Il premio Oscar per La La
Land,Damien Chazelle, sembra aver
trovato il primo film che dirigerà per la Paramount Pictures da
quando ha firmato un accordo globale con lo studio. I dettagli
sulla trama sono vaghi, ma le fonti riferiscono a
Deadline che Chazelle dirigerà un film senza titolo per la
Paramount, basato su una sceneggiatura originale da lui scritta.
Anche se non è stato confermato, gli addetti ai lavori dicono che
il film sarà ambientato in una prigione.
Chazelle produrrà insieme alla sua
partner Olivia Hamilton attraverso il loro marchio
Wild Chickens. Non si sa quando il film entrerà in produzione, dal
momento che non ci sono altri talenti legati al progetto, ma le
fonti dicono che Chazelle e i dirigenti della Paramount si daranno
presto da fare per incontrare personalità di prima grandezza per un
progetto che sicuramente attirerà una lunga lista di
pretendenti.
Damien Chazelle ha firmato il suo
accordo globale con la Paramount alla fine del 2022 dopo aver
lavorato con lo studio per il suo ultimo film, Babylon
dello scorso anno, e mentre lui e Hamilton stanno producendo una
serie di film presso lo studio, come Heart of the Beast –
che ha appena aggiunto David Ayer come regista –
questo è il primo film che Chazelle dirigerà dopo aver firmato
l’accordo.
Damien Chazelle e i suoi film
Chazelle è diventato il tipo di
scrittore e regista che, quando si viene a sapere che ha una nuova
sceneggiatura sul mercato, vede i migliori talenti fare pressione
per ottenere un incontro. Inoltre, ha dimostrato di essere in grado
di dirigere qualsiasi tipo di film, che si tratti di un musical
moderno come La La
Land, candidato a 14 premi Oscar, di un’emozionante
biografia sul primo allunaggio come Il primo uomo o di un dramma avvincente come Whiplash,
che gli è valso una nomination all’Oscar per la sceneggiatura non
originale. Ha il talento per gestire qualsiasi genere, e se il suo
prossimo film fosse confermato come un dramma ambientato in una
prigione, sicuramente anche stavolta saprà entusiasmerà i fan
offrendo qualcosa di inaspettato.
Il venerabile franchise di
Alien ha quasi 10 film all’attivo e, in qualche
modo, ogni volta che il petto di un membro dell’equipaggio spaziale
si apre e una piccola creatura orribile striscia fuori, siamo
ancora terrorizzati. È quanto accaduto anche giovedì al CinemaCon,
la convention annuale dei proprietari di sale cinematografiche a
Las Vegas che ha avuto modo di vedere un’anteprima del film
Alien:
Romulus. Diretto da Fede Álvarez (La
casa, Man in the
Dark), il film segue un gruppo di esploratori solari che
si imbattono in una stazione spaziale abbandonata. Naturalmente,
non sono soli a bordo.
Alien: Romulus, la descrizione dei nuovi filmati
Durante la presentazione al
CinemaCon, Alvarez e il produttore (nonché padre della
saga) RidleyScott hanno inviato un messaggio e introdotto
uno sguardo speciale su Alien:
Romulus. Il filmato inizia con due ragazze che
scoprono un corpo. Un altro uomo si guarda intorno alla nave, che
si illumina di luci rosse, mentre dei campioni incapsulati iniziano
a muoversi.
Un pezzo di tecnologia mostra che
c’è una luce che può vedere attraverso le parti del corpo,
mostrando legamenti e ossa. L’uomo di cui sopra ha un pulsante sul
collo, che viene premuto, facendolo bloccare e fissare il soffitto
mentre i suoi occhi si rovesciano all’indietro e si riavvia. Nel
frattempo, gli alieni si schiudono davanti a lui e cadono
nell’acqua ai suoi piedi. Il resto dell’equipaggio nota qualcosa
che sta nuotando, ma non se ne accorge, finché uno di loro non
viene sbalzato via.
La creatura salta fuori e cerca di
attacarglisi al viso, ma viene lanciata contro il vetro. Un’altra
salta da un Andy congelato (David Jonsson) sul
volto di un altro, conficcandogli le zampe nella bocca e negli
occhi. L’equipaggio cerca di chiudersi le porte alle spalle per
fuggire, ma uno degli alieni riesce a passare, spingendoli a
colpirlo di nuovo contro il vetro, che si rompe e li fa entrare
tutti.
Alla fine, uno dei membri
dell’equipaggio viene colpito in faccia da uno dei facehugger. In
un altro filmato, un personaggio non si sente bene e si stringe il
petto. Viene utilizzato il dispositivo per vedere attraverso il
corpo, mostrando l’alieno che cerca di uscire dalle sue costole. I
personaggi crollano, schiumano dalla bocca, hanno delle convulsioni
e danno accidentalmente un calcio alla nave prima che l’alieno esca
dal loro petto. È un momento cruento e viscerale. La nave continua
a fluttuare finché non si schianta contro una più grande.
Infine, la presentazione mostra un
trailer pieno di caos, Xenomorfi adulti e terrore. Ad oggi è stato
rilasciato pubblicamente solo un
teaser trailer che non mostra molto ma anticipa grandi orrori.
Orrori che sembrano essere presenti nei nuovi filmati e nel trailer
esteso, dove si vede la squadra di umani alle prese con le tensioni
che aumentano, i corpi che si accumulano, le ossa che si rompono e
il sangue che inizia a sgorgare.
Alien: Romulus, tutto quello che
sappiamo sul film
Il film è interpretato da
Cailee Spaeny (Priscilla),
David Jonsson (Agatha Christie’s Murder is
Easy), Archie Renaux (Tenebre e
ossa), Isabela Merced (The Last of Us), Spike Fearn
(Aftersun) e Aileen Wu. Alien:
Romulus è diretto da Fede Alvarez (La
casa, Man in the Dark) da una sceneggiatura scritta dallo
stesso Alvarez insieme al suo frequente collaboratore Rodo Sayagues
(L’uomo nel buio – Man in the Dark), basata sui personaggi
creati da Dan O’Bannon e Ronald Shusett.
Nel film, stando alla sinossi ad
oggi riportata, un gruppo di giovani coloni spaziali, mentre
rovista nelle profondità di una stazione spaziale abbandonata, si
ritrova faccia a faccia con la forma di vita più terrificante
dell’universo. Dovranno allora cercare di sopravvivere e impedire
che quel male possa diffondersi. Il film è atteso in sala a partire
dal 16 agosto.
Il film è prodotto da Ridley Scott (Napoleon),
che ha diretto l’originale Alien
e ha prodotto e diretto i nuovi film della saga, Prometheus
e Alien:
Covenant, Michael Pruss (Lo strangolatore di
Boston) e Walter Hill (Alien); mentre Fede Alvarez,
Elizabeth Cantillon (Charlie’s Angels), Brent O’Connor
(Bullet Train) e Tom Moran (Unstoppable
– Fuori controllo) sono i produttori esecutivi.
Durante una chiacchierata con
Variety sul red carpet dei Gotham Awards dello scorso anno, la
Spaeny aveva rivelato che Romulus si svolge tra gli eventi
dell’Alien
originale di Ridley Scott e il sequel di James Cameron, Aliens – Scontro finale. “Dovrebbe inserirsi tra
il primo e il secondo film“, ha detto Spaeny. “Hanno
portato lo stesso team di ‘Aliens’, il film di James Cameron. Le stesse persone che hanno
costruito quegli xenomorfi sono venute a costruire i nostri. Quindi
vedere il progetto originale con le persone originali che hanno
lavorato a questi film per più di 45 anni e che hanno fatto parte
della loro vita è stato davvero incredibile“. Sappiamo ora che
il nuovo capitolo si svolge prima di entrambi questi film.
