Chris Hemsworth è attualmente impegnato con la produzione di Thor: Love and Thunder, film di Taika Waititi (già regista di Thor: Ragnarok) in cui l’attore australiano tornerà a vestire i panni del Dio del Tuono. In Love and Thunder ritroveremo l’iconico personaggio in seguito agli eventi di Avengers: Endgame, dove aveva rinunciato al trono di Asgard per partire nello spazio insieme ai Guardiani della Galassia.
Tuttavia, nonostante le riprese siano in corso dalla fine di gennaio, ad oggi non ci sono ulteriori dettagli sulla trama del film. Eppure, attorno a Love and Thunder gravitano tutta una serie di aspettative, dovute non solo al ritorno di Waititi dietro la macchina da presa, ma anche alla presenza di attori come Natalie Portman e Christian Bale nel cast: la prima tornerà nei panni di Jane Foster dopo la sua assenza in Ragnarok (e sappiamo già che assumerà l’identità di Mighty Thor); il secondo, invece, darà vita al celebre villain Gorr il Macellatore di Dei.
In una recente intervista con GQ Australia, è stato proprio Chris Hemsworth ha parlare di tutte queste aspettative e della pressione riscontrata nel lavorare al nuovo capitolo del franchise Marvel. “C’è ancora più pressione rispetto al passato”, ha spiegato l’attore. “C’è una sorta di eccitante energia nervosa che ci sta motivando tutti a spingerci un tantino oltre, ad assicurarci di coprire tutte le basi e ad approcciarsi alla scena da ogni tipo di angolazione”. Dal momento che Ragnarok è considerato uno dei migliori film del MCU, dalle parole di Hemsworth si evince che l’attore non è l’unico a sentire quella pressione…
Chris Hemsworth “intimidito” da Chris Pratt sul set di Thor: Love and Thunder
Nel corso della medesima intervista, Chris Hemsworth ha avuto anche la possibilità di Chris Pratt, che tornerà a vestire i panni di Peter Quill/Star-Lord nel film, elogiando il suo humor e ammettendo di essere in parte intimidito dall’attore: “Chris è un ragazzo incredibilmente spontaneo. Il suo umorismo e le cose che gli vengono in mente sono impressionante. È divertente, stimolante e anche intimidatorio.
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Thor: Love and Thunder è il titolo ufficiale del quarto capitolo sulle avventure del Dio del Tuono nel MCU, ma ad impugnare il Mjolnir stavolta sarà Jane Foster, interpretata di nuovo da Natalie Portman, come confermato sabato durante il panel dei Marvel Studios al Comic-Con. L’uscita nelle sale è fissata invece al 6 maggio 2022.
Taika Waititi tornerà alla regia di un film dei Marvel Studios dopo Thor: Ragnarok, così come Chris Hemsworth e Tessa Thompson riprenderanno i rispettivi ruoli di Thor e Valchiria dopo l’ultima apparizione in Avengers: Endgame. Nel cast anche Christian Bale nei panni del villain Gorr il Macellatore di Dei. L’ispirazione del progetto arriva dal fumetto “The Mighty Thor”, descritto da Waititi come “la perfetta combinazione di emozioni, amore, tuono e storie appassionanti con la prima Thor femmina dell’universo“.







“Sono arrivata quando la macchina era
rodata” racconta invece Greta Scarano, che
interpreta l’amata Ilary “Pietro ha interpretato Totti con una
grazia e una semplicità che non è da tutti. Quella tra Ilary e
Francesco è una relazione pubblica e lunga, raccontiamo anche un
grande amore. Mi è piaciuta la coerenza di IIary, che gli sta
vicino anche in un momento così difficile. L’ho vissuto come un
dramma shakespeariano, perché è costretto a lasciare il mondo a cui
appartiene”. A Gianmarco Tognazzi è toccato
‘l’ingrato’ ruolo di Luciano Spalletti, visto in qualche misura
come l’antagonista della storia sportiva di Totti: “Ho cercato
di trovare un filo conduttore che ho identificato nel disagio di
dover gestire una serie di non detti che si sono portati dietro,
non mi piaceva l’idea dell’antagonista e del cattivo. Nella serie
si racconta la versione di Totti, sappiamo che scatenerà
dibattito”. 










La prima apparizione di
Bucky Barnes e Steve Rogers nel MCU risale a 

Dopo una pausa di due anni,













Nel primo film Akeem subiva
una metamorfosi, scappava da Zamunda per fuggire alla legislazione
ferrea e retrograda del regno. Qui ritroviamo invece un Akeem
conservatore, chiuso nella mentalità da cui lui stesso aveva
cercato di discostarsi. La trama forzata e ripetitiva de 

Karnawal è
soprattutto il difficile rapporto tra un padre e un figlio. A
restare nella mente dello spettatore sono El Corto e suo figlio
Cabra, interpetati entrambi ottimamente da Alfredo Castro e
dal giovane Martín López Lacci. L’uno perfetto
nell’incarnare la classica simpatica canaglia che ne combina di
tutti i colori ma nonostante tutto riesce a farsi voler bene, in
versione scapigliata e sdrucita. L’altro testardo e determinato,
capace di evoluzioni spettacolari con i suoi stivali da gaucho. Un
rapporto forse logorato quello tra i membri di questa famiglia,
pieno di incomprensioni, ma nonostante tutto ancora fecondo. Ecco
che la danza nel film non è solo la speranza per il futuro di
Cabra, ma un atto liberatorio per tutti e tre, anche per
l’apparentemente rassegnata Rosario. È la scelta di lasciarsi alle
spalle i trascorsi amari e riscoprire la gioia di stare insieme e
la possibilità di essere ancora felici, come rappresentato
perfettamente nella scena del carnevale. Il regista riesce
attraverso il movimento, la musica, i colori a comunicare
esattamente la gioia e l’energia di quel momento. Merito anche
della fotografia di Ramiro Civita, delle musiche di
Leonardo Martinelli, come delle scenografie curate da
Daniela Villela e dei costumi di Gabriela Varela.



