Sono
state annunciate tutte le nomination dei Young
Hollywood Awards 2014. Tra i nominati le serie
The Walking Dead, Game of Thrones, Orange Is The New Black, Teen Wolf,
e molte altre.
Il miglior artista crossover:
· Ariana Grande
· Nick Jonas
· Lea Michele
· Kate Upton
· Shaun White
Miglior Threesome
· The Hunger Games (Jennifer Lawrence,
Liam Hemsworth, Josh Hutcherson)
· Neighbors (Zac Efron, Dave
Franco, Christopher Mintz-Plasse)
· That Awkward Moment (Zac Efron,
Miles Teller, Michael B. Jordan)
· The Vampire Diaries (Nina
Dobrev, Ian Somerhalder, Paul Wesley)
· Workaholics (Adam DeVine,
Anders Holm, Blake Anderson)
Miglior coppia vista sullo schermo:
· Mayim Bialik/Jim Parsons (The Big Bang
Theory)
· Chris Colfer/Darren Criss (Glee)
· Emma Stone/Andrew Garfield (The Amazing Spider-Man
2)
· Shailene Woodley/Ansel Elgort (The Fault in Our Stars)
· Shailene Woodley/Theo James (Divergent)
We Love to Hate You (amiamo odiarti):
· Dane DeHaan (The Amazing Spider-Man 2)
· Jack Gleeson (Games of Thrones)
· Sam Riley (Maleficent)
· Pablo Schreiber (Orange Is the New Black)
· Zombies (The Walking Dead)
Miglior alchimia in un cast televisivo:
· The Big Bang Theory
· Girls
· Modern Family
· Orange Is the New Black
· Pretty Little Liars
· The Vampire Diaries
Miglior show per il
bingewatching (Bingeworthy TV Show):
· Awkward.
· Game of Thrones
· Orange Is The New Black
· Pretty Little Liars
· Teen Wolf
· The Walking Dead
Young Europe è il
film del 2011 diretto da Matteo Vicino e con
protagonisti Delfine Rouffignac, Michele Gammino,
Camilla Ferranti e Maria Luisa De Crescenzo.
Anno: 2011
Regia: Matteo
Vicino
Cast: Delfine
Rouffignac, Michele Gammino, Camilla Ferranti, Maria Luisa De
Crescenzo, Valérie Baurens, Ronnie McCann, Riccardo Leonelli,
Catriona Loughlin, Claude Jan, Victoria Oberli
Trama: Il film è
tratto dall’ omonimo romanzo di Matteo Vicino, una storia corale
con al centro tre protagonisti – Josephine, Julian, Federico –
colti dal quotidiano delle loro giovani vite fino agli eventi che
ne segnano la drammatica svolta.
Analisi: Nel 2006,
il Ministero dell’Interno tramite il servizio della Polizia
Stradale indice una gara, volendo premiare lo spettacolo artistico
più idoneo per sensibilizzare i giovani contro le “stragi del
Sabato sera”. Matteo Vicino, regista e musicista
di Bologna, è il vincitore. Dapprima lui realizza uno spettacolo
teatrale, per poi ricavarne un libro, dal titolo Young
Europe. Partendo da quest’ultimo, Showbiz Movies
e Polizia di Stato hanno prodotto un film nel 2011
affidando la regia proprio a Vicino. Nel film, intitolato
proprio Young Europe, il tema principale degli incidenti
stradali torna in tre ambientazioni diverse: in Gran Bretagna, in
Francia e naturalmente in Italia. In questo modo, sembra che il
regista voglia “universalizzare” il film. Per noi, è fin troppo
facile pensare che in Italia i problemi non si risolvono
mai, e ci ingelosisce l’efficienza amministrativa e
burocratica del Nord-Europa.
In realtà, la possibile immaturità
dei giovani non ha alcun confine. Il regista fa in modo che le tre
storie alla fine s’intreccino fra di loro soprattutto
astrattamente, nelle motivazioni oscure sottese agli incidenti
stradali: la presunzione, la fatalità, l’imprudenza, la sfortuna,
la disattenzione ecc… Ad esempio la cinematografia di
Alejandro Gonzalez Inarritu usa la sceneggiatura
a storie intrecciate riversandola sui propri personaggi,
cambiando la loro vita. Nel caso di Vicino, invece, bisogna che il
giovane in sala, innanzi al dramma dell’incidente stradale, impari
a distinguere la componente della fatalità da quella (più
responsabilizzante) dell’imprudenza.
Paradossalmente, le tre storie
finirebbero a districarsi, quasi universalizzandosi. Il giovane in
sala deve capire che soltanto l’imprudenza (o la presunzione) causa
l’incidente stradale, mai la mera sfortuna. A Vicino interessa poco
sceneggiare l’evoluzione caratteriale dei vari personaggi, se per
la maggiore essi non esisteranno più. La morte avviene
materialmente, ma pure nell’anima (quando il “cattivo maestro”, il
quarantenne gravemente immaturo, comincia a riconoscere la sua
presunzione, guardandosi le mani che, per la prima volta, non sa
controllare). La regia di Vicino è di quelle che spezzano di
continuo l’inquadratura. La macchina da presa si sposta con
rapidità da un dialogante all’altro, mentre mani e braccia entrano
all’improvviso in scena, sorprendendo lo spettatore.
Il montaggio si percepisce quasi
nel collage di se stesso, persa la continuità ambientale fra le tre
storie. La sua velocità, che fatichiamo a seguire con l’occhio, è
in fondo la stessa dell’autista che sciaguratamente crede di poter
tagliare la strada a tutti. Sembra che Vicino “rottami” le
inquadrature, preparandoci al triste epilogo narrativo. L’episodio
parigino diviene il più interessante, in via concettuale. L’attrice
esordiente Victoria Oberli interpreta Josephine, e
forse ci ricorda la prostituta Nana in Questa è la mia
vita, del regista Godard. Vicino inquadra il mezzobusto fisso
della ragazza, seduta al tavolo. Lei filosofeggia come
l’esistenzialista Brice Parain nel film di Godard, ma aggiungendovi
tutto il pragmatismo di Nana. Sembra che Josephine voglia
continuamente recitare un ruolo, agendo nella società, esattamente
come gli altri, solo che questi non lo ammetterebbero, con la loro
ipocrisia. E’ il suo pragmatismo, cui però mancherebbe il
freno della responsabilità personale.
Purtroppo, può sempre accadere che
qualcuno causi un incidente stradale soltanto per una
disattenzione. Ma bisogna assumersene la responsabilità: anche per
questo, si punisce l’omissione di soccorso. Nel film di Vicino,
soprattutto l’attore Riccardo Leonelli, che
interpreta il quarantenne frivolo, causerebbe l’incidente stradale
facendo sfoggio del suo ruolo sociale, a discapito degli altri, più
sfortunati di lui. E’ un pragmatismo senza idee, rispetto a quello
di Josephine. Le inquadrature del film si succedono molto
rapidamente, come formando un collage. Solo dopo l’incidente, la
macchina da presa si ferma, e freddamente gira attorno
all’autovettura in rottami, andando ad ispezionarla. E’ il momento
in cui la polizia stradale compie il macabro rituale di
fotografare la scena. Calato il telo sui cadaveri, lo
spettatore percepisce che può solo distinguere il grave sbaglio
dell’imprudenza: nei corpi sanguinanti, nella carrozzeria tagliata,
nel silenzio del motore.
Il film Young
Europe ha vinto il Premio per la miglior regia al Miff
2012.
Approda in televisione il film
Young Europe di Matteo
Vicino. La pellicola prodotta dalla Polizia di
Stato, Governo Italiano, Comunità Europea con il supporto
Di Fondazione Ania e Università La
Sapienza, andrà in onda su Sky Cinema
Cult il 2 Luglio alle 21:00 e in chiaro per tutti
venerdì 3 Luglio su SkyTg24 alle 21:00. E’
la prima volta che SkyTG24 trasmette un opera cinematografica.
Di seguito lo spot tv:
Il film è tratto dall’omonimo
romanzo di Matteo Vicino, una storia corale con al
centro tre giovani protagonisti – Josephine, Julian, Federico –
colti dal quotidiano delle loro giovani vite fino agli eventi che
ne segnano la drammatica svolta. Young Europe è la storia di 5
giovani europei narrata dal loro punto di vista, un quadro della
società di oggi che, attraverso lo sguardo delle nuove generazioni,
tratta il tema della sicurezza stradale. Josephine, ricca parigina
lasciata sola dalla sua famiglia; Julian, giovane irlandese
irretito da una lettrice di spagnolo; Federico e Annalisa, due
adolescenti italiani vittime di Angelo, un adulto senza morale.
Josephine è una ricca
parigina, abbandonata a se stessa dai genitori, che cerca conforto
in alcool droga e compagnia cattive; Julian è un ragazzo irlandese
che si lascia irretire dalle lusinghe di una professoressa un po’
troppo amichevole, trascurando la fidanzata; Federico e Annalisa
sono due adolescenti romani che restano affascinati dal mondo
dorato di Angelo, un ultra trentenne ricco e senza scrupoli. Tre
storie che apparentemente non hanno nulla in comune finiranno fin
troppo presto per arrivare a una conclusione simile, sull’asfalto,
in una tragica fatalità, che non ha nulla però di casuale.
Realizzato con
l’apporto economico (esclusivamente) della Polizia di Stato,
Young Europe è l’esordio al cinema di
Matteo Vicino, regista che si è formato con gli
spettacoli teatrali e ha poi colto la possibilità di raggiungere il
grande schermo con un’opera complessa. La difficoltà di questo film
era nella premessa, ovvero cercare di coniugare l’intenzione dei
finanziatori, ovvero quella di comunicare l’importanza della
sicurezza in strada, con un’esigenza artistica profonda e difficile
da accontentare. Girato in Canon 5D Young
Europe ha nella fotografia, nella regia e nella
confezione completa il suo massimo pregio: una musica assordante ma
convincente, città bellissime inquadrate in maniera intelligente,
colori vivaci e movimenti concitati caratterizzano una lussuriosa
esperienza estetica in un film che riesce nel suo intento,
muovendosi, nel finale, lungo il limite che separa la retorica
dalla realtà, riuscendo a rimanere sempre dal lato giusto del
confine e regalando al pubblico un’esperienza toccante ma allo
stesso tempo una fotografia lucida della quotidianità sulla strada.
