in Cinquanta sfumature di
rosso (2018). Ha poi recitato in Point Blank – Conto
alla rovescia e Girl Power – La rivoluzione
comincia a scuola (2021).
2. Ha recitato anche per la
televisione. Parallelamente alla carriera cinematografica,
l’attrice ha negli anni recitato anche per alcune produzioni
televisive, come i film Vendetta alla luce del giorno
(1991), Improbabili amori (1998), Il coraggio di Irena
Sendler (2009) e Amanda Knox (2011). Ha però avuto
modo anche di recitare in importanti serie come Sinatra
(1992), The Education of Max Bickford (2001-2002),
Damages (2009), Royals Pains (2010), Law &
Order – Unità vittime speciali (2005-2013), Tre mogli per
papà (2013-2014), The Newsroom (2013-2014) e
Le regole del delitto
perfetto (2015), con Viola Davis.
Dal 2015 al 2018 ha interpretato la dottoressa Leanne Rorish nel
dramma Code Black. Più di recente ha invece recitato in
The Morning Show (2019) e Pronti a
tutto (2020).
3. Ha diversi progetti in
lavorazione. Apparentemente instancabile, l’attrice
continua a lavorare ad un ritmo particolarmente impressionante e
anche per i prossimi anni ha diversi progetti in programma. Da poco
ha infatti termianto le riprese del film Gigi & Nate,
incentrato sul rapporto tra un uomo sopravvissuto ad un pericoloso
incidente e un insolito amico animale. Un altro progetto che vedrà
l’attrice tra i protagonisti è invece Confess, Fletch,
rocambolesca pellicola con il Fletch del titolo chiamato a dover
provare la propria innocenza rispetto ad una serie di
omicidi. A breve, invece, la Harden inizierà le riprese di una
nuova serie dal titolo Uncoupled.
Marcia Gay Harden in Whip It
4. Ha recitato nel debutto
alla regia di Drew Barrymore. Nel 2009
l’attrice Drew Barrymore
decide di debuttare alla regia con il film Whip
It, incentrato su una giovane che trova nelle competizioni di
roller blade un modo per sfuggire dalla monotonia della sua piccola
città. La protagonista, Bliss Cavendar, è interpretata da Elliot Page e
la Harden ricopre proprio il ruolo di sua madre Brooke. In questo
film, inoltre, l’attrice si è trovata a recitare anche con
Eulala Scheel, ovvero la sua vera figlia, che
interpreta Shania, sorella di Bliss e figlia di Brooke.
Marcia Gay Harden in Space Cowboys
5. Ha avuto un ruolo di
rilievo nel film di Eastwood. Nel 2000, all’apice del suo
successo, la Harden ha ottenuto il ruolo di Sara Holland nel film
Space Cowboys, diretto da Clint Eastwood.
La storia vede quattro anziani ex astronauti chiamati ad andare
nello spazio per riparare un satellite potenzialmente pericoloso.
Grazie a questo film la Harden confermò il suo periodo di successo,
dimostrando una volta di più le varie sfumature del suo talento.
Ancora oggi l’attrice ricorda questo come uno dei film più belli in
cui ha recitato.
Marcia Gay Harden in Crocevia
della morte (Miller’s Crossing)
6. Ha avuto problemi con il
collega protagonista. Nel film del 1990 Crocevia della
morte, la vicenda vede protagonista Tom Regan, consigliere di
un boss durante l’era del Proibizionismo, il quale è impegnato a
mantenere la pace tra alcune fazioni rivali di criminali. Ad
interpretare tale personaggio vi è Gabriel Byrne,
il quale decise di rimanere costantemente nel personaggio,
sfoggiando dunque un atteggiamento distaccato, in particolare nei
confronti della Harden. L’attrice, in seguito, affermerà di non
aver inizialmente compreso il comportamento del collega, temendo di
aver fatto qualcosa di sbagliato nei suoi confronti.