A produrre il film c’è naturalmente
anche la Scott Free, la società del regista originale di Alien,
Ridley Scott,
che è produttore esecutivo. Con il titolo Alien:
Romulus, non è dunque ancora stato rivelato molto riguardo
all’ambientazione, alla collocazione temporale o alla trama del
film. Ad aprile, Álvarez aveva rilasciato un’immagine dietro le
quinte di un facehugger che stringe il ciak del film a bordo di una
stazione spaziale. La presenza del facehugger conferma che il film
si svolgerà dopo gli eventi di Prometheus
e Alien:
Covenant, che hanno rappresentato le origini degli
Xenomorfi così come li si conosce.
Nel MCU il rapporto tra
Tony Stark e Peter Parker ha un po’ sostituito quella che,
nei fumetti e al cinema, è la dinamica padre-figlio instaurata dal
giovane supereroe con lo zio Ben. Allo stesso modo, in Avengers:
Endgame, Peter si confronta con la morte del suo
mentore ed è chiamato ad affrontare il futuro senza una figura
chiave per il suo percorso di realizzazione personale. Ma quali
sono stati i momenti più belli dei due personaggi del
Marvel Cinematic Universe?
Tony recluta Peter per la Civil
War
Quando Tony decide di
reclutare Peter nel team Iron Man per la battaglia di
Captain America: Civil War, i due si ritrovano nella
camera del ragazzo e parlano delle ragioni per cui si sceglie di
essere un supereroe.
“Perché lo fai? Devo saperlo.
Qual è il tuo obiettivo? Cosa ti tira fuori da quel letto alle due
del mattino?“, chiede Stark. “Quando puoi fare le cose che
io posso fare, ma non lo fai, e poi accadono cose brutte, succede
per causa tua“. Lo sguardo di Tony è prezioso e ci dice tutto
quello che dobbiamo sapere sulla loro relazione.
Il nuovo costume
Il
primo incontro tra
Spider-Man
e
Tony Stark
avviene quando l’eroe del Queens indossa ancora un costume
fatto in casa che mette sostanzialmente insieme degli indumenti
rossi e blu. Per questo il leader dei Vendicatori decide di
aggiornare l’uniforme con nuove tecnologie, paracadute, lenti per
gli occhi regolabili e un’intelligenza artificiale di nome
Karen.
L’abbraccio mancato
Spider-Man:
Homecoming riprende subito dopo gli eventi della
Guerra Civile con Happy Hogan che riporta a casa Peter Parker. Ad
accompagnarlo c’è anche
Tony Stark, ma il ragazzo si sporge verso il
Vendicatore per un abbraccio, capisce che si trattava di un
malinteso e che Tony voleva semplicemente aprire la portiera
dell’auto. erroneamente che si tratti di un abbraccio.
“Non siamo ancora a quel
punto”, gli spiega Stark. E la cosa più bella e commovente è
che qualche film più avanti i due avranno modo di recuperare…
Essere un eroe anche senza il
costume
In Homecoming
Peter tradisce gli ordini di Tony
Stark e interviene negli affari dell’Avvoltoio, scatenando
l’ira dell’eroe. In cambio, come punizione, Stark chiede indietro
il costume di Spider-Man. “Non capisci, non sono niente senza
questo!“, ma “Se non sei niente senza quel costume, allora
non dovresti averlo“, tuona il personaggio prima di andare
via.
Si tratta di un momento importante
nello sviluppo della loro relazione padre-figlio, e sugli
insegnamenti che Stark può dare al suo pupillo.
Tony accoglie Peter nei
Vendicatori
Durante il corso di
Spider-Man: Homecoming Peter non segue gli ordini di
Tony e si mette alla caccia dei villain che stanno minando la
sicurezza della sua città, tuttavia la delusione iniziale cede il
passo al perdono e alla comprensione, con il Vendicatore che
accoglie finalmente il giovane eroe nel team.
Senza il costume Peter riesce a
battere Avvoltoio consegnandolo alla giustizia, un’impresa che vale
l’ingresso nel gruppo più ambito di protettori. Il ragazzo però
rifiuta e Tony finge che si sia trattato di un test…
Viaggio nello spazio
In Infinity
War, dopo l’arrivo dell’esercito di
Thanos a New York per cercare la gemma del tempo, Peter Parker
salta giù dal suo scuolabus e si dirige verso il Sanctum Sanctorum
per unirsi al combattimento. Tony vuole che rimanga fuori dal
conflitto e gli ordina di tornare a casa da zia May mentre lui e
Doctor Strange si imbarcano sulla Q-Ship
diretti verso lo spazio. Non sa però che Peter si è aggrappato alla
nave e riesce a sopravvivere grazie all’Iron Spider donatagli da
Iron Man in volo.
“Non voglio morire…”
La devastante morte di
Peter Parker in Infinity
War ha lasciato in lacrime i fan. E se il film è ricco
di momenti spensierati, quel “I do not wanna go”
pronunciato da Tom
Holland fra le braccia di Robert Downey
Jr. rappresenta l’altro lato di un racconto ben più
maturo delle aspettative.
Ciò che rende così incredibile la
scena è il fatto che l’attore abbia improvvisato l’intera battuta.
I
fratelli Russo volevano che fosse o emozionante e gli avevano
dato un solo consiglio: “Pensa che sei un ragazzo e non vuoi
morire“. Così Tom
Holland ha preso questo suggerimento alla
lettera e il gioco è fatto…
La foto di Peter
Quando
Scott Lang esce dal
Regno Quantico in Avengers:
Endgame e si confronta con la realtà, capisce che
esiste un modo per tornare indietro nel tempo e sistemare ogni
cosa. Propone l’idea ai
Vendicatori che a loro volta presentano il piano a Tony
Stark.
Inizialmente l’eroe non vuole
essere coinvolto e non crede nella possibilità di riuscita,
tuttavia rivedere la foto incorniciata di lui insieme a Peter
Parker lo mette di fronte ad una scelta che non può e non deve
rifiutare.
L’abbraccio in Endgame
I fan hanno aspettato un
anno intero per vedere cosa era successo a tutti i personaggi
polverizzati alla fine di Infinity
War, e finalmente Avengers:
Endgame li ha riportati in vita sani e salvi per
l’epica battaglia del terzo atto contro Thanos.
È qui che Peter si avvicina a Iron
Man dicendo: “Non crederà a quello che è accaduto. Si ricorda
quando eravamo nello spazio? E sono diventato polvere? Devo essere
svenuto, perché mi sono svegliato e lei non c’era. Ma il Doctor
Strange era lì, giusto? Era come, ‘Sono passati cinque anni. Dai,
hanno bisogno di noi!“
La morte di Tony
Decidendo di non raccontare
le origini di Spidey, il MCU non ha mai incluso la morte dello
zio Ben e la dinamica padre-figlio tra i
personaggi. Tuttavia in Endgame abbiamo avuto un momento molto
simile con la figura di Tony Stark.
Questo accade quando l’eroe afferra
e indossa il guanto dell’infinito sacrificandosi per salvare il
mondo. La scena è straziante e ricorda molto il lutto di Peter dopo
l’assassinio dello zio.