Il cast internazionale del film è formato da attori professionisti
e da dilettanti che, straordinariamente mostrano forse più talento
dei compagni di set professionisti, su tutti i giovani protagonisti
delle storie, naturali e credibili nei loro ruoli a tratti molto
complessi. Non si può dire purtroppo lo stesso di tutti i
componenti del cast, trai quali qualcuno spicca per demerito con la
sua enfatica e teatrale interpretazione.
La morale di Young
Europe è purtroppo tragica e senza possibilità di
replica: chi sbaglia non sempre paga, o si sente in dovere di
farlo, e spesso le vittime degli errori altrui avrebbero potuto
fare qualcosa in più per salvarsi.
Nel panorama del cinema italiano il
film, nei suoi limiti e con le sue imperfezioni, testimonia la
presenza di talenti e speranze per un mondo altrimenti morto.
250mila euro messi a disposizione
dalla Polizia di Stato per la realizzazione di un cortometraggio
sulla sicurezza stradale sono diventati l’unico finanziamento per
il lungometraggio Young Europe , scritto diretto e
montato da Matteo Vicino, autore dell’omonimo romanzo su cui
si basa il racconto del film. Young Europe , girato
in Francia, Italia, Irlanda e Slovenia, è vincolato da accordi che
ne impediscono la proiezione a pagamento, per cui il regista ha
deciso di metterlo a disposizione sia su Youtube che per proiezioni
alla presenza di ospiti illustri, come vip, politici ma soprattutto
per i giovani e le scuole. “Tutti mi dicevano che 250mila euro
erano pochi per fare un film. Io ho insistito ed è venuto fuori
Young Europe ” a parlare è Matteo Vicino, che
da quattro anni lavora al suo progetto con l’intento di coniugare
l’intrattenimento cinematografico con la necessità di far veicolare
un messaggio ben preciso attraverso le immagini.”Da un punto di
vista produttivo – continua Vicino – la Polizia di Stato mi ha dato
carta bianca e massima libertà artistica.”
“Mi viene da ridere per il
fatto di essere chiamati produttori – dice Vittorio
Rizzi, Dirigente Superiore della Polizia di Stato –
Il progetto nasce da lontano ed è molto ampio. Ha un’anima
didattica e una formativa. Il film doveva essere un attivatore
emotivo per far veicolare meglio il messaggio, e così ci siamo
rivolti ad un artista. Il film Young Europe ha uno scopo
didattico.” Della stessa idea è Umberto
Guidoni, Segretario Generale della Fondazione ANIA (Associazione Nazionale Fra Le
Imprese Assicuratrici) : “Abbiamo attinto dalla nostra
esperienza quotidiana e abbiamo attivato gli strumenti a nostra
disposizione. Il fatto importante è che il film ha raggiunto lo
scopo di veicolare il messaggio, raggiungendo sia gli attori che
gli spettatori. Il cinema di natura sociale può essere una strada
da percorrere.“
Elisabetta
Mancini, Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato, è
stata colei che si è occupata poi praticamente della comunicazione
tra l’ente pubblico e gli effettivi realizzatori del film,
scontrandosi spesso con le esigenze artistiche di Vicino. Questi
scontri però hanno portato buoni frutti, come si può valutare dal
film stesso: “Il progetto è nato per caso nel 2004 – ha
spiegato Mancini – L’obbiettivo è quello di una comunicazione
efficace per i giovani, far capire loro che possono scegliere
consapevolmente ed essere lasciati liberi di farlo. Ed ilmezzo
cinematografico ci è sembrato quello giusto per raggiungere il
nostro scopo”.
-Matteo Vicino, come ha
scelto gli attori?
MV: “Ho
adottato il metodo della meritocrazia, non mi sono avvalso delle
agenzie italiane, ho fatto i provini e quelli che per me erano i
più bravi hanno vinto.”
Presenti in sala diversi attori del
nutrito cast del film: c’era Michele Gammino,
storico doppiatore di Ford e Nicholson tra gli altri, che ha deciso
di partecipare al progetto perché il suo ruolo si avvicinava
particolarmente alla sua vita; Giulio Ginetti,
19enne alla prima esperienza; Camilla Ferranti,
nella parte del “lupo vestito da Cappuccetto Rosso”; Maria
Luisa De Crescenzo, che interpreta la giovane saggia e
intelligente; infine Victoria Orbeli, anche lei
alla sua prima esperienza al cinema ma con una bravura
straordinaria e una disinvoltura eccezionale davanti
all’obbiettivo.
-Il film parla di
responsabilità delle proprie azioni, ma nel finale sembra imputare
agli adulti la mancanza di senso di responsabilità dei giovani. Di
chi è la colpa?
MV: “In ogni
storia c’è un responsabile, ma allo stesso tempo ci sono
porbabilità, come quando si lanica una moneta. C’è chi dice che in
strada non c’è il caso, e probabilmente se si rispettassero tutte
le regole a dovere, sarebbe tutto diverso e non morirebbero, solo
in Italia, 11 persone al giorno!”
-L’uso della musica nel
film è molto particolare, come hai operato le scelte?
MV: “La
maggior parte della muscia che c’è nel film è regalata. Come per il
casting di attori, ho cercato in quel foltissimo gruppo di veri
talenti che non riescono a raggiungere il successo e ho trovato
tantissimi artisti bravissimi disposti a regalarmi i loro brani.
Poi per I Muscoli del Capitano di De Gregori ho dovuto chiedere
aiuto a Rizzi (Polizia di Stato), e così anche lui ci ha regalato
la sua canzone”.
Young Europe verrà
proiettato nei mesi successivi in cinema e nelle scuole, per
continuare il suo tour artistico e didattico. Intanto è disponibile
su Youtube.
L’imperatrice Wu Zetian ha inviato
il capitano delle guardie Yuchi a indagare su un minaccioso mostro
marino. Il giovane detective Dee e Yuchi si ritrovano a combattere
insieme quando la creatura attacca il corteo cerimoniale per il
sacrificio della bellissima Yin. Tra numerose peripezie e fortunati
indizi i due riescono a scoprire un complotto che coinvolge lo
stesso imperatore e tutti coloro che bevono regolarmente un tè
forse velenoso.
Presentato Fuori
Concorso al Festival di Roma 2013 e
vincitore del premio Maverick Director Award, il film
del maestro Tsui Hark porta in scena il prequel del
fortunato film del 2010 Detective Dee e il mistero della
fiamma fantasma. La storia è un giallo in stile Sherlock
Holmes con costumi colorati e le scenografie storiche della
Cina imperiale governata dalle varie dinastie. La sceneggiatura,
molto lineare, segue le avventure di questo giovane detective che
grazie alla sua grande capacità deduttiva riesce a far luce su due
storie parallele che nascondono un unico complotto che minaccia
l’impero. Ciò che caratterizza la storia è la forte componente
action, ma che purtroppo gioca con facili collegamenti a film quali
Matrix e I Pirati dei Caraibi e che si allaccia
sopratutto alla cultura dei più recenti film sul mondo delle arti
marziali quali La foresta dei pugnali volanti e La tigre
e il dragone. Questo però non minimizza la gran consapevolezza
e abilità con la macchina da presa del regista di Hong Kong,
difatti egli sfrutta rallenty e flashback al servizio della storia
e per il lavoro di post produzione in cui gli effetti speciali
risultano essere la caratteristica indiscussa del film. Inoltre il
maestro usa la maggior parte delle tecniche moderne per rendere
estremamente scorrevoli i 130 minuti del film che insieme alle
scenografie colorate e sontuose di Ken Mak riescono a creare
una buona contrapposizione tra regia moderna e stile
fantasy-storico.
In tutto questo caleidoscopio di colori e azione ciò che perde il
film è di credibilità, molte saranno le scene che eccedono nel loro
svolgimento tanto da suscitare lo scetticismo e il sorriso di chi
le guarda; Inoltre i numerosi “finali” che decide di intraprendere
la sceneggiatura, appesantisce tutta la seconda parte della storia,
facendo risultare il film più macchinoso delle sue premesse
iniziali.
Young Detective Dee: Rise of
the Sea Dragon 3D è un fantasy che riesce a trovare un buon
equilibrio visivo tra la cultura storica e l’ottica moderna il cui
solo scopo è di intrattenere, come dimostra l’ottimo 3D, piuttosto
che coinvolgere nella storia. La recitazione così come la
sceneggiatura sono funzionali alla componente action e quindi già
esplorati nel panorama cinematografico.
Questo pomeriggio presso la Sala
Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, si è tenuta la
conferenza stampa di Young Detective Dee: Rise of the Sea
Dragon 3D film Fuori Concorso al Festival del Film di
Roma 2013. Alla conferenza stampa ha partecipato il regista
Tsui Hark.
Il film ha una
spettacolarità altissima in tutti gli aspetti, molte
caratteristiche ricordano però altri film. C’è un rischio di
mescolarsi con il cinema hollywoodiano e perdere le caratteristiche
di quello cinese? T.H.: Si tratta di un progetto che
riguarda la mia spettacolarità non è gratuita, il personaggio del
detective Dee è profondamente radicato nella tradizione del mio
paese, viene dalla letteratura, il giudice Ti, quindi è basato su
un personaggio storico. Ho cercato di mettere insieme sia la
tradizione letteraria sia gli storici in contesto fantasy. Quindi
il lavoro che ho svolto sul personaggio è quello di creare una
sorta di mitologia autoctona originale rispetto a queste storie,
reinventate cinematograficamente nel rispetto di quello che c’era
già stato, inoltre sto già lavorando al terzo capitolo della saga
con un’idea più ampia e spettacolare.