7. È stata una dei pochi
attori considerati e poi confermati per il film. Come al
loro solito prima di iniziare le riprese di un film, i fratelli
Coen hanno stilato un lungo elenco di attori da tenere in
considerazione per i personaggi principali. Tra i nomi più noti vi
erano quelli di Willem Dafoe,
Andy Garcia,
Ian Holm, Richard Jenkins,
Michael Gambon, Kevin Spacey e
Dylan McDermott. Nessuno di questi ottenne però il
ruolo per cui era stato pensato. Del lungo elenco composto dai
Coen, solo la Harden venne poi effettivamente scelta per il ruolo
di Verna, mentre John Turturro
per quello di Bernie Bernbaum.
Marcia Gay Harden è su Instagram
8. Ha un account sul social
network. L’attrice è presente sul social network Instagram
con un profilo verificato il cui nickname è @mgh_8. Questo è
seguito ad oggi da 102 mila follower e con oltre mille post,
l’attrice è solita condividere momenti della propria vita al di
fuori delle scene, come foto con amici, foto di luoghi visitati o
di eventi a cui ha preso parte. Non mancano però anche post
relativi al suo lavoro, con dietro le quinte dei set a cui
partecipa o immagini promozionali dei suoi lavori attuali o
futuri.
Marcia Gay Harden e gli Oscar
9. Ha vinto l’ambita
statuetta. Nel corso della sua carriera l’attrice si è
distinta in numerosi ruoli particolarmente memorabili e intensi,
ottenendo alcuni tra i principali premi oggi presenti. In
particolare, la Harden è stata candidata al premio Oscar per la
prima volta nel 2001 come miglior attrice non protagonista nel
film Pollock. Durante la serata di premiazione,
l’attrice ha poi effettivamente vinto la statuetta, battendo
attrici del calibro di Judi Dench, Kate
Hudsone Frances
McDormand. Nel 2004, poi, l’attrice è nuovamente stata
candidata nella medesima categoria del premio per il
film Mystic River, senza però riportare la
vittoria.
Marcia Gay Harden: età e altezza dell’attrice
10. Marcia Gay Harden è nata
il 14 agosto del 1959 a La Jolla, in California, Stati
Uniti. L’attrice è alta 1.64 metri.
Mentre l’uscita di Spider-Man:
No Way Home si avvicina sempre di più, ecco un
nuovo spot del film in cui possiamo vedere qualche breve frammento
della Dimensione Specchio!
Il film è diretto
da Jon Watts (già regista
di Homecoming e Far
From Home) e prodotto da Kevin Feige per i Marvel
Studios e da Amy Pascal per la
Pascal Production. Il film arriverà nelle sale americane il 16
dicembre 2021.
È la prima volta di
una serie tv per
Carlo Verdone. Per di più, una serie autobiografica. Con
Vita da Carlo, già
disponibile su Prime Video, l’attore romano, tra i più amati
di sempre, compie un passo avanti nella sua carriera. Smessi ormai
da molto tempo i panni dei personaggi che gli hanno dato il primo
successo e approdato già da decenni a un cinema più intimo e
autoriale, sempre con un occhio al comico e uno a un’interiorità
malinconica, Verdone ha attinto sempre più a sé stesso,
incarnando nei suoi film personaggi che avevano in sé alcune
riconoscibili caratteristiche di Carlo: da una parte le ansie,
l’ipocondria, dall’altra il fare bonario e accondiscendente di chi
non sa dire di no se gli si chiede una mano, quello che lo fa
percepire come vicino alla gente. E poi quella inconfondibile
fusione di ironia e sarcasmo, ammantati di un velo di malinconia.
