
Oggi Worstpreviews ha pubblicato un nuovo poster e sei diversi character poster per Una Notte da Leoni II. Come si può notare, rispetto a quelli della prima parte, non abbiamo una tigre, ma una scimmia, nè Mike Tyson e la bella Heather Graham.

Oggi Worstpreviews ha pubblicato un nuovo poster e sei diversi character poster per Una Notte da Leoni II. Come si può notare, rispetto a quelli della prima parte, non abbiamo una tigre, ma una scimmia, nè Mike Tyson e la bella Heather Graham.
Ecco alcune scasione di fotografie dei protagonisti di X-Men – L’inizio. A pubblicarle è Total Film Magazine. Nelle foto si possono vedere i protagonisti: James McAvoy, Michael Fassbender, Rose Byrne, January Jones, Kevin Bacon, Nicholas Hoult, Jennifer Lawrence, Caleb Landry Jones, Lucas Till, Edi Gathegi, Jason Flemyng, Oliver Platt, Morgan Lily, Zoe Kravitz e Bilner Bill. Oltre che Matthew Vaughn al lavoro.
Il film X-Men – L’inizio, prequel della trilogia cinematografica dedicata ai personaggi della Marvel, gli X-Men (X-Men, X-Men 2, X-Men – Conflitto finale), narra le vicende di Charles Xavier (Professor X), Erik Lehnsherr (Magneto) e del loro primo tentativo di formare una scuola per i ragazzi mutanti.
Nel cast di X-Men – L’inizio protagonisti Michael Fassbender, James McAvoy, Jennifer Lawrence, Rose Byrne, Nicholas Hoult, January Jones, Oliver Platt, Kevin Bacon, Edi Gathegi, Lucas Till, Alex Gonzalez, Morgan Lily, Jason Flemyng, Caleb Landry Jones, Corey Johnson, Glenn Morshower, Matt Craven, Laurence Belcher, Bill Milner, Zoë Kravitz, Demetri Goritsas, James Remar, Rade Sherbedgia, Ray Wise.
Tratto dall’omonimo fumetto della Marvel, il film racconta della giovinezza di due amici che scoprono di avere poteri speciali, Charles Xavier e Erik Lensherr; del loro lavorare assieme, con altri mutanti, contro la più grande minaccia che il mondo abbia affrontato; del loro allontanarsi causa un dissidio che li vedrà diventare arcirivali con i nomi di Professor X e di Magneto. Il film è ambientato negli anni ’60, all’alba dell’era spaziale, l’epoca di JFK. Un periodo storico all’insegna della Guerra Fredda, in cui l’intero pianeta era minacciato dalle crescenti tensioni fra Stati Uniti e Russia. L’era in cui il mondo scoprì l’esistenza dei mutanti.
Fonte: superherohype.com

Movieweb ha avuto la possibilità di parlare con Mark Ruffalo, che ha rivelato che l’Hulk che interpreterà in The Avengers sarà molto simile a lui! “Nessuno mi ha ancora chiesto di radermi il petto, grazie a Dio”, ha detto Mark. “Vogliono che questo Hulk sia il più possibile vicino al mio aspetto”.
Uscirà il 27 luglio prossimo nelle sale italiane Diario di una schiappa, il film, tratto dall’omonimo libro-fumetto best seller per ragazzi, dell’americano Jeff Kinney e diretto da Thor Freudenthal.
Sì, perché il lavoro di Kinney è stato ed è un successo planetario – 50 milioni di copie vendute in tutto il mondo, pubblicazione in 40 paesi per una serie che ha al suo attivo in libreria già 5 volumi. A ciò si aggiunga la pubblicazione on-line quotidiana su un sito americano, iniziata nel 2004, ancora prima che le avventure scolastiche e familiari di “Greg la schiappa” diventassero un libro e poi un film. Tutti curiosi, dunque, di sapere come il realismo, l’autenticità e l’ironia di questo personaggio da fumetto, che ha conquistato milioni di ragazzini con la sua normalità, sarebbero passati dalla carta alla pellicola. Ci si chiedeva se l’opera avrebbe retto l’impatto, mantenendo intatta l’efficacia. Ebbene, la risposta è: sì.
L’operazione può dirsi riuscita, senza dubbio grazie all’apporto dell’autore stesso del “diario illustrato”, appunto Jeff Kinney, che ha contribuito a casting, sceneggiatura e ha curato la parte d’animazione di Diario di una schiappa. Si è scelto infatti di fondere i due linguaggi in un’unica narrazione: sequenze filmate si alternano a momenti in cui vediamo il diario di Greg – o meglio il “giornale di bordo”, secondo la definizione dello stesso protagonista – prendere forma dalla sua matita, sotto i nostri occhi. E quella del fumetto non è affatto un’intrusione, ma un complemento efficace e divertente.
Altro fattore importante: col passaggio alla pellicola si è riusciti a mantenere intatto lo spirito della pagina scritta, non cedendo a facili lusinghe cinematografiche che edulcorassero, o modificassero in senso buonista o manicheo situazioni e personaggi. Perciò Greg Heffley resta un personaggio in cui molti ragazzini certo si potranno riconoscere: autentico, con le sue insicurezze, i suoi errori, un comportamento spesso non impeccabile (come quando, vessato dal fratello maggiore, si rifà sul più piccolo di casa, vessandolo a sua volta, o quando non si comporta lealmente col suo miglior amico), ma tipico della sua età, quella di chi, dopo le elementari, si trova ad affrontare la difficile prova delle scuole medie, viste qui come un universo sconosciuto e pieno d’insidie.
La chiave scelta per questo racconto è quella esilarante del libro: vediamo Greg alle prese con situazioni difficili, ma dai risvolti comici, a casa e in famiglia. Situazioni difficili, ma adatte alla sua età. Non vediamo cioè bambini alle prese con problemi da adulti, che si comportano o parlano come fossero degli adulti in miniatura, come spesso accade in pellicole simili. Qui la storia è raccontata con l’ottica dei bambini. È la loro visione del mondo, sono alle prese con il loro universo e i problemi della loro età: il primo giorno di scuola, l’ansia di essere accettati nel gruppo, il confronto/scontro coi compagni più grandi, le più classiche dinamiche familiari (genitori/figli e fratelli maggiori/minori), che chiunque di noi ha vissuto. Il bambino qui è protagonista in tutti i sensi e il suo punto di vista viene rispettato (su questo rispetto Kinney ha insistito anche in conferenza stampa). Ed è, alla fine, questo rispetto a fare la vera differenza, nel libro, come nel film. Ovviamente, dietro a tutto ciò, c’è la maestria degli adulti che hanno lavorato alla pellicola, riuscendo ad ottenere un risultato molto efficace, a partire da un’idea semplice.
Alla riuscita di Diario di una schiappa, godibilissimo e dal ritmo vivace, contribuiscono però senz’altro i giovani attori, tutti molto bravi. Lo è il protagonista, Zachary Gordon, che interpreta con efficacia l’ironia e il disincanto del giovane Greg, come anche Robert Capron nel ruolo del suo miglior amico Rowley Jefferson, e Devon Bostick, nei panni del fratello maggiore Rodrick. Anche gli altri compagni di scuola di Greg compongono un quadro assai vivido. Diario di una schiappa scorre veloce e leggero, ma non privo di spunti di riflessione, sia per i più piccoli che per gli adulti (il più evidente, quello sul bullismo, ma c’è ironia e sarcasmo anche verso certi atteggiamenti “dei grandi”). La sceneggiatura fonde bene le gags esilaranti all’interno di una trama che unisce il tutto, senza appesantirlo. Le musiche di Theodore Shapiro accompagnano ottimamente l’azione.
Perciò, dopo il blog, e i libri, “Greg la schiappa”, va incontro a un ulteriore successo. La distribuzione della pellicola è affidata alla 20th Century Fox. Il 5 agosto uscirà poi, qui in Italia, anche il seguito: Diario di una schiappa 2 (Diary of a wimpy kid – Rodrick rules), stavolta diretto da David Bowers.