Pensa che il 3D oltre ha dare un
plus a livello spettacolare, può influire sul piano
narrativo? T.H.: È una domanda che mi sono sempre posto, il 3D ha una
lunga storia, però qui viene utilizzata in quanto tecnica corrente
della produzione. È una tecnica che mi riporta alla mia infanzia,
io mi ricordo che utilizzavo delle particolari macchinette che ti
facevano vedere il paesaggio in 3D è mi ha sempre intrigato questa
tecnica, l’idea di applicarla nei racconti mi riporta all’inizio
del mio rapporto con l’immagine. Quindi non è una novità che il 3D
esiste già da diversi anni però si può dire che per il pubblico non
è un esperienza molto gradevole per via della tecnologia che ancora
non consentiva una visione comoda. Quindi soltanto da poco sono
state messe a punto le tecnologie necessarie per consentire una
visione per un pubblico molto conveniente e gradevole dei film in
3D. Ovviamente incominciando ad utilizzare la tecnologia 3D per
quanto riguarda anche la linea narrativa e lo sviluppo
cinematografico di una storia ci siamo resi conto della differenza
che esiste tra i due formati, 3D e 2D. C’è chi sottolinea che in
realtà ci sono poche differenze, invece quando cominci a lavorarci
ti rendi conto che proprio nel dettaglio della lavorazione e
dell’impostazione che bisogna dargli vi sono invece delle notevoli
differenze. Ovviamente parlo dal mio punto di vista personale
perché ci sono opinioni divergenti su questo aspetto però per
quanto riguarda le differenze principali lavorando in 3D dobbiamo
naturalmente sottolineare la differenza con la fotografia e il
montaggio. Nei film in 3D bisogna avere un controllo molto rigoroso
della percezione visiva del pubblico. E anche per quanto riguarda
il montaggio vi sono delle differenze poiché bisogna calcolare un
momento di transizione che può essere compreso tra 1 e 1,25 secondi
questo per permettere un accomodamento visivo nell’occhio del
pubblico per poter passare al livello successivo dell’immagine in
3D. E c’è una differenza anche volumetrica e di profondità che
caratterizza la visiona in 3D per il pubblico. Proprio per questo
il cervello di uno spettatore deve fare uno sforzo particolare per
riuscire a tradurre adeguatamente quello che vede sullo schermo ed
analizzare in maniera idonea l’immagini che compaiono. Quindi
apparentemente quando noi vediamo un film non ci rendiamo conto
della differenza tra le due tecnologie però quando poi cominciamo a
lavorarci dobbiamo raccontare una linea narrativa e ci rendiamo
conto che ci sono particolari che devono essere affrontati in
maniera diversa. E non dimentichiamoci un altro elemento in post
produzione, i sottotitoli.
C’è qualche influenza sullo scambio
delle battute? C’è anche questo fattore da tenere conto? T.H.: Nell’ambito dei sottotitoli è molto difficile dato che
c’è una grande varietà di dialetti. Mentre invece questo film non
ha dialetti e il problema non si è posto.
Gli attori vanno preparati in
modo diverso? T.H.: In realtà cerco di rendere la vita facile agli attori,
in maniera tale che non debbano fare troppi sforzi per adattare
quelle che sono le esigenze di un film in 3D che prevede macchinari
e tempi di lavorazione delle scene un po’ più lunghi.
Infine vorrei sapere cosa pensa
della tecnologia a 48fps T.H.: Ho utilizzato il
sistema dei 48fps sto ancora aspettando di poter visionare i
risultati sul grande schermo. Molti colleghi ci stanno lavorando,
ma c’è da dire che già su 60 stiamo cercando di trovare un consenso
mentre per quanto riguarda il 48 c’è moltissima incertezza. Forse
l’anno prossimo quando si saranno affrontati e superati i problemi
tecnici si potrà dire. Inoltre c’è il problema dei finanziamenti,
ma è chiaro che se una volta che questo standard si diffonderà
allora sarà necessario convincere i gli investitori ad aggiungere
finanziamenti sufficienti per fare una lavorazione in questo modo.
In Cina non c’è ancora la possibilità di vedere film girati in
questo modo, non esistono sale cinematografiche in grado di
mostrare film del genere, nella Cina continentale.
Sono ormai diversi anni che si parla
di un film o di una serie televisiva sugli Young
Avengers e il finale di The
Marvels sembra finalmente anticipare il loro arrivo.
Nelle scene finali del film, intatti, Ms. Marvel recluta Kate Bishop/Occhio
di Falco in una squadra che si dice ha iniziato ad assemblare. In
una nuova raccolta di indiscrezioni condivisa da The Cosmic Circus, Alex Perez
sostiene ora che gli Young Avengers
probabilmente arriveranno prima di film come Thor
5, suggerendo dunque che i Marvel Studios stanno
finalmente facendo sul serio nel riunire questi eroi.
Per quanto riguarda la possibilità
che il progetto unisca finalmente Wiccan e
Hulkling, una coppia LGBTQ+ molto popolare nei
fumetti, Perez sembra sicuro che accadrà. “Billy non è ancora
il Wiccan. Ma siate pazienti“, stuzzica. “Mi aspetto che
si incontrino nel prossimo film degli Young Avengers”.
Sappiamo che incontreremo Billy Kaplan per la prima volta in
Agatha
All Along e, in un’altra parte di questo rapporto, si dice
che il personaggio aprirà le porte all’esplorazione di “un lato
più sconosciuto del MCU con le streghe e un’altra forma di
magia” capace di influenzare i progetti futuri.
Per quanto riguarda gli altri eroi
adolescenti dell’Universo Marvel, Perez afferma che al momento non
ci sono piani per Cloak e Dagger
o per i Runaways, personaggi che in passato sono
stati protagonisti degli show in streaming della Marvel Television.
Per quanto riguarda i possibili compagni di squadra,
recentemente Iman
Vellani – interprete di Ms Marvel, aveva dichiarato:
“Ironheart sarebbe divertente. Vorrei anche dire Kid
Loki, perché è l’unico che mi viene in mente. Beh, lui e Patriot,
credo. E forse Billy e Tommy, anche se non sono ancora stati
approfonditi nel MCU. Non vedo l’ora di vedere se una di queste
storyline andrà avanti“.
Gli Young Avengers
debuttano nell’universo Marvel nel 2005
grazie ad Allan Heinberg e Jim Cheung, i quali danno vita a questo
gruppo di supereroi adolescenti che ha un solo sogno:
seguire le orme degli Eroi più potenti della Terra. Il
team viene assemblato da Iron Lad, ossia Nathaniel
Richards, figlio di Reed e Sue (alias Mr. Fantastic e
Donna Invisibile) il quale aveva attraversato il flusso temporale
nella speranza di prevenire sia un’apocalisse che il suo destino di
diventare Kang. Ad oggi, un progetto su questo
gruppo sembra sempre più probabile, dunque non resta che attendere
maggiori notizie.
A gennaio il sito We Got This
Covered aveva diffuso la voce secondo cui i Marvel Studios avrebbero lavorato
prossimamente ad un cinecomic sugli Young Avengers
introducendo Kate Bishop (la figlia di Occhio di
Falco), Hulkling, Iron Lad,
Patriot, Wiccan,
Stature e Visione (non la
versione di Paul Bettany ovviamente). La notizia
trovava una possibile conferma nelle parole di Kevin
Feige in merito ai progetti futuri dell’universo
condiviso (“Vedremo in che modo si evolveranno queste
idee…Stiamo preparando il terreno.”) ma da allora non abbiamo
più avuto aggiornamenti.
Ora è Daniel Richtman tramite Full
Circle a rivelare che lo studio starebbe sviluppando non un film,
ma una serie tv destinata alla piattaforma di Disney + e che anche
i Campioni di Los Angeles (The Campions) potrebbero essere
coinvolti nella trama insieme ad America Chavez a.k.a. Miss
America.
Sarà davvero così o l’indiscrezione non troverà nessuna conferma
ufficiale?
Vi ricordiamo che l’universo
cinematografico dei Marvel Studios si prepara ad
allargare ulteriormente i propri confini sbarcando sulla
piattaforma streming di Disney
+ a partire dal prossimo anno con alcuni prodotti
originali, come annunciato poche settimane fa durante il lancio del
servizio.
Sul palco dell’evento è salito
Kevin Feige, spiegando come “Il MCU
post-Endgame sarà estremamente diverso e focalizzato sui legami tra
Disney+ e il nostro futuro” e
annunciando le serie dedicate a Scarlet Witch e
Visione, Falcon & Winter Soldier, Loki e
Occhio di Falco.
Il presidente dei Marvel Studios, Kevin Feige, ha commentato la possibile
introduzione degli Young Avengers nella Fase 4 del
MCU. Al momento, nessun progetto (film o
serie) dedicato al gruppo di supereroi adolescenti è stato
annunciato ufficialmente. Tuttavia, sono in molti a credere che
faranno il loro debutto proprio nell’attuale fase dell’universo
condiviso (inaugurata con lo scorso gennaio con WandaVision).
A partire dai prossimi film e serie
che andranno a costituire la Fase 4, verranno introdotti una serie
di personaggi che potrebbe essere “assemblati” per formare proprio
il gruppo di supereroi noto come Young Avengers.
Tra i personaggi già introdotti figurano, ovviamente, Wiccan e
Speed, i figli di Wanda Maximoff in
WandaVision. Sul loro destino non è stato ancora chiarito
nulla: alla fine dell’acclamata serie Disney+, infatti, sono scomparsi una
volta che Wanda ha distrutto l’universo alternativo che aveva
creato per non affrontare il dolore per la perdita di Visione.
Tuttavia, la seconda scena post-credits contenuta nell’episodio
finale, ha anticipato che i due ragazzini potrebbe ancora essere
vivi.