Vita da
Carlo, il racconto del quotidiano di un’icona del
cinema
Ecco dunque che, dopo i
libri ricchi di ricordi e aneddoti, La casa sopra i portici
e La carezza della memoria, editi da Bompiani, arriva una
serie tv che porta lo spettatore dentro la quotidianità dell’attore
e regista romano, facendo condividere a chi guarda almeno un po’
dello spirito delle giornate di Carlo Verdone. Vita da
Carlo si articola in due sfere: privata e
pubblica. La prima, con la famiglia e le sue dinamiche: l’ex moglie
di Verdone, interpretata da Monica
Guerritore, e
i due figli, Filippo Contri e Caterina De Angelis, la
più giovane, con i suoi amori; la quotidianità nella grande casa,
assieme alla governante, Maria Paiato. L’altra, la vita
pubblica, che comincia quando Verdone mette piede fuori di casa ed
è un susseguirsi di selfie con i fans, ai quali l’attore non riesce
a negarsi, frequenti tappe in farmacia, dove lo accoglie la bella
farmacista, Anita Caprioli, e rocamboleschi incontri. C’è
nell’aria anche un nuovo progetto cinematografico, ma vi è più di
un ostacolo. Infine, l’amore sconfinato per la sua città, Roma, e
la proposta inaspettata di candidarsi ad esserne sindaco. Carlo
accetterà?
Vita da
Carlo, un Verdone in ripresa
Vita da
Carlo segna una ripresa netta rispetto al precedente film
Si vive una volta sola, in cui Verdone aveva
abbracciato un’idea di cinema poco sua, un po’ debitrice ad
Amici miei, un po’ al cinema dei Vanzina, che
però non gli si addiceva. Il risultato era stridente e debole, al
netto della bellezza delle location pugliesi e di un cast di attori
di tutto rispetto. Verdone – dietro la macchina da presa con
Arnaldo Catinari, anche direttore della fotografia – sceglie
invece per questa nuova avventura la collaborazione con Nicola
Guaglianone e Menotti – Lo chiamavano Geeg
Robot. – con i quali aveva già lavorato per Benedetta
Follia. Con loro crea la serie in dieci puntate. Ciò gli
consente, ad esempio, di permettersi qualche divertente parentesi
onirica che altrimenti difficilmente avremmo visto, all’interno di
una narrazione pur prettamente realistica. Non rinuncia però, per
soggetto e sceneggiatura, anche al fido collaboratore Pasquale
Plastino, con cui ha scritto tanti dei suoi film. Fanno parte
del pool di scrittura anche Ciro Zecca e Luca
Mastrogiovanni. Gli autori riescono a trasformare degli spunti
autobiografici già di per sé comici, in leitmotiv che funzionano.
La serie diverte e offre del buon intrattenimento.
Un elemento che appare
senz’altro positivo è il fatto che non ci sia la ricerca della
battuta a tutti i costi, dell’effetto comico fine a sé stesso. Una
maggiore libertà consentita evidentemente soprattutto dalla
vicenda, che vuole essere verosimilmente autobiografica e che, come
ha dichiarato lo stesso Verdone, prende spunto da una buona fetta
di fatti reali. Questo senza dubbio giova alla serie e a Verdone
stesso, che ultimamente è apparso stanco del format comico al quale
ci ha abituato e che però per ragioni di business, sembra un po’
costretto a ripetere.
Raccontare se stessi proteggendo la privacy
Qui, Carlo Verdone
racconta invece qualcosa in più di sé, della sua vita, pur
salvaguardando la privacy propria e di chi gli sta attorno. Tutti i
personaggi della sua famiglia sono infatti interpretati da attori e
anche la grande casa con lo splendido terrazzo e l’incantevole
vista su Roma che è stata usata come location per la serie, non è
l’abitazione di Carlo Verdone, ma una location adatta a creare la
giusta atmosfera e a significare il legame viscerale tra Verdone e
la città. Gli unici ad interpretare sé stessi sono appunto Carlo e
Max Tortora, a cui lo lega una solida amicizia.
