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You’ll Never Find Me – Nessuna via d’uscita, recensione del film horror australiano

Debutto al lungometraggio per la coppia australiana composta da Indianna Bell e Josiah Allen, You Will Never Find Me è un film che si muove ai margini del genere, nel punto esatto in cui l’horror psicologico incontra il dramma dell’isolamento e la tensione da camera chiusa. Presentato in diversi festival internazionali e nelle sale italiane dal 17 luglio, il film racconta una storia in apparenza semplice, ma che nella sua messa in scena costruisce un universo inquieto, ambiguo, volutamente indecifrabile.

La vicenda si svolge tutta nel giro di una notte, dentro e attorno a una vecchia roulotte nel retro di un campeggio semi-abbandonato. Patrick (Brendan Rock), uomo solitario e sfuggente, si trova improvvisamente a fare i conti con una giovane donna (Jordan Cowan), misteriosa, bagnata fradicia e a piedi nudi, che bussa alla sua porta in cerca di riparo durante una violenta tempesta. L’uomo la fa entrare, e da quel momento si avvia una lunga e soffocante attesa: chi è lei? Cosa cerca davvero? Ma anche: cosa nasconde lui? Chi dei due è più pericoloso?

Un ambiente claustrofobico, due personaggi ambigui

Il film si costruisce sull’essenzialità. Uno spazio chiuso, due soli protagonisti, luci basse, dialoghi calibrati e una pioggia incessante che accompagna ogni scena come sottofondo minaccioso. La roulotte diventa quasi un personaggio a sé, grazie a un lavoro sul suono che è forse la componente più potente del film: il legno che scricchiola, il vento che sibila, l’acqua che filtra, i respiri trattenuti. Tutto contribuisce a creare un’atmosfera sospesa, carica di tensione, dove nulla è detto chiaramente ma tutto sembra sul punto di esplodere.

Bell e Allen sfruttano ogni centimetro di spazio per alimentare un senso di oppressione crescente. I movimenti di macchina sono sobri ma studiatissimi, la fotografia di Maxx Corkindale scolpisce volti e ombre in modo da esaltare l’ambiguità morale dei personaggi, e la sceneggiatura si affida al non detto più che alla narrazione esplicita. Il risultato è un film che funziona quasi come un esperimento: si può tenere lo spettatore avvinto con così poco, senza jumpscare, senza colpi di scena, ma solo con una tensione emotiva costante?

La tensione come forma narrativa

Per larga parte della sua durata, la risposta è sì. You Will Never Find Me regge su un equilibrio fragile ma efficace: lo spettatore si ritrova in bilico tra due personaggi che sembrano entrambi sul punto di rivelarsi mostruosi. Il film gioca sul ribaltamento delle aspettative, sulla sfiducia che cresce in chi guarda così come tra i protagonisti. La giovane è una vittima o una manipolatrice? Patrick è un uomo solitario e traumatizzato o un predatore?

Questo continuo gioco di ambiguità fa pensare a titoli come Barbarian di Zach Cregger o The Night House di David Bruckner, dove la tensione deriva dalla percezione distorta della realtà, più che da eventi concreti. I personaggi non fanno nulla di eclatante, ma ogni parola, ogni sguardo, ogni gesto quotidiano è investito di un peso drammatico. Il film lascia che siano i piccoli dettagli – il modo in cui Patrick beve, come la ragazza osserva certi oggetti, i silenzi che si allungano – a suggerire la violenza latente.

Una scena di You Will Never Find Me
Una scena di You Will Never Find Me © Shudder

Un finale divisivo che spezza l’equilibrio

Il problema di You Will Never Find Me sta però nel suo terzo atto. Dopo aver costruito con rigore una tensione psicologica che si alimenta di minimi scarti e ambiguità, il film sceglie una svolta più visionaria e simbolica. Il punto di vista si sposta sempre più verso la soggettività di Patrick, e il racconto si apre a incursioni quasi oniriche, con scelte visive forti e un crescendo sonoro che punta all’horror sensoriale.

È una scelta coraggiosa, ma anche rischiosa: lo stile cambia improvvisamente, la tensione sottile si trasforma in allucinazione. Alcuni spettatori la troveranno una conclusione potente, altri ne usciranno disorientati. La forza narrativa che reggeva il film nella prima ora viene in parte sacrificata per un’esplosione emotiva che, pur coerente con le intenzioni autoriali, appare meno incisiva proprio perché troppo distante dall’impianto iniziale.

Una prova d’autore che lascia intravedere un futuro promettente

Pur con i suoi limiti e la sensazione di essere un film più riuscito nella sua promessa che nel suo compimento, You Will Never Find Me resta un debutto interessante e ben costruito. Indianna Bell e Josiah Allen dimostrano di conoscere il linguaggio cinematografico e di avere un’idea chiara di cosa vogliano raccontare. Il loro è un film che sfida l’attenzione e la pazienza dello spettatore, e che non cerca scorciatoie per piacere.

Il talento si vede nella cura con cui viene gestita l’atmosfera, nella direzione attenta degli attori, nella capacità di evocare una tensione che non ha bisogno di spiegazioni. È un horror rarefatto, più vicino alla psicologia che al sangue, e che nel suo modo elegante e disturbante di raccontare la paura riesce comunque a lasciare un segno.

You: quale personaggio sei, in base al tuo segno zodiacale?

You: quale personaggio sei, in base al tuo segno zodiacale?

La serie tv Netflix YOU presenta un ampio casti di personaggi con precisi tratti distintivi, molti dei quali possono essere collegati a specifici segni zodiacali: vediamo quali.

Ariete: Candace Stone

candance youGli Ariete sono noti per la loro ambizione e il loro coraggio, e i piani di Candace di abbattere da sola il suo ex fidanzato serial killer mostrano queste qualità. Gli Ariete sono veloci a reagire quando si sentono messi all’angolo, cosa che Candace fa in You, colpendo con un coltello Joe e persino scattando contro di lui quando lui segrega in un furgone, legandola. È anche sicura di sé, rifiutando di accettare qualsiasi manipolazione psicologica o victim shaming da chiunque.

Inoltre, prima di incontrare Joe, è stata a capo di una band che si chiama come il libro Wuthering Heights e ciò riflette il senso di creatività dell’Ariete.

Toro: Marienne Bellamy

you marianneLa nuova ossessione di Joe riflette perfettamente i tratti del Toro. Come direttrice della biblioteca, Marienne ha una regalità da Toro. Lavora diligentemente e tiene Joe, il suo dipendente, ad uno standard elevato. Questo può spesso essere visto negativamente, perché Marienne, come un Toro, può essere testarda e tosta, ed è spesso molto aggressiva nei confronti di Joe.

Ma una volta che Joe la conosce in You, è premurosa, una buona ascoltatrice, e sta chiaramente facendo del suo meglio per essere una madre affidabile per la sua giovane figlia. Pertanto, mostra tutte le buone qualità che i Toro possiedono.

Gemelli: Love Quinn

love quinn youCome personaggio di You più noto per la sua impulsività e doppiezza, Love, il più grande villain della terza stagione, si adatta alla descrizione dei Gemelli. Corrisponde anche alla caratteristica di ficcanaso del segno, dato che impara tutto quello che può su Joe quando lo incontra, e poi su tutti i suoi vicini quando arriva a Madre Linda, anche infrangendo la legge per trovare informazioni.

Ma, naturalmente, Love ha anche tratti positivi. La sua capacità di cambiare in qualsiasi momento mostra il suo grande senso di adattamento dei Gemelli. È amichevole e perspicace, che è ciò che attira Joe verso di lei in primo luogo, e gli spettatori possono concordare che non c’è mai un momento noioso con lei.

Cancro: Forty Quinn

forty queen youIl fratello di Love Four mostra molte caratteristiche del Cancro. Si preoccupa profondamente delle persone che lo circondano ed è molto intuitivo per quanto riguarda le emozioni degli altri. Lui e sua sorella hanno una forte lealtà l’uno verso l’altro, ed è ferocemente protettivo nei suoi confronti, si rivolge immediatamente a Joe quando percepisce un pericolo.

Sfortunatamente, ritrae anche molti dei difetti che i Cancro possono avere. Cambia costantemente umore, ed è molto sensibile, gettandosi letteralmente dalla finestra quando riceve delle critiche su una sceneggiatura. Mentre Joe potrebbe essere spesso infastidito da Four, il pubblico di You ama quanto sia apertamente cancerino.

Leone: Sherry Conrad

sherry youSherry è la leader delle mamme di Madre Linda ed è quindi un Leone in tutto e per tutto. Mostra grinta in tutto ciò che fa, dato che è l’unica persona nella gabbia di Joe a fuggire da sola, nonostante stia per morire di fame e dissanguata. È vicina a più persone a causa di un matrimonio aperto con suo marito, e quindi desidera la connessione nel modo in cui lo fanno i Leoni.

Sherry può sicuramente essere egocentrica ed egoista, dato che ai Leoni spesso piace essere al centro dell’attenzione. Ma riesce comunque a dare il suo tempo e la sua energia per aiutare gli altri, mostrando il senso di generosità del Leone.

Vergine: Peach Salinger

peach youPeach, la migliore amica di Beck e uno dei villain dello show secondo Reddit, è sicuramente una Vergine. È una perfezionista, nel bene e nel male. Per esempio, tiene tutti ad uno standard incredibilmente alto, inclusa se stessa. Nasconde la sua sessualità, gestisce in modo sprezzante quanto mangia, e costantemente critica i suoi amici quando non si comportano nel modo che lei ritiene appropriato.

Ma d’altra parte, i Vergine hanno una grande etica del lavoro e spesso fanno molto per i loro amici. Peach mostra questi lati di sé in You gestendo la propria azienda e organizzando sempre le feste di compleanno di Beck ogni anno quando i suoi fidanzamenti falliscono.

Bilancia: Ethan Russell

ethan youI Bilancia sono persone accoglienti e amichevoli, e Ethan, un commesso di un negozio di libri, rappresenta il calore che la libreria Mooney fornisce (meno lo spaventoso seminterrato, naturalmente). Poiché la Bilancia è rappresentata proprio dal simbolo dalla bilancia, le caratteristiche tipiche includono la preoccupazione di raggiungere l’equilibrio e l’armonia. Ethan mostra questo, come quando Beck si dimostra un terribile impiegato della libreria, Ethan cerca di farlo sapere a Joe nel modo più pacifico possibile, per evitare il conflitto.

Inoltre, è sempre alla ricerca di un legame affettivo, ed è uno dei pochi personaggi dello show che finisce in una relazione felice.

Scorpione: Delilah Alves

delilah youDelilah è un riflesso dell’intelligenza e della curiosità morbosa dello Scorpione. È una giornalista investigativa che si ostina a smascherare persone terribili, e viene definita come “la ragazza più intelligente nella stanza” nella serie You. È strategica nel suo lavoro, riuscendo persino a convincere Joe a farla uscire dalla sua gabbia di vetro, il che è effettivamente un cambiamento rispetto al libro.

Come gli Scorpioni, è dura e ha costruito muri intorno a sé. Ma è anche appassionata e determinata a fare la cosa giusta, cercando di garantire una buona vita a sua sorella Ellie, il che riflette anche lo Scorpione.

Sagittario: Ginevra Beck

beck youBeck è l’unico personaggio ad avere un segno zodiacale canonico, che è il Sagittario. Secondo la sua amica Lynn, il suo segno significa che “brama attenzione”, il che è simboleggiato dai rumorosi braccialetti al polso, un fattore che anche Joe nota.

Ma Beck ha anche un senso di indipendenza, anche se questo spesso si manifesta con la sensazione di non appartenere a nessun luogo. Inoltre, i Sagittariani tendono a resistere alle costrizioni, che in realtà è un difetto di Beck. Spesso sabota ogni sicurezza che ha, come quando tradisce Joe dopo che la loro relazione è decollata.

Capricorno: Joe Goldberg

I capricorni possono essere critici e pessimisti nei confronti degli altri, il che incarna Joe in tutta la sua terribile ma simpatica gloria piena di monologhi. I capricorni sono anche persistenti, il che riassume la tendenza di Joe a diventare ossessionato da ogni ragazza che incontra. A causa della sua infanzia difficile, Joe si è fatto da solo praticamente dal nulla, riflettendo il tratto Capricorno della dura disciplina.

È anche pratico, e tende a godere dei semplici piaceri della vita. La sua praticità si presenta anche in quella che è considerata un’abilità dei Capricorni, il fai da te. A giudicare da quanto è intraprendente nel costruire le sue gabbie e nel liberarsi dei corpi, ha sicuramente talento in questo senso.

Acquario: Blythe

blythe youLe persone dell’Acquario sono creative e intelligenti, il che corrisponde in gran parte a Blythe, una scrittrice di talento e idolo di Beck e compagna di classe della prima stagione. È eclettica nel modo in cui si veste e si rivolge alle altre persone. Alcuni personaggi come Peach la guardano dall’alto in basso per questo, chiamandola pretenziosa, ma incarnando la resistenza degli Acquari alla classificazione, a Blythe non dispiace distinguersi. Infatti, afferma che la sua peggiore paura è essere considerata irrilevante.

Come gli Acquario, è entusiasta e attiva, dato che va avanti nella sua relazione con Ethan incredibilmente veloce. E considerando che Bilancia e Acquario sono segni compatibili, sono destinati a stare insieme.

Pesci: Cary Conrad

cory youCary è emotivamente consapevole e reattivo, proprio come un Pesci. Porta gli altri uomini di Madre Linda in viaggi nella natura con lui in modo che possano esplorare la loro mascolinità e piangere insieme. I Pesci sono anche creativi e fantasiosi, cosa che Cary mostra attraverso le lungaggini che farà per creare un’atmosfera di ferocia in questi viaggi, impedendo persino a Joe di mangiare qualsiasi cibo che non caccia.