Thunderbolts*,
l’ultimo film corale del Marvel Cinematic Universe, ha
appena ricevuto un interessante aggiornamento. Giovedì, durante il
panel dei Marvel Studios al CinemaCon, Kevin Feige ha confermato che il titolo
ufficiale del film è Thunderbolts*.
L’asterisco è stato aggiunto per la prima volta al titolo in un
video sul set fatto dalla star Florence Pugh il mese scorso, poi condiviso
ufficialmente dai Marvel Studios. Secondo Feige, il motivo di
questa leggera modifica del titolo sarà spiegato una volta che il
film sarà uscito nel mondo il prossimo anno.
Questa conferma contribuire
naturalmente ad alimentare le speculazioni sul fatto che la squadra
del film potrebbe davvero cambiare il proprio nome in Dark Avengers
o qualche altra variante. “Sì, noterete l’asterisco su Thunderbolts*“, ha spiegato Feige.
“Questo è il titolo ufficiale dei Thunderbolts* e non ne
parleremo più fino all’uscita del film“, ha affermato il capo
dei Marvel Studios.
“Yes, you’ll notice the asterisk on
Thunderbolts. That is the official title of Thunderbolts and we
won’t talk more about that until after the movie comes out.”
#CinemaConpic.twitter.com/lN2lqS5Jog
Durante il panel dei Marvel Studios al
D23 2022, il presidente dei Marvel
StudiosKevin
Feige ha svelato il cast del prossimo film
Thunderbolts,
che sarà una squadra composta principalmente da supercriminali e
antieroi. Comprende la Contessa Valentina Allegra de
Fontaine (Julia Louis-Dreyfus), Red
Guardian (David
Harbour), Ghost (Hannah Jon-Kamen), US Agent
(Wyatt
Russell), Taskmaster (Olga
Kurylenko), Yelena Belova/Black Widow
(Florence
Pugh) e Il Soldato d’Inverno (Sebastian
Stan). Secondo quanto appreso la contessa Valentina
Allegra de Fontaine metterà insieme la squadra e potrebbe anche
essere parzialmente responsabile della creazione di
Sentry.
Thunderbolts*
è attualmente previsto nelle sale il 2 maggio
2025. Harrison Ford – ammesso che sia presente –
sostituirà
il defuntoWilliam Hurt nei panni di Thaddeus
“Thunderbolt” Ross. Il film sarà diretto da Jake
Schreier, la cui storia come regista non è estremamente ampia,
avendo lavorato solo a Robot & Frank del 2012,
Paper Towns del 2015 e alla versione filmata del
2021 di Chance the Rapper’s Magnificent Coloring World Tour.
Tra le tante cose che ci
mancheranno di Tony
Stark, scomparso alla fine di Avengers:
Endgame, ci sono sicuramente i simpatici soprannomi
che il personaggio era solito dare ai suoi “colleghi” supereroi (e
non solo).
Ma quali sono i migliori e quelli che ricorderemo tra qualche
anno?
Manchurian Candidate
Per Bucky Barnes il soprannome
scelto è di stampo politico, ovvero “Manchurian
Candidate“, che trae ispirazione dal titolo del romanzo
omonimo di Richard Condon pubblicato nel 1959. Nel libro si parla
infatti dei lavaggi del cervello ad opera del governo americano per
la creazione di potenti serial killer.
Legolas
In
The Avengers, Iron Man aiuta Occhio di Falco a raggiungere in
volo la cima del grattacielo dal quale terrà sotto controllo la
situazione, e quale miglior soprannome di
“Legolas” poteva scegliere per rivolgersi al
collega Vendicatore? Legolas, ovviamente, è l’elfo arciere
interpretato da Orlando Bloom nella trilogia de Il Signore degli anelli e in quella de
Lo Hobbit.
Build-A-Bear
Quando Tony incontra per la prima
volta Rocket Raccoon in Avengers:
Endgame una volta atterrato sulla Terra mette in pausa
il suo discorso emozionante e serio rivolgendosi al procione
dicendo “Onestamente, fino a questo esatto momento pensavo che
fossi un Build-A-Bear.” Un peluche, insomma.
Underoos
Tony Stark ha sempre avuto un legame speciale con Peter Parker,
fin da quando il ragazzo viene reclutato nel suo team per la
Civil
War, ed è proprio durante la battaglia a Berlino che Iron Man
chiama Spider-Man “Underoos“. La Underoos, per chi
non lo sapesse, ovviamente, era un brand di abbigliamento degli
anni ’70 che permetteva ai bambini di vestirsi come i loro
supereroi preferiti.
Capsicle
Nel primo capitolo sugli
Avengers il miliardario, filantropo e genio della
tecnologia Tony Stark incontra il vecchio, onorevole soldato della
seconda guerra mondiale
Steve Rogers, e questo rapporto non sembra partire con il piede
giusto. Sarà forse per il soprannome dato da Tony a Cap,
“Capsicle“, riferendosi ai 70 anni trascorsi in
congelamento. Tradotto “popsicle” significa infatti “ghiacciolo”,
dunque il gioco di parole funziona ad un livello doppio.
Rock of Ages
Rock of
Ages è il titolo di un musical di successo di Broadway
ambientato nell’epoca hair metal degli anni ’80 e nel quale tutti i
membri del cast sfoggiano pettinature lunghe, lisce e ridicole.
Questo è il motivo per cui Tony Stark chiama così Loki in The Avengers del
2012. Forse un modo per allentare la tensione mentre il Dio
dell’Inganno pianificava il suo attacco a New York con i Chitauri,
e forse anche un riferimento al teatro che l’eroe avrebbe potuto
frequentare vivendo nella grande mela.
Squidward
All’inizio di Avengers:
Infinity War seguiamo l’attacco a New York
dell’esercito di Thanos a cui si oppongono Tony Stark, Doctor Strange,
Wong e Spider-Man. Qui gli eroi fanno la conoscenza di
Ebony Maw, uno dei più fidati servitori del titano
pazzo, che a causa del suo viso miserabile e del suo naso gigante
si merita l’appellativo di “Squidward” (Squiddi
Quincy Tentacolo), in riferimento al personaggio della serie
SpongeBob.
Flash Gordon
Il primo incontro tra Tony
Stark e Peter Quill avviene sul pianeta Titano, dove parte degli
Avengers e i
Guardiani della Galassia combatteranno la loro
battaglia per sfilare il guanto dell’infinito dalla mano di Thanos.
È qui poi che Stark apostrofa simpaticamente Quill come
“Flash Gordon“, con l’eroe che risponde spiegando
che accetta il soprannome come un complimento.
Point Break e Lebowski
Sono ben due i soprannomi
attribuiti a Thor: il primo risale ai temi di The
Avengers, quando chiamò il Dio del Tuono “Point
Break“, alludendo alla somiglianza fra lui ed il
personaggio di Bodhi interpretato da Patrick Swayze nel film di Kathryn Bigelow; il
secondo, più divertente, è “Lebowski“, come
riferimento alla nuova forma fisica di Thor dopo il salto temporale
di cinque anni in Avengers: Endgame. Tony lo chiama così e
successivamente il personaggio continua a giocare con l’omaggio
alla pellicola dei fratelli Coen indossando gli stessi occhiali da
sole e il cardigan del Drugo.
Come rivelato dal finale di
Transformers: Il risveglio, la squadra dei G.