Il Verdone maturo,
stanco dei “film coi personaggi”
In Vita da
Carlo c’è un Verdone più maturo e meditativo, il Verdone
cittadino di Roma, deluso per lo stato di incuria in cui versa la
città. Ma il regista e attore approfitta anche per
togliersi qualche sassolino dalla scarpa, per parlare di quello che
sembra essere un suo desiderio profondo e sentito: un film solo da
regista, in cui non sia vincolato a interpretare la maschera comica
che gli conosciamo. Una strada però resa tortuosa da produttori
poco illuminati, come quello ben interpetato da Stefano
Ambrogi, e osteggiata dagli stessi ammiratori di Carlo, che
continuano a chiedergli “i film coi personaggi”. L’autenticità del
lavoro è qui, non certo nell’attenzione al particolare
voyeuristico. Non si solletica morbosamente la curiosità dello
spettatore di guardare dal buco della serratura, come si farebbe in
un reality. Vita da Carlo vuole essere e resta una
serie tv di finzione, che però consente a Verdone di ampliare il
discorso su di sé.
Inoltre, grazie anche a
un cast ben scelto, con una quantità di sfiziose partecipazioni, si
sorride e ci si diverte. La serie è godibile e permette di vedere
qualcosa di un po’ diverso dal solito Verdone. Lodevole peraltro da
parte sua essersi messo in gioco con una novità. Ogni episodio è
per certi versi a sé perchè ci sono incontri e vicende sempre
diversi. Però non mancano anche elementi di continuità che
incuriosiscono, anche se non sconvolgono. Con Vita da
Carlo, dunque, Verdone è riuscito a creare
un’interessante fusione tra finzione e realtà, per una serie che
avrà senz’altro un seguito.
Il cast di Vita
da Carlo
A proposito di cast,
vale la pena approfondire un po’ i suoi componenti, essendo anche
le caratterizzazioni un punto a favore della serie. Assieme a
Verdone e Max Tortora troviamo: nei panni dei figli di
Verdone, i giovani Filippo Contri e Caterina De
Angelis, figlia di Margherita Buy, al suo esordio. Alla
solidità di un’attrice come Monica Guerritore è affidato il
ruolo dell’ex moglie di Carlo Verdone. Antonio Bannò –
Tigers, Suburra – La serie – è Chicco,
una delle caratterizzazioni più interessanti del lavoro. Non
bisogna dimenticare però Maria Paiato, perfetta nei panni
della governante brontolona, Pietro Ragusa, in quelli dello
sceneggiatore Lucio Nuchi, né Claudia Potenza, che
interpreta Ivana, la compagna di Max Tortora. Stefano
Ambrogi è uno spassoso quanto sguaiato produttore, mentre
Andrea Pennacchi è il politico che propone a Verdone la
candidatura a sindaco, l’onorevole Signoretti. Come se non bastasse
poi, ogni episodio è arricchito da un cameo. C’è chi interpreta sé
stesso e chi un personaggio. Allo spettatore il piacere di scoprire
queste gustose partecipazioni speciali che punteggiano la serie.
Dove vedere in
streamingVita da Carlo
Prodotto da
FilmAuro, Vita da
Carlo è disponibile in streaming da venerdì
5 novembre su AmazonPrime Video.
Dopo la trilogia
cinematografica diretta da Ron Howard e
interpretata da Tom Hanks – ovvero Il codice Da Vinci,
Angeli e demoni e Inferno
– il personaggio
ormai iconico di Robert Langdon creato dallo
scrittore Dan Brown approda sul piccolo schermo
grazie alla serie Dan
Brown – il simbolo perduto, prodotta per il canale
streaming Peacock.
Dan Brown – il simbolo perduto, la trama
In questo nuovo show il
protagonista, pur avendo subito un deciso ringiovanimento rispetto
alla versione interpretata da Hanks, rimane comunque già totalmente
indirizzato nella sua carriera di esperto di simbologia religiosa,
oltre che ovviamente improntato verso una visione totalmente
razionale nelle sue interpretazioni. Nella sua nuova avventura
Langdon deve tentare di salvare il suo mentore Peter Solomon,
rapito da un maniaco assassino deciso a impadronirsi della
conoscenza dell’uomo per arrivare a possedere un potere in grado di
cambiare l’intero status quo degli Stati Uniti. Per riuscire
nell’impresa Langdon, aiutato principalmente dalla figlia di
Solomon Katherine, dovrà come al solito decifrare codici, svelare
segreti e ovviamente scampare a decine di pericoli in agguato.
“Squadra che vince
non si cambia” è uno dei motti più popolari applicati allo
sport, e in questo caso ben si addice anche a Dan
Brown – il simbolo perduto. Quei milioni di lettori
che si sono appassionati ai romanzi di Brown, così come gli
spettatori che hanno decretato il successo dei lungometraggi di
Howard e Hanks – in particolar modo i primi due lungometraggi della
trilogia – rimarranno senza alcun dubbio soddisfatti
dall’adattamento televisivo di The Lost Symbol, in
originale. La decisione di “rinfrescare” il protagonista a livello
anagrafico non altera in alcun modo lo spessore del personaggio né
stravolge le caratteristiche che lo hanno reso tanto popolare.
Il nuovo Robert Langdon
Il nuovo attore
principale Ashley Zukerman – salito recentemente alla ribalta
grazie a un’altra serie di enorme successo quale
Succession – possiede il giusto tipo di presenza scenica,
elegante e vagamente geek nella sua pur evidente umanità. Simpatico
fin dalle primissime scene, l’attore interpreta il personaggio di
Langdon conferendogli il necessario spessore drammatico, facendo in
modo che l’empatia del pubblico sia diretta immediatamente verso la
figura principale. In questo modo si crea, quasi per contrappasso,
una interessante dicotomia tra il fattore umano che Langdon
trasmette nelle puntate iniziali e la freddezza calcolatrice delle
macchinazioni messe in atto da “villain” Mal’akh, interpretato con
efficace presenza scenica da un Beau Knapp
(The Good Lord Bird), attore aiutato dal notevole
trucco che ricopre il suo corpo di tatuaggi. Nel cast meritano
segnalazione anche il veterano Eddie Izzard
(Hannibal) nella parte di Peter Solomon e Rick
Gonzalez (Arrow) in quella di un poliziotto che si trova
accidentalmente coinvolto nelle avventure di Langdon.
Il
simbolo perduto ripropone dunque con discreta
efficacia tutti gli elementi che hanno reso popolari i romanzi di
Dan Brown e i suoi adattamenti cinematografici. Si
tratta di un tipo di show che punta all’intrattenimento leggero,
che vuole divertire il pubblico intento a seguire i vari incastri
della trama che si dipanano volta per volta grazie alle abilità
deduttive e alla conoscenza specifica dei personaggi, su tutti
ovviamente Robert Langdon. Non è questo il tipo di show televisivo
in cui cercare profondità psicologica dei personaggi oppure momenti
fortemente drammatici e introspettivi: The Lost Symbol punta al
contrario a stuzzicare il gusto dello spettatore per il mistery,
condito con un pizzico di storia e un gusto retrò che ben gli si
addice.
Anche la scala della
messa in scena non è certamente quella di una mega-produzione come
ad esempio Il codice Da Vinci ma la bellezza delle
ambientazioni, soprattutto nell’episodio pilota, immerge comunque
lo spettatore in un prodotto confezionato con eleganza e notevole
cura per i dettagli. Quel che resta da fare è rilassarsi, seguire
Robert Langdon nella sua nuova, frenetica
avventura sicuri che prima o poi riuscirà a risolvere tutti gli
enigmi e rompicapo che gli si presentano di fronte. Per gli amanti
dell’eroe e dell’universo creato da Dan Brown, il
divertimento è assicurato.