È cortese e veloce a perdonare (specialmente in confronto a sua moglie), il che ha senso perché i Pesci sono il più comprensivo dei segni zodiacali. Anche quando combatte Joe fino alla morte, non sembra così arrabbiato.

You: il poster della quarta stagione anticipa l’arrivo della serie nel 2023 su Netflix

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Netflix ha regalato agli abbonati un regalo di Natale sotto forma di un nuovo poster della quarta stagione di You, che mostra Joe Goldberg interpretato da Penn Badgley che insegue il personaggio di Tati Gabrielle. La Stagione 4 di You sarà suddivisa in due parti che usciranno a febbraio e marzo 2023.

La  data di uscita della You – Stagione 4 Parte 1 è fissata per il 9 febbraio 2023, mentre You – Stagione 4 Parte 2 uscirà il 9 marzo 2023. Dai un’occhiata al nuovo poster di della quarta stagione di You:

You - Stagione 4 Parte 1“Quando un brillante manager di una libreria incontra un aspirante scrittore, la sua risposta diventa chiara: qualsiasi cosa”, dice la descrizione della serie. “Usando Internet e i social media come strumenti per raccogliere i dettagli più intimi e avvicinarsi a lei, una cotta affascinante e imbarazzante diventa rapidamente un’ossessione mentre rimuove silenziosamente e strategicamente ogni ostacolo – e persona – sulla sua strada”.

Basato sulla serie di romanzi di Caroline Kepnes, You è incentrato su Joe Goldberg, uno stalker tossico e delirante che ha la tendenza a diventare estremamente ossessionato da ogni ragazza di cui si innamora.

You è stato sviluppato da Sera Gamble e Greg Berlanti, con Gamble come showrunner. La serie è prodotta da Berlanti Productions, Man Sewing Dinosaur e Alloy Entertainment in associazione con Warner Horizon Scripted Television. Berlanti, Gamble, Sarah Schechter, Leslie Morgenstein, Gina Girolamo e Marcos Siega sono i produttori esecutivi.

You, rinnovata per una quinta e ultima stagione la serie Netflix

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You, rinnovata per una quinta e ultima stagione la serie Netflix

La serie Netflix You è stata rinnovata per una quinta e ultima stagione. Il prolifico serial killer Joe Goldberg, interpretato da Penn Badgley, avrà a disposizione una nuova e ultima storia per mietere le sue vittime.

La stagione 5 avrà un cambio di showrunner, con i produttori esecutivi Michael Foley e Justin W. Lo che prenderanno il posto di Sera Gamble, che originariamente ha sviluppato You con Greg Berlanti, e ha diretto lo spettacolo per le sue prime quattro stagioni.

“Mentre faccio un passo indietro rispetto allo showrunning quotidiano per concentrarmi su nuovi progetti, sono immensamente grato al co-creatore e genio a tutto tondo Greg Berlanti, Caroline Kepnes, ai miei amici di Berlanti Productions e Alloy Entertainment, e al nostro risoluto partner di Warner Bros e Netflix”, ha dichiarato Gamble in una nota. “Realizzare lo spettacolo insieme ai nostri sceneggiatori, produttori, registi, cast e troupe è stato un onore, incredibilmente divertente. E mi sento fortunata ad aver lavorato con un artista dotato e premuroso come Penn Badgely. Sono orgogliosa di ciò che tutti abbiamo realizzato e mi sento privilegiata a passare il testimone. Sono entusiasta di guardare e supportare il team di “You” mentre portano il viaggio di Joe Goldberg alla sua conclusione deliziosamente contorta.”

Accompagnando l’annuncio, Netflix ha anticipato il destino di Joe, chiedendo: “Joe Goldberg avrà finalmente il suo giorno del giudizio?”

You Don’t Like the Truth: 4 giorni a Guantanamo – recensione

You Don’t Like the Truth: 4 giorni a Guantanamo – recensione

Pochi giorni fa abbiamo assistito tutti e con una certa commozione alle celebrazioni a Ground Zero per il decennale dell’11 settembre 2001, il giorno in cui un orribile attacco terroristico segnò la vita di molte persone e la storia recente del pianeta stesso. Tra gli effetti più drammatici che la reazione americana ha provocato negli anni successivi a quella shoccante offensiva, proprio all’interno dei suoi confini nazionali, ricordiamo la guerra in Iraq e la missione in Afghanistan che ancora oggi non smette di richiedere il proprio tributo di sangue sia tra la coalizione internazionale che tra i civili locali.

Ma un altro e più nascosto risultato dell’odio e della violenza nati dalla violenza e dall’odio di quel terribile giorno, è rappresentato dal carcere per terroristi di Guantanamo bay, a Cuba. In questi ultimi anni sono faticosamente trapelate immagini e notizie relative agli abusi e alle ingiustizie che vengono perpetrate in quel carcere che agisce all’interno di un buco nero giuridico, non rispettando di fatto nessuna convenzione, né americana ne tanto meno internazionale. You Don’t Like the Truth: 4 giorni a Guantanamo documentario di Luc Cote’ e Patricio Hernandez rappresenta indubbiamente un notevole contributo alla causa, mostrandoci le immagini salienti di quattro giorni di intensi interrogatori che agenti dell’intelligence canadese hanno sottoposto ad un loro concittadino di origine egiziana, Omar Kadhir, un ragazzo di quattordici anni.

Le immagini sono state recuperate dal circuito chiuso del carcere e solo dopo anni i legali di Omar hanno avuto accesso a questo importante materiale documentativo. Il film integra ai video dell’interrogatorio testimonianze e interviste a parenti, avvocati, giornalisti e vecchi compagni di prigionia del giovane “terrorista”. Omar Kadhir fu catturato in Afghanistan in seguito ad un conflitto a fuoco tra soldati americani e un gruppo di miliziani locali, morì un soldato paramedico statunitense e Omar, in quanto unico superstite al bombardamento della casa in cui i miliziani si rifugiavano, è stato conseguentemente accusato di omicidio. Dopo essere stato medicato alla buona Omar è transitato, come molti altri pseudo-terroristi, dal carcere di Bargram dove ha subito pesanti maltrattamenti fisici e torture quindi da lì il viaggio per Guantanamo. I giorni dell’intervista risalgono proprio al primo periodo nell’isola cubana e Omar mostra alle telecamere la paura ed il terrore di essere ancora torturato.

Inizialmente egli crede che i suoi interlocutori siano dei diplomatici del governo canadese giunti a Guantanamo per aiutarlo ma presto capisce che non è così e che il loro unico scopo è quello di strappargli qualche dichiarazione o ammissione compromettente per giustificare il loro viaggio ai propri superiori. Le preziose testimonianze di prigionieri che hanno come lui subito una detenzione immotivata e per crimini mai effettivamente dichiarati, sono importanti per avere un quadro completo del problema e per disegnare con maggiore precisione il profilo psicologico del ragazzo. Il filmato raggiunge l’apice emotivo quando in primo piano la madre di Omar osserva, con le lacrime agli occhi, il figlio nel video, mentre solo nell’asettica stanza degli interrogatori piange invocandola. E ‘ qui che si apprende l’assurdità di considerare come pericoloso terrorista un giovane e indifeso ragazzo nato e cresciuto in Canada e trovatosi in mezzo ad una situazione troppo grande per essere da lui compresa, una situazione di cui lui era solo una vittima involontaria.

You Don’t Like the Truth: 4 giorni a Guantanamo è stato presentato dal Milano Film Festival nella sezione “Colpe di stato” e verrà riproposto giovedì 15 settembre alle ore 15 presso l’Auditorium San Fedele. Un film che induce alla riflessione e che sopratutto in questi giorni di ricorrenze dovrebbe aiutarci a capire che l’odio non necessariamente deve generare altro odio.

You 5: Madeline Brewer nel cast della quinta stagione

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You 5: Madeline Brewer nel cast della quinta stagione

La star di Handmaid’s Tale, Madeline Brewer, si unirà a Joe Goldberg interpretato da Penn Badgley in You 5, la quinta e ultima stagione del thriller psicologico di Netflix You, ha annunciato lo streamer. 

Secondo Deadline, Madeline Brewer  è pronto a unirsi a You 5 come personaggio regolare e interpreterà Bronte, un personaggio descritto come “un drammaturgo enigmatico e dallo spirito libero“, che sarà il nuovo impiegato presso la libreria di Joe Goldberg. 

Mentre i due si legano al loro comune interesse per la “letteratura” e alle loro relative esperienze con la “perdita“, Bronte fa emergere la nostalgia per Joe e il suo vecchio sé, facendogli mettere in dubbio la persona in cui si è appena trasformato. 

Conosciuta per aver interpretato il ruolo di Janine Lindo in The Handmaid’s Tale di Hulu , Brewer è apparsa anche in diversi film e programmi televisivi, tra cui Orange Is the New Black, Hemlock Grove, Cam, The Ultimate Playlist of Noise e Space Oddity. Inoltre reciterà nel thriller di prossima uscita Anniversary e nel film horror psicologico I Live Here Now. 

Cosa ci aspettiamo dalla stagione finale di You? 

Mentre i dettagli sulla quinta e ultima stagione di You rimangono nascosti, il pubblico può aspettarsi che la quinta stagione segua ancora l’intensamente ossessivo Joe, la cui ossessione per l’attuale donna da cui è attualmente paralizzato può diventare mortale. 

Un personaggio disposto ad andare oltre – anche con misure estreme – il personaggio di Brewer potrebbe diventare la nuova ossessione di Joe, presumibilmente seguendo il terribile destino di Guinevere Beck (Elizabeth Lail), Candace Stone ( mbyr Childers), Love Quinn. (Victoria Pedretti) e Marienne Bellamy  Tati Gabrielle). 

Basato sui libri di Caroline Kepnes, You – creato da Greg Berlanti e Sera Gamble – vedeva nel cast anche Carmela Zumbado nel ruolo di Delilah Alves, Jenna Ortega nel ruolo di Ellie Alves, James Scully nel ruolo di Forty Quinn, Shalita Grant nel ruolo di Sherry Conrad, Ed Speleers nel ruolo di Rhys Montrose, Lukas Gage nel ruolo di Adam Pratt e altro ancora. 

Tutte e quattro le stagioni di You sono in streaming su Netflix. Non è stata ancora fissata alcuna finestra di rilascio per la quinta stagione di You.

You 5: il teaser mostra le prime scene della stagione finale della serie Netflix

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Un nuovo video You 5, l’annunciata quinta stagione di You è stato rilasciato all’evento Tudum di Netflix, con Penn Badgley che ha offerto ai fan un’anticipazione dell’ultima stagione. Guarda il nuovo video di You Stagione 5 qui sotto :

You è stato sviluppato da Sera Gamble e Greg Berlanti, con Gamble come showrunner. La serie è prodotta da Berlanti Productions, Man Sewing Dinosaur e Alloy Entertainment in associazione con Warner Horizon Scripted Television. Berlanti, Gamble, Sarah Schechter, Leslie Morgenstein, Gina Girolamo e Marcos Siega sono i produttori esecutivi.

Nell’ottobre 2021, prima della premiere della terza stagione, la serie è stata rinnovata per una quarta stagione , che è stata rilasciata in due parti il ​​9 febbraio e il 9 marzo 2023. La stagione è interpretata anche da Charlotte Ritchie , Tilly Keeper , Amy-Leigh Hickman , Ed Speleers e Lukas Gage. Nel marzo 2023, la serie è stata rinnovata per una quinta e ultima stagione.

Tratta dal bestseller di Caroline Kepnes “Tu”. “Cosa faresti per amore?” Quando il brillante gestore di una libreria incontra un’aspirante scrittrice, la sua risposta è chiara: per amore farebbe di tutto. Usando Internet e i social media come strumenti per raccogliere i dettagli più intimi della ragazza e avvicinarsi a lei, la sua cotta irresistibile e goffa diventa un’ossessione e lentamente decide di rimuovere qualsiasi ostacolo, e persona, tra lui e il suo oggetto del desiderio. Nella quarta stagione, Joe Goldberg, fingendosi “Johnathan Moore”, ora risiede a Londra, lavora come professore di inglese presso un istituto rispettato e conduce un’esistenza tranquilla. Ha anche seguito Marienne in giro per l’Europa nel tentativo di localizzarla. La sua nuova vita di solitudine, tuttavia, viene interrotta quando inizia a legare con una cerchia di ricchi socialiti, che iniziano a morire uno per uno mentre un serial killer inizia a prendere di mira il loro gruppo d’élite.

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You 4: la recensione della quarta stagione della serie Netflix

You 4: la recensione della quarta stagione della serie Netflix

Ci sono serie televisive caratterizzate da strutture narrative talmente solide ma rigide che, una volta arrivate a compimento, rendono evidente anche la difficoltà (o in certi casi addirittura l’impossibilità) a dir vita ad un seguito che riproponga la formula del successo senza però risultare una mera copia di quanto già visto (qualcuno ha detto Tredici?). Ci sono però anche serie che riescono a cambiare identità senza necessariamente rinunciare ai propri tratti somatici di fondo. È ciò che è avvenuto con You, la serie distribuita dal 2018 su Netflix e divenuta nel tempo uno dei titoli più popolari della suddetta piattaforma streaming. Giunta ora alla sua quarta stagione (indicata anche come You 4), questa si svela ulteriormente rinnovata tanto nell’ambientazione quanto nel suo genere di riferimento.