Nanni Moretti, incontrando una stampa che sembrava non voler affatto vedere, ha raccontato questa mattina la genesi e la produzione del suo film: la storia di un papa riluttante.
Può un uomo lasciare il proprio posto di comando, di potere, di privilegio, di responsabilità, perché non si sente all’altezza? E se quest’uomo non fosse come gli altri, se fosse, per esempio, un cardinale eletto papa? Questa l’insolita, originale ipotesi alla base del film di Nanni Moretti, Habemus Papam, che mette addosso al bravo Michel Piccoli il ruolo di questo papa riluttante. Ad un inizio emozionante, caratterizzato dalle immagini di repertorio del funerale di Giovanni Paolo II, Moretti fa seguire una prima parte davvero efficace: il conclave, la votazione, la simpatica umanità di questi anziani cardinali, tutto viene costruito con misura e scritto con arguzia, riuscendo a tenere un buon equilibrio tra la solennità dell’argomento e lo spirito divertito con cui probabilmente Moretti stesso guarda alla sua storia.
Habemus Papam però non tiene sempre questo impeccabile equilibrio, e comincia a franare su se stesso; non tanto la costruzione dei personaggi, quanto la storia in sé risulta troppo esigua per costituire la trama di un intero lungometraggio, per cui ecco inserite alcune scene e situazioni, personaggi e circostanze che riempiono la narrazione e che si slegano fondamentalmente dal film, costituendo simpatici siparietti, divertissement senza un vero e proprio fine, forse solo il piacere, da parte del regista attore, di raccontarli.
Finemente scritto ed interpretato è però il nostro protagonista, un Piccoli che più con sguardi che con parole esprime il suo profondo turbamento e il suo senso di inadeguatezza. Per una volta il Moretti attore, che interpreta lo psicoanalista laico, non fa vertere tutto intorno alla sua persona, ma diventa una specie di animatore di un simpatico conclave del quale i veri protagonisti sono questi cardinali, attori e non, davvero simpatici e misurati, lontani dall’essere macchiette. Altro personaggio ben caratterizzato è il portavoce della sede papale, interpretato da Jerzy Stuhr, fondamentale per il racconto, anche lui riveste un ruolo complicato: l’intermediario tra il papa, i cardinali e l’opinione pubblica attraverso i giornalisti, alcuni dei quali sono trattati dal regista davvero male. E’ il portavoce in qualche modo a scatenare la fuga del neo eletto pontefice e lui riuscirà indirettamente a condurre la vicenda verso una conclusione davvero efficace. Peccato per l’aspetto episodico del film, che ne mina la solidità, pur facendolo rimanere un buon prodotto, sobrio, interessante e soprattutto forse involontariamente un invito all’autocritica e alla considerazione di se stessi.
Scream 4, quarto film della saga slasher di Scream finalmente è stato proiettato. Chi è entrato in sala aspettandosi l’ennesimo remake deludente di un prodotto a suo tempo originale ed efficace, di certo si è trovato di fronte ad una singolare sorpresa: un film critico e per certi versi auto critico nei confronti dell’industria del remake americana. Wes Craven ritorna dietro la “maschera” di Ghost Face con quell’ironia a volte tagliente che molto spesso lo aveva contraddistinto in passato.
In Scream 4 la storia inizia dopo oltre dieci anni, Sidney Prescott è diventata un’autrice di manuali di auto-aiuto e per pubblicizzare il suo ultimo libro compie un tour promozionale, la cui ultima tappa la riporta alla città natale Woodsboro. Qui ritrova lo sceriffo Dewey Riley e Gale Weathers, ora sposati, e riallaccia i rapporti con la zia Kate Roberts e la giovane cugina Jill, che frequenta il liceo locale. Con il ritorno di Sidney, tornano a Woodsboro anche gli efferati omicidi di Ghostface, che dopo oltre un decennio sconvolgono nuovamente la tranquilla cittadina californiana.
Con un incipit di sequenze davvero molto ironiche e sorprendenti che divertiranno molto gli appassionati di genere, Scream 4 si contraddistingue per un buon senso del’humor che accompagnerà sino alle ultime battute tutta la bagarre di efferati omicidi, rendendolo piacevole e forse non troppo spaventoso. C’è in questa ironia un senso critico verso un certo cinema che ha dominato la scena degli ultimi dieci anni ma viene fuori anche un po’ di autocritica nei confronti di se stessi e di un genere che è diventato la propria ombra. Lontano un miglio dalla fervida immaginazione che invece lo ha dominato negli anni 70’ e 80’.
Scream 4, nonostante ciò rimane molto fedele al suo marchio di fabbrica con la classica analisi strutturale di film dell’orrore che serve a rileggere gli avvenimenti e quando vi riesce ad anticipare le mosse di Ghost Face. Ma è proprio questo uno dei limiti più grossi(oltre che contraddittorio all’autocritica) del film che rispetto al primo capitolo che risultava essere innovatore e originale, diventa esso stesso riflesso, aggiungendo ben poco di nuovo. Alla fin fine diventa anch’esso mero espediente commerciale. Inoltre il velo ironico del film che diverte parecchio, forse un po’ troppo ironico, finisce per togliere pulsione alle sequenza che dovrebbero se non spaventare, quantomeno intimorire. Di sicuro la quasi sufficiente recitazione dei protagonisti di certo non ha aiutato il film, partendo dalle due protagoniste Neve Campbell e Emma Roberts finendo alla veterana Courteney Cox che forse è la più “brava” contribuiscono troppo poco alla resa complessiva della pellicola.
Di certo c’è che in fin dei conti, ad un film come questo non gli si chiede troppa leziosità e stratosferiche interpretazioni. Alla fin fine il film diverte parecchio e strizza tantissimo l’occhio agli appassionati di genere con continui riferimenti e citazioni che faranno sobbalzare di sicuro i nerd di genere. A tratti farà anche saltare dalla sedia i meno avvezzi e le giovani fanciulle in sala. Niente male l’apparato scenografico e fotografico che echeggia molto i fasti degli anni 80’.
Peter Jackson ha pubblicato un primo, lungo videoblog dal set dello Hobbit: nel filmato vediamo Casa Baggins, Gran Burrone e la Caverna di Gollum!
Ecco il video!
Fonte: facebook peter jackson!

Peter Jackson ha pubblicato un primo, lungo videoblog dal set dello Hobbit: nel filmato vediamo Casa Baggins, Gran Burrone e la Caverna di Gollum!
Iniziano ad arrivare in primi nomi per il prossimo film di Steven Spielbergche sta effettivamente lavorando al suo film biografico su Lincoln. E’ stata ufficializzata la partecipazione di Sally Field al progetto nel ruolo di Mary Todd, moglie del presidente americano.
Sarà
dunque lei la moglie di Daniel Day Lewis(Lincoln). “Sono felice di
lavorare con Sally per la prima volta – ha dichiarato Steven Spielberg -. Ammiro i suoi film e lei
è sempre stata la mia prima scelta per ritrarre tutta la fragilità
e la complessità di Mary Todd Lincoln.”

Ellen Page, l’interprete di Juno, è entrata nel cast del film romano di Woody Allen. Si arrichisce quindi il cast femminile con Penelope Cruz, mentre arrivano anche conferme della partecipazione di Jesse Eisenberg.

Il sito del Festival di Cannes ha pubblicato la lineup completa dei film che verranno presentati sulla Croisette durante il festival, che si terrà dall’11 al 22 maggio.

Il sito del Festival di Cannes ha pubblicato la lineup completa dei film che verranno presentati sulla Croisette durante il festival, che si terrà dall’11 al 22 maggio.

Annunciato poco fa durante una conferenza stampa a Le Grand Hotel di Parigi il programma ufficiale della 64ma edizione del Festival Internazionale del film di Cannes che si svolgerà dall’11 al 22 maggio prossimi.

Antonio Avati, Emilio Solfrizzi, Belen Rodriguez e Eugenio Cappuccio, questi gli ospiti che hanno presentato questa mattina alla Casa del Cinema il film Se sei così ti dico sì, esordio cinematografico della bella argentina adottata dagli italiani e diretto da Cappuccio, con un protagonista d’eccezione: Solfrizzi superstar che canta e balla.

L’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, insieme al Marnau Istitute di Stefano Bessoni, ha aperte le iscrizioni al corso di formazione professionale dedicato alle tecniche del cinema fantastico, gotico, horror, visionario. Si chiamera’ “Corso per Filmmaker con indirizzo visionario e fantastico”.
In Se sei così ti dico si Un agente televisivo è in cerca di un certo Piero Cicala (Emilio Solfrizzi), vecchio gloria della musica che negli anni ’80 ha spopolato con una sola canzone Io, te e il mare, per portarlo a I Migliori Anni, la nota trasmissione Tv condotta da Carlo Conti. Dopo l’iniziale titubanza, Piero accetta la sfida e va a Roma dove il suo cammino si incrocia per sbaglio con quello di Talita Cortès (Belén Rodríguez), famosissima modella e ‘azienda’ vivente che lo travolgerà.
Una storia, quella di Se sei così ti dico si, apparentemente molto ordinaria, con un plot (la storia d’amore) che sembra condurre il racconto ma che diventa appena accennato per dare spazio al protagonista, struggente figura malinconica dell’insuccesso che affossa i sogni e si prende la speranza, trasformando le persone in essere viventi che semplicemente esistono, senza vivere. Questo è Piero Cicala, un sorprendente Emilio Solfrizzi truccato da 50enne, che viene trascinato di nuovo nel suo passato da una volontà che non è tanto sua quanto della gente che gli sta intorno, che gli chiede qualcosa, volendo continuamente e di nuovo splendere della piccola luce che un tempo ha emanato. Alla profonda tristezza di questa figura malinconica si affianca quella del personaggio della Rodrìguez, che invece è il presente, il successo sfolgorante e la notorietà.
La showgirl che tutti gli italiani amano è straordinariamente convincente in questo ruolo, è vero che è una parte cucitale addosso, che spesso non indossa nulla per cui il suo bel corpo parla per lei, ma Belén alla sua priva prova come attrice sorprende non poco, regalandoci belle espressioni. I due protagonisti, pur se a livelli diversi, sono dunque molto ben assortiti e calzano a pennello i loro personaggi, tuttavia il film non si regge su di loro, o meglio non sono abbastanza per portare un film ‘addosso’. Se sei così ti dico si diretta da Eugenio Cappuccio infatti presenta la sua crepa più grande nella cattiva narrazione degli eventi, mal distribuiti lungo l’arco di Se sei così ti dico si. Ai dilatati tempi iniziali corrispondono poi inevitabili contrazioni della storia che lasciano il racconto appeso a mezz’aria, abbozzando caratteri e situazioni senza poi svilupparli tutti e dando l’impressione di un nulla di detto che lascia sul film un’impronta di imperfezione, nel mancato compiersi delle storie dei personaggi che vengono solo mostrati.
Arriva anche in Italia distribuito da Sony Pictures, Faster, il film diretto da George Tillman Jr., con Dwayne Johnson e Billy Bob Thorton.
In Faster Driver (Dwayne Johnson) è un animale feroce che freme per consumare la sua vendetta. Eliminare chi ha ucciso suo fratello. Le sue intenzioni sono ben chiare fin dall’inizio del film. Nel breve prologo, costruito sotto forma di un vorticoso climax, sono racchiusi tutti gli elementi propri del protagonista: è un uomo solo, desideroso di vendetta, forte fino all’inverosimile, un eccellente guidatore e naturalmente sprezzante del pericolo. Sulle sue tracce Cop (Billy Bob Thorton), un poliziotto “malconcio” e tossicodipendente, e Killer (Olivier Jackson-Cohen), ex disabile ora omicida con la passione per lo yoga.
Driver oltre a essere il cacciatore pronto alla vendetta è anche preda all’interno di un gioco dove il vincitore è uno solo: il più veloce. Andando avanti nella visione del film il protagonista, che mantiene instancabilmente la medesima espressione contrita in ogni singola scena, sembra trasformarsi in una sorta di essere immortale, una divinità, con il potere di decidere sul destino degli altri poveri umani. Non mangia, non dorme, non sente il minimo dolore. Solo una vendetta che dovrebbe essere catartica. Un action movie dal ritmo sicuramente incalzante e caratterizzato da un clima da western surreale dove il farsi giustizia da solo è una necessità da cui non si può prescindere. I pochi dialoghi, costruiti per lo più su frasi a effetto, lasciano spazio all’azione che descrive e rivela i personaggi senza il bisogno di tante parole.
Dwayne Johnson si era cimentato anche in ruoli più soft, ricordiamo L’acchiappadenti (2010), per poi tornare al ruolo, tanto amato, di vero duro dal fisico possente. Il tempo è scandito dalle didascalie che indicano i giorni che passano, la vendetta che si consuma. George Tillman Jr gioca molto con il montaggio alternato, per mantenere alta la suspense e con il ralenti, cercando di sedurre il pubblico con immagini patinate ai limiti dell’improbabile.
Scream 4: Ghostface ormai è storia passata, negli ultimi 10 anni non si è più sentito parlare di lui…Nel frattempo Sidney Prescott ha pubblicato un bestseller di grande successo su come superare i traumi personali, tra le varie città in cui deve presentare il suo libro c’è anche Woodsboro.
Qui Sid si ricongiunge con sua cugina Jill, sua zia Kate e i vecchi amici: lo sceriffo Dewey e sua moglie Gale. Proprio ora che Sid sembra aver superato il suo oscuro passato, che si sia ricostruita una vita serena….gli omicidi di Ghostface ricominciano! Sid e gli altri dovranno di nuovo confrontarsi con il terribile assassino.
Il remake de Il corvo The Crow, sembra abbia avuto una decisa spinta in avanti dopo la conferma di Juan Carlos Fresnadillo. Infatti, arriva notizia che Bradley Cooper è in trattative per interpretare il ruolo del protagonista Eric Draven.
Alla produzione del film c’è infatti quella Relativity Media con cui l’attore ha appena ottenuto il successo di Limitless. Che la cosa possa spingere l’attore ad accettare il ruolo? … Inoltre, recentemente intervistato da Comingsoon, durante la presentazione proprio di Limitless, l’attore a smentito il suo coinvolgimento nel prossimo Il grande Gatsby di Baz Luhrmann, dichiarando di essere libero da altri impegni.
Il progetto di remake de Il corvo, The Crow, tratto dal comic book cult di James O’Barr, sta finalmente partendo: dopo la conferma di Juan Carlos Fresnadillo alla regia, adesso arriva notizia che Bradley Cooper è in trattative per interpretare il ruolo del protagonista Eric Draven.
Alla produzione del film c’è infatti quella Relativity Media con cui l’attore ha appena ottenuto il successo di Limitless. Come abbiamo già accennato nell’intervista che ci ha concesso per la presentazione romana di Limitless, Cooper al momento è libero da impegni lavorativi, in quanto ha smentito la notizia della sua partecipazione al prossimo Il grande Gatsby di Baz Luhrmann: il ruolo per cui era stato accreditato finirà probabilmente a Ben Affleck.

Di ritorno dall’impegno nello sviluppo della serie Luck per la HBO, per cui ha diretto anche l’episodio pilota, Michael Mann è alla ricerca di una storia con cui riaffacciarsi al grande schermo dopo Nemico Pubblico.

Sono state diffuse dalla Warner Bros. alcune dettagliate foto di Ryan Reynolds in Lanterna Verde dove è possibile osservare il costume nei minimi particolari. Per vedere le foto…
Prendete una bel tegame, non troppo grande né troppo spesso, mettetelo su fiamme ardenti. Buttate dentro un po’ di melodramma, assieme a gran parte degli spunti che caratterizzavano Twilight, aggiungete le atmosfere poco dark del recentissimo Dyland Dog “made in USA”, una sceneggiatura precaria, musiche banalmente utilizzate e per finire una favola dal fascino immortale (in questo caso morta e sepolta) e otterrete: Cappuccetto Rosso Sangue. Che Catherine Hardwicke avesse una smania di sentimenti e romanticismo smielato si era capito da tempo ma che volesse ripetere l’exploit di Twilight ridicolizzando questa volta una favola come Cappuccetto rosso non era propriamente scontato, soprattutto se della partita fanno parte attori del calibro di Gary Oldman, o produttori (meglio Attore Leonardo Di Caprio) con un certo tipo d’esperienza. Resta il fatto che il film è davvero debole e si sente echeggiare lontano un miglio il triangolo amoroso esasperante che fu tra Bella, Edward e Jacob-testuggine-Black.
Partendo da uno spunto niente male che è una delle favole più paurose per bambini, il film racconta la storia di Valerie (Amanda Seyfried), una bellissima giovane donna contesa tra due uomini. Lei è innamorata di Peter, ma la sua famiglia ha organizzato il suo matrimonio con il facoltoso Harry. I due, non volendo rinunciare al loro amore, decidono di fuggire ma la morte della sorella di Valerie per mano di un lupo mannaro, che si aggira nella foresta intorno al loro villaggio, mette in seria difficoltà il loro piano. Per anni gli abitanti del villaggio hanno mantenuto una tregua con la bestia, offrendo un sacrificio animale ogni mese. Ma con l’arrivo della Luna Rossa il lupo alza la posta in gioco, pretendendo un sacrificio umano. In preda alla disperazione, la gente del villaggio, chiama il cacciatore di lupi mannari, Padre Soloman (Gary Oldman), nella speranza di potersi liberare della maledizione. Ma l’arrivo del prete porta conseguenze non previste, il cacciatore rivela infatti che il lupo, durante il giorno, assume sembianze umane e che quindi ogni singolo cittadino del posto potrebbe essere la bestia. A questo punto Valerie inizia a sospettare che il lupo mannaro possa essere una persona che le è molto cara…
Uno dei primi problemi di una storia come questa è certamente l’eccessivo spazio concesso al triangolo amoroso che in questo caso non è un plot secondario che arricchisce e rende maggiormente avvincente il film, ma è bensì trattato e approfondito come se fosse il plot principale, al contrario il vero cuore pulsante della storia, il lupo mannaro, è quasi bistrattato. Cappuccetto Rosso Sangue risulta essere eccessivamente sbilanciato su un registro amoroso che invade troppo spesso la scena. Da qui a rendere il tutto troppo smielato e a tratti involontariamente comico il passo è facile. Non basta un attore seppur scenicamente imponente come Gary Oldman a salvare il film che inderogabilmente frana sulla sua natura eccessivamente twilightiana. Di certo non aiuta anche un’atmosfera dichiarata dark, ma che in realtà non lo è affatto; a dirla tutta vengono fuori atmosfere patinate e a tratti televisive. E’ sicuramente un peccato perché i presupposti di fare un buon film c’erano.
Cercando di salvare l’insalvabile, una lancia va spezzata per la Seyfried, che da talentuosa attrice in ascesa fa sempre il suo, come la veterana Julie Christie, affascinante e inquieta nonna di Valerie. Il resto ahimè è poca roba e purtroppo il risultato è un film insufficiente e deludente.
Daniel Sunjata, che ha lavorato in TV con Grey’s Anatomy e Rescue Me, non ha ancora un ruolo definito, ma il The Tracking Board informa ufficialmente che l’attore sarà un nuovo componente del sempre più ricco cast di The Dark Knight Rises. Sia lui che Marion Cotillard e Juno Temple non hanno ancora un ruolo definito, o meglio, non ufficialmente, quindi atendiamo nelle prossime ore di avere qualche dettaglio in più. Sunjata si aggiunge ai fedelissima del Batman di Nolan Bale, Freeman, Caine e Oldman.
Fonte: badtaste

Daniel Sunjata, che ha lavorato in TV con Grey’s Anatomy e Rescue Me, non ha ancora un ruolo definito, ma il The Tracking Board informa ufficialmente che l’attore sarà un nuovo componente del sempre più ricco cast di The Dark Knight Rises.

La Disney ha rilasciato una nuova featurette di Pirati dei Caraibi: Oltre i Confini del Mare. Le immagini raccontano il primo giorno di riprese del film di Rob Marshall in esterni e l’ingresso in scena di Johnny Depp nei panni di Jack Sparrow. La location è la spiaggia Honopu Beach a Kauai, Hawaii..