Stephen King è più volte stato “accusato” di saper costruire appassionanti intrecci narrativi e personaggi particolarmente approfonditi, per poi smontare tutto ciò con dei finali a dir poco sbrigativi e approssimativi. Uno dei più contestati a riguardo è proprio quello di L’ombra dello scorpione, tra i suoi romanzi più ampi e amati dai fan. Sin dal momento in cui un nuovo adattamento televisivo di questo è stato annunciato, dunque, vi era grande attesa e paura proprio per come si sarebbe svolta la sua conclusione. Presentatasi da subito come piuttosto caotica e compressa nei suoi eventi, la miniserie The Stand, ideata da Josh Boone e Benjamin Cavell, ha così piano piano accompagnato i suoi spettatori verso gli ultimi episodi, rivelando in realtà molte meno sorprese di quelle promesse.
Disponibile con cadenza settimanale sulla piattaforma streaming Starz Play, questa ha sfoggiato una lodevole fedeltà al romanzo, tanto negli eventi quanto nei personaggi. Prende così forma il mondo devastato dal morbo noto come Captain Trips. Sfuggito ad un laboratorio segreto, questo semina in breve morte e terrore. In questo contesto, il 99% della popolazione non sopravvive all’apocalittica epidemia, e per i pochi immuni si manifesta un’ulteriore guerra da combattere. Due fazioni sono infatti presto destinate a scontrarsi tra loro. A formarle vi è chi ha deciso di seguire il Bene, rappresentato dall’anziana Mother Abagail (Whoopi Goldberg), e chi invece si affida al Male, incarnato dal signore delle tenebre Randall Flagg (Alexander Skarsgård).
Una questione di scrittura
Come accennato, The Stand manifesta sin da subito la volontà di presentare quanti più eventi possibili di quelli narrati nel libro. Per far ciò, si avvale nei primi quattro episodi (qui la recensione) di una serie di salti temporali che finiscono con lo stordire lo spettatore, gettato avanti e indietro senza sosta, da un personaggio ad un altro. Fortunatamente, a partire dal quinto episodio (qui la recensione) si abbandona tale struttura in favore di una maggiore linearità, indirizzata di gran corsa verso il gran finale. La difficoltà con cui dunque la serie deve prima di tutto misurarsi è quella di condensare oltre mille pagine in nove episodi da un’ora ciascuno.
Se questo risultato può a suo modo dirsi raggiunto, la domanda da porsi è: a quale costo? Il fan del romanzo potrà certamente trarre piacere dal vedere sullo schermo alcuni degli episodi più noti del romanzo, come anche personaggi caratteristici come Flagg o Trashcan Man. Andando oltre tale iniziale piacere, ci si rende conto però di come la quantità di materiale presentato non sia a sua volta sostenuta da una qualità che renda il tutto più avvincente. Giunta alla sua conclusione, The Stand permette di evidenziare nella sua scrittura il difetto più grande. Personaggi e situazioni mancano infatti di quel carisma e di quell’approfondimento che li avrebbe potuti rendere memorabili anche a visione conclusa.
Nessuno riesce realmente ad ottenere questa possibilità, neanche quelli su cui la serie sembra concentrarsi di più. Si afferma l’ovvio nel dire che è sbagliato aspettarsi da ogni serie livelli di scrittura pari ai titoli più amati della televisione. Eppure, con un materiale complesso come quello del libro di King un maggior impegno sembrava quantomeno necessario. Ciò che si ottiene dalla visione è invece la sensazione di una riproposizione priva di inventiva e idee proprie. Se i timori iniziali erano limitati ad un finale potenzialmente sbrigativo, tale valore sembra invece applicarsi all’intero prodotto.

The Stand: la fine di tutto
Consapevoli di tali carenze, si arriva infine all’ottavo episodio, quello a cui è realmente affidata la conclusione della miniserie. Naturalmente, ciò che mal inizia è difficile possa terminare bene, e questo caso non fa eccezione. Privo di una solida base su cui reggersi, il finale risulta riproporre e amplificare tutto ciò che di sbagliato c’è in quello presente nel romanzo. La situazione che si viene a presentare appare infatti quanto mai caotica e sbrigativa. La tensione che gli autori cercano di costruire non appare quasi mai efficace, complice anche l’insensatezza di alcune azioni e decisioni da parte dei personaggi coinvolti. Essendo inoltre mancata la forte componente spirituale presente invece nel romanzo e vero cuore di questo, l’episodio appare anche piuttosto stonato rispetto ai precedenti.
Ma ad essere realmente conclusivo della serie è l’episodio numero 9, intitolato The Circle Closes. Scritto dallo stesso King, questo dovrebbe apparentemente fornire ulteriori dettagli sul termine della storia. Sfortunatamente, risulta essere l’ennesima occasione sprecata, specialmente se si pensa che lo si sarebbe potuto utilizzare per diluire gli eventi fin qui raccontati. The Stand manca dunque di costruire tanto un coinvolgimento emotivo quanto visivo, dimostrando una volta di più l’importanza della scrittura. Nell’intraprendere una visione della miniserie occorre dunque chiedersi se si è alla ricerca di un prodotto di qualità o che semplicemente fornisca una pallida versione in copia carbone di quanto trovato nel romanzo. A seconda del punto di vista con cui la si sceglie di guardare si potrà infatti avere giudizi diametralmente opposti.











All’annuncio che in
E questo è quello che
sapevamo fino a questo momento. Tuttavia, nell’episodio 8 di
Cosa vuol dire? Significa
che Wanda possedeva già i suoi poteri, e che l’incontro con la
Gemma, durante il quale, come ci viene svelato, la ragazza ha una
visione di Scarlet Witch, non ha fatto altro che stimolare e
risvegliare quei poteri. E cosa significa tutto ciò nel grande
disegno del MCU? Semplice: che il gene mutante esiste nell’universo
condiviso, ma che è dormiente e che l’utilizzo delle Gemme sulla
Terra, da parte di 








Forse il cambiamento più
significativo tra il film del 2017 e la Snyder Cut è la
presenza dello stesso Darkseid, l’equivalente DC di 

Un film su Lanterna Verde,
apparentemente intitolato Green Lantern Corps, è in
lavorazione da molto tempo ormai. Sappiamo, inoltre, che Kilowog e
Tomar-Re sarebbero dovuti apparire in 

Prima di guardare un film
intitolato
Sorprendentemente,
all’insaputa di molti Martian Manhunter è esistito nel
È già stato confermato più
volte che
All’epoca del suo inizio
Cyborg era un membro dei Teen Titans, ma il riavvio di New 52 gli
ha dato un ruolo più ampio e lo ha stabilito come uno dei membri
fondatori della Justice League. Nonostante sia in circolazione da
così tanto tempo, è stato soltanto nel 2015 che finalmente ha
ottenuto la sua serie solista.



Monica Rambeau è una delle
supereroine più potenti della 
Monica ha ottenuto i suoi
superpoteri in seguito a un incidente. È stata esposta a radiazioni
elettromagnetiche dopo aver tentato di impedire l’attivazione di
un’arma sperimentale nella sua città natale di New Orleans.
Insieme all’invisibilità,
Monica può assumere la qualità diafana dell’energia e rendersi
intangibile. Ciò le consente di attraversare qualsiasi cosa: in
qualità di semplice radiazione di fondo, è capace di penetrare
qualsiasi barriera al di fuori del piombo. Nel caso di
Molti supereroi possono
volare, ma nessuno di loro – con l’eccezione forse di Carol Danvers
– può volare alla velocità della luce. In virtù della capacità di
trasformarsi in luce, Monica può volare alla velocità della luce,
il che la rende una dei supereroi più veloci dei fumetti.
Monica può anche convertire
l’energia che acquisisce in raggi di forza. Queste esplosioni
fotoniche trasportano oltre 300 tonnellate di TNT di forza
esplosiva.
Una conseguenza della
capacità di Monica di manipolare la luce è che può lanciare
illusioni olografiche basate proprio su di essa. Monica può creare
oggetti, alterare il proprio aspetto o creare più immagini di se
stessa per confondere i nemici. Questo è stato un potere
tradizionale per Monica nei fumetti.
Ant-Man non è l’unico
Avenger che può diventare davvero piccolo. Quando si trova nella
sua forma energetica, Monica può ridurre la sua energia a
dimensioni microscopiche e tornare indietro a suo piacimento,
quindi alle sue dimensioni normali. Focalizzando la sua forma di
energia luminosa in un unico e stretto raggio, può anche diventare
un laser. È inoltre capace di dividersi in molti raggi di energia
di diverse forme e dimensioni.
Un’altra conseguenza dei
suoi straordinari poteri è che Monica, in quanto pura energia
vivente, non invecchia e non morirà mai. Ciò è stato stabilito in”
Avengers: No Road Home”, una trama del 2019 in cui il team affronta
Nyx.
Uno dei poteri meno noti di
Monica è in realtà il più rilevante per 







Dal momento che
Dopo un terzo viaggio
attraverso la barriera ESA, che aveva già cambiato radicalmente il
suo DNA, Monica ha dei superpoteri. Come un eroe nei fumetti,
persino un Avenger, con la capacità di controllare numerose forme
di energia, Monica è diventata Spectrum (uno dei tanti alias del
personaggio, nei fumetti, insieme a Photon, Pulsar e persino
Captain
Nei fumetti, Agatha ha un
famiglio, un gatto nero di nome Ebony. Sembrerebbe che il coniglio
di Agnes, il señor Scratch, stia ricoprendo quel ruolo qui tranne
che nei fumetti, la maga ha un figlio, un subdolo stregone di nome
Nicholas Scratch. In diversi momenti, sia lui che Agatha
governavano una comunità di maghi chiamata New Salem, in
Colorado.
Chthon, un potente dio
antico nei fumetti Marvel, è una delle ipotesi dell’identità di
qualcuno che potrebbe essere addirittura dietro alle macchinazioni
di Agatha. Certo, il villain vero potrebbe essere Agatha, o
Mephisto, o Incubo, oppure Chthon, del quale Agatha sarebbe una
servitrice. Dopotutto, “Agnes” ha nominato più volte il marito,
Ralph, ma non lo abbiamo ancora visto!
Quando, alla fine
dell’episodio, assistiamo allo svelamento delle malefatte di
Agatha, veniamo messi a conoscenza di alcune delle cose che ha
manipolato in bella vista. Non solo con la messa in scena da sitcom
di Wanda, ma anche con i tranelli che sembravano rendere Vision
ancora più sospettoso (come lo strano momento alla siepe con Herb,
dove sembrava che volessero raccontare a Vision un segreto, e poi
la sua finta trance nella sua macchina alla periferia della città).
L’abbiamo vista usare la magia quando Pietro è sulla soglia di
Wanda, ma l’ha messo completamente lì o ha semplicemente sostituito
qualcun altro, qualcuno mandato da Hayward, con Pietro?
Lo sviluppo della serie che
ripercorre le decadi della sitcom ci ha portato questa settimana ad
assistere ad un
La scorsa settimana abbiamo
ipotizzato il fatto che in Endgame i capelli di Carol Danvers sono
corti perché la donna se li era tagliati in segno di solidarietà
con Maria Rambeau, che aveva contratto il cancro e che sappiamo
essere morta di quella malattia.





Il primo e più evidente
impatto che la serie avrà sul 

Lo show sembra che stia
costantemente anticipando l’arrivo di un altro importante
personaggio Marvel: il malvagio e diabolico Mefisto. Una teoria
prevede che il classico antagonista Marvel sia il vero cattivo
dietro 


È probabile che una delle
maggiori conseguenze di 