Protagonista è ancora una volta il brillante e ossessivo Joe Goldberg (Penn Badgley), il quale ha però assunto ora l’identità di Jonathan Moore. Reduce dal trambusto della precedente stagione, dove ha quasi rischiato di soccombere alla follia della moglie Love (Victoria Pedretti), egli si trova ora a Londra, in quella che definisce una “vacanza europea“. Nella città inglese egli cerca di tenersi lontano dalle vecchie abitudini, lavorando come professore di letteratura e conducendo una vita il più tranquilla e solitaria possibile. Ma se non è lui ad andare a caccia di guai, saranno questi ultimi a raggiungerlo Ben presto, infatti, egli si troverà catapultato all’interno di un gruppo di amici ricchi e potenti, tra i quali si nasconde uno spietato assassino, il quale sembra anche a conoscenza del passato di Joe.

“Sono in uno whodunit, la forma più bassa di letteratura”

Nuova ambientazione, nuove regole. Sembra essere questo il principio alla base della nuova stagione di You, o almeno dei suoi primi cinque episodi già disponibili su Netflix (gli altri cinque arriveranno sulla piattaforma il 9 marzo). Trasferitosi a Londra, Joe/Jonathan deve infatti fare i conti con il genere britannico per eccellenza in ambito narrativo, ovvero il whodunit, codificato e reso celebre dalla scrittrice Agatha Christie, non a caso più volte citata nel corso degli episodi. You 4, come anticipato in apertura, cambia dunque nuovamente identità proprio come la cambia il suo protagonista, passando dal thriller psicologico con elementi splatter ad un giallo da risolvere prima che sia troppo tardi. Un cambiamento che non deve però spaventare i fan della serie: la formula alla base delle precedenti stagioni viene camuffata ma non eliminata.

Se è vero che il protagonista passa dall’essere stalker all’essere vittima di uno stalker, ciò non significa che smetterà di usare il proprio “superpotere”, il saper osservare, a proprio vantaggio per la risoluzione del caso. Il cambiamento di formula e tono è dunque concepito in modo intelligente e non dovrebbe far storcere il naso, perché in fondo, come afferma una delle studentesse di Joe/Jonathan, “i gialli sono divertenti, ti coinvolgono e nascondono una critica sociale dietro il rompicapo”. Questa quarta stagione si rivela infatti una piacevole “svecchiata” nei confronti di una narrazione che in alcuni momenti sembrava prendersi un po’ troppo sul serio. Le nuove avventure di Joe/Jonathan appassionano e intrigano, non mancando anche di offrire una propria critica nei confronti di una certa classe sociale sempre più ricca, viziata ed estranea ai problemi del mondo.

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You 4 e quei piaceri inconfessabili

Se dunque è questo il nuovo genere all’interno del quale le vicende di You 4 prendono vita, ciò, come si diceva, non comporta la perdita di alcuni degli elementi che hanno fatto il successo della serie. Il tutto viene raccontato ancora una volta a partire dalla soggettività di Joe/Jonathan, che ci accompagna lungo gli episodi con la sua voce narrante composta da una forte acutezza di pensiero e quel tono seducente che lo ha reso ormai un’icona. Penn Badgley porta con successo alla luce nuove sfumature di questo suo complesso personaggio, il quale regala anche momenti di forte comicità quando, dialogando con sé stesso, si trova a dover tentare di frenare i propri istinti e desideri inconfessabili. Intorno a lui, invece, si muovono una serie di personaggi che, chi caratterizzato meglio chi meno, contribuiscono a tenere vivo il mistero.

In ultimo, You 4 si conferma un vero e proprio piacere da guardare, stimolando la partecipazione dello spettatore attraverso le teorie e le deduzioni del protagonista e spingendolo a fare attenzione ad ogni dettagli o dialogo, in quanto non si può mai sapere quali oggetti o battute si riveleranno indizi fondamentali per la risoluzione del caso. Ancor di più, questa quarta stagione regala colpi di scena ben congeniati e dal forte impatto, che soddisfano l’appetito dello spettatore e rendono difficile il non riprodurre subito l’episodio successivo. Certamente c’è chi potrebbe non gradire la nuova direzione intrapresa dalla serie, ma piuttosto che ripetere quando fatto con le precedenti stagioni, rischiando dunque di sfociare nell’inverosimile, questa risulta un’evoluzione non scontata ma anzi gradita.

You 4 – Parte 2: il trailer anticipa il ritorno di Victoria Pedretti

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Netflix ha rilasciato un nuovissimo trailer di You 4, la quarta stagione per l’imminente seconda metà della stagione, che sarà disponibile in streaming il 9 marzo. Il video presenta Joe di Penn Badgley mentre cerca di trovare un modo per abbattere Rhys, dopo aver finalmente appreso la sua vera natura durante l’ultimo episodio della Parte 1.

Oltre al video, le prime foto di You Stagione 4 Parte 2 hanno anche confermato il ritorno del personaggio preferito dai fan di Victoria Pedretti, Love Quinn, che è stato ucciso da Joe nel finale della terza stagione.

You 4 è interpretato daPenn Badgley, Tati Gabrielle, Charlotte Ritchie, Lukas Gage, Ed Speleers, Tilly Keeper, Amy-Leigh Hickman, Niccy Lin, Aidan Cheng, Brad Alexander, Ozioma Whenu ed Eve Austin.

“Dopo che la sua vita precedente è andata in fiamme, Joe Goldberg è fuggito in Europa per sfuggire al suo passato ‘disordinato’, adottare una nuova identità e, naturalmente, perseguire il vero amore”, si legge nella sinossi. “Ma Joe si ritrova presto nello strano nuovo ruolo di detective riluttante quando scopre che potrebbe non essere l’unico assassino a Londra. Ora, il suo futuro dipende dall’identificazione e dall’arresto di chiunque stia prendendo di mira il suo nuovo gruppo di amici di super-ricchi socialite… “

Tratta dal bestseller di Caroline Kepnes “Tu”. “Cosa faresti per amore?” Quando il brillante gestore di una libreria incontra un’aspirante scrittrice, la sua risposta è chiara: per amore farebbe di tutto. Usando Internet e i social media come strumenti per raccogliere i dettagli più intimi della ragazza e avvicinarsi a lei, la sua cotta irresistibile e goffa diventa un’ossessione e lentamente decide di rimuovere qualsiasi ostacolo, e persona, tra lui e il suo oggetto del desiderio.

La quarta stagione si divide in due parti:

  • Parte 1 – 9 febbraio 2023 (episodi 401-405)
  • Parte 2 – 9 marzo 2023 (episodi 406-410)

You – stagione 5: ecco i nuovi volti che vedremo nella nuova stagione

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Dopo essersi esibita con le Barden Bellas in Pitch Perfect, Anna Camp è pronta a interpretare due gemelle polarmente opposte nella quinta stagione di You. L’originale Netflix con Penn Badgley nel ruolo di Joe Goldberg, un inguaribile romantico con tendenze da stalker, uscirà con l’ultima stagione nel corso dell’anno. Secondo Variety, la Camp interpreterà sia Reagan che Maddie Lockwood, le cognate di Joe. Le descrizioni ufficiali dei personaggi recitano:

“Raegan è l’astuta e spietata direttrice finanziaria della Lockwood Corp che ha messo gli occhi sul trono e schiaccerà qualsiasi avversario… sia esso familiare o meno. Maddie, invece, si presenta come la gemella poco seria, una mondana tre volte divorziata il cui lavoro è ‘vagamente di pubbliche relazioni’, ma non fatevi illusioni: sotto la facciata frivola di Maddie si nasconde un maestro della manipolazione”.

Nelle recenti immagini del set condivise da Digital Spy, si vedono Penn Badgley e Camp girare insieme per le strade di New York. Tuttavia, non è chiaro chi l’attrice interpreti nel dietro le quinte, il che potrebbe far pensare che la sua identità nello show sia un costante mistero per gli spettatori. La Camp non è l’unica nuova aggiunta al cast della quinta stagione di You. Sono stati confermati altri nomi, tra cui Charlotte Richie, Madeline Brewer e Griffin Matthews. La scorsa settimana, Deadline ha anche riportato che Natasha Benham, Pete Ploszek e Tom Francis avranno ruoli di supporto.

La serie Netflix basata sui libri best-seller di Caroline Kepnes è stata un successo per lo streamer da quando è uscita nel 2018. Sebbene i dettagli sulla trama della prossima stagione siano ancora riservati, la location della prossima serie di episodi non sarà Londra. Il personaggio di Penn Badgley tornerà a New York, il luogo in cui ha vissuto nella prima stagione, e continuerà a costruirsi una vita accanto alla sua attuale compagna Kate (interpretata da Richie). Poiché Joe è ormai consapevole di non essere un brav’uomo (una presa di coscienza che ha richiesto fin troppo tempo), nella quinta stagione abbraccerà il suo lato oscuro una volta per tutte.

La prossima stagione di ‘You’ risolverà anche i nodi del passato di Joe

Sebbene la ricerca dell’amore da parte del protagonista abbia avuto diversi risvolti oscuri, Joe è riuscito a farla franca con molti dei cadaveri e degli eventi tragici che si sono verificati durante il suo viaggio sullo schermo. Nella quinta stagione, il passato del personaggio tornerà a tormentarlo quando vedrà un volto familiare durante il suo ritorno a New York. Sebbene Badgley non abbia rivelato chi potrebbe essere questo individuo, una clip condivisa all’evento TUDUM dello scorso anno mostra alcune vittime dei piani di Joe delle stagioni precedenti, tra cui il dottor Nicky (John Stamos), ingiustamente imprigionato, e l’orfana Ellie (Jenna Ortega).

La quinta stagione di You non ha ancora una data di uscita. Le prime quattro stagioni sono disponibili in streaming su Netflix.

You – Stagione 4 – Parte 1: trailer della serie in arrivo su Netflix

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Netflix ha diffuso il trailer ufficiale di You – Stagione 4 – Parte 1. L’attesa quarta stagione di You che sarà divisa in due parti uscirà in streaming su Netflix il 9 febbraio 2022.  Tratta dal bestseller di Caroline Kepnes “Tu”. “Cosa faresti per amore?” Quando il brillante gestore di una libreria incontra un’aspirante scrittrice, la sua risposta è chiara: per amore farebbe di tutto. Usando Internet e i social media come strumenti per raccogliere i dettagli più intimi della ragazza e avvicinarsi a lei, la sua cotta irresistibile e goffa diventa un’ossessione e lentamente decide di rimuovere qualsiasi ostacolo, e persona, tra lui e il suo oggetto del desiderio.

La quarta stagione di You si divide in due parti: Parte 1 – 9 febbraio 2023 (episodi 401-405) Parte 2 – 9 marzo 2023 (episodi 406-410). Sviluppata da Sera Gamble e Greg Berlanti con Sera Gamble come showrunner, la serie vede produttori esecutivi Greg Berlanti, Sera Gamble, Gina Girolamo, Leslie Morgenstein, Sarah Schechter e Michael Foley. Nel cast protagonisti sono Penn Badgley, Tati Gabrielle, Charlotte Ritchie, Lukas Gage, Ed Speleers.

You – stagione 3: recensione della serie tv Netflix

You – stagione 3: recensione della serie tv Netflix

La serie tv You, ideata da Greg Berlanti e Sera Gamble, ha vissuto un successo strepitoso fin dall’esordio nel 2018 su Netflix. La terza stagione è disponibile sulla piattaforma dal 15 Ottobre e consta di 10 episodi; non devono però temere i fan della serie, che avranno ancora a che fare con Joe Goldberg, visto che la serie è già stata rinnovata per una quarta stagione.

You, terza stagione: dove eravamo rimasti

La serie, basata sui romanzi di Caroline Kepnes, ruota attorno alla psicosi maniacale di Joe Goldberg (Penn Badgley), un librario di New York schivo ed introverso che si innamora di Guinevere Beck (Elizabeth Lail), una giovane cliente. Il trasporto di Joe, tuttavia, sfocerà in un’ossessione morbosa nei confronti della ragazza, tanto da trasformarlo in un violento maniaco. Le vicende infauste delle ragazze incontrate da Joe proseguono poi nella seconda stagione, con Joe che si trasferisce da New York a Los Angeles, cambiando identità e facendosi chiamare Will e che questa volta farà la conoscenza di Love (Victoria Pedretti), con cui comincerà una relazione oscura e turbolenta.

I fan della serie, già avvezzi alla figura di Joe, riconosceranno subito il pericolo imminente dietro al poster apparentemente idilliaco della terza stagione di You: Joe e Love si sono infatti trasferiti presso la cittadina di Madre Linda, pronti a vivere la loro prima esperienza genitoriale. Con loro vi è anche la madre di Love, Dotti (Saffron Burrows), come anticipato nel finale della seconda stagione. L’immaginario del perfetto quartiere residenziale, tuttavia, sarà destinato ad essere deturpato progressivamente dalla presenza dell’imprevedibilmente inquietante Joe….

Il concept di You si è sempre dimostrato appetibile per gli amanti del guilty pleasure televisivo: l’introspezione soggettiva di un personaggio mentalmente instabile, stalker e assassino che cerca di giustificare l’ingiustificabile, si è assicurata una fanbase solida, che asseconda il meccanismo narrativo che prevede di “tifare” per il cattivo.

YOU 3 PENN BADGLEY e VICTORIA PEDRETTI
Cr. JOHN P. FLEENOR/NETFLIX © 2021

Questa è stata una formula vincente per uno show che, dopo la sua cancellazione su Lifetime, ha prosperato su Netflix; eppure lo show appare sempre più creativamente impoverito. Lo show ha sempre giocato sul suo titolo in due modi: facendoci inseguire i pensieri di Joe sullo you che sta inseguendo e mostrandoci una percezione distorta di quella che è l’autoconsapevolezza delle proprie azioni. Senza prendersi troppo sul serio e virando piuttosto sull’esagerazione drammaturgica e la spettacolarizzazione da thriller psicologico, You si è cosi inserito nel filone delle serie tv più di tendenza degli ultimi anni.