I. Joe e i Transformers si stanno riunendo per un
nuovo film presso la Paramount. L’idea si basa su una trama che i
marchi della Hasbro hanno sviluppato nei loro fumetti pubblicati
dalla Marvel negli anni Ottanta e ripresa
ora anche dal film arrivato in sala nel 2023, dove l’eroe
interpretato da Anthony Ramos scopre di essere
invitato a unirsi all’organizzazione governativa segreta che ha
scoperto cos’è successo in Perù, è a conoscenza della presenza dei
robot ed è disposta a pagare le cure per Kris: il G. I. Joe.
Come riportato da Deadline, per ora non sappiamo
altro su questo nuovo progetto, se non che Steven Spielberg ne sarà il produttore
esecutivo. Non c’è invece ancora un regista, nonostante l’idea sia
stata lanciata dal regista Steven Caple Jr. in
Transformers: Il risveglio. Caple Jr. aveva però
dichiarato di essere in trattative per un altro film sui
Transformers dopo il successo di
Transformers: Il risveglio, che ha guadagnato quasi
439 milioni di dollari in tutto il mondo. Potrebbe dunque essere
sempre lui ad occuparsi della regia di questo crossover che sta già
entusiasmando i fan di entrambi i franchise.
Cosa c’è da sapere sul crossover
tra Transformers e G. I. Joe
I due franchise Hasbro si sono
incrociati per la prima volta nel 1987 con G. I. Joe e
i Transformers, una serie limitata di quattro numeri
pubblicata da Marvel Comics. La serie vedeva Autobot come
Optimus Prime e Bumblebee collaborare con la squadra G.I. Joe – tra
cui Hawk, Roadblock e Snake-Eyes – per combattere Cobra e i malvagi
Decepticon.
Nel 2003, Image Comics ha pubblicato
la serie in sei numeri G. I. Joe vs. The
Transformers, mentre Devil’s Due Publishing ha
pubblicato i sequel nel 2004, 2006 e 2007. IDW ha pubblicato una
serie in stile retrò, intitolata Transformers vs. G. I.
Joe, tra il 2014 e il 2016. L’anno scorso, la
Skybound di Robert Kirkman ha invece lanciato l’Energon Universe,
un universo a fumetti condiviso di Transformers e G.I. Joe che
comprende nuove serie in corso e limitate.
A febbraio, il produttore
Lorenzo di Bonaventura aveva dichiarato a
ComicBook che “manterremo la promessa che abbiamo fatto“,
riferendosi alla scena che anticipava un crossover tra i
Transformers e i G.I. Joe. “Ne abbiamo parlato fin dall’inizio
del franchise perché i fan ci hanno chiesto: “Dai, quando farete un
crossover?””, ha detto di Bonaventura. “La verità è che ci
sono così tanti grandi personaggi dei Transformers che non ci
sembrava il caso di affrettarci ad inserire anche i G. I. Joe. Si
vuole ricercare un modo organico per farlo, altrimenti sembra solo
un esercizio cinico“.
Uno degli astri nascenti più
impegnati di Hollywood ha appena aggiunto un altro ruolo importante
al suo programma.
Variety riporta infatti che Glen
Powell sarà il protagonista del reboot di The
Running Man per la Paramount Pictures. Edgar
Wright (Baby
Driver – Il genio della fuga, Ultima
notte a Soho) dirigerà e produrrà insieme alla sua partner
di produzione Nira Park e a Simon
Kinberg. Il film è basato sull’omonimo romanzo di
Stephen King che l’autore pubblicò per
la prima volta con lo pseudonimo di Richard
Bachman. The Running Man è stato reso
famoso dal film del 1987 con Arnold Schwarzenegger, anche
se King si dichiaro non pienamente soddisfatto
dell’adattamento.
Il romanzo offre un racconto
futuristico di genere thriller ambientato in un’America distopica
nell’anno 2025. La storia è incentrata su Ben Richards, un uomo
disperato che partecipa a un violento reality show chiamato The
Running Man per vincere abbastanza denaro per guarire la figlia
gravemente malata. L’obiettivo del reality, tuttavia, è
sopravvivere a numerosi cacciatori inviati ad uccidere i
partecipanti. Non resta ora che attendere maggiori notizie su
questo progetto come anche quali altri attori si uniranno
a Glen Powell nel cast.
In quali film ha recitato di recente Glen Powell?
Recentemente Powell ha recitato
accanto a Sydney Sweeney nella commedia romantica della
Sony di grandissimo successo Tutti
tranne te (qui
la recensione), che ha incassato oltre 200 milioni di dollari
in tutto il mondo. È poi protagonista della commedia d’azione – già
vista alla Mostra del Cinema di Venezia – Hit
Man (qui
la recensione) del regista candidato all’Oscar Richard
Linklater, di cui è anche co-sceneggiatore e
co-produttore. Il film, che sta già raccogliendo consensi,
debutterà nelle sale il 30 maggio 2024 e sarà distribuito su
Netflix il 7 giugno.
Powell sarà anche protagonista
dell’atteso film d’azione della Universal
Twisters, diretto da Lee Isaac
Chung, nuovo capitolo del film Twister, campione
d’incassi nel 1996. L’uscita del nuovo film, che vede protagonista
anche Daisy Edgar-Jones, è prevista per il 19 luglio
2024. Ricordiamo anche che Glen Powell ha avuto un
ruolo di rilievo nel film Top Gun: Maverick e che potrebbe riprendere
tale ruolo anche
nell’annunciato Top Gun 3.
La Paramount Pictures ha presentato
il primo trailer de Il
Gladiatore II sul palco del Colosseo del Caesars
Palace, un hotel di Las Vegas che reimmagina l’Antica Roma in tutto
il suo decadente splendore. Stando a quanto mostrato – e a quanto
riportato da Variety – il regista Ridley Scott sembra offrire una versione più
cruenta di quell’epoca lontana, che vede Paul
Mescal entrare nell’arena nei panni di un nobile che
ha rinunciato ai suoi privilegi e si ritrova in una lotta tra la
vita e la morte per il divertimento del popolo romano.
Il
Gladiatore II riprende dunque l’epicità e le sequenze
d’azione sconvolgenti del primo film, mostrando Mescal affrontare
un rinoceronte in carica, un’orda di feroci babbuini e anche
Pedro Pascal. Ci sono anche bombardamenti
navali, intrighi politici in abbondanza e una coppia di diabolici
imperatori che sembrano ancora più folli dello squilibrato monarca
di Joaquin Phoenix del primo film. Il
co-imperatore Geta e il co-imperatore Caracalla, interpretati
rispettivamente da Fred Hechinger e Joseph Quinn, vengono anche mostrati con della
pittura facciale mentre osservano con soddisfazione l’intero
spettacolo dei gladiatori dai loro palchi imperiali.
A manipolare tutto è l’oscuro
operatore di Denzel Washington. Sembra che sia lui a tirare
le fila, con l’intenzione di usare Mescal come strumento
contundente per controllare un impero che è andato seriamente fuori
controllo. “Roma deve cadere“, dice a un certo punto del
filmato. “Devo solo darle una spinta“. “È forse ancora
più straordinario del primo“, ha detto Scott in un video
messaggio. “È valsa la pena di aspettare“. Non resta a
questo che attendere ora che tale trailer venga svelato
pubblicamente, così da poter avere idee più precise su quanto
aspettarsi dal film.
Paul Mescal interpreterà Lucius Verus, il
figlio del personaggio di Connie Nielsen (interpretato da Spencer Treat
Clark nel film originale), ne Il
Gladiatore II. La Nielsen riprenderà anche il ruolo di
Lucilla.
“[Lucius] è stato nelle terre
selvagge per, vediamo, l’ultima volta l’abbiamo visto quando aveva
12 anni“, ha detto Ridley Scott in precedenza a Rotten
Tomatoes a proposito del personaggio di Mescal. “Ora sono
passati circa 12 o 15 anni. È stato nella natura selvaggia e ha
perso i contatti con sua madre. Sua madre ha perso i contatti con
lui, non sa dove sia. Pensa che possa essere morto“.
La produzione del film è iniziata
nel giugno 2023, ma è stata sospesa circa un mese dopo a causa
dello sciopero della Screen Actors Guild-American Federation of
Television and Radio Artists (SAG-AFTRA). Le riprese sono riprese
nel dicembre 2024 e la produzione è terminata ufficialmente il 17
gennaio 2024. Ridley Scott produce Il
Gladiatore II insieme a Michael Pruss, Douglas Wick,
Lucy Fisher e David Franzoni. Il film arriverà nelle sale
statunitensi il 22 novembre 2024, distribuito da
Paramount Pictures.
Al CinemaCon in corso a Las Vegas,
evento dedicato agli esercenti, la Disney ha mostrato non solo
alcuni
filmati di Deadpool & Wolverine e
di Captain America: Brave New World, ma anche
ben 35 minuti del nuovo film Pixar, Inside
Out 2. Il sequel del film del 2015 riporta gli
spettatori nella mente dell’ormai adolescente Riley
(Kensington Tallman) mentre le sue emozioni
cercano di tenere il passo con i suoi nuovi sentimenti. Quanto
mostrato – come riportato da Variety – è stato scandito
dall’umorismo di Amy Poehler e Lewis
Black, oltre che dall’interpretazione di Maya Hawke, che ruba la scena dando voce
all'”antagonista” Ansia, che si impossessa dell’anima della giovane
adolescente Riley attraverso i sentimenti di Gioia, Rabbia,
Tristezza e Paura.
Il filmato inizia con Riley, ormai
adolescente, che torna a giocare a hockey su ghiaccio e reintroduce
le emozioni del primo film: Gioia (Amy
Poehler) Tristezza (Phyllis Smith) e
Rabbia (Lewis Black) insieme a Paura (Tony
Hale, che sostituisce Bill Hader del
primo film) e Disgusto (Liza Lapira, che
sostituisce Mindy Kaling). Riley è diventata
gentile e con i suoi amici è tra i giocatori invitati al campo di
hockey. Quella notte, uno strano rumore – un allarme etichettato
come pubertà – suona, svegliando le emozioni mentre una squadra di
costruttori si presenta e riconfigura il quartier generale e la
console delle emozioni per “gli altri”.
Riley è sempre più fuori di sé
quando il quartier generale si affolla di nuove emozioni come Ansia
(Maya
Hawke), Invidia (Ayo
Edebiri), Noia (Adèle
Exarchopoulos), Imbarazzo (Paul Walter
Hauser) e Nostalgia (June Squibb).
Guidati dalla rubacuori Ansia, si scatena il caos quando le
emozioni si contendono il controllo di Riley. I cinque originali
sono intrappolati in un barattolo come “emozioni soppresse”. Lì
incontrano un’esilarante collezione di personaggi animati in 2D,
tra cui la Negazione, che suscita grandi risate.
Molte lodi sono però state rivolte
anche ad Invidia, personaggio doppiato da Ayo Edebiri, che è in combutta con Ansia per
la guida di Riley. La Poehler, che dà voce alla protagonista Joy,
ha introdotto il filmato dicendo: “Ho interpretato molti
personaggi gioiosi nel corso degli anni, ma nessuno è stato così
speciale per me come Joy. Non c’è stato nemmeno un millisecondo di
pausa quando mi hanno chiesto di tornare“. Il sequel, ha
aggiunto, “cattura la bellezza e l’ilarità di ogni emozione che
tutti noi viviamo quotidianamente“. Il film “vi farà
ridere e piangere e tutto quello che c’è in mezzo“.
La trama di Inside Out 2
Il film Disney e Pixar Inside
Out 2 torna nella mente dell’adolescente Riley proprio
quando il quartier generale viene improvvisamente demolito per far
posto a qualcosa di completamente inaspettato: nuove Emozioni!
Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto, che a detta di tutti
gestiscono da tempo un’attività di successo, non sanno come
comportarsi quando arriva Ansia. E sembra che non sia sola.
Kelsey Mann dirige il film, la cui uscita
internazionale è prevista per il 12 giugno e
quella nazionale per il 14 giugno.
Come riportato da Deadline, durante la sessione
conclusiva del CinemaCon, la Disney ha mostrato alcuni filmati del
film
Captain America: Brave New World, con Anthony Mackie che riprende gli eventi della
serie Disney+ del 2021 The Falcon and the Winter Soldier. In quella serie,
Sam Wilson prende il controllo dello scudo lasciato dal “defunto”
Steve Rogers (Chris
Evans). Il capo dei Marvel StudiosKevin Feige ha definito il film “un thriller
politico con i piedi per terra” sul palco del Caesars Palace
al Colosseo prima di presentare Mackie.
L’attore ha poi raccontato come ha
iniziato a recitare in questi film 10 anni fa e ha apprezzato il
fatto di essere ora “protagonista del mio film Marvel“.
Mackie ha poi introdotto il filmato. Nella clip, il Presidente
degli Stati Uniti interpretato da Harrison Ford vuole che Sam Wilson
ricostruisca gli Avengers. L’ex generale Ross è
infatti rimasto impressionato da ciò che l’eroe ha fatto in
Messico. Tuttavia, Wilson si chiede cosa accadrebbe se non fossero
d’accordo su come gestire la nuova squadra. Nella scena successiva,
Ford sta facendo una presentazione a una stanza piena di
autorità.
Tuttavia, un paio di persone tra il
pubblico diventano possedute – la Isaiah Bradley di Carl Lumbly e
un generale – e si rivoltano contro la folla, in particolare contro
il personaggio di Ford. Come in Air Force One, il
Presidente fa il duro e dà un pugno in faccia al militare. Termina
così il filmato, che introduce dunque questo nuovo compito e onere
per Wilson, ma anche qualcosa in più sulla minaccia che vedremo nel
film. Si può ipotizzare che dietro queste “possessioni” ci sia il
Leader di Tim Blake Nelson, anche se è tutto
ancora da confermare.
Quello che sappiamo sul film
Captain America: Brave New World
Captain America: Brave New Worldriprenderà da dove si
è conclusa la serie Disney+The Falcon and the
Winter Soldier, seguendo l’ex Falcon Sam Wilson
(Anthony Mackie)
dopo aver formalmente assunto il ruolo di Capitan America. Il
regista Julius Onah (Luce, The Cloverfield
Paradox) ha descritto il film come un “thriller
paranoico” e ha confermato che vedrà il ritorno del Leader
(Tim Blake Nelson), che ha iniziato la sua
trasformazione radioattiva alla fine de L’incredibile Hulk
del 2008.
Secondo quanto riferito, la star di
Alita: Angelo della BattagliaRosa
Salazar interpreta la cattiva
Diamondback. Nonostante dunque avrà degli elementi
al di fuori della natura umana, il film riporterà il Marvel Cinematic
Universe su una dimensione più terrestre e realista, come già
fatto anche dai precedenti film dedicati a Captain America. Ad ora,
Captain America: Brave New World è indicato come uno
dei titoli più importanti della Fase 5.
A più di un anno dall’annuncio che
Amazon MGM Studios e BBC stavano
sviluppando un’altra stagione di The
Night Manager, Deadline rivela che il thriller
spionistico guidato da Tom Hiddleston ha finalmente ricevuto un
ordine ufficiale per due stagioni. La produzione della seconda
stagione di The
Night Manager dovrebbe iniziare nel corso
dell’anno.
“Siamo entusiasti di portare
altre stagioni di The Night Manager ai nostri clienti
Prime Video“, ha dichiarato Vernon Sanders,
capo di Amazon, in un comunicato. “La combinazione di un
materiale di partenza formidabile, del meraviglioso team di The
Ink
Factory, di un grande scrittore come David Farr, di un regista
pluripremiato come Georgi Banks-Davies e di un cast di talento
rendono la serie davvero un pacchetto completo“.
Chi è coinvolto nelle prossime
stagioni di The Night Manager?
Basate sui personaggi dell’omonimo
romanzo di John le Carré, le prossime puntate di The
Night Manager saranno ancora una volta scritte da
David Farr, mentre Stephen Garrett e Georgi Banks-Davies saranno
rispettivamente showrunner e regista. Anche Hugh Laurie tornerà come produttore esecutivo
insieme a Tom Hiddleston. Tuttavia, al momento non è
chiaro se
Laurie riprenderà il suo ruolo di Richard Roper. Ulteriori
dettagli sulla trama e sui personaggi non sono ancora stati resi
noti, ma secondo quanto riferito la seconda stagione si svolgerà
otto anni dopo il finale della prima.
La
prima stagione, andata in onda su BBC One e AMC, ha avuto come
protagonisti Olivia Colman, Elizabeth Debicki, Tobias Menzies, David
Harewood e Tom Hollander. Per la loro interpretazione nel
primo episodio, Hiddleston, Colman e Laurie hanno
ricevuto un Golden Globe rispettivamente come miglior attore,
attrice non protagonista e miglior attore non protagonista.
Dopo anni di campagne da parte dei
fan che chiedevano alla Warner Bros. #ReleaseTheSnyderCut, il sogno
è diventato realtà nel 2021, quando il debutto della
Zack Snyder’s Justice League di Zack
Snyder in anteprima su HBO
Max.
Sebbene ci si aspettasse che il
regista si limitasse a rifinire il suo director’s cut, Zack
Snyder ha invece girato nuove scene e ha gettato le basi
per i sequel di cui avremmo saputo in seguito in forma di
storyboard (le idee includevano Superman che cade
sotto il controllo di Darkseid e Bruce
Wayne che ha un figlio con Lois Lane).
Anche prima della nascita dei DC
Studios, le probabilità che questi seguiti si realizzassero
sembravano scarse. Ora sembra del tutto escluso, anche se ci sono
molti fan di Zack Snyder che sperano che possa
concludere la storia come fumetto o film d’animazione.
Sarebbe comunque un modo per
mettere a tacere il movimento #RestoreTheSnyderVerse! Parlando
nell’ultimo numero di Empire Magazine, a Zack
Snyder è stato chiesto se concluderebbe la sua trilogia
della giustizia in animazione.
“Sì,
assolutamente“, ha risposto. “Sarebbe
divertente. Sarebbe bello“. Onestamente, visti i
bassi costi di produzione delle offerte direct-to-DVD della Warner
Bros. Animation, non sappiamo perché non sia già successo.
Zack Snyder ha anche esperienza in questo campo,
avendo supervisionato il tie-in di Watchmen, Tales of the
Black Freighter.
In un’altra parte della
conversazione, a Zack Snyder è stato chiesto se è
ancora sorpreso dalle polemiche che hanno circondato la sua
decisione di far uccidere Batman e Superman in film come L’uomo
d’acciaio e Batman v Superman: Dawn of Justice. Non è un
segreto che egli ritenga che i supereroi debbano porre fine alle
vite dei loro nemici, e il regista ha ribadito questo concetto
durante l’intervista.
“L’unica ragione per
cui non sono sorpreso è che alcune persone si sono fatte fare il
lavaggio del cervello da un mucchio di materiale che non è coerente
con il vero canone“, ha dichiarato. “E va
bene così. Stanno facendo il loro viaggio“. Qual è il
vero canone? Non ne abbiamo assolutamente idea.
“Non credo che
succederà qualcosa subito“, ha detto Snyder nel 2020
quando gli è stato chiesto di concludere l’arco del DCEU iniziato
con Man of Steel. “Ma io e Jim [Lee]
parliamo abbastanza spesso. E abbiamo parlato molto della
possibilità di fare un libro o un fumetto in futuro, per concludere
il tutto“.
“Non abbiamo ancora
deciso nulla, ma se è una cosa interessante per il fandom, possono
sempre chiederlo a Jim“. Per il momento, lo
Snyderverse rimane in un limbo ed è improbabile che venga concluso
a meno che non cambi qualcosa di drastico alla Warner Bros. e ai DC
Studios.
Shawn Levy, regista
di Deadpool &
Wolverine, ha mostrato un filmato di 9 minuti
dell’attesissimo film Marvel al CinemaCon di giovedì. In
questo – stando alla descrizione riportata da Deadline – Deadpool è diventato
un venditore di auto usate e mentre è all’interno di una di esse e
offende una famiglia che sta valutando l’acquisto. Viene dunque
spiegato che il mercenario ha abbandonato tale ruolo per dedicarsi
ad una vita pacifica. Successivamente è stata mostrata la scena
della sua festa di compleanno, con i suoi amici che gli fanno una
sorpresa ed il protagonista, spaventato, esclama:
“Cinque anni fa, vi avrei ucciso per questo!”
Mentre Colosso
guarda una puntata di The Great British Bake-Off, Wade
esclama “la cocaina è l’unica cosa che è off-limits, ha detto
Kevin Feige [presidente dei Marvel Studios]…
conoscono tutti gli slang!”. Nel corso di tale scena viene
anche rivelato che Vanessa e Wade Wilson si sono
lasciati dopo che quest’ultima è stata riportata in vita dal
protagonista nella post-credit di Deadpool 2. Arriva poi
la TVA e compare l’agente Paradox che spiega: “Siamo
un’organizzazione incaricata di difendere la Sacra Linea Temporale,
tu sei stato scelto per uno scopo superiore, uno che potrebbe
salvare l’intera Sacra Linea Temporale“.
Wade Wilson risponde: “Sacra
Linea Temporale… sto andando alla Marvel? Questo significa che ci
saranno tantissimi cameo gratuiti?”. Si passa poi ai monitor
della TVA, dove al protagonista vengono mostrati anche tanti
riferimenti ai vecchi film della Fox, con Wade che è incredulo
dinanzi all’immagine di Captain America. Viene quindi mostra una
scena di Thor che piange sul corpo di Deadpool, con l’agente
Paradox che esclama “questo succederà in un futuro
distante” e Wade risponde: “Fottiti Fox, sto andando a
Disneyland!”
La scena si sposta quindi dal sarto
della TVA, che realizza il nuovo costume di Deadpool e gli dona due
Katane interamente in adamantio. Entra a quel punto in scena
Wolverine, presente insieme a Deadpool in una scena in auto, dove
quest’ultimo esclama: “Perché i tuoi amici ti lasciano andare
via da casa vestito da giocatore deiLos Angeles Rams”
[squadra di Football americano con le divise gialle e blu], con
Logan che risponde: “Stai zitto“. Prima della
proiezione di questo filmato, il capo dei Marvel
Studios Kevin
Feige si è meravigliato di quanto sia divertente fare
un film vietato ai minori con la parola “F**k”.
Deadpool &
Wolverine riunisce il protagonista Ryan Reynolds con Shawn Levy, regista di
Free Guy e The Adam Project, che ha firmato la regia
dell’atteso progetto. Hugh Jackman
uscirà finalmente dal suo pensionamento da supereroi per riprendere
il ruolo di Wolverine. Sebbene i dettagli
ufficiali della storia di Deadpool &
Wolverine, con protagonista Ryan Reynolds,
non siano infatti ancora stati rivelati, si presume che la trama
riguarderà il Multiverso. Il modo più semplice per i Marvel Studios di unire la
serie di film di Deadpool – l’unica parte del
franchise degli X-Men sopravvissuta all’acquisizione della Fox da
parte della Disney – è stabilire che i film di Reynolds si siano
svolti in un universo diverso.
Ciò preserva i film degli X-Men della Fox nel loro universo, consentendo al
contempo a Deadpool e Wolverine, di nuovo interpretato da Hugh Jackman,
viaggiare nell’universo principale dell’MCU. Nel film saranno poi presenti anche personaggi
presenti nei primi due film di Deadpool, come Colossus e
Testata Mutante Negasonica. Da tempo, però, si vocifera che anche
altri X-Men possano fare la loro
comparsa nel film, come anche alcuni altri supereroi della
Marvel comparsi sul
grande schermo nei primi anni Duemila, in particolare il Daredevil di Ben
Affleck.
Una voce recente afferma che anche
Liev Schreiber
sia presente riprendendo il suo ruolo Sabretooth. Di certo,
Morena Baccarin
(Vanessa), Karan Soni (Dopinder), Leslie
Uggams (Blind Al), Rob Delaney (Peter) e
Shioli Kutsuna (Yukio) torneranno tutti nei panni
dei rispettivi personaggi, e a loro si uniranno i nuovi arrivati in
franchising Emma Corrin (The
Crown) e Matthew
Macfadyen (Succession), i cui ruoli sono ancora segreti. Un
recente report afferma inoltre che la TVA di Loki, incluso l’agente
Mobius (Owen Wilson) e
Miss Minutes, saranno coinvolti nel film. Deadpool &
Wolverineuscirà nei cinema il 26 luglio
2024.
La figura dell’agente segreto al
cinema ha sempre avuto il suo fascino e il suo successo. Oltre al
più noto James
Bond, negli anni si sono così susseguiti una serie di
personaggi appartenenti al mondo dello spionaggio e dei servizi
segreti. Tra i più apprezzati film recenti a riguardo si annovera
Kingsman – Il cerchio d’oro (qui la recensione), diretto da
Matthew Vaughn nel 2017 e sequel di Kingsman – Secret
Service. Protagonisti di questo sono proprio i Kingsman,
un gruppo di agenti che incarnano modi e principi del moderno
cavaliere, intervenendo in situazioni di grave crisi a livello
globale.
La storia è liberamente tratta dalla
miniserie a fumetti dal titolo The Secret Service,
pubblicata tra il 2012 e il 2013 da Mark Millar,
con le illustrazioni del noto Dave Gibbons,
celebre per il suo lavoro su Watchmen. La volontà di
trarre un film dalla serie di Millar nacque proprio da una
conversazione che questi ebbe con il regista Vaughn. I due
desideravano infatti realizzare un film di spionaggio che andasse
in contrasto con la seriosità troppo spesso riscontrabile in tali
opere. Con Kingsman, invece, l’intenzione era quella di
dar vita ad un’opera trasgressiva e divertente.
Con gli attori del primo film
tornati nei rispettivi ruoli, e nuovi interpreti ad interpretare
nuovi personaggi, Kingsman
– Il cerchio d’oro si è affermato a sua volta come un
grande successo. A fronte di un budget di circa 104 milioni di
dollari, il film è riuscito ad incassarne globalmente 410. Tale
risultato ha spinto la Fox a porre in lavorazione un terzo
capitolo, atteso prossimamente in sala. Prima di questo, però, i
Kingsman torneranno al cinema con un prequel che permetterà di
esplorare ulteriormente tale mondo narrativo. Nell’attesa di ciò,
proseguendo nella lettura sarà possibile scoprire le principali
curiosità legate a tale secondo capitolo.
Un anno dopo aver salvato il mondo,
sventando il piano di Richmond Valentine, Eggsy
Unwin è ora a tutti gli effetti un membro dell’agenzia
Kingsman con il nome in codice di Galahad. Anche
la sua vita sentimentale gode di un momento particolarmente felice,
essendo egli impegnato in una relazione con Tilde,
principessa di Svezia, conosciuta in seguito ad un salvataggio. La
tranquillità del giovane viene però bruscamente interrotta
dall’attentato di Charlie Hesketh, ex candidato
per l’agenzia rimasto gravemente menomato. Questi, in cerca di
vendetta, riesce ad intrufolarsi nei server dei Kingsman, rubando
preziosi informazioni. Queste vengono da lui poi rivendute alla
perfida Poppy Adams.
Questa è la leader del più grande
cartello di droga al mondo, chiamato “Il Cerchio d’Oro”. Per
assicurarsi di non avere intralci da parte loro, la donna fa
lanciare diversi missili sul quartier generale, distruggendo ogni
cosa ed uccidendo anche diversi agenti. Sopravvissuto
all’esplosione, Eggsy riesce a fuggire insieme a
Merlino e i due attivano il protocollo di
emergenza noto come “Doomsday”. Per salvare nuovamente il mondo, i
Kingsman avranno bisogno stavolta di alleati, e troveranno questi
nella loro controparte americana: gli Statesman. Con gli agenti
Champagne, Whiskey,
Tequila e Ginger potranno
organizzarsi per sferrare un attacco di risposta alla malvagia
narcotrafficante.
Il cast del film
Per dar vita al sequel, i produttori
si sono avvalsi del ritorno degli interpreti che hanno decretato il
successo del primo film. Il primo tra questi è Taron
Edgerton, divenuta una vera e propria star, che
riprende qui il ruolo di Eggsy. Ancora una volta, l’attore si è
sottoposto ad un allenamento fisico di mesi per poter interpretare
personalmente le scene più complesse del film. Accanto a lui,
Colin Firth
riprende il ruolo dell’agente Hart, mentre Mark
Strong è Merlino, il quale ha qui un ruolo
particolarmente più ampio rispetto al precedente film. Nel film fa
poi la sua comparsa la premio Oscar Julianne
Moore nel ruolo della villain Poppy Adams. L’attrice
ha raccontato di aver lavorato molto per costruire il carattere del
personaggio, e di essersi basata in particolare sul Lex Luthor
presente nel film Superman del 1978.