In una recente intervista con
Entertainment
Weekly, è stato chiesto a Kevin Feige se sta
effettivamente pianificando qualcosa per questi personaggi. La
risposta del produttore è stata la seguente: “Sì. Possiamo già
vedere che la Fase 4 sta introducendo tutta una serie di nuovi
personaggi dal potenziale infinito. Sono felice di poter dire che
tutti quello che mi circondano stanno facendo un lavoro
straordinario che non vedo l’ora di poter mostrare al
mondo.”
La storia degli Young Avengers nei fumetti
È da tempo, ormai, che i fan non
fanno altro che chiedersi in che modo un potenziale film o una
potenziale serie sugli Young Avengers potrebbe
influenzare il futuro del MCU. Nei fumetti, il team è stato fondato
perché Visione pensava che sarebbe stata una buona idea avere una
squadra di Avengers di riserva nel caso in cui i Vendicatori
originali si fossero sciolti. In una delle run, alcuni membri del
gruppo vengono catturati dallo SHIELD, costringendo Captain America
e Falcon ad entrare in azione per salvargli. In seguito, i due si
uniranno ad un gruppo di resistenza noto come Vendicatori
Segreti.
Oltre a riportare sul grande schermo
Paul
Rudd nei panni di Scott Lang,
Ant-Man and the
Wasp vedrà di nuovo al fianco dello scapestrato padre
la piccola Cassie Lang, che nei fumetti adempie al suo desiderio di
diventare un eroe con i Young Avengers.
Questa piega narrativa potrebbe
rappresentare il futuro del MCU, alla luce delle nuove
dichiarazioni di Kevin Feige durante la promozione del
film di Peyton Reed. A Screen Rant, Feige ha
dichiarato: “Chiaramente, tutto ciò che viene dai fumetti è
ispirazione per noi, per andare avanti. Amiamo il fatto che Cassie
nel film sia ispirata dal padre, e vuole fare del bene. Certamente,
seguiremo quel trend. Dove, quando, come, lo vedremo, ma credo
sarebbe bello.”
A Heroic
Hollywood Feige ha parlato in maniera più esplicita
di Young Avengers, e delle
serie Runaways o Cloak & Dagger:
“Sicuro… Entrambi i progetti che hai nominato sono oggetto di
conversazione da molto tempo e avranno un grande successo il tv.
Abbiamo sempre avuto piani per Power Pack. E sì, vediamo in che
modo si evolveranno queste idee. Non so ancora. E certamente questo
è il motivo per cui volevamo una Cassie molto giovane in questo
film, e che fosse ispirata da suo padre. Stiamo preparando il
terreno.”
Vedremo in che modo si svilupperà
questo nuovo progetto e in che modo soprattutto verrà inserito nel
continuum del MCU, soprattutto in vista degli annunci relativi alla
Fase 4.
Come molti di voi sapranno, i Marvel Studios hanno
rivelato i suoi ambiziosi piani per la Fase 5 e 6 durante il
Comic-Con di San Diego di quest’anno, confermando che quest’ultimo
culminerà conAvengers: The Kang
Dynasty e Avengers:
Secret
Wars. Anche
i Fantastici
Quattrosono ora ufficialmente
all’orizzonte, anche se non si è parlato degli X-Men o del progettoYoung Avengers,
nonostante siano stati per molto tempo voci ricorrenti di
possibili progetti futuri.
A
partire dall’introduzione di Cassie Lang in Ant-Mandel 2015, sembrava che l’MCU avesse posto le basi per una
squadra di Young Avengers da assemblare nel tempo. Anche di
recente, abbiamo incontrato eroi come Eli Bradley, Kate
Bishop e America Chavez, che dovrebbero formare proprio
questa squadra ma di annunci in merito al loro destino non ne sono
arrivati. Ebbene oggi a parlare di questi personaggi è stato
proprio Kevin Feige, che però come capita spesso
non si è sbottonato più di tanto, prendendo in giro anche la
potenziale squadra di giovani eroi.
“Abbiamo… stiamo in qualche modo ricordando alla gente
tutti i fantastici personaggi che abbiamo introdotto nella Fase
Quattro…e in qualche modo dove vanno quei
personaggi e come si formano i propri
cricche”. Thunderbolts
è un altro progetto di squadra all’orizzonte, il che significa che
l’MCU potrebbe avere un numero piuttosto rilevante
di squadre assemblate prima che Kang il
Conquistatore colpisca. Nella stessa intervista, a Feige è
stato chiesto cosa potrebbe riservare il futuro per Eros
di Harry Styles dopo la sua introduzione
in Eternals. “Le avventure
di Eros e Pip sono qualcosa di molto eccitante per noi”,
ha osservato il dirigente, suggerendo che ci sono piani in atto per
entrambi i personaggi. Di seguito l’intervista originale:
Tra la lista dei progetti Marvel che i fan sperano vedano la
luce, c’è stato un particolare fervore intorno agli Young Avengers. La prospettiva che
una squadra di nuovi vendicatori si riunisca in un live action ha
iniziato a essere ventilata nella Fase Quattro del franchise e,
sebbene un progetto su di loro non sia ancora stato annunciato
ufficialmente dai Marvel Studios, la scena finale del recente filmThe
Marvels ha mostrato Kamala Khan/Ms. Marvel
(Iman
Vellani) che recluta Kate Bishop/Occhio di Falco
(Hailee
Steinfeld) per la causa.
In una recente intervista con
THR, l’attrice di Cassie Lang in
Ant-Man and the Wasp:
Quantumania, Kathryn Newton, ha rivelato di essere eccitata
dalla prospettiva di tornare nel MCU per quel progetto.
“Nell’universo Marvel, si spera nella possibilità di essere un
giovane Vendicatore“, ha affermato Newton. “Speri di
esserlo. Il mio pensiero è che sono cresciuta guardando Iron Man, e
sento di essere cresciuta con quel personaggio. Quindi la mia
speranza per Cassie Lang è sempre stata quella di crescere con il
mio pubblico, sia che si tratti di persone della mia età che hanno
visto Quantumania, sia che si tratti di persone che hanno appena
iniziato a guardare i film Marvel in giovane età“.
“Io ne ho visto uno quando ero
un po’ più giovane, ma amo ancora questi film. Quindi, se avrò
l’opportunità di continuare la storia, sarà fantastico far parte di
una generazione che sta crescendo con un film. È una parte così
importante della mia vita. Ma non te lo dicono davvero. Ti dicono
una cosa generale, ma io non do nulla per scontato. Cerco solo di
arrivare a fine giornata. Finiamo un film e poi continuiamo. Ma
coglierei al volo anche l’opportunità di lavorare di nuovo con i
Marvel Studios“.
Chi sono gli YoungAvengers?
Gli Young Avengers
debuttano nell’universo Marvel nel 2005 grazie ad Allan Heinberg e
Jim Cheung, i quali danno vita a questo gruppo di supereroi
adolescenti che ha un solo sogno: seguire le orme degli Eroi più
potenti della Terra. Il team viene assemblato da Iron Lad,
ossia Nathaniel Richards, figlio di Reed e Sue
(alias Mr. Fantastic e Donna Invisibile) il quale aveva
attraversato il flusso temporale nella speranza di prevenire sia
un’apocalisse che il suo destino di diventare
Kang. Ad oggi, un progetto su questo gruppo sembra
sempre più probabile, dunque non resta che attendere maggiori
notizie.
L’ultima notizia relativa ad un
possibile arrivo degli Young Avengers risale allo
scorso giugno, quando le parole di Kevin
Feige lasciavano intendere che un film sui giovani
Vendicatori era nei progetti futuri dell’universo condiviso:
“Vedremo in che modo si evolveranno queste idee…Stiamo
preparando il terreno.”, aveva commentato il presidente dei
Marvel Studios in merito al
personaggio di Cassie Lang, apparso nel franchise di
Ant-Man e membro storico del team.
Ora però, secondo quanto riporta We
Got This Covered, gli studios sarebbero pronti per lanciarsi in
questo nuovo esperimento corale lavorando ad un cinecomic
interamente dedicato agli Young Avengers: le voci
parlano di un prossimo film dei Vendicatori con altri personaggi, e
non quelli che siamo stati abituati a vedere sul grande schermo,
che risponderebbero ai nomi di Kate Bishop
(la figlia di Occhio di Falco), Hulkling,
Iron Lad, Patriot,
Wiccan, Stature e
Visione (non la versione di Paul Bettany ovviamente).
Ma chi sono gli Young
Avengers? Al contrario di quanto si possa immaginare, non
si tratta della stessa formazione che conosciamo in versione
“giovane” ma di una squadra completamente diversa composta da
giovani supereroi. E quale miglior occasione se non la lotta contro
Thanos per introdurre questa nuova generazione
nell’universo cinematografico Marvel? D’altronde i viaggi nel tempo
contemplano anche la possibilità di finire dritti nel futuro…
C’è effettivamente un modo per far
entrare questi personaggi in scena, e Avengers: Infinity
War potrebbe aver già gettato le basi grazie ad
una morte importante avvenuta durante gli eventi del film: saprete
– se avete visto il cinecomic –
che Thanos ha
ucciso Loki nel prologo e che il Dio
dell’Inganno dovrebbe tornare al 99% in Avengers
4, ma come? Magari reincarnadosi nel corpo di un
ragazzo che lavora con gli Young Avengers? Infinity
War ha spianato la strada ad un nuovo Kid Loki? Uno
scenario alquanto intrigante no?
Lo scorso gennaio un rumor aveva reso noto
che i Marvel Studios avrebbero iniziato a
progettare un film interamente dedicato agli Young
Avengers con personaggi mai visti prima nel MCU.
Al contrario di quanto si possa
immaginare, non si tratta della stessa formazione che conosciamo in
versione “giovane” ma di una squadra completamente diversa composta
da giovani supereroi.
Ecco 10 perfetti candidati:
Monica Rambeau
Monica Rambeau è
già apparsa nel MCU nel recente Captain
Marvel come figlia di Maria Rambeau, e nei fumetti è
la seconda persona a prendere il posto dell’eroina nei fumetti
ancor prima che sia Carol Danvers a entrare nei panni che furono
dell’originale eroe maschio.
Monica guida i Vendicatori e salva
il mondo dalle invasioni aliene, praticamente perfetta per prendere
parte alla squadra dei prossimi Vendicatori nel corso della Fase
4.
Miles Morales
Miles Morales è un
personaggio che non ha bisogno di presentazioni. Ha debuttato
questo anno al cinema in Spider-Man: Un
NuovoUniverso ed esiste già nel
MCU, come confermato da suo zio in Spider-Man:
Homecoming.
Miles potrebbe trovare il suo posto
nell’universo cinematografico in un potenziale film sugli Young
Avengers integrando la storia del suo rapporto con Kamala Khan.
Kamala Khan
Nei fumetti
Kamala Khan è un’adolescente americana di
origini pakistane che ammira molto Carol Danvers e che
acquisirà accidentalmente il potere della superelasticità, entrando
a far parte dei Vendicatori.
Intervistato dalla BBC in
occasione dell’uscita di Avengers:
Infinity War, Kevin Feige ha reso noti i piani
dei Marvel Studios che introdurranno nell’universo cinematografico
il personaggio di Kamala
Khan aka Ms.
Marvel, uno degli alter ego di Captain
Marvel che ha debuttato nel 2013 sui fumetti. Dunque
possiamo ipotizzare anche il suo ingresso nei giovani
vendicatori?
Cassie Lang
I fan sanno che Cassie
Lang è già apparsa nel MCU due volte, perché è la
figlia di Scott Lang aka Ant-Man in entrambi i
film del franchise con Paul
Rudd. Nei fumetti abbraccia la sua identità da
supereroina usando le Pym Particles per crescere e rimpicciolirsi
proprio come suo padre.
Cassie è forse la candidata ideale
ad unirsi agli Young Avengers in un ipotetico adattamento, visto
che Avengers:
Endgame dovrebbe introdurre una versione adolescente
del personaggio, ed è probabile che nella Fase 4 torni in
azione.
Wiccan
Eroe appartenente alla sfera magica
proprio come Scarlet
Witch, Wiccan usa le sue abilità per
distorcere e influenzare la realtà. E il destino lo fa innamorare
di un eroe molto più potente, almeno fisicamente, ovvero
Hulkling.
Supereroe LGBTQA, attraversa un arco
narrativo in cui impara a controllare e comprendere i suoi
poteri.
Hulkling
Hulkling è uno dei
membri più degni di nota dei Giovani Vendicatori, figlio
dell’originale Captain
Marvel e della principessa Skrull con incredibili
poteri fisici. Può infatti trasformarsi in una versione molto
ingombrante se stesso e a differenza di Bruce Banner, riesce a
mantenere il controllo.
E se c’è una cosa che rende Hulkling
così unico e amato dai lettori è la sua storia d’amore con
Wiccan.
Riri Williams
Riri Williams è uno
dei personaggi più controversi della storia recente della Marvel Comics, ora conosciuta come Ironheart, ma originariamente esordì nel ruolo di
Iron Man nel 2014 tra l’amore e l’odio dei
fan.
Di certo il successo di Captain
Marvel al botteghino ci dimostra come le eroine
femminili riescano a conquistare ugualmente il pubblico con
risultati straordinari, dunque Riri potrebbe essere l’erede
perfetta di Tony
Stark nel MCU dopo un eventuale addio di Robert Downey
Jr.
Kid Loki
Se è vero che Loki
è uno dei personaggi più amati del MCU, non è da escludere la
possibilità che Kid Loki prenda il suo posto nel
cuore degli spettatori nel futuro prossimo della Fase 4.
Chi ha letto i fumetti saprà che si
tratta di una reincarnazione di Loki più giovane e più maliziosa
della sua controparte adulta, spaventato dal suo inconscio e dalle
pericolose conseguenze del suo potere. Insomma, una dinamica già
affascinante che nel team dei Giovani Vendicatori sarebbe
perfetta.
Kate Bishop
Kate Bishop, noto
anche come Hawkeye, è il personaggio più recente
della storia dei fumetti a raccogliere l’eredità di Occhio di Falco,
dunque sarebbe interessante vedere anche nel MCU questa dinamica
maestro-allieva tra Clint Barton e l’eroina.
I suoi poteri? Grandi
capacità di coordinazione e una mira eccellente che la rendono un
arciere degno di chi l’ha preceduta; inoltre sa combattere corpo a
corpo ed è una campionessa di boxe, scherma e altre discipline con
la spada.
America Chavez
Uno dei membri più interessanti del
team dei Giovani Vendicatori è America Chavez,
prima supereroina latinoamericana LGBTQA della serie, sfacciata e
sicura di sé che negli ultimi anni è diventata molto popolare tra i
lettori.
Miss America,
questo il suo alter ego, viene cresciuta dalle sue madri
nell’Utopian Parallel, una realtà fuori dal tempo governata dal
Demiurgo. Da lui ha assorbito, o forse ereditato, tutti i suoi
superpoteri e dopo l’infanzia decide di fuggire di casa viaggiando
attraverso diversi universi.
Diversi segnali indicano che gli
Young Avengers fanno il loro debutto
nell’Universo Cinematografico Marvel in Ant-Man 3… o
comunque, in uno dei prossimi film dell’universo condiviso. Ma
quali sono i membri del team che vorremmo vedere sul grande
schermo?
ComicBookMovie ha avanzato 10 ipotesi:
Hulkling
Captain
Marvel sembra aver preparato il terreno per l’introduzione
di Teddy Altman, alieno per metà Kree e per metà Skrull, cresciuto
come un umano. L’imminente sequel – che secondo i primi rumor sarà
un adattamento di “Secret Invasion” – potrebbe esplorare l’idea che
un Kree e uno Skrull hanno trovato l’amore e hanno trascorso anni a
nascondersi sulla Terra.
Hulkling è
apertamente gay ed è l’interesse amoroso di Wiccan, quindi è
davvero tanto l’apporto che il personaggio potrebbe dare
all’Universo Cinematografico Marvel, in particolare in termini di
diversità. Non siamo proprio certi che l’universo condiviso abbia
bisogno di un altro Hulk, quindi un cambio di nome non sarebbe
l’idea peggiore del mondo. Inoltre, esplorare cosa significa avere
i poteri sia di un Kree che di uno Skrull potrebbe rivelarsi
parecchio interessante…
Ms. Marvel
Ms. Marvel è un Avenger nei
fumetti e non si è mai effettivamente unita ai ranghi degli Young
Avengers. Tuttavia, questa potrebbe essere una mossa logica per
l’introduzione del personaggio nell’universo condiviso, e c’è molto
che la giovane Inumana potrebbe apportare alla squadra in qualità
di membro di una nuova iterazione. Kamala Khan non è propriamente
una scelta naturale per Ant-Man
3, ma se – al pari di Teddy – dovesse alla fine
apparire in Captain
Marvel 2, allora i due personaggi potrebbero diventare
amici e andare alla ricerca dei loro compagni eroi.
Ms. Marvel ha sicuramente bisogno di
restare un eroe a sé stante (a differenza degli altri membri del
team, può reggere il confronto in una serie o in un film in
solitaria), ma gli Young Avengers trarrebbero sicuramente beneficio
dal suo coinvolgimento. Inoltre, Kamala potrebbe rivelarsi
un’ottima scelta come leader del gruppo.
Hawkeye
Kate Bishop sarà introdotta
nella serie dedicata a Occhio di
Falco in arrivo su Disney+, e tutti i segnali indicano che
il personaggio raccoglierà l’eredità di Clint Barton. Non è assurdo
ipotizzare un’apparizione del personaggio in Ant-Man 3
(probabilmente come amica di Cassie Lang o come personaggio che
semplicemente si troverà “al posto giusto nel momento giusto”).
Rendere Kate un membro degli Young Avengers potrebbe essere un buon
inizio per la sua storia nel MCU!
Occhio di Falco è sempre stato al
suo meglio in qualità di membro dei Vendicatori e ci auguriamo che
la stessa sorte possa toccare a Kate Bishop (che dovrebbe essere
interpretata da
Hailee Steinfeld).
America Chavez
Secondo quanto riferito,
America Chavez farà il suo debutto nel MCU in
Doctor Strange in the Multiverse of Madness, e poiché sa
tutto sui viaggi nel tempo e sulle realtà alternative, qualcosa ci
dice che potrebbe tornare molto utile quando Ant-Man e Wasp
dovranno scontrarsi contro Kang.
Anche se non era un membro
dell’iterazione originale del team, è sempre stata uno dei membri
più divertenti e la sua presenza conferisce all’ipotetica
iterazione dell’universo condiviso una vera potenza su cui fare
affidamento. Alla fine ha persino guidato gli Young Avengers,
quindi dopo le avventure con Doctor Strange e Scarlet Witch (che
probabilmente la porteranno ad incontrare Wiccan e Speed), potrebbe
anche essere in quel sequel che i primi membri della squadra si
riuniranno per il prima volta, per poi fare ritorno in Ant-Man
3.
Wiccan
C’erano alcuni grandi
indizi nel primo teaser di WandaVision circa l’introduzione dei gemelli di
Scarlet Witch e Visione nell’universo condiviso, e si dice che
entrambi invecchieranno ad ogni episodio, per poi arrivare alla
fine della serie nelle loro vesti di adolescenti (età perfetta per
permettere ai due personaggi di universi agli Young Avengers).
Come sua madre, Wiccan usa la magia
in maniera incredibilmente potente, ed è anche in grado di alterare
la realtà. Parte integrante della squadra, può essere capace di
teletrasportarli in tutto il mondo e ha anche un sacco di altre
abilità impressionanti. Nonostante stia appena iniziando ad
acquisire consapevolezza dei suoi poteri, si ritiene che un giorno
sarà in grado di “riscrivere le leggi della magia”. Si tratta
quindi di un personaggio che può avere un impatto davvero
incredibile sul futuro del MCU.
Speed
Copia sputata di suo zio
Pietro (meglio conosciuto come Quicksilver), Speed è, come
suggerisce il nome, un velocista. Visto che Quicksilver è stato
ucciso nello stesso film in cui è apparso per la prima volta –
Avengers:
Age of Ultron -, il MCU potrebbe utilizzare Speed come una
sorta di suo sostituto! Non è solo un clone di Quicksilver,
ovviamente… si tratta di un grande personaggio a pieno titolo.
Anche se Joss Whedon ci ha già
mostrato gli effetti della super-speed sul grande schermo, non
saremmo affatto sorpresi di vedere Speed unirsi a Wiccan sia in
Doctor Strange in the Multiverse of Madness che in
Ant-Man
3. È solo un gran peccato che, purtroppo, non lo vedremo
mai gareggiare con suo zio!
Spider-Man
In seguito agli eventi di
Spider-Man: Far From Home,
l’identità di Peter Parker è stata svelata al mondo intero ed è
stata marchiata a fuoco anche dalla morte di Mysterio. Al momento
non è chiaro quali saranno le conseguenze di tutto ciò
nell’annunciato Spider-Man 3.
Sebbene è escluso che i Marvel
Studios pensino a Spider-Man come ad un possibile personaggi di
supporto in Ant-Man
3, la presenza di Peter Parker in un possibile
film dedicato agli Young Avengers non è da scartare. Ha esperienza
nella lotta al fianco degli Eroi più potente da Terra, quindi il
nuovo giovane team non potrebbe che trarre benefici dall’esperienza
del simpatico arrampicamuri.
Stature
Considerando il fatto che
in Avengers:
Endgame abbiamo visto una Cassie Lang già cresciuta e che
Ant-Man
3 includerà Kang in Conquistatore, è inevitabile che
i Marvel Studios utilizzeranno quel film per farla diventare
Stature. Ha anche assunto l’identità di Stinger nei fumetti, ma
preferiremmo di gran lunga vedere l’identità di Stature nel
MCU.
Ad ogni modo, qualunque sia
l’identità della supereroina che gli Young Avengers assumeranno, si
tratta di un personaggio che deve essere parte integrante del team.
Se Scott Lang seguirà la sua controparte dei fumetti e morirà prima
che sua figlia diventi un supereroe, Stature potrebbe benissimo
dimostrare di essere più importante per il MCU di quanto in molti
si aspettano.
Ironheart
Ironheart è un altro eroe che non ha mai combattuto
al fianco degli Young Avengers, ma c’è un modo per poterlo far
funzionare nell’Universo Cinematografico Marvel e rendere
parallelamente omaggio ai fumetti. Come i più esperti sapranno,
Iron Lad è un membro fondatore della squadra che si è rivelato
essere una versione più giovane di Kang, che ha viaggiato indietro
nel tempo per cercare di sfuggire al suo futuro da cattivo.
Non ci aspettiamo di vederlo in
Ant-Man
3, ma Riri Williams potrebbe tranquillamente essere il suo
antenato o addirittura sua figlia! Potrebbe essere un modo
divertente per portare Ironheart nel MCU ed evita la necessità di
legare il personaggio ad Iron Man (dal momento che è improbabile
che
Robert Downey Jr. voglia tornare come suo aiutante sotto forma
di A.I.).
Patriot
Membro fondatore dei Young
Avengers che è stato messo da parte negli ultimi anni, lijah
Bradley è il nipote di Josiah-X e di Isaiah Bradley, e quest’ultimo
dovrebbe fare il suo debutto nella serie The Falcon and the Winter
Soldier in arrivo su Disney+.
Dotato di tutte le capacità di un
Super Soldato, non pensiamo che servirà necessariamente come nuovo
Captain America del MCU, ma sicuramente sarebbe un’esplorazione
affascinante dell’eredità di un personaggio come Isaiah. Soltanto
il tempo ce lo dirà, ma è innegabile quanto ci piacerebbe vedere
Patriot far il suo debutto nel MCU il prima possibile.
Si intitolerà Ambush, Young and Hungry 1×05, il
quinto episodio della nuova serie televisiva targata NBC.
In Young
and Hungry
1×05, Sofia incoraggia Gabi ad
uscire di nuovo per superare la rottura
con Josh, ma quando quest’ultimo prende
in antipatia il nuovo ragazzo
di Gabi, Cam, la
ragazza è confusa sulla loro relazione.
Quando Josh scopre notizie soro rendenti
su Cam, Gabi rifiuta di credergli, ma
questo porta a scoprire notizie ancora più sorprendenti
su Cam; infine, Elliot prova
una serie di difficoltà a fare amicizia con gli amici
di Josh.
Debutta la nuova serie Young
and Hungry 1×01, la commedia targata ABC Family.
In Young
and Hungry 1×01, due mondi si scontrano
quando Josh, un ricco e giovane
imprenditore incontra Gabi una giovane
ed esuberante blogger che vuole fare di tutto per diventare la chef
personale dell’uomo; quando Josh chiede
a Gabi di preparare una cena romantica
per lui e la ragazza, tutto va storta
e Gabi si trova in una posizione
scomoda, ma con l’aiuto della sua migliore
amica Sofia e della governante
di Josh, Gabi riesce
a mutare la situazione e trasformarla in un’occupazione e forse
anche in una possibilità di innamorarsi.
Il 9 marzo uscirà nelle
sale italiane Young Adult, diretto dal figlio d’arte Jason Reitman
e scritto da Diablo Cody: i due tornano insieme dopo il successo di
Juno (2007). Il film, prodotto da Mandate Pictures, Mr. Mudd e
Right of Way Films, è stato girato in meno di due mesi (11 ottobre
– 23 novembre 2010) tra il Minnesota e lo stato di New York. La
protagonista della storia è Mavis Gary, interpretata dal premio
Oscar Charlize Theron (Monster). Mavis è stata la
tipica reginetta americana: bellissima, brava in tutto, detestata
dalle altre ragazze. Alle porte dell’età adulta, ha lasciato la
piccola Mercury per assaggiare la vita di città, trasferendosi a
Minneapolis, dove si è affermata come ghost writer di superficiali
romanzi per ragazzi.
L’acclamato regista Jason
Reitman (Juno, Tra le nuvole) ritorna sul
grande schermo con una nuova pellicola, ancora una volta scritta
dalla sceneggiatrice premio Oscar Diablo Cody.
Anche in questa opera Reitman conferma il suo
enorme talento nella commedia dalle tinte amare, dimostrandosi fra
i registi americano più interessanti della nuova generazione.
La pellicola dal titolo
Young Adult racconta con sorprendente delicatezza
e con naturalezza le vicende di Mavis Gray, una scrittrice di libri
per ragazzi che sente di non avere alcuna identità autoriale.
Decide così di tornare nella sua vecchia città del Minnesota, in
cerca della se stessa di un tempo: incapace di crescere, vuole
riconquistare il suo vecchio ex, ora felicemente sposato. Al suo
fianco, un altro ex compagno di scuola.
Presentato al Festival di Berlino di quest’anno,
Young Adult si dimostra essere un film molto
interessante sotto tutti i punti di vista. La storia ben scritta e
soprattutto ben raccontata s’inserisce perfettamente nella
filmografia del regista che ormai è diventato uno specialista della
commedia amara, visti i fasti di Juno e
Tra le nuvole. Anche in questa pellicola
Jason Reitman conferma tutto il potenziale
dispiegato nei precedenti film, dimostrando forse una maturità
arrivata quasi al culmine del suo percorso.
Young Adult, il
film
Il regista è bravissimo a mettere
in scena un film che riesce ad arrivare in profondità al malessere
sociale che vive la protagonista, riuscendo in pieno a mostrare
perfettamente il suo sgretolamento fisico e psichico. Il suo è uno
sguardo riflessivo, che non vuole giudicare ma solo indagare a
fondo tutti gli aspetti che ruotano a torno a Mavis e che l’hanno
portata in una situazione di tremenda sofferenza. Nel suo intento,
sceneggiatrice e regista trovano lo straordinario apporto di
Charlize Theron che ritorna a un livello
attoriale elevatissimo. La sua performance dona ulteriore
profondità al personaggio, senza considerare la sua eccezionale
bellezza che gli permette di muoversi in una cornice colma di
sofferenza con straordinaria eleganza.
In Young
Adult, Reitman sorprende anche per l’abile utilizzo del
montaggio, che si sostituisce completamente al dialogo nell’intento
comico, diventando un veicolo per marcare in maniera sobria la vena
ironica del film, consentendogli di mantenere un perfetto
equilibrio fra le due nature presenti, quella ironica e quella
tragica.
Young Adult ci
regala un film che racconta l’insoddisfazione di una vita passata a
rincorrere una felicità ingannevole e che si dimostra essere
difficile da raggiungere. La vera felicità diventa quasi un
miraggio e quel che rimane è un’esistenza vuota e sofferente,
almeno fino a che non si riesce a comprendere alla perfezione il
disagio che ci attanaglia, e l’unico modo per sopravvivere è
affrontarlo, con tutto quello che ne consegue, solo così forse alla
fine si ritornerà ad essere vivi e a respirare.
Il primo ottobre arriverà al cinema
Maze Runner La Fuga,
un’altra fortunata saga young adult che torna sullo
schermo. Ma, nonostante siano gli ultimi anni che hanno visto
proliferare il genere, ci sono diversi film, accomunabili
a questa etichetta, che anche involontariamente sono entrati
nella cultura popolare.
Mentre esce in DVD l’ultimo capitolo
di Hunger Games e al cinema
The Divergent Series fa fatica a risalire
la china del box office, il genere young adult sembra
arrivato al capolinea. Tuttavia c’è una schiera di progetti,
adattamenti cinematografici da libri per ragazzi e giovani adulti,
che sembra virare dai toni da melò romantico che ha posto
Hunger Games per primo e trascinare i
giovani lettori/spettatori in un mondo a metà tra il gotico e il
fantastico.
Ecco 12 adattamenti da romanzi che
aspettiamo con particolare interesse.
[nggallery id=2623]
Alcuni progetti sono in prossima
uscita, altri sono invece solo stati annunciati, ma sarà
interessante vedere arrivare questa nuova schiera di prodotti
tutti, per ora, firmati da grandi del cinema mondiale. Solo epr
citare due registi coinvolti, si parla, tra gli altri, del prossimi
film di Steven Spielberg e Tim
Burton. Che ne pensate?
Ecco tre clip tratte da
Young Adult, nuova collaborazione tra Jason Reitman e Diablo Cody,
dopo il successo di Juno. La storia parla di un’alcolista che tenta
di rimettere insieme la sua vita
Il primo trailer
ufficiale del film “Young Adult” di Jason Reitman, con Charlize Theron, Patrick Wilson, J.K. Simmons, Elizabeth Reaser, Patton Oswalt,
Emily Meade, Collette Wolfe e Louisa Krause.
Le autorità cinesi hanno arrestato
Lu Fanxi, ex presidente di Youku
Tudou il gigante del servizio streaming cinese. I dettagli
non sono ancora noti ma resta inteso che la sua detenzione si
riferisce alle indagini di corruzione presunta e legata alla
questione che divenne pubblica lunedì scorso quando un email
interna di Heyi Film, una delle filiali di
produzione cinematografica di Youku Tudou,
venne pubblicata dalla stampa cinese.
Fonti interne a Youku
Tudou confermano a Variety che l’azienda stessa aveva allertato le
autorità circa il suo comportamento.
Lu è stata una delle figure più
importanti nella rapida crescita dello streaming video in Cina.
In You’re
The Worst 1×01 conosceremo lo
scrittore Jimmy e la tormentata
pubblicista Gretchen, che si conoscono ad un
matrimonio ed immediatamente sentono una forte attrazione reciproca
l’uno verso l’altra, che li spinge ad andare a letto insieme;
quando si conoscono meglio, scoprono che i loro caratteri non sono
così compatibili, dato che entrambi sono assorbiti dalle proprie
vite, ma il richiamo dell’amore sembra essere veramente
irresistibile ed i due.
In You’re Next per
festeggiare il loro anniversario di matrimonio, i coniugi Davison
decidono di radunare i loro quattro figli e relativi consorti in
una casa isolata. I festeggiamenti paiono svolgersi al meglio,
fatta eccezione che per i soliti bisticci e rancori di famiglia.
Ben presto però la residenza viene attaccata da quattro sconosciuti
che indossano maschere da animali, armati di balestre e asce. Il
gruppo si ritrova così braccato come in una trappola per topi.
Le minestre riscaldate, si sa, non
piacciono a nessuno, specialmente quelle cinematografiche, e se è
vero che esistono alcuni generi intoccabili, l’home invasion
è uno di questi. Adam Wingard non sembra porsi minimamente
il problema, e con il suo You’re Next confeziona un
prodotto-fotocopia che nulla aggiunge ad un filone ormai
rinsecchito, se non una sana dose di citazionismo.
Allontanandosi anni luce dalle
morbose violenze di Funny Games, dall’inquietante
realismo di The Strangers e dalle cupe visioni futuribili del
recente The Purge, Wingard si lascia cullare da una
cacofonia di clichè che fuoriescono da una sceneggiatura
arida e legnosa scritta in collaborazione con l’amico e storico
supporter Simon Barrett, che purtroppo non è minimamente in
grado di bissare l’ottima esperienza di A Horrible Way to
Die. La storia si ingolfa, deraglia e implode su una
narrazione fin troppo lineare e prevedibile, in grado di rendere
banali anche i (non pochi) colpi di scena, seminati con la chiara
intenzione di salvare il salvabile di un prodotto marcio in
partenza.
A nulla possono le prestazioni più
che dignitose di un cast che comprende Sharni Vinson, eroina
di Step Up 3D qui in veste di vendicatrice
ammazzatutti, affiancata dall’ormai premiata ditta Wingard composta
da Nicholas Tucci, Wendy Glenn, AJ Bowen e
l’amico-regista Ti West. Degna di nota è la presenza,
ritorno di gloria, di Barbara Crampton
(Re-Animator e Omicidio a luci rosse),
la quale però, alla pari dei suoi colleghi, si ritrova in bocca
dialoghi scartavetrati, da vero manuale horror per adolescenti. A
nulla poi serve l’uso ossessivo e ripetitivo del contrappunto
musicale, che dovrebbe creare angoscia e oppressione ed invece già
alla mezz’ora rischia di far innervosire anche i più quieti
spettatori. Wingard ce la mette tutta, ma cade sempre sullo stesso
punto: il già (troppo) visto.
Anche l’uso, per atro originale,
delle armi arcaiche impiegate dai killers finisce per dare al tutto
una venatura di eccessivo grottesco e malsano humor che farebbe
rizzare i capelli perfino a Peter Jackson, come a voler
calcare troppo sul pedale dell’auto ironia senza avere il controllo
del mezzo filmico. Comunque però, pur attenendoci al sacro
undicesimo comandamento del cinema (non spoilerare) vale la pena
avvisare lo spettatore che, dopo la visione del film, non sarà più
possibile usare un frullatore allo stesso modo.
You’re Not
You, pellicola drammatica diretta
da George C. Wolfe ed interpretata da un
cast di tutto rispetto composto da Hilary Swank, Emmy
Rossum, Ali
Larter, Josh
Duhamel, Marcia Gay
Harden, Jason
Ritter e Loretta Devine si
mostra in una clip che ne anticipa l’uscita al cinema prevista per
il prossimo 10 ottobre.
Protagonista della pellicola è Kate,
una pianista di successo, interpretata da Hilary
Swank, a cui sarà diagnosticata la SLA (Sclerosi Laterale
Amiotrofica). Al suo fianco troverà spazio Bec (Emmy
Rossum) una studentessa del college intenzionata a
diventare una cantante rock, anche se incapace a tenere
insieme i pezzi della propria vita. Le vite di entrambe, tuttavia,
saranno destinate a cambiare nel momento in cui Bec sarà assunta
per assistere Kate, impegno lavorativo che condurrà le due ad
instaurare un legame profondo e sincero non privo di confronti
costruttivi.
Arriva a settembre l’horror home invasione, You’re
Next, la cui regia è firmata da Adam
Wingard. Oggi vi presentiamo il poster italiano del
film.
You’re Next poster italiano :
Il 19 settembre arriva nelle sale
italiane distribuito da Eagle Pictures, la pellicola horror diretta
da Adam Wingard (A Horrible Way to Die) You’re next.
Partendo da uno dei generi cinematografici più spaventosi, il film
aggiunge all’horror dell’home invasion profondità,
drammaticità e un pungente realismo, portando agli estremi una
delle paure più universali del mondo: l’invasione di estranei e mal
intenzionati in casa propria. I Davison, famiglia ricca e poco
unita, decidono di festeggiare l’anniversario di matrimonio
riunendo tutti i parenti in una vecchia casa di villeggiatura. I
dissidi familiari passano subito in secondo piano quando,
all’improvviso, irrompono nella casa serial killer mascherati da
animali: nessuno conosce la loro identità, né il motivo
dell’interminabile e spaventosa carneficina che porteranno a
termine. Presentato al Toronto Film Festival 2011 con un’ottima
accoglienza e al Comic-Con di San Diego appena concluso, You’re
Next conta tra i protagonisti, la leggenda dell’horror Barbara
Crampton (Re-Animator, Omicidio a luci rosse) che ritorna
sul grande schermo per la prima volta dopo sette anni nel ruolo
della madre.
You’ll Never Find Me è un
nuovo thriller psicologico horror australiano, recentemente
distribuito su Shudder e che sta guadagnando popolarità come dramma
a camera chiusa. La trama presenta l’arrivo di una giovane donna
senza nome, conosciuta solo come la Visitatrice, nella casa mobile
di un uomo di nome Patrick, situata in un parcheggio per roulotte
un po’ losco. È la reciproca diffidenza e la paura latente che
provano l’uno per l’altra a costituire la maggior parte di
You’ll Never Find Me, fino a quando non emergono ulteriori
colpi di scena che rendono la visione ancora più agghiacciante.
Spoiler Alert
Come si incontrano Patrick e la
Visitatrice?
You’ll Never Find Me inizia
all’interno della casa mobile di un uomo che verrà poi identificato
come Patrick, il protagonista del film. Patrick è abituato a una
vita solitaria, avendo trascorso gran parte della sua esistenza da
solo, affogando i suoi dolori nell’alcol o apparendo totalmente
insensibile ad essi. È anche piuttosto abituato al tempo tempestoso
e non si lascia turbare dai rumori causati dal vento, finché
qualcuno bussa con forza alla porta di casa sua. Patrick non presta
molta attenzione e si limita a gridare a chiunque sia fuori di
andarsene e lasciarlo in pace. Dopotutto, l’uomo vive in un losco
parcheggio per roulotte dove la maggior parte delle persone
nasconde la propria identità e alcuni ragazzini problematici lo
prendono sempre di mira con i loro scherzi crudeli. Patrick crede
che il bussare sia uno degli scherzi dei ragazzini e quindi non
risponde. Tuttavia, quando il rumore continua e, cosa ancora più
importante, qualcuno parla dall’esterno, apre la porta e trova una
giovane donna in piedi sulla soglia.
La donna, di cui non si conosce il
nome, chiede a Patrick di aiutarla in quella terribile tempesta,
perché ha bisogno di un passaggio per raggiungere la città vicina e
non ha altra scelta che bussare alle porte degli sconosciuti con
quel tempo. Quando Patrick le chiede da dove viene e come è rimasta
bloccata nella tempesta, la donna dà solo alcune risposte vaghe e
sospette. Dice a Patrick che era stata al bar a bere qualcosa e poi
ammette di essere andata in spiaggia e di essersi addormentata lì,
quando l’uomo nota il suo costume da bagno. Nessuna delle sue
risposte è davvero diretta o convincente, e la sua improvvisa
comparsa a un’ora così tarda è anche qualcosa che allarma Patrick.
A coronare il tutto, il suo viso sembra familiare a Patrick, anche
se non riesce a ricordare dove l’ha vista prima, e la donna non
aiuta a risolvere il mistero. Ciononostante, Patrick fa entrare la
donna in casa sua, offrendole riparo dalla pioggia, vestiti caldi e
da bere, ma l’ambiente all’interno della roulotte non è proprio dei
migliori.
I suggerimenti e i consigli di
Patrick alla donna sembrano un po’ forzati e manipolatori, dato che
le dice che la sua auto ha bisogno di una riparazione e che quindi
la porterà al telefono pubblico più vicino. Le chiede poi di
cambiarsi i vestiti bagnati, di mettersi comoda e arriva persino a
offrirle da mangiare e da bere. Anche se queste azioni sembrano
quelle di un ospite disponibile, il fatto che Patrick la costringa
quasi a prendere queste decisioni senza darle alcuna possibilità di
scelta lo fa sembrare piuttosto strano. La giovane donna, che
rimane senza nome per tutto il film e viene chiamata solo “la
visitatrice”, ha paura di essersi cacciata in un guaio più
pericoloso della tempesta che infuria fuori, ma non riesce a
seguire i propri impulsi. Tuttavia, rifiuta di mangiare la zuppa
che Patrick le prepara e la getta in uno degli stivali vicini, ma
Patrick se ne accorge e rimane ferito dalla sua sfiducia. Ma la
mancanza di fiducia nelle storie dell’altro è reciproca, poiché
sembra sempre più probabile che entrambi abbiano qualcosa da
nascondere sul proprio passato e sulla propria vera identità. La
premessa di base di You’ll Never Find Me risiede proprio in
questa sfiducia e in questo dubbio di Patrick e della Visitatrice,
che si incontrano per caso a causa del maltempo.
Come si avverano le paure della
Visitatrice?
Una volta accettato il suo destino
di dover trascorrere un po’ di tempo con Patrick nella sua
roulotte, la Visitatrice cerca di calmare la situazione
comportandosi in modo amichevole. Si scusa per aver buttato via la
zuppa e cerca anche di saperne di più sul suo ospite. Ciò che
sembra più strano alla donna è la solitudine di Patrick e il suo
atteggiamento apparentemente indifferente al fatto di dover
trascorrere la vita da solo. Alla fine, Patrick si apre con lei,
arrivando persino a dirle che sta davvero apprezzando l’opportunità
di parlare con qualcuno. Le racconta che il vestito che le ha dato
da indossare, insieme ad alcuni orecchini e gioielli che si trovano
in bagno, appartenevano a una sua ex fidanzata. Ma questa storia
cambia in seguito, quando Patrick dice che in realtà appartenevano
a sua moglie, morta alcuni anni prima a causa di problemi di
dipendenza, lasciandolo solo al mondo.
Sebbene la donna finga di credere
alle storie e a tutto ciò che Patrick le ha raccontato, non sembra
molto convinta e mantiene chiaramente delle riserve nei confronti
del suo ospite. In un caso, dopo che l’elettricità in casa salta, i
due vanno a cercare di riparare il fusibile e i cavi all’interno
dell’abitazione. In quel momento, la Visitatrice nota del sangue
sulla schiena di Patrick, anche se non sembra provenire da alcuna
ferita o taglio sul suo corpo. Vede anche un martello tra i suoi
attrezzi, che per un attimo sembra essere coperto di sangue, ma la
giovane donna decide di mantenere le sue pretese di cordialità. Si
limita a dire a Patrick del sangue, facendo sembrare che sia
preoccupata per il suo benessere, e non fa nulla riguardo al
martello. Qualche tempo dopo, trova in bagno un paio di orecchini
chiaramente molto simili a quelli che possedeva, e questo rende la
faccenda ancora più strana. La Visitatrice se la prende con
Patrick, lo chiama ladro, insinuando che l’uomo le abbia rubato gli
orecchini, e chiede di andarsene.
Tuttavia, si rende subito conto che
il tempo tempestoso e la distanza del luogo da qualsiasi altro
centro abitato la rendono davvero impossibile. Pertanto, la
Visitatrice ricuce nuovamente i rapporti con Patrick e i due si
siedono a giocare a carte. Tuttavia, la storia prende una piega
inaspettata quando Patrick viene spaventato dal rumore di un’auto e
si precipita fuori per vedere chi sia. Nel frattempo, la donna
inizia a esplorare il resto della casa quando improvvisamente vede
il cadavere di una donna che giace nella vasca da bagno del bagno
di Patrick. Questo è sufficiente per far diventare realtà tutti i
suoi incubi e le sue paure, perché si trova davvero in una
situazione estremamente difficile.
In realtà, Patrick è un serial
killer che adescava e rapiva giovani donne per portarle a casa sua
e ucciderle. Non è chiaro se abbia rapporti sessuali con loro, ma
il suo obiettivo principale è quello di ucciderle e conservarne
alcuni trofei, per lo più sotto forma di orecchini, gioielli o
vestiti che indossavano al momento dell’omicidio. Dopo la
rivelazione, Patrick stesso afferma che il suo primo omicidio lo ha
reso dipendente da questo atto e che ha continuato a commettere
altri omicidi nascondendosi nella casa mobile nel parcheggio per
roulotte per tutto questo tempo. La posizione isolata e la natura
losca dei vicini hanno fatto sì che la polizia non fosse riuscita a
trovare Patrick per tutto questo tempo. Ma l’uomo ha sempre avuto
paura di essere finalmente catturato e crede che la polizia
arriverà a casa sua alla ricerca del serial killer da un giorno
all’altro. Quando sente delle auto immaginarie fuori dal parcheggio
per roulotte, pensa che siano auto della polizia e quindi si
affretta a controllare se la sua punizione è finalmente in arrivo.
Per quanto riguarda il modus operandi di Patrick, egli stringeva
amicizia con giovani donne nei bar o anche per strada, le portava a
casa sua e somministrava loro una forte dose di GHB, che le faceva
cadere rapidamente in stato di incoscienza.
Parlando di sua moglie, Patrick ha
raccontato di averla incontrata per la prima volta fuori da una
farmacia e di come lei gli avesse chiesto delle patatine e un
passaggio. Ora si scopre che è stato così che ha incontrato la sua
ultima vittima, la donna il cui corpo è ancora nella sua casa, e ha
descritto l’esperienza come davvero amorevole e profonda, condivisa
tra lui e la sua moglie inesistente. C’è anche una motivazione
psicologica dietro la serie di omicidi di Patrick, poiché ritiene
le donne responsabili di essere entrate nella sua vita e di essere
diventate sue vittime, considerando che sono state loro a
chiedergli di ucciderle.
Qual è la vera identità della
Visitatrice?
Una volta rivelati il motivo
segreto e la natura di Patrick, questi attacca anche la
Visitatrice, che si ritrova in una situazione di impotenza
nonostante abbia capito che il suo ospite è un assassino. Viene
semplicemente sopraffatta da Patrick, che le fa bere con la forza
la stessa dose di GHB che ha usato sulle altre vittime, e questo fa
perdere gradualmente conoscenza alla donna. Di conseguenza, anche
lei viene colpita dall’assassino, che la rende la sua ultima
vittima. Tuttavia, You’ll Never Find Me svela il colpo di
scena finale solo a questo punto, quando viene rivelato che la
giovane donna conosciuta come la Visitatrice non era mai stata
realmente presente sulla scena.
La Visitatrice era frutto
dell’immaginazione di Patrick e della sua coscienza tormentata, che
lo convincevano che una punizione era inevitabile. In realtà, la
giovane donna era stata la prima vittima dell’uomo che aveva
incontrato per strada mentre chiedeva un passaggio in auto. Una
scena che viene ripetutamente mostrata in flashback durante il
film, in cui si vede l’interno di un’auto in un giorno di pioggia,
è in realtà quella del primo omicidio di Patrick. Lui l’aveva
portata a casa sua e l’aveva uccisa con il martello, motivo per cui
la donna vedeva dei lampi di sangue sul martello e sulla sua testa.
Questo è anche il motivo per cui il Visitatore trova orecchini
simili ai suoi nel bagno dell’uomo, poiché lui l’aveva già uccisa e
aveva conservato i suoi gioielli come ricordo. Allo stesso modo,
questo è il motivo per cui Patrick trova il suo viso così familiare
eppure non riesce a collocarlo nella memoria, poiché ammette di
ricordare a malapena i volti delle sue vittime.
La presenza della Visitatrice può
essere vista come un’apparizione spettrale, venuta per vendicarsi
dell’uomo e che alla fine ci è riuscita costringendolo a bere la
soluzione di GHB. Ma in termini di thriller psicologico, sembra più
probabile che la presenza della Visitatrice fosse tutta nella mente
tormentata dal senso di colpa di Patrick, che alla fine perde il
controllo sulla sua coscienza, la quale prende il sopravvento,
spingendolo a uccidersi bevendo la soluzione.
Durante il finale di You’ll
Never Find Me, Patrick esce dal suo incubo e viene visto di
nuovo tutto solo, seduto a bere nella sua casa mobile. Qualcuno
bussa alla porta, ma quando va a vedere chi è, trova i bambini del
quartiere che gli fanno i soliti scherzi. Patrick aveva commesso il
suo ultimo omicidio solo poche ore prima, ed è la stessa donna il
cui corpo giace nella vasca da bagno. Ma nel suo stato delirante,
l’uomo aveva effettivamente bevuto la soluzione di GHB, che gli ha
gradualmente tolto la vita, e nell’ultima scena lo si sente
soffocare a morte dall’esterno della casa mobile.