You, stagione 3: la diminuzione della credibilità di Joe

You si era rivelato un prodotto vincente per il palato dei giovani spettatori, in quanto miscela interessante di svariati generi, tra cui rom-com e thriller psicologico con qualche venatura horror. Le prestazioni attoriali della prima stagione, oltretutto, avevano ottenuto il beneplacito della critica, soprattutto per quanto riguarda Badgley. Purtroppo, la riproposizione di tematiche e topoi reiterati senza soluzione di continuità, ha notevolmente minato le possibilità narrative del prodotto, conferendogli una patina stantia e qualitativamente piuttosto mediocre.

Love Quinn è risultata fin dall’inizio come la controparte femminile di Joe, preda delle sue stesse manie e ossessioni, che conducono quasi sempre a risvolti sanguinolenti. Le uniche dinamiche presenti all’interno della coppia risultano quindi soltanto reazionarie, prive di qualsiasi intuizione vibrante e della claustrofobia alienante che aveva caratterizzato i precedenti rapporti di Joe con le figure femminili. I due si vedono fin da subito intrappolati in una relazione senza via d’uscita e le inutili parentesi didascaliche sulla inedita buona volontà di Joe di improvvisarsi padre non riescono minimamente a conferire credibilità al personaggio.

You 3 uscita streaming

Vana è poi l’introduzione di nuovi personaggi come Sherry (Shalita Grant), un “Momfluencer” trasportata da Desperate Housewives alla cornice delle nuove piattaforme social. Le aspettative nei confronti di un qualsiasi rapporto interpersonale tra i Quinn e i vicini vengono disattese in un battere di ciglia e la sensazione di stare mangiando una minestra riscaldata regna sovrana per tutta la visione della serie.

La parata infinita di carneficine ha smorzato l’impatto iniziale della serie e a ben poco serve ambientare la nuova stagione in una nuova location, cercando di aggiungere spazio per la satira sociale. You non riesce a svoltare la canonica forma di sviluppo narrativo, per cui la figura del sociopatico incorreggibile permette soltanto di aumentare il numero delle vittime ma non di sviluppare un personaggio. Non vi è agilità caratteriale da parte del protagonista, che continua a visualizzare le minacce allo stesso modo, reiterando l’usuale modus operandi sanguinario. Continua a vedere le donne come vettori di piacere e buona compagnia, che ferirebbe o ucciderebbe nel tentativo di renderle sue. E’ un personaggio profondamente calcolatore, le cui esplosioni di violenza vengono ora implementate dalla personalità oscura di Love: né Joe né Love provano un significativo senso di vergogna e sono incapaci di sviluppare una coscienza personale e di coppia.

You è in qualche modo una vittima del suo successo: La prima stagione, tossicamente avvincente, ha introdotto una figura del male e ha cercato di renderla sia temibile che attraente. È un equilibrio che lo show non è riuscito a mantenere in modo credibile, e così abbiamo Joe alle prese con i suoi sentimenti sulla paternità, o che cerca di sostenere sua moglie nelle sue “giuste” missioni di vendetta. Sempre di più, lo serie sembra dire, le lotte di Joe sono solo una versione leggermente amplificata di quelle dello spettatore. Nello spingere non solo ad umanizzare ma a rivendicare un personaggio la cui mostruosità ne costituiva l’unico scopo, You è andato oltre, perdendo ogni senso di credibilità.

 

Yoshi divora il suo primo nemico nel nuovo trailer di Super Mario Galaxy – Il film

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Il Super Mario Galaxy – Il film torna a mostrarsi con un nuovo teaser trailer, che anticipa la prossima avventura cinematografica dell’universo Nintendo. Il film è il sequel diretto di Super Mario Bros. – Il film, il kolossal animato firmato Illumination che nel 2023 ha conquistato il box office mondiale.

Nel cast vocale tornano Chris Pratt (Mario), Charlie Day (Luigi), Jack Black (Bowser), Anya Taylor-Joy (Principessa Peach) e Keegan-Michael Key (Toad). Tra le novità spiccano Brie Larson, che presta la voce a Rosalina, e Benny Safdie nei panni di Bowser Jr.

Cosa mostra il nuovo trailer di Super Mario Galaxy – Il film

Il teaser, della durata di circa 30 secondi, anticipa una storia decisamente più ambiziosa: Mario, Luigi, Peach e Yoshi partono per un viaggio nello spazio dopo che Bowser Jr. ruba il castello di Peach, rimpicciolendolo. L’avventura li porta a stringere un’alleanza con Rosalina e i Luma, mentre inseguono il nuovo antagonista attraverso la galassia.

A colpire particolarmente è una scena che farà felici i fan storici: Yoshi usa finalmente uno dei suoi poteri più iconici, afferrando un nemico con la lingua, inghiottendolo e trasformandolo in un uovo, esattamente come nei videogiochi Super Mario Galaxy. Un dettaglio che conferma la volontà del film di attingere in modo sempre più diretto alla mitologia videoludica.

Questo nuovo sguardo al film sottolinea quanto il sequel voglia espandere l’universo già visto nel 2023. La saga di Super Mario ha ancora moltissimi personaggi, mondi e abilità da esplorare, e Super Mario Galaxy – Il film sembra pronto a farlo su scala ancora più spettacolare.

Le aspettative sono altissime: il primo film ha ottenuto un 95% Verified Hot sul Popcornmeter di Rotten Tomatoes e ha incassato 1,361 miliardi di dollari a fronte di un budget stimato di 100 milioni, diventando l’adattamento videoludico di maggior successo di sempre.

In uscita il 1° aprile, Super Mario Galaxy – Il film non è solo un sequel, ma un vero banco di prova per il futuro del franchise cinematografico Nintendo. E questo primo teaser lascia intendere che la chiave del successo potrebbe essere ancora una volta la stessa: portare sul grande schermo, senza compromessi, la magia dei videogiochi originali.

Yorgos Lanthimos sulle scene di sesso di Emma Stone in Povere Creature: “Era importante che il film non fosse pudico”

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Alla conferenza stampa di presentazione di Povere Creature (leggi la recensione) alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia 80, il regista Yorgos Lanthimos ha detto che avrebbe davvero desiderato che Emma Stone fosse al Lido per parlare, tra le altre cose, del fatto che Bella Baxter, il personaggio che interpreta, ha molte scene di sesso nel film.

“È un peccato che Emma non possa essere qui per parlarne di più”, ha detto il regista. “Prima di tutto il sesso è una parte intrinseca del personaggio del romanzo stesso, la sua libertà su tutto, compresa la sessualità (…) In secondo luogo, per me era molto importante non fare un film che fosse pudico, perché sarebbe stato come tradire completamente il personaggio principale”, ha continuato. “Dovevamo essere sicuri che Emma non dovesse vergognarsi del suo corpo, della sua nudità, del coinvolgimento in quelle scene e lei lo ha capito subito.”

“La cosa bella di me ed Emma è che abbiamo realizzato quattro film insieme; c’è una scorciatoia e possiamo comunicare senza dover spiegare o parlare molto delle cose”, ha continuato a spiegare Lanthimos. “Appena cominciavo a dire qualcosa su quelle scene, lei diceva: ‘sì’, certo, è Bella. Faremo quello che dobbiamo fare”.

Basato sul romanzo omonimo di Alasdair Gray, Povere Creature è una storia ispirata a Frankenstein e vede Emma Stone nei panni di una giovane donna che viene riportata in vita da uno scienziato (Willem Dafoe) che le impianta il cervello del suo bimbo mai nato. Nel film recitano anche Mark Ruffalo, Ramy Youssef e Jerrod Carmichael. Il film uscirà nelle sale italiane il 25 gennaio 2024.

Yorgos Lanthimos dirigerà il remake del film fantasy coreano Save the Green Planet

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Il regista di Poor Things Yorgos Lanthimos collaborerà con Element Pictures per il remake della commedia fantasy sudcoreana “Save the Green Planet“. A darne conferma è il sito americano Variety.

Yorgos Lanthimos – il cui ultimo film, “Poor Things“, è candidato a 11 Oscar e ha appena vinto cinque BAFTA (tra cui quello per la migliore attrice a Emma Stone) – dovrebbe iniziare le riprese del film nel Regno Unito e a New York quest’estate. Ed Guiney e Andrew Lowe della Element Pictures produrranno il film insieme alla Square Peg di Ari Aster e alla CJ ENM (precedentemente denominata CJ Entertainment). Si tratta della sesta collaborazione tra Yorgos Lanthimos e la Element Pictures.

Il progetto, che sembra essere un veicolo perfetto per Lanthimos, è una commedia nera eccentrica che coinvolge un giovane disilluso che cattura e tortura un uomo d’affari che crede faccia parte di un’invasione aliena. Ne consegue una battaglia d’ingegno tra il rapitore, la sua devota fidanzata, l’uomo d’affari e un detective privato.

Il film originale sudcoreano è stato diretto da Jang Joon-hwan nel 2003 ed è diventato un successo di culto e uno dei preferiti dai festival per CJ Entertainment. “Green Planet” ha vinto premi in festival di fantasy, tra cui quelli di Bucheon, Buenos Aires e Bruxelles, e in mercati come Rotterdam, Tokyo Filmex e Mosca. Inoltre, ha fatto guadagnare a Jang il Golden Bell Award come miglior regista esordiente in Corea nel 2003.

Lo stesso Jang era stato precedentemente incaricato di dirigere il remake del film, basato su una sceneggiatura di Will Tracy, i cui crediti includono “Succession” della HBO e “The Menu” della Searchlight.

Sia la CJ ENM che la Element Pictures non hanno rilasciato commenti. CJ ENM possiede un’ampia library di contenuti cinematografici e televisivi coreani e asiatici e ha rifatto diversi titoli della sua library ad alto contenuto, come la commedia musicale del 2014 “Miss Granny“, che è stata rifatta in almeno nove versioni in lingua locale. La società sudcoreana è anche a lavoro sul remake del film tailandese “The Classic“.

La divisione statunitense della società, CJ America, ha cercato registi hollywoodiani di alto profilo per molti dei suoi titoli, da ultimo Michael Mann per il rifacimento di “Veteran”.

Yorgos Lanthimos ha già girato un altro film dopo “Poor Things“. Il suo prossimo film, “Kinds of Kindness“, è entrato in post-produzione un paio di mesi fa ed è interpretato da Emma Stone, Margaret Qualley, Willem Dafoe e Joe Alwyn.

Yorgos Lanthimos annuncia una pausa dalla regia dopo Bugonia

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Yorgos Lanthimos annuncia una pausa dalla regia dopo Bugonia

Dopo aver realizzato per il terzo anno consecutivo un altro film degno di un premio con Emma Stone, Yorgos Lanthimos ha bisogno di un po’ di riposo e relax. Il regista, candidato cinque volte all’Oscar, ha recentemente ammesso di aver bisogno di “una piccola pausa” dopo l’uscita del suo ultimo film Bugonia, nonostante avesse già intenzione di prendersi una pausa dopo i suoi due titoli precedenti, Povere creature! (2023) e Kinds of Kindness (2024).

“Beh, non posso continuare a farlo. Questo è quello che sappiamo per certo in questo momento”, ha detto a Collider, aggiungendo: “È un grosso errore. Penso di aver bisogno di una pausa. L’ho già detto tra l’uno e l’altro dei tre film precedenti, ma ora sono serio. Potete credermi. Mi prenderò una piccola pausa”. La pausa di Lanthimos arriva dunque dopo che Povere creature! gli è valso le nomination agli Oscar per il miglior film e il miglior regista, mentre Stone ha vinto il premio come migliore attrice.

I due hanno anche realizzato Kinds of Kindness mentre lui completava la post-produzione di Povere creature! (i due film hanno infatti pressoché lo stesso cast). “Decido quale film realizzare ogni volta che una sceneggiatura è pronta, quindi quando è pronta, e abbiamo lavorato a qualcosa per così tanto tempo, mi sembra un peccato lasciarla lì e aspettare”, ha spiegato. “Quindi, mi sono quasi costretto a cercare di trovare il tempo per farlo subito dopo aver finito qualcosa”.

Lanthimos ha continuato: “Abbiamo girato Kinds of Kindness durante quel lunghissimo periodo di effetti speciali su Povere creature!, quindi sentivo il bisogno di fare qualcosa in quel periodo. Poi, Bugonia, l’avevo letto tre anni prima e abbiamo lavorato un po’ sulla sceneggiatura con Will [Tracy], quindi mi sembrava pronto e volevamo solo andare avanti e realizzarlo. Quindi, trovi la volontà e la forza, ma a un certo punto si esauriscono. Siamo a quel punto“.

In Bugonia, ora al cinema, due teorici della cospirazione (Jesse Plemons e Aidan Delbis) rapiscono una potente amministratrice delegata (Stone), convinti che sia un’aliena intenzionata a distruggere la Terra.

Leggi anche: Bugonia: recensione del film di Yorgos Lanthimos – Venezia 82

LEGGI ANCHE: Bugonia, la spiegazione del finale: Michelle, interpretata da Emma Stone, è in realtà un’aliena?

Yommedine: recensione del film di A.B. Shawky

Yommedine: recensione del film di A.B. Shawky

Presentato in Concorso alla settantunesima edizione del Festival di Cannes, Yomeddine è l’opera prima del regista egiziano A.B. Shawky, che si confronta con un tema classico come quello del viaggio alla ricerca delle proprie origini, costruendolo però a partire da una prospettiva che regala interessanti spunti di riflessione su ciò che al regista, in fondo, interessa comunicare.

In Yommedine Bershay (Rady Gamal), uomo curato dalla lebbra ma costretto a portarne le cicatrici sulla propria pelle, non ha mai lasciato la propria colonia nel deserto egiziano. Successivamente alla morte di sua moglie, decide di partire per un viaggio alla ricerca delle proprie radici, e di quel padre di cui ha perso le tracce sin da quando era bambino. Seguito nel suo viaggio da Obama (Ahmed Abdelhafiz), orfano in cerca anche egli della propria strada, attraverserà l’Egitto confrontandosi per la prima volta con il mondo circostante e le sue meraviglie.

Shawky vola basso per il suo esordio cinematografico, non osa né si espone a rischi, ma si affida ad un tema classico come quello del viaggio, costellato da incontri particolari che arricchiscono il protagonista di nuove esperienze e punti di vista sul mondo. Si affida ad una scrittura semplice, ben elaborata, inquadrata con precisione nelle tappe imprescindibili del cammino dell’eroe, riuscendo infine ad arricchire il racconto di elementi e particolari che riescono a far brillare il film per originalità. Affidando il ruolo di protagonista a quello che viene etichettato come un “freak”, Shawky ci porta ad assumere il punto di vista di un emarginato, di un reietto, costringendoci a fare nostre le sue difficoltà e debolezze. Il risultato è quello di ritrovare nel protagonista un’anima più universale di ciò che si possa immaginare, arrivando a provare vero affetto verso di lui, che se all’inizio poteva metterci a disagio, sul finire della storia è ormai divenuto a noi familiare, tanto da non far più caso alle cicatrici che caratterizzano il suo volto.

YommedineMerito di ciò è anche dell’attore protagonista, ma volutamente non professionista, Rady Gamal, che nella sua semplicità ritrae un uomo ricco di sfumature e di profondità d’animo, costretto a vivere nascosto, provando vergogna per il proprio aspetto. Presi per mano da lui, veniamo condotti attraverso una scoperta di sé che porta finalmente il protagonista ad accettarsi, consapevole che ognuno porta con sé le proprie ferite e cicatrici, e che queste non meritano di essere nascoste in quanto tracce del nostro percorso nel mondo.

Yommedine, con l’inizio del viaggio del protagonista, svela la propria anima, trattando della diversità con ironia. L’opera tuttavia con il susseguirsi del passare del tempo cade in un pietismo che si vorrebbe far provare allo spettatore nei confronti dei personaggi protagonisti. Ci si trova così di fronte ad un film fragile per il concorso principale, che si regge precariamente in equilibrio tra sentimenti sinceri e superflui buonismi.

Tra situazioni comiche ed eventi più drammatici, gli incontri che Bershay si ritrova a fare saranno motivo di costante confronto con il diverso, dipingendo così un mappamondo variegato in grado di dar voce, nel bene o nel male, a chi di solito non ne ha. L’esordiente regista, pur con i suoi limiti, afferma la sua genuinità, così nel racconto come nelle immagini dal grande impatto visivo, elementi che combinati riescono a regalare più di un’emozione.

Yoh! Bestie, spiegazione del finale: cosa accade a Charles e Thonda?

Quando si avvicina la stagione di San Valentino, ciò che si cerca è il romanticismo — che sia nei propri libri preferiti di sempre o nei nuovi film che escono ogni anno in questo periodo. Quest’anno ho avuto la sfortuna di vedere alcune pellicole davvero pessime, ma Yoh! Bestie è stata per me una sorpresa positiva. Non solo questo film sudafricano racconta una dolce storia da migliori amici ad amanti, ma offre anche una profondità inaspettata per una rom-com su Netflix.

La storia segue Thando, una donna non più giovanissima che viene lasciata sola per due anni dal suo coinquilino e migliore amico, Charles. Il suo trasferimento a New York lascia Thando in un limbo fatto di matrimoni a cui deve partecipare da sola. Ma siamo nell’era di internet, e il suo “accompagnatore” è sempre Charles, anche se si trova dall’altra parte del mondo. Quando lui ritorna, Thando pensa che sia per restare definitivamente. È felicissima di riavere il suo migliore amico accanto e vuole finalmente confessargli ciò che prova. Tuttavia, resta scioccata nello scoprire che Charles è tornato non solo con una fidanzata, ma con una promessa sposa. Sfortunata in amore, Thando teme di restare sola per sempre, ma continua comunque a sostenere Charles. Riuscirà davvero a farlo? E Charles si renderà conto dei suoi veri sentimenti? Scopriamolo nel finale del film.

Rea è una cattiva persona?

La cosa che mi è piaciuta di più di Yoh! Bestie è che, pur partendo dal cliché secondo cui una relazione tra un uomo e una donna non può essere solo amicizia agli occhi della fidanzata, riesce a ribaltarlo. La prima cosa che Thando nota è che Rea è decisamente “fuori dalla portata” di Charles. Non sappiamo molto della loro relazione, ma sappiamo che lei è più grande di lui, più sofisticata, con lavori prestigiosi, conferenze TED e una situazione economica ben più solida.

Alla luce di questo, Thando inizialmente pensa di sabotare il matrimonio. Tuttavia, decide di leggere l’autobiografia di Rea per conoscerla meglio e alla fine rinuncia all’idea di rovinare le nozze. Questo non significa che Rea non reagisca alla presenza della migliore amica giovane e affascinante di Charles.

Rea definisce Thando un disastro, ed è proprio questo che distingue le due donne. Rea si considera più sofisticata e sicura di sé, convinta che nessuno possa preferire un’altra a lei. Ma l’amore non funziona così. Sebbene si senta superiore, sa nel profondo che Charles nutre sentimenti nascosti per Thando. Non è una vera antagonista, ma ha sfumature che la rendono ambigua.

Fortunatamente, il film non mette realmente le due donne l’una contro l’altra. Anche se Thando è consapevole dei propri sentimenti, quando partecipa al matrimonio è determinata a sostenere Charles, non a sabotarlo. Entrambe riconoscono qualità nell’altra, pur restando sicure del proprio valore. Non credo quindi che Rea sia una “cattiva”: è semplicemente quella che viene lasciata indietro. E invece di reagire con meschinità, sceglie di comportarsi con maturità, decidendo di lasciare Charles prima ancora che lui chiarisca cosa vuole davvero. Forse è lui il vero responsabile della situazione.

Cosa succede tra Riri e Bheki?

Nel frattempo, Riri, la nuova migliore amica di Thando, decide di presentarsi al matrimonio senza invito, determinata a sabotarlo per il bene dell’amica. È convinta che Charles e Thando siano destinati a stare insieme. Porta con sé il fidanzato Bheki, che in passato aveva frequentato Thando.

I due arrivano con intenzioni dispettose, ma l’atmosfera romantica e le splendide decorazioni di Pett cambiano qualcosa in Riri. Presa dall’entusiasmo e complice qualche bicchiere di troppo, propone lei stessa a Bheki di sposarla. Lui, uomo tradizionalista, resta scioccato e si offende, finché un piccolo incidente non lo riporta alla ragione.

Riri continua a scherzare sulla proposta per gran parte del film, perché desidera davvero sposarsi, mentre Bheki aspetta il “momento perfetto”. Ironia della sorte, quel momento dovrebbe coincidere con il matrimonio di Charles e Rea, ma le nozze vengono annullate all’ultimo minuto. Così, in un momento simbolico davanti alle decorazioni ormai inutilizzate, Bheki chiede finalmente a Riri di sposarlo. Più avanti, Riri chiede a Thando di farle da damigella d’onore con un tenero cartello.

Charles e Thando finiscono insieme?

È davvero una rom-com se i protagonisti non finiscono insieme? Probabilmente no, ed è per questo che Yoh! Bestie si conclude con la riunione dei due migliori amici.

Prima però Thando attraversa un periodo difficile. Dopo aver lasciato Pett, si perde tutto il dramma del matrimonio annullato, compresa la proposta di Bheki e la confessione di Charles. Si chiude in casa per giorni, trascura il lavoro e si lascia andare alla tristezza. Anche se avrebbe potuto costruire qualcosa con Nas, nel profondo ha sempre saputo che il suo cuore apparteneva a Charles.

La situazione peggiora al punto che Charles manda perfino il suo capo a casa sua con una falsa emergenza lavorativa per costringerla a uscire.

Nel finale di Yoh! Bestie, Charles usa proprio i cartelli — simbolo del loro legame — per dichiararsi. All’inizio del film li aveva usati per salutarla; al suo ritorno, Thando ne aveva preparato uno per confessargli i suoi sentimenti, trovandosi però davanti Rea. È perfetto che tutto si chiuda con lo stesso gesto. Ciò che le aveva spezzato il cuore ora le restituisce la felicità.

Charles trova finalmente il coraggio di ammettere ciò che prova per Thando, anche se il suo modo di dichiararsi è un po’ goffo. Prima di lasciarlo, Rea gli aveva detto di sperare che Thando lo rendesse un uomo migliore. In realtà, Thando non ha mai cercato di cambiarlo, ma solo di essergli accanto.

L’amore non è solo cioccolatini e rose: è restare svegli per una videochiamata nel cuore della notte quando l’altro sta attraversando un momento difficile. Charles ammette persino di aver scritto le promesse nuziali pensando a Thando, perché è facile scrivere di qualcuno che si ama davvero.

Il film si chiude con il matrimonio di Riri e Bheki, lasciando intendere che Charles e Thando saranno i prossimi. “Yoh! Bestie”, non sei più sola.

Yoga Hosers: trailer del nuovo film di Kevin Smith

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Yoga Hosers: trailer del nuovo film di Kevin Smith

Ecco finalmente il trailer ufficiale di Yoga Hosers, secondo capitolo della saga horror “True North Trilogy” (il primo è Tusk) creata da Kevin Smith, in cui vediamo Lily-Rose Depp e Harley Quinn Smith, rispettivamente figlie di Johnny Depp e Kevin Smith stesso.

https://www.youtube.com/watch?v=UtcKxPeH4hY

Nel cast anche Michael Parks, Justin Long, Haley Joel Osment, Genesis Rodriguez, Ralph Garman, Jennifer Schwalbach e Harley Morenstein, ma anche Tony Hale, Natasha Lyonne, Austin Butler, Adam Brody, Tyler Posey e Jason Mewes, tutti già visti in Tusk.

Il film, ambientato a Montreal, racconta la storia di due ragazze appassionate di yoga che vedono la loro partecipazione a una festa di diploma minacciata da un’antica forza malefica che si nasconde sotto il suolo canadese: per salvare sé stesse e la festa, le ragazze saranno costrette a rivolgersi allo strambo detective Guy Lapointe (interpretato da Johnny Depp).

Yoga Hosers: le figlie di Kevin Smith e Johnny Depp in una clip

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Yoga Hosers: le figlie di Kevin Smith e Johnny Depp in una clip

Ecco un clip da Yoga Hosers, secondo capitolo della saga horror “True North Trilogy” (il primo è Tusk) creata da Kevin Smith, in cui vediamo Lily-Rose Depp e Harley Quinn Smith, rispettivamente figlie di Johnny Depp e Kevin Smith stesso.

LEGGI ANCHE – Johnny Depp di nuovo irriconoscibile per Yoga Hosers

Nel cast anche Michael Parks, Justin Long, Haley Joel Osment, Genesis Rodriguez, Ralph Garman, Jennifer Schwalbach e Harley Morenstein, ma anche Tony Hale, Natasha Lyonne, Austin Butler, Adam Brody, Tyler Posey e Jason Mewes, tutti già visti in Tusk.

Yoga Hosers: il nuovo trailer con Johnny Depp

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Yoga Hosers: il nuovo trailer con Johnny Depp

Ecco il nuovo trailer di Yoga Hosers, il secondo capitolo della saga horror “True North Trilogy” (dopo Tusk) di Kevin Smith. Nel trailer, oltre alle protagonista Harley Quinn Smith, figlia dello stesso Kevin, e Lily Rose Depp, vediamo Johnny Depp (papà di Lily Rose) in uno dei suoi ormai noti travestimenti cinematografici.

Ecco il trailer:

Guarda il primo trailer di Yoga Hosers

Yoga HorsesNel cast anche Michael Parks, Justin Long, Haley Joel Osment, Genesis Rodriguez, Ralph Garman, Jennifer Schwalbach e Harley Morenstein, ma anche Tony Hale, Natasha Lyonne, Austin Butler, Adam Brody, Tyler Posey e Jason Mewes, tutti già visti in Tusk.

Il film, ambientato a Montreal, racconta la storia di due ragazze appassionate di yoga che vedono la loro partecipazione a una festa di diploma minacciata da un’antica forza malefica che si nasconde sotto il suolo canadese: per salvare sé stesse e la festa, le ragazze saranno costrette a rivolgersi allo strambo detective Guy Lapointe (interpretato da Johnny Depp).

Yoga Hosers: Harley Quinn Smith e Lily Rose Depp nel poster

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Yoga Hosers: Harley Quinn Smith e Lily Rose Depp nel poster

Harley Quinn Smith e Lily Rose Depp sono le protagoniste del poster di Yoga Hosers, il nuovo film di Kevin Smith che ha voluto protagoniste sua figlia Harley Quinn e la figlia di Johnny Depp (pure nel film), giovanissima reginetta della moda.

Yoga HosersGuarda il trailer di Yoga Hosers

Nel cast anche Michael Parks, Justin Long, Haley Joel Osment, Genesis Rodriguez, Ralph Garman, Jennifer Schwalbach e Harley Morenstein, ma anche Tony Hale, Natasha Lyonne, Austin Butler, Adam Brody, Tyler Posey e Jason Mewes, tutti già visti in Tusk.

Il film, ambientato a Montreal, racconta la storia di due ragazze appassionate di yoga che vedono la loro partecipazione a una festa di diploma minacciata da un’antica forza malefica che si nasconde sotto il suolo canadese: per salvare sé stesse e la festa, le ragazze saranno costrette a rivolgersi allo strambo detective Guy Lapointe (interpretato da Johnny Depp).

Yoga Hosers: ecco una nuova clip dal film

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Yoga Hosers: ecco una nuova clip dal film

Ecco una nuova clip di Yoga Hosers, il secondo capitolo della saga horror “True North Trilogy” (dopo Tusk) di Kevin Smith. Nella clip, alle protagoniste Harley Quinn Smith, figlia dello stesso Kevin, e Lily Rose Depp.

Ecco il trailer:

Guarda il primo trailer di Yoga Hosers

Yoga HorsesNel cast anche Michael Parks, Justin Long, Haley Joel Osment, Genesis Rodriguez, Ralph Garman, Jennifer Schwalbach e Harley Morenstein, ma anche Tony Hale, Natasha Lyonne, Austin Butler, Adam Brody, Tyler Posey e Jason Mewes, tutti già visti in Tusk.

Il film, ambientato a Montreal, racconta la storia di due ragazze appassionate di yoga che vedono la loro partecipazione a una festa di diploma minacciata da un’antica forza malefica che si nasconde sotto il suolo canadese: per salvare sé stesse e la festa, le ragazze saranno costrette a rivolgersi allo strambo detective Guy Lapointe (interpretato da Johnny Depp).

Yoda: per un eventuale spin-off, Frank Oz vorrebbe la CGI

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Yoda: per un eventuale spin-off, Frank Oz vorrebbe la CGI

L’apparizione a sorpresa di Yoda in Star Wars: Gli Ultimi Jedi ha permesso ai fan storici di apprezzare di nuovo la bellissima animazione con il pupazzo del maestro Jedi, nella vecchia maniera tradizionale, amata nella trilogia originale.

Tuttavia, sembra che Frank Oz, il pupazziere di Yoda, non si senta in grado di realizzare un lungometraggio con il personaggio come protagonista. Sappiamo che Yoda è infatti tra gli appartenenti a una galassia lontana lontana su cui potrebbe essere incentrato uno spin-off.

Star Wars: Gli Ultimi Jedi, Mark Hamill si commuove vedendo Yoda – video

Era dal 1999 che Oz non “interpretava” Yoda, l’anno de La Minaccia Fantasma, e rivedere il maestro Jedi realizzato con gli effetti practical è stato davvero emozionante. Sembra però che in caso di spin-off sia lo stesso Oz a caldeggiare l’utilizzo della CGI.

“Credetemi, è davvero troppo difficile per me. Ho provato tantissimo solo per una battuta di dialogo. Dovrebbe essere in CGI, nel caso. È davvero, davvero troppo difficile per me, perché lo faccio con altre tre persone e quindi per recitare una sola parola ci vogliono ore di lavoro in quattro.”

A queste condizioni senza davvero che l’eventuale spin off in CGI possa incontrare l’ostilità dei fan. Ma si tratta di un discorso prematuro, al momento, e l’ostilità dei fan del franchise, per adesso, sembra concentrata verso Solo: A Star Wars Story, di prossima uscita.

Yoda: i migliori momenti del Maestro Jedi in Star Wars

Yoda: i migliori momenti del Maestro Jedi in Star Wars

Sin da quando è apparso per la prima volta ne L’Impero Colpisce Ancora del 1980, Yoda è stato uno dei personaggi più amati dell’universo di Star Wars. Dopo aver addestrato Luke Skywalker a diventare uno Jedi nella trilogia originale, Yoda è tornato in quella prequel come capo del Consiglio Jedi.

Nel corso di entrambe le trilogie, sia come potentissimo Maestro Jedi al massimo dei suoi poteri sia come vecchio guerriero esiliato sul letto di morte, Yoda si è trovato al centro di alcuni momenti più iconici della saga. Ripercorriamoli di seguito:

Assalta il cestino del pranzo di Luke

Quando incontriamo Yoda per la prima volta ne L’Impero Colpisce Ancora, non è ancora il guerriero spirituale che saremo poi abituati a conoscere. All’inizio, infatti, finge di non essere Yoda: piuttosto, fa finta di essere un molesto e fastidioso abitante di Dagobah. Mentre Luke si sta godendo la sua cena, Yoda va a scavare nel suo cestino del pranzo e fa incetta di tutto il cibo che pensa possa essere di suo gradimento. 

“Tuttavia, grave pericolo, temo nel suo allenamento”

Complimenti a Yoda per aver individuato l’oscurità nell’anima di Anakin prima di chiunque altro. Dopo che Qui-Gon Jinn va a prenderlo su Tatooine, convinto che fosse “Il Prescelto”, Yoda si rifiuta di permettergli di essere addestrato come Jedi.

Più avanti nel film, Obi-Wan Kenobi gli chiede se può allenare Anakin e Yoda gli risponde: “Il Prescelto, il ragazzo potrebbe essere. Tuttavia, grave pericolo, temo nel suo allenamento”. Poiché si tratta dell’ultimo desiderio di Qui-Gon in punto di morte, Yoda cede, condannando inavvertitamente la Galassia.

Appare sotto forma di Fantasma di Forza su Endor

Anche se L’Ascesa di Skywalker non è stato quel disastro totale di cui molti parlano, Il Ritorno dello Jedi è sicuramente una conclusione più soddisfacente per la saga di Star Wars. Tutte i nodi vengono al pettine: i ribelli hanno sconfitto l’Impero, la Nuova Repubblica è libera di insorgere e riportare la democrazia nella Galassia, e Luke è sorvegliato dai Fantasmi della Forza delle sue tre figure paterne: Anakin, Obi-Wan e Yoda.

Combatte contro il Conte Dooku

Il duello tra Yoda e il Conte Dooku in una delle scene più tensive de L’Attacco dei Cloni è uno dei combattimenti con le spade laser più belli dell’intera trilogia prequel. Dopo che Dooku riesce a mettere fuori gioco Anakin e Obi-Wan, Yoda arriva a scombussolare i suoi piani.

Dooku usa la Forza per scagliare oggetti che volavano contro Yoda, ma il Maestro Jedi riesce a schivarli tutti. Poi accende la spada laser e parte con tutti i suoi fantastici salti mortali all’indietro e tutte le sue mosse d’attacco che nella trilogia originale non poteva mostrare a causa della sua età.

“No… ce n’è un altro”

Mentre Luke Skywalker scappa per salvare i suoi amici, il Fantasma di Forza di Ben Kenobi dice: “Quel ragazzo è la nostra ultima speranza”. Illuminato dalle luci rosse dell’X-Wing di Luke, Yoda risponde: “No… ce n’è un altro”, riferendosi a Leia.

Le abilità della Forza di Leia non sarebbero arrivate al cinema fino a Gli Ultimi Jedi, quando ha fluttuato nello spazio in uno dei momenti più controversi del film, e a L’Ascesa di Skywalker, in cui abbiamo visto un divertente flashback con Luke che la stava addestrando.

Il fulmine di Forza contro Palpatine

Dopo che il Cancelliere Palpatine assume il potere assoluto della Repubblica e ordina l’esecuzione in massa dell’Ordine Jedi, rivelandosi come il Signore dei Sith che li tormentava da anni, Yoda lo affronta nel suo ufficio.

Palpatine colpisce Yoda con un fulmine di Forza, ma Yoda lo prende tra le mani e lo devia all’Imperatore. I due sono protagonisti di un intenso duello con le spada laser che li conduce fino alla Camera del Senato Galattico, dove usano la Forza per lanciarsi l’un l’altro i repulsori.

La morte

Dopo aver liberato gli eroi dal palazzo di Jabba nella sequenza di apertura de Il Ritorno dello Jedi, Luke si dirige a Dagobah per completare la sua formazione Jedi con Yoda. Tuttavia, quando arriva lì, scopre che il suo padrone sta morendo.

La cosa davvero commovente di tutta la scena è che, mentre Yoda si arrampica sul letto e si lascia andare per diventare un tutt’uno con la Forza dopo essere stato in vita per quasi un millennio, mantiene comunque il suo senso dell’umorismo: “Quando raggiungi i 900 anni, un aspetto così bello non avrai. “

Combatte nella battaglia di Genosis

La battaglia di Geonosis ne L’Attacco dei Cloni è una delle sequenze di battaglia più emozionanti dell’intera saga di Star Wars. È una sequenza che coinvolge un maggior numero di cavalieri Jedi, con spada laser e fuochi esplosivi che riempiono ogni fotogramma.

Mentre il conflitto volge al termine e gli Jedi sono più numerosi dei Separatisti e dei loro eserciti di droidi di battaglia, sembra che siano i cattivi ad avere la meglio. Poi, all’ultimo secondo, Yoda arriva trionfante sul campo di battaglia con una cavalleria di navi da guerra piene di Clone Trooper per salvare la situazione. Per usare le parole di Yoda: “Iniziata, la Guerra dei Cloni è”.

Solleva l’X-Wing di Luke Skywalker

Fino a quando Yoda non usò la Forza per sollevare l’X-Wing di Luke dalla palude di Dagobah, non avevamo ancora avuto prova del suo immenso potere. Il Fantasma di Forza di Obi-Wan aveva raccontato a Luke quanto fosse potente il Maestro Jedi, ma fino ad allora non l’avevamo visto con i nostri occhi.

I migliori momenti di Star Wars riempiono il cuore del pubblico con un senso di meraviglia e speranza. Yoda che solleva l’X-Wing di Luke con la Forza, accompagnato dalle sontuose musiche di John Williams, ne è un esempio lampante.

Batte i Clone Trooper con la Forza

Quando il Cancelliere Palpatine assume il controllo della Repubblica e la trasfora nell’Impero, il suo primo obiettivo è quello di eliminare gli Jedi. Ordinò all’Esercito Clone di uccidere tutti i cavalieri Jedi che stavano proteggendo.

Gli unici a sopravvivere furono Obi-Wan, che venne colpito da una scogliera ma riuscì a sopravvivere alla caduta, e Yoda, che usò la Forza per prevenirne l’avvento. Proprio prima che i Clone Trooper provassero ad ucciderlo, balzò in piedi e li decapitò.

Il Maestro Yoda

Può sembrare una precisazione superflua, eppure è importante sottolineare che tutto ciò che di meglio c’è nel personaggio in questione, è proprio quello di essere il Migliore Maestro Jedi della saga. Ne abbiamo visti molti nel corso degli anni, mentre il franchise si sviluppava con alterni risultati, eppure sembra che il Maestro Yoda rimanga inarrivabile.

Chiaramente, l’insegnamento migliore che ci ha lasciato è il classico “fare o non fare… non c’è provare”, un mantra che segue tutti i fan e anche solo i simpatizzanti, un incoraggiamento ma anche un monito a infondere tutto il nostro impegno negli obiettivi che ci poniamo.

I meme su Baby Yoda

Anche in questo caso non ci troviamo di fronte a un momento specifico, ma davanti ad una situazione che è entrata a far parte dell’immaginario collettivo, in maniera assolutamente istantanea. Quando la serie Diseny+, The Mandalorian, ha presentato un piccolo alieno dalle sembianze di Yoda, internet è impazzito, regalandoci una serie infinita di giochi di parole, sketch e meme su Baby Yoda.

La serie con Pedro Pascal è stata un vero successo, e la seconda stagione arriverà presto, pandemia permettendo, tuttavia è innegabile che tutti aspettano il ritorno del piccolo alieno verde, tenero e carino. Intanto, i meme su Baby Yoda ci faranno buona compagnia.

Fonte: ScreenRant

YO-YO MA e i musicisti della Via della Seta recensione

YO-YO MA e i musicisti della Via della Seta recensione

 YO-YO MALa potenza e l’universalità della musica possono essere armi pacifiche per alimentare il dialogo e lo scambio interculturale tra i popoli. Ne è convinto il celebre violoncellista cino-americano Yo-Yo Ma, che nel 2000 dà vita a un collettivo multietnico di circa 50 musicisti. Dopo l’11 settembre, il progetto si rafforza concretizzandosi nel Silk Road Ensemble, sei dischi e diversi tour internazionali all’attivo, protagonista del documentario Yo-YO MA e i musicisti della Via della Seta, distribuito in Italia da I Wonder Pictures dopo il passaggio al Biografilm Festival di Bologna.

Dietro la macchina da presa c’è Morgan Neville, veterano di doc musicali, premio Oscar con 20 Feet from Stardom e regista di Best of Enemies, che racconta lo spirito e l’evoluzione di questo esperimento ispirato all’antico ponte di scambi tra Oriente e Occidente e fortemente voluto da Yo-Yo Ma, la cui carriera – da bambino prodigio ad artista di caratura internazionale – matura nella volontà di perseguire uno scopo più grande: la ricerca di un linguaggio musicale universale, che prende corpo nel suono espresso dal collettivo. Ogni membro dell’Ensemble porta nell’esperienza non solo il proprio background personale, ma anche le tradizioni musicali della propria terra.

Yo Yo MaIl documentario si concentra in particolare sulle storie emblematiche di quattro membri, oltre a Yo-Yo Ma: il clarinettista siriano Kinan Azmeh, che non si rassegna ai traumi che vive ormai da anni la sua patria; Wu Man, eccezionale interprete della pipa, il tradizionale liuto cinese, che teme la definitiva scomparsa dell’antico patrimonio strumentale del suo paese iniziata con la Rivoluzione Culturale di Mao; il maestro iraniano del Kamanche (strumento ad arco persiano) Kayhan Kalhor, co-fondatore con Yo-Yo Ma del Silk Road Ensemble, che non riesce a vivere e a esibirsi in Iran; e Cristina Pato, virtuosa della gaita, la tipica cornamusa galiziana, che anche a seguito della malattia della madre, si interroga sul modo migliore per tutelare e rilanciare la memoria musicale della Galizia.

Tra immagini di archivio, interviste faccia a faccia ed esibizioni, il documentario non entra nella “vita” dell’orchestra, come fa ad esempio la serie tv Mozart in the Jungle, ma attraverso cinque voci carismatiche esalta e sostiene l’ideale di fondo di questo progetto cosmopolita, che diventa una sorta di manifesto programmatico: la musica può costruire un terreno comune di dialogo e confronto per il mondo intero, senza per questo sradicare le radici delle singole comunità ma anzi trovando il modo di dar loro nuova linfa e un futuro possibile. Resta il rammarico di non sentire il Silk Road Ensemble esibirsi di più nel corso del film, perché la musica sa esprimere i suoi messaggi più di tante parole.

YO-KAI WATCH 2: tutto sulla seconda stagione

YO-KAI WATCH 2: tutto sulla seconda stagione

YO-KAI WATCH 2, la seconda stagione svela un nuovo modello dell’orologio chiamato Yo-kai Watch Modello Zero, quasi 200 personaggi e apre le porte del Mondo Yo-kai, un livello soprannaturale che solo gli Yo-kai possono visitare. 

Il nostro mondo è pieno di creature invisibili chiamate Yo-kai; quando accade qualcosa di strano, bizzarro o inspiegabile, sono loro i responsabili. Gli Yo-kai sono la causa di tutti i problemi di Nathan durante la prima stagione, e adesso sono tornati!

INTRODUZIONE YO-KAI WATCH

YO-KAI WATCH è un franchise a 360° che include: videogame, la serie tv animata, giocattoli, app mobile, libri e molto altro…

Creato dalla celebre casa videoludica giapponese LEVEL-5, Inc. (Professor Layton, Inazuma Eleven), e distribuito in Europa da VIZ Media Europe, YO-KAI WATCH è diventato in un solo anno uno dei marchi più popolari tra i bambini dai 4 ai 12 anni. I tre prodotti principali legati al franchise – il videogame per Nintendo 3DS, la serie tv animata e la linea di giocattoli Hasbro – sono diventati molto popolari tra i bambini: la linea di giocattoli distribuita da Hasbro ha raggiunto i primi posti nelle vendite natalizie mentre la serie tv ha generato picchi di rating e il videogame è diventato uno dei best seller di Nintendo nel 2016.

Con l’arrivo della seconda stagione, il fenomeno distribuito da Viz Media Europe raggiunge un nuovo livello nel 2017

L’anno sarà scandito da un calendario di lanci molto ricco: tra gli altri, 50 nuovi episodi della serie tv animata, un gioco di carte collezionabili, i nuovi giochi per Nintendo 3DS YO-KAI WATCH 2: Spiritossi e YO-KAI WATCH 2: Polpanime che saranno disponibili dal 7 aprile, l’app per smartphone e tablet YO-KAI WATCH Wibble Wobble che arriverà questa primavera; è prevista anche una nuova linea di giocattoli Hasbro,  un lungometraggio per il cinema è invece atteso per la fine dell’estate e nuovi libri e fumetti saranno rilasciati nel corso dell’anno, supportati da un forte piano marketing.

YO-KAI WATCH La Storia

In questa nuova stagione, unisciti a Nathan, Whisper e Jibanyan per ottenere il nuovo Yo-kai Watch Model Zero. Ma anche se ha un nuovo orologio, ciò non significa che la vita di Nathan diventerà più facile. La seconda stagione ha più Yo-kai, un numero maggiore di episodi, e soprattutto la cosa più importante: una quantità di risate ancora più grande! Segui i tuoi eroi preferiti in un viaggio attraverso il tempo e i mondi per conoscere i nuovi Yo-kai che interrompono la vita di Nathan in maniera divertente e inaspettata.

YO-KAI WATCH Personaggi principali

Nathan

Nathan è l’eroe principale di Yo-kai Watch. Dopo aver scoperto Whisper nel bosco, riceve uno Yo-kai Watch, uno strumento che gli consente di vedere gli Yo-kai, normalmente invisibili. Lui non ha mai avuto un talento particolare, se non quello di essere un ragazzo perfettamente normale. Nonostante ciò, fa del suo meglio per aiutare i suoi amici e la gente della sua città con il suo orologio Yo-kai Watch.

In Yo-KAI WATCH i bambini seguiranno le sue avventure quotidiane – a scuola con gli amici o a casa con i genitori. Lui ha gli stessi problemi di qualsiasi altro bambino della sua età, ecco perché sarà facile per i bambini identificarsi con lui e immergersi nel suo mondo.

Nel corso delle sue avventure incontrerà più di 400 Yo-kai. Queste interessanti e particolari creature sono tutte diverse l’una dall’altra, con poteri e caratteristiche uniche.

Katie

Katie è una ragazza con  piedi per terra, brava a scuola ma per qualche strano motivo è spesso bersaglio di qualche Yo-kai. È amica e compagna di classe di Nathan – ed è anche la ragazza per cui lui prende la sua prima cotta! Katie si preoccupa molto per i suoi amici e ottiene sempre ottimi voti a scuola ma non può fare a meno di essere un po’ stressata se prende meno di 100% in un compito in classe.

Jibanyan

È un gatto che, dopo essere stato travolto da un’auto, è diventato uno Yo-kai. Avendo giurato vendetta a tutte le macchine, Jibanyan trascorre le sue giornate appostandosi ad un incrocio praticando la sua mossa d’attacco ‘Paws of Fury’ sui veicoli che passano. Nathan permette a Jibanyan di andare a vivere con lui così non sarà più solo e non causerà più incidenti agli incroci. Adesso Jibanyan è il migliore amico a cui chiunque può chiedere aiuto!

Whisper

Whisper è un Yo-kai che era stato chiuso in una roccia ed è poi apparso davanti a Nathan dandogli lo YO-KAI WATCH. Si autodefinisce un “maggiordomo Yo-kai”. Whisper è determinato ad aiutare Nathan a conoscere meglio gli Yo-kai – che Nathan lo voglia o no!

YO-KAI WATCH La serie Tv animata

La seconda stagione includerà 50 nuovi episodi – quasi il doppio rispetto ai 26 episodi della prima stagione che ha ottenuto un grande successo – e introduce più di 90 nuovi Yo-kai. I nuovi episodi saranno trasmessi da Cartoon Network (canale 607 di Sky e 350 di Mediaset Premium) a partire dal 27 marzo dal lunedì al venerdì alle 17.25.

All’inizio della stagione, Steve Jaws, magnate nel settore IT e Presidente della Yo-apple, rilascia un nuovo orologio. Whisper e Nathan decidono di viaggiare nel regno Yo-kai per averne uno, mentre Jibanyan cerca di rinnovare le sue medaglie per renderle compatibili con il nuovo orologio. Con questo “Modello Zero” Nathan è pronto per conoscere nuovi amici!

Il punto di forza della serie animata è rappresentato dai suoi personaggi adorabili, ma anche dall’umorismo e da forti valori come l’amicizia, il rispetto e l’apertura mentale.

YO-KAI WATCH Il Videogioco

YO-KAI WATCH 2Nathan e i suoi fedeli compagni, Jibanyan e Whisper, ritornano con  YO-KAI WATCH 2: Spiritossi e YO-KAI WATCH 2: Polpanime, disponibile dal 7 aprile in Europa, per le console della famiglia Nintendo 3DS.

Ci saranno oltre 350 Yo-kai da scoprire!

Una sera, mentre Nathan è profondamente addormentato, due sinistri Yo-kai si affacciano alla sua stanza da letto, eliminano i suoi ricordi e sottraggono il suo Yo-kai Watch. Il giorno successivo egli si imbatte nella misteriosa Bottega della Memoria dove ritrova il suo Yo-kai Watch e, dopo poco, i due divertenti Yo-kai, Jibanyan e Whisper, che i fan riconosceranno dalla serie animata televisiva. I giocatori potranno giocare nei panni di Nathan o in quelli di Katie, iniziando un viaggio nel tempo mentre cercano di svelare le ragioni che si celano dietro gli ultimi misteri e disordini nella loro città.

Nel corso dei loro viaggi, i giocatori incontreranno uno Yo-kai di nome Hovernyan, un gatto supereroe, che mostrerà loro come viaggiare nel tempo. Nei panni di Nathan o Katie, incontreranno i loro nonni per aiutarli a costruire il primo Yo-kai watch, chiamato il “Modello Zero”. I giocatori potranno visitare Valdoro come era 60 anni prima, scoprire due nuove città, e passare dal passato al presente in un istante, scoprire i misteri dietro a un nuovo tipo di Yo-kai:  la tribù Malvagia, che può essere vista solo grazie al Modello Zero di Yo-kai Watch.

Ogni versione di YO-KAI WATCH 2 include cinque Yo-kai esclusivi che potranno essere scambiati localmente e online e se un giocatore si unisce all’esercito degli Spiritossi o a quello dei Polpanime, dipenderà dalla versione di YO-KAI WATCH 2 scelta. Ci saranno oltre 100 nuovi esclusivi Yo-kai, alcuni dei quali disponibili solo in YO-KAI WATCH 2: Spiritossi e altri solo in YO-KAI WATCH 2: Polpanime.

Per la prima volta, i giocatori potranno scambiare online le loro Medaglie Yo-kai e creare un team dei loro Yo-kai preferiti per sfidare amici lontani in modalità multiplayer 6 vs 6.

I giocatori potranno anche scoprire il mini-gioco “Yo-kai Watch Blasters ” nel quale potranno collaborare con un massimo di tre amici mentre uno di loro veste i panni di uno Yo-kai.

Oltre 80 mini missioni amplieranno il divertimento della trama principale; una volta completate, le missioni permetteranno ai giocatori di guadagnare bonus esclusivi e di incontrare nuovi Yo-kai.

YO-KAI WATCH La linea di giocattoli

 

Nel 2017 Hasbro lancerà una nuova serie di giocattoli, incluso come prodotto di punta il nuovo Yo-kai Watch Modello Zero accompagnato da una nuova collezione di medaglie, ciascuna riferita ad uno specifico Yo-kai. Yo-kai Watch Modello Zero sarà caratterizzato dalla tecnologia Yo-Motion: quando una medaglia che supporta la stessa tecnologia verrà inserita nell’orologio, esso proietterà una immagine dello Yo-kai rappresentato sulla medaglia. Sarà anche in grado di emettere suoni, come il nome dello Yo-kai e la canzone della tribù a cui appartiene. Yo-kai Watch Modello Zero sarà compatibile con oltre 75 medaglie Yo-Motion collezionabili. Bambini e appassionati potranno evocare il loro Yo-kai preferito! Il giocattolo Yo-kai Watch include 2 esclusive medaglie e le batterie.

Sarà anche possibile esplorare il mondo stravagante degli Yo-kai mediante la scansione di medaglie Yo-Motion con l’app YO-KAI WATCH LAND.

Per completare la gamma, saranno disponibili anche altri prodotti come peluche, figure e il Medallium Book, come quello visto nel cartone animato, che offre ai bambini l’opportunità di collezionare e raccogliere tutte le proprie medaglie esattamente come fa Nathan. Questo set include: una esclusiva medaglia d’argento, 4 pagine con appositi scomparti per inserirvi le Medaglie Yo-kai, due pagine speciali dedicate alle medaglie Tribù e un adesivo. Il Medallium Book, Yo-kai Watch e le medaglie sono vendute separatamente.

Hasbro lancerà anche il primo gioco di carte collezionabili YO-KAI WATCH. Più di 150 differenti carte raffiguranti Yo-kai della prima stagione saranno disponibili per tutti i giocatori che potranno sfidarsi, collezionare e scambiare le carte dei loro Yo-kai preferiti. Tutto ciò che serve per iniziare è un mazzo di carte, per poi imparare a giocare passo dopo passo. Il gioco di carte collezionabili YO-KAI WATCH è per bambini a partire dai sei anni.

YO-KAI WATCH Il Film

Questa estate, i bambini potranno vivere nuove avventure con i loro personaggi preferiti nel film dedicato agli Yo-kai e intitolato: “YO-KAI WATCH: The Movie”. Una mattina, Nathan si sveglia e scopre improvvisamente che Yo-kai Watch è sparito dal suo polso. Insieme a Jibanyan e Whisper, viaggia indietro nel tempo di 60 anni per ritrovare l’orologio scomparso. Una volta arrivato nel passato scopre che un gruppo di Yo-kai malvagi sta cercando di creare problemi tra gli Yo-kai e gli esseri umani che fino ad allora avevano vissuto pacificamente insieme. Nathan, Jibanyan e Whisper cercano di trovare un modo per risolvere questi problemi e svelano il mistero di come il primo orologio sia stato creato.

YO-KAI WATCH Wibble Wobble

YO-KAI WATCH Wibble Wobble è un’app free to play sviluppata da LEVEL-5 Inc. & NHN PlayArt Corp che sarà lanciata questa primavera per iOS (iPhone/iPad) e Android. Il gioco è un mix divertente tra puzzle e RPG in cui i dispettosi Yo-kai sono stati trasformati, hanno assunto dimensioni più piccole, e sono chiamati “Wib Wob”. Wibble Wobble è fruibile sia dai bambini che dai loro genitori. Ha un tono simpatico e amichevole in stile pick-up-and-play e una dimensione più strategica sui personaggi, elementi da collezionare e collegare e battaglie con i boss. È inoltre possibile aggiungere i propri amici condividendo il codice unico per rimanere in contatto, sfidarli e cercare di raggiungere la cima della classifica. L’applicazione dispone anche di eventi in-game una mappa a tema e uno store.

Altre due app dedicate a YO-KAI WATCH saranno disponibili a luglio e ottobre 2017.

YO-KAI WATCH Pubblicazioni

YO-KAI WATCH 2Pubblicato da Panini, YO-KAI WATCH magazine è la rivista ufficiale con tante curiosità, sorprese e anticipazioni sulla serie basata sugli Yo-kai, le creature della mitologia giapponese che abitano segretamente il nostro mondo. Ogni due mesi è in edicola, con regali speciali.

In tutte le edicole è disponibile la collezione ufficiale di figurine YO-KAI WATCH! Un’avventura senza fine per Nathan e l’inseparabile Whisper che grazie alle figurine vi porterà alla scoperta di tutti gli Yo-Kai. Nella collezione di figurine Panini potrai divertirti a collezionare tutti gli Yo-Kai delle varie tribù. Si, proprio quelli che Nathan incontra nella prima seguitissima stagione della serie TV! Raccogliere tutti gli Yo-kai non è mai stato così facile e non servirà nessun orologio ma solo il fantastico album Panini da 48 pagine. YO-KAI WATCH stickers collection è una collezione con 228 figurine e più di 100 stickers speciali.

Dall’autunno 2016 sono in libreria per Fabbri Editori le storie, i libri gioco e la Guida Ufficiale della serie best seller. Dal 30 marzo saranno disponibili tre nuovi titoli: la storia Leofuoco non perde mai e i libri gioco Caccia allo Yo-Kai e I giochi di Whisper.

YO-KAI WATCH Merchandising

YO-KAI WATCH 2Il franchise a 360 gradi sarà anche supportato da un ampio programma di merchandising. Più 100 partner in Europa rilasceranno prodotti di qualità e divertenti per arricchirre ulteriormente l’esperienza di tutti i fan di YO-KAI WATCH.

Yo Gabba GabbaLand!, svelate le prime immagini della nuova serie per bambini

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Apple TV+ ha svelato le prime immagini della nuova serie di 10 episodi Yo Gabba GabbaLand!, ispirata al celebre fenomeno televisivo culturale nominato agli Emmy “Yo Gabba Gabba!”, che farà il suo debutto il 9 agosto. Yo Gabba GabbaLand! espande l’universo di “Yo Gabba Gabba!”, creato da Christian Jacobs e Scott Schultz, che ha incantato bambini e genitori di tutto il mondo con la sua miscela di musica, personaggi colorati e animazione accattivante.

Il magico mondo di “Yo Gabba GabbaLand!” è popolato da una folgorante schiera di nuovi amici che si uniscono agli amati personaggi Brobee, Foofa, Muno, Toodee e Plex. GabbaLand e Gabba Friends prendono vita grazie all’immaginazione della nuova conduttrice, Kammy Kam, interpretata dalla stella nascente Kamryn Smith (“Come Dance with Me”).

«È stata una grande gioia per tutti noi di Apple re-immaginare questa amata serie per bambini nel modo più vivace, magico e colorato possibile per i fan di tutte le età», ha dichiarato Tara Sorensen, responsabile della programmazione per bambini di Apple TV+. «I personaggi originali, le storie e la musica di ‘Yo Gabba Gabba’ hanno una qualità davvero unica che ha catturato i cuori del pubblico insegnando ai bambini a conoscere il mondo che li circonda. Espandendo questo meraviglioso mondo con amici vecchi e nuovi, insieme a tanti brillanti ospiti musicali, questo iconico fenomeno culturale pop coinvolgerà senza dubbio un’intera nuova generazione».

Yo Gabba GabbaLand! invita il pubblico a esplorare un mondo magico di infinite possibilità e promesse, in una rivisitazione che dà vita a una Yo Gabba GabbaLand, piena di ottimismo e divertimento, dove i bambini e le famiglie ricevono lezioni di vita attraverso canzoni e balli che permettono loro di imparare, ridere e crescere insieme.

La nuova serie è interpretata dai membri del cast originale di Yo Gabba GabbaLand! Erin Pearce nel ruolo di Toodee, Emma Penrose nel ruolo di Foofa, Adam Deibert nel ruolo di Muno, Amos Watene nel ruolo di Brobee e Christian Jacobs nel ruolo di Plex. Tra gli ospiti della serie figurano Reggie Watts (“Tuca & Bertie”, “The Late Late Show with James Corden”), il vincitore del premio Emmy Sam Richardson (“The Afterparty”), la candidata al Critics Choice Award Gillian Jacobs (“Community”), Utkarsh Ambudkar (“Ghosts”), la vincitrice del SAG Award Lauren Lapkus (“Orange is the New Black”), Chelsea Peretti (“Brooklyn Nine-Nine”) il vincitore del Grammy Award Diplo, il vincitore del Grammy Award Flea e molti altri.

Yo Gabba GabbaLand! è prodotta in partnership e collaborazione con WildBrain e Yo Gabba Gabba, LLC, comproprietari del marchio. La serie è creata da Christian Jacobs e Scott Schultz (co-creatori di “Yo Gabba Gabba!”), nominati entrambi agli Emmy, che sono anche produttori esecutivi per Yo Gabba LLC, insieme a Josh Scherba e Stephanie Betts per WildBrain.

L’offerta di serie e film originali per bambini e famiglie su Apple TV+ include lo speciale ibrido animato in live action “Il coniglietto di velluto”, il cortometraggio animato vincitore di un Oscar®e di un BAFTA “Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo” e il film d’animazione vincitore di un BAFTA e nominato all’Oscar “Wolfwalkers – il popolo dei lupi”.

Yo Gabba GabbaLand! il trailer della nuova serie per bambini

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Yo Gabba GabbaLand! il trailer della nuova serie per bambini

Apple TV+ ha sveltao oggi il trailer della nuova serie per bambini e famiglie “Yo Gabba GabbaLand!”, ispirata al celebre fenomeno televisivo culturale nominato agli Emmy “Yo Gabba Gabba!”, che ha deliziato bambini e genitori di tutto il mondo con la sua miscela di canzoni orecchiabili, personaggi colorati e animazione accattivante. Composta da dieci episodi, la serie farà il suo debutto il 9 agosto trascinando il pubblico a esplorare un mondo magico di infinite possibilità e promesse insieme ad amici vecchi e nuovi, in una rivisitazione che porta in vita una Yo Gabba GabbaLand! piena di ottimismo e divertimento.

Condotta dall’astro nascente Kamryn Smith nel ruolo di Kammy Kam, la nuova serie presenta i membri originali del cast di “Yo Gabba Gabba!”: Erin Pearce nel ruolo di Toodee, Emma Penrose nel ruolo di Foofa, Adam Deibert nel ruolo di Muno, Amos Watene nel ruolo di Brobee e Christian Jacobs nel ruolo di Plex. Tra gli ospiti della stagione figurano Reggie Watts (“Tuca & Bertie”, “The Late Late Show with James Corden”), il vincitore dell’Emmy Sam Richardson (“The Afterparty”), la candidata al Critics Choice Award Gillian Jacobs (“Community”), Utkarsh Ambudkar (“Ghosts”), la vincitrice del SAG Award Lauren Lapkus (“Orange is the New Black”), la candidata al SAG Award Chelsea Peretti (“Brooklyn Nine-Nine”), il vincitore del Grammy Award Flea e Big Daddy Kane, insieme al premio Oscar® Paul Williams e molti altri.

Il pubblico assisterà a vibranti performance musicali e brani originali di artisti vincitori di Grammy, tra cui Anderson .Paak, Portugal. The Man e Thundercat, oltre a Betty Who, The Linda Lindas, Miyavi, Cory Wong & Antwaun Stanley, Kurt Vile, The Drums e The Interrupters. Le canzoni che eseguiranno si ricollegano ai temi al centro di ogni episodio, tra cui la creatività, la crescita, l’amicizia dando vita a spettacoli che offrono ai bambini delle vere e proprie lezioni di vita attraverso canzoni e balli che permettono loro di imparare, ridere e crescere insieme.

“Yo Gabba GabbaLand!” è prodotta in partnership e collaborazione con WildBrain e Yo Gabba Gabba, LLC, comproprietari del marchio. La serie è creata da Christian Jacobs e Scott Schultz (co-creatori di “Yo Gabba Gabba!”), nominati entrambi agli Emmy, che sono anche produttori esecutivi per Yo Gabba LLC, insieme a Josh Scherba e Stephanie Betts per WildBrain.

“Yo Gabba GabbaLand! “ si aggiunge all’entusiasmante offerta di titoli per bambini e famiglie in arrivo quest’estate su Apple TV+, tra cui la seconda stagione dell’amata serie animata “Rana e Rospo”, basata sui libri vincitori dei premi Caldecott e Newbery; la trilogia d’avventura animata “WondLa”, basata sulla serie bestseller del New York Times “The Search for WondLa” di Tony DiTerlizzi; la nuova serie originale dei Peanuts “Camp Snoopy”, con un’estate all’insegna dell’avventura all’aria aperta; “Essere Ben”, la nuova live-action per le famiglie di Barry L. Levy (“Vantage Point”) e “Time Bandits”, con Lisa Kudrow (“The Comeback”), il primo adattamento televisivo in assoluto del film cult in arrivo il 24 luglio.

Ying (Shadow): recensione del film di Zhang Yimou

Ying (Shadow): recensione del film di Zhang Yimou

In laguna, finalmente, tornano un po’ di magia e mistero. Artefice di questo piccolo miracolo di fine mostra è il regista cinese Zhang Yimou che ha presentato fuori concorso a Venezia 75, il suo ultimo film dal titolo Ying (Shadow).

La trama di Ying (Shadow)

In Ying (Shadow) Ci troviamo in Cina, durante il cosiddetto Periodo dei Tre Regni, quando il re del regno di Pei (Zheng Kai) decide di cessare la guerra per la riconquista della città di Jing, stringendo un accordo di pace con i suoi nemici e in particolare con il generale Yang. Intanto a palazzo il comandante delle guardie trama in segreto con sua moglie per riprendere il controllo su Jing. Ma con la comparsa di un uomo, il sosia del comandante (Deng Chao), il regno cadrà nello scompiglio e le vite di tutti i suoi sudditi saranno messe in pericolo.

Ying (Shadow) - Zhang Yimou

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Dopo aver vinto due Leoni d’Oro – per La storia di Qiu Ju (1992) e Non Uno di Meno (1999) – e un Leone d’Argento – per Lanterne Rosse (1991) –, il maestro Zhang Yimou torna a Venezia, seppur fuori concorso, con una nuova spettacolare opera, Ying (Shadow), che sembra mostrarci un’estetica del tutto inedita per il regista cinese. I cultori del genere e dei wuxia movie, ma anche semplicemente gli appassionati del cinema di Yimou, riconoscono nella cinematografica del regista alcuni tratti distintivi.

Il singolare cromatismo caratteristico di tutte le opere di Yimou subisce con Shadow un mutamento sostanziale. Le tinte calde come l’oro, il giallo e il rosso acceso, iconiche dei suoi film degli anni novanta, stavolta lasciano il posto a colori scuri e tetri come il nero, il grigio, l’argento associati ad un bianco quasi accecante; se non fosse per i volti dei protagonisti, Ying sembrerebbe quasi un film in bianco e nero. Proprio come il suo titolo – shadow, dall’inglese ‘ombra’ -, l’intera pellicola sembra immersa nell’oscurità, avvolta dalle ombre che infestato il regno.

La mancanza di colore tuttavia non intacca di certo la bellezza di Shadow. Questo nuovo stile, minimale dal punto di vista cromatico, rivela lo specifico desiderio del regista di sperimentare un nuovo stile, conciliando tradizione e modernità. Il bianco e nero caratteristico dell’opera, infatti, è caratteristico dall’antica arte cinese dei disegni con inchiostro di china. Per Yimou tramandare alle generazioni future la cultura millenaria del suo paese è stata sempre una priorità e con Ying, il regista fa un passo avanti proprio in quella direzione. Anche la scelta dell’argomento del film non è casuale per Yimou. In Shadow si parla, infatti, di ombre, personaggi leggendari e misteriosi quasi del tutto ignorati nella cinematografia cinese. Le ombre erano uomini comuni utilizzati come sosia di personaggi politici importanti; in questo modo re, principi e comandanti restavano al sicuro mentre le ‘ombre’ rischiavano la vita al posto loro.

Ying (Shadow) - Zhang Yimou - fuori concorso Venezia 75

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Siamo di fronte a un film wuxia dalla trama assai complessa e avvincente, seppur non particolarmente originale, piena di colpi di scena e dalla messa in scena a dir poco spettacolare. Come sempre accade nelle storie di Zhang Yimou, nulla in realtà è ciò che sembra e la distinzione tra giusto e sbagliato non è poi così netta; luce e ombra, bene e male, amore e odio, onore e codardia, continuano a confondersi e confondere. Ciò che però distingue l’opera di Zhang Yimou dagli altri film dello stesso genere è senza dubbio la sua resa visiva; combattimenti epici con ombrelli fatti di lame, duelli all’ultimo sangue, città prese d’assalto – la riconquista di Jing da parte dei ‘ribelli’ è una scena a dir poco eccezionale -, addestramenti a passi di danza, tutto è costruito per lasciare a bocca aperta lo spettatore.

Pur non essendo il migliore tra i film della cinematografia di Zhang Yimou, Ying (Shadow) riesce a catturare l’attenzione del pubblico e ad emozionare per la sua indescrivibile bellezza e potenza visive, un film da gustare fino all’ultima scena e che farà impazzire gli appassionati del genere wuxia.

Ying (Shadow) - Zhang Yimou - Venezia 75