Nel film sono poi presenti una serie
di nuovi interpreti, che vanno a dar vita a personaggi che solo ora
entrano a far parte della storia. Il primo di questi è Champagne,
capo degli Statesman, interpretato dal premio Oscar Jeff
Bridges. Accanto a lui, nei panni dei suoi agenti
migliori, vi sono Channing
Tatum interprete di Tequila, la premio Oscar Halle
Berry nel ruolo di Ginger e Pedro
Pascal, ora noto per la serie The Mandaloriannei panni di
Whiskey. Nel film è poi presente anche Michael
Gambon, celebre per il ruolo di Albus Silente nella
saga di Harry Potter, che interpreta qui Artù, capo dei
Kingsman. Infine, si annovera anche un cameo del cantante
Elton John, il quale compare nei panni di sé
stesso.
Dato il grande successo al box
office anche di questo sequel, la Fox si è dichiarata interessata a
proseguire le vicende dell’ormai celebre e apprezzata agenzia dei
Kingsman. Attualmente è dunque in lavorazione un terzo capitolo,
che porterà così a compimento la trilogia di film principali. Prima
di questo, però, nel 2021 è arrivato al cinema il film The King’s Man – Le
origini. Questo è il primo prequel della saga, ed è
ambientato durante la Seconda guerra mondiale, andando a narrare la
nascita dell’organizzazione del titolo. Protagonista del film è
l’attore Ralph
Fiennes.
Il trailer e dove vedere il film in
streaming e in TV
In attesa di vedere gli sviluppi
della saga, per gli appassionati è possibile fruire di
Kingsman – Il cerchio d’oro grazie alla sua presenza
su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in
rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten
TV, Apple
TV, Prime Videoe Disney+ Per vederlo, una volta
scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo
film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il
film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
giovedì 11 aprile alle ore 21:20
sul canale Italia 1.
Il film Chiamata senza
risposta del 2008 ha fatto molto parlare di sé sia
prima che dopo la sua uscita. Remake del J-Horror di Takashi Miike
intitolato The Call – Non rispondere (2004), questo film
diretto da Eric Valette ha infatti vissuto
numerosi problemi produttivi e accesi dibattiti pubblici. Lo
sceneggiatore originale, Andrew Klaven, ha infatti
detto più volte di aver scritto la sceneggiatura pensando che
sarebbe stata una commedia horror e di essere rimasto molto
sorpreso quando il film è stato trasformato in un horror “serio”.
Riguardo ad alcuni dialoghi molto goffi, ha anche dichiarato che:
“Dovevano essere battute“.
Nel corso della lavorazione,
infatti, la produzione decise di trasformare radicalmente il
progetto, fino a fargli assumere un tono completamente diverso
rispetto a quanto inizialmente stabilito. Durante la preparazione
del film, il regista ha anche evitato di guardare la versione
originale giapponese e ha chiesto agli attori di fare altrettanto,
così da non correre il rischio di replicare alcuni degli elementi
presenti in quel film. C’è dunque stato un evidente scontro tra chi
voleva realizzare un vero e proprio remake e chi invece dar vita ad
un’opera solo liberamente ispirata al titolo giapponese del
2004.
Chiamata senzarisposta, in ogni caso, è stato l’ultimo remake
horror giapponese a essere distribuito nelle sale cinematografiche
dopo l’inizio della tendenza iniziata con The Ring (2002).
A questo film viene dunque spesso attribuita la colpa di aver
spento l’interesse del pubblico per i remake horror giapponesi. In
questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali
curiosità relative a Chiamata senza risposta.
Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare
ulteriori dettagli relativi alla trama, al
cast di attori e alla spiegazione del
finale. Infine, si elencheranno anche le principali
piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama e il cast di
Chiamata senza risposta
Protagonista del film è
ElizaBeth Raymond, una giovane ragazza che ha
visto quattro dei suoi amici morire in situazioni poco chiare dopo
aver ricevuto a turno una telefonata dal futuro in cui erano
registrate le loro ultime parole, con il giorno e l’ora esatta
della loro morte. Le telefonate provengono sempre da una persona
recentemente morta, trasmettendosi dunque quasi come un virus. Gli
agenti di polizia credono si tratti di una follia di gruppo, mentre
Jack Andrews, investigatore, non è convinto sia
così e vuole approfondire anche l’aspetto paranormale della
vicenda, soprattutto perché sua sorella è scomparsa in modo molto
simile, come se ci fosse una terribile maledizione.
Così l’uomo comincia a indagare
insieme a Beth, cercando di capire da dove provengano le
telefonate. Le tracce portano a Marie Layton, una
donna affetta dalla sindrome di Polle che in passato aveva
molestato le sue figlie Ellie e
Laurel: la prima era morta per un attacco di asma,
mentre la seconda era stata affidata a una casa-famiglia. Il
sospetto ricade dunque sulla, ma quando la trovano è già deceduta.
Beth e Jack si mettono allora in viaggio per comunicare a Laurel
che la madre è morta. Una volta arrivati da lei, però, scoprono
qualcosa che stravolgerà completamente quanto credevano di sapere
sugli abusi subiti in passato dalle due sorelle.
Ad interpretare la protagonista,
Elizabeth Raymond, vi è l’attrice Shannyn
Sossamon, nota per i film Il destino di un cavaliere e Le regole
dell’attrazione. Nel ruolo del detective Jack Andrews vi è
invece l’attore Edward Burns, mentre Ana
Claudia Talancón è Taylor Anthony, amica di Beth.
Completano poi il cast Ray Wise – celebre per il
ruolo di Leland Palmer in Twin Peaks – nel ruolo del
produttore televisivo Ted Summer, Rhoda Griffis in
quello di Mary Layton e Raegan Lamb in quello di
Laurel Layton. Ariel Winter, invece, interpreta
Ellie Layton da bambina, mentre nella sua versione fantasma è
interpretata da Sarah Jean Kubik.
La spiegazione del finale del
film
Nel finale del film, nel tentativo
di trovare Laurel, Jack e Beth si recano nella sua casa adottiva e
qui scoprono un filmato registrato da una telecamera nascosta
nell’occhio dell’orsacchiotto di Laurel. Questo rivela che a
perpetrare le molestie nei confronti di Laurel non è stata Marie,
bensì la sorella Ellie. Dopo che la madre ha scoperto la cosa, ha
portato Laurel d’urgenza in ospedale, rinchiudendo invece Ellie
nella stanza. Qui, la bambina ha però avuto un attacco d’asma
improvviso, andando incontro alla morte ma non prima di essersi
imbattuta nei futuri elementi della sua maledizione: un millepiedi,
un’inquietante bambola e la musica simile a una ninna nanna emanata
dall’orsacchiotto, udibile durante ogni chiamata.
Laurel rivela poi che Ellie, pur
avendola ferita, le ha sempre fornito le caramelle. Capendo che è
stata Ellie a causare la maledizione, Jack si reca a casa di Beth,
la quale aveva ricevuto a sua volta una chiamata ed era dunque
stata designata come nuova vittima. Giunto a casa della ragazza,
però, Jack viene trafitto da un coltello, rimanendo ucciso. Appare
a quel punto Ellie, che attacca Beth. Lo spirito di Marie,
tuttavia, interviene, legando Ellie al telefono di Jack e
riconciliandosi con Beth prima di scomparire. Il film finisce con
la bocca di Jack che rovescia una caramella rossa e il suo
cellulare che si compone automaticamente, lasciando intendere che
la maledizione potrebbe ancora essere in vigore.
Il trailer di Chiamata
senza risposta e dove vederlo in streaming e in TV
Sfortunatamente il film non è
presente su nessuna delle piattaforme streaming attualmