Il XXVI Linea d’Ombra Festival a Salerno ha superato il giro di boa con una serata ricca di suggestioni che ha visto darsi il cambio due grandi talenti del cinema italiano come Mario Martone e Valeria Golino.
L’attrice e regista è arrivata da Napoli, dove ha iniziato a girare la serie tv La vita segreta degli adulti, tratta dal romanzo omonimo di Elena Ferrante e diretta da Edoardo De Angelis, e si è accomodata nel salotto di Linea d’Ombra alla Sala Pasolini, intervistata dal direttore artistico Boris Sollazzo, per parlare della sua carriera e dei suoi progetti futuri.
“Ne La vita segreta degli adulti sarò solo interprete, ma dopo questa inizierò a preparare la serie di cui sarò invece regista, tratta dal romanzo L’arte della gioia, di Goliarda Sapienza, inizieremo a girare l’estate prossima e sono molto felice perché è un libro speciale che ho amato molto”.
Proprio una serie televisiva ha anche riportato Valeria Golino negli Stati Uniti, la seconda stagione di The Morning Show, in cui interpreta Paola Lambruschini, nella finzione documentarista nota per avere girato un film in difesa di Amanda Knox e per le sue posizioni critiche nei confronti del movimento #MeToo. Il personaggio esordisce con un monologo che ha fatto il giro del mondo in poche ore appena la serie è giunta su Apple TV+.
“In realtà ero preoccupata, ma non per quello che dice, anzi, ho pensato subito che fosse una bella presentazione del personaggio. Ero preoccupata perché volevo che venisse bene e quella scena è stata la prima che ho girato appena arrivata sul set a Los Angeles. Ma a parte questo, è come se ci fosse in atto una rivoluzione e come in tutte le rivoluzioni ci sono anche cose sbagliate. Sono imbarazzata dalla censura nei confronti delle parole, dei modi di fare, dal fatto che viviamo un periodo in cui quasi niente di quello che prima ci sembrava normale ora non lo è più, ed è vero che c’erano e ci sono ancora sessismo, razzismo e che bisogna lottare e farsi sentire, ma bisogna anche poter avere la libertà di dissentire, di essere scorretti anche. In ambito artistico la drammaturgia è scorretta perché l’essere umano è scorretto e non si può pretendere che chi racconta storie, scrive libri, fa cinema o teatro sia corretto per volere di un sistema, perché significherebbe snaturare il nostro lavoro. Il movimento di questi anni è importante, anche dal punto di vista dell’inclusione, ma il processo con cui sta avvenendo lo trovo non del tutto corretto”.
The Morning Show ha riportato Valeria Golino a Los Angeles, dove ha vissuto per molti anni. “Sono stata quattro mesi per le riprese della serie e ho trovato la città molto cambiata, eravamo in pieno Covid e l’atmosfera era molto cupa, ma sono stata felice di tornare per un periodo così lungo dopo molti anni. Quando sono andata negli Stati Uniti per fare il provino per il film di Tim Burton con Pee Wee Hermann era il 1987, poi ho fatto il film e nel mentre i tanti provini per Rain Man. Ho incominciato a lavorare tanto e alla fine sono rimasta lì fino al 2002. Ho imparato da quell’esperienza cosa significhi essere molto professionali nel fare questo lavoro, ma è un insegnamento che non sono mai riuscita a fare mio fino in fondo, perché è sempre rimasta in me una indisciplina legata al fatto di non avere fatto una scuola di recitazione, di avere cominciato con autori come Peter Del Monte, Citto Maselli, con cui ho vinto giovanissima la Coppa Volpi, che avevano un metodo lontano anni luce da quello hollywoodiano. Ancora oggi credo di avere la stessa indisciplina”.
Anche regista di due bellissimi film come Miele ed Euforia, Valeria Golino non pensa a un film a Hollywood “ma mi piacerebbe girare un film internazionale, in cui poter mettere a frutto tante cose ho imparato nel corso della mia vita e della mia carriera, raccontare una storia che si dipani tra le molte lingue che conosco con attori con cui poter parlare in maniera diretta, condividendo con loro esperienza e cultura”.
A proposito di registi, Mario Martone si è collegato via Zoom con il pubblico di Linea d’Ombra Festival per partecipare alla presentazione del bel saggio di Giovanni De Luna Cinema Italia, edito da UTET. E lo ha fatto in un giorno molto speciale.
“Ho finito oggi le riprese del mio nuovo film”, ovvero Nostalgia, tratto dal romanzo Ermanno Rea, con protagonisti Pierfrancesco Favino, Francesco Di Leva e Tommaso Ragno. Martone è ancora in sala con Qui rido io, che dopo il trionfo di critica alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove era in concorso, ha avuto un grande successo nelle sale cinematografiche. E proprio alla sala va il pensiero del regista napoletano.
“La macchina comica, intesa come impianto della narrazione, del ritmo e della struttura, ha bisogno della sala, come ne aveva bisogno la commedia di Eduardo”. Sala cinematografica che come ha detto lo storico e saggista Giovanni De Luna “inevitabilmente perderemo e non si tornerà indietro, e con la sala perderemo la costruzione di identità e di appartenenza che è stata parte integrante del ‘900”.
Per questo, come a chiosato il presidente di Linea d’Ombra Festival Giuseppe D’Antonio, “la funzione dei festival è oggi ancora più importante, perché mantiene vivo e indissolubile un legame tra spettatore e luogo cinematografico tenendo viva una tradizione che è stata fondamentale per la formazione del patrimonio culturale collettivo del nostro paese”.











Waylon
Jones purtroppo è nato con un’afflizione da cui deriva il
suo aspetto epidermico a scaglie e, di conseguenza, è stato sempre
trattato come un mostro. Come molte storie tragiche simili,
l’essere stato sempre trattato come un essere deplorevole lo ha
forgiato: ne è derivato un metaumano mangia-uomini che vive nelle
fogne, il quale si è guadagnato così il nome di Killer
Croc.
Nella sua vita,
Jason Blood era un cavaliere di Camelot fino a
quando Merlino ha legato un demone alla sua anima rendendolo così
immortale. Citando una poesia, Jason Blood si trasforma nel demone
conosciuto come Etrigan che combatte per il bene
nonostante i suoi metodi violenti e fatali.
Basil
Karlo (o Matt Hagen a seconda della
rappresentazione) era già una persona non proprio esemplare rima
dei suoi poteri. Dopo aver ottenuto la capacità di mutare forma, è
peggiorato soprattutto quando ha intrapreso attività criminali che
lo hanno ulteriormente allontanato dall’essere Basil Karlo e
trasformato nel mostro mutaforma conosciuto come
Sì, la creatura del romanzo
di Mary Shelley esiste nel
“Solomon Grundy, nato
di lunedì“: così comincia la famosa poesia che tipicamente
presenta questo personaggio. Un bruto non morto che ha infestato
Gotham dalla sua morte come Cyrus Gold nel XIX
secolo. È risorto come
È la classica storia di
scienza finita male: un simpatico scienziato che cerca di curare la
sordità nel mondo prova a fondere il suo DNA con quello di un
pipistrello vampiro. Cosa potrebbe mai andare storto? Beh,
Kirk Langstrom finisce per trasformarsi
nell’enorme creatura fuori controllo conosciuta come
Man-Bat.
Se qualcosa nel
Anche se non ha creato

Nel finale di
Essendo un essere dotato di
incredibile forza e resistenza, l’alter-ego di Bruce Banner
(
Natasha Romanoff (
Scarlet Witch (
Nei film, il Redwing usato
da Sam Wilson (
In quanto personaggio
all’interno del MCU che spesso si rivela la persona più
intelligente di tutti,
Clint Barton (
Nebula (
Sebbene la capacità
precognitiva di Peter Parker (













I fan potrebbero non averlo
notato, ma Alex manifesta l’abitudine di
intrecciarsi i capelli quando si trova di fronte a situazioni ardue
e inaspettate, che si trattasse di una pulizia difficile da finire
in casa di Barefoot Billy, di un
trasloco, o di momenti stressanti con sua madre.
La prima amica di
Alex, e uno dei migliori personaggi di
La figlia di
Alex, Maddy è interpretata
dall’adorabile Rylea Nevaeh
Whittet, la cui performance stupisce
immediatamente per l’attaccamento, anche fisico, che dimostra nei
confronti della Qualley, della quale sembra essere
veramente figlia. Qualley, in realtà, ha lavorato duramente per
costruire quel legame con la piccola Rylea – attraverso
appuntamenti di gioco nei fine settimana e preparando la colazione
insieme prima dell’inizio dello show in modo che potessero
conoscersi bene sul set.
Allo stesso modo, il
battibecco madre-figlia tra Alex e
Paula è sempre apparso estremamente realistico
proprio perché Andie MacDowell
(Paula) e Qualley sono
effettivamente madre e figlia.
È vero che i figli imparano
molto dai loro genitori, soprattutto come essere trattati e la
scelta dei partner futuri. Paula ha avuto la
sfortunata abilità di scegliere partner che hanno abusato di lei
fisicamente ed emotivamente o si sono approfittati di lei e l’hanno
derubata.
Il personaggio di Regina,
la donna ricca che inizialmente guardava Alex dall’alto in basso ma
che poi è diventata la sua più fidata alleata, è basato su una
donna reale per la quale Stephanie Land, autrice
del libro su cui si basa
Rompere la quarta parete
non significa sempre mostrare uno sguardo diretto o parlare alla
telecamera.
Un paio di canzoni della
rock band HAIM sono presenti nello serie,
specialmente quando Alex pulisce e ascolta la musica. “Now I’m
In It” e “Up From a Dream” sono due tracce portanti
di 



In questo
Hive è un film illuminante. Non solo perché fa luce
su una realtà per lo più ignorata, ma perchè mostra uno
straordinario esempio di resilienza – la capacità di reagire di
fronte ai traumi e alle difficoltà, mostrandosi flessibili e capaci
di adattarsi a nuove condizioni, anche modificando il proprio stile
di vita. Basholli, con il suo stile scarno e rigoroso, e
grazie all’intensa interpretazione di Yllka Gashi, mostra
una nuova strada possibile, declinata al femminile, il potere
dirompente dell’unione che, come dice un vecchio adagio, fa la
forza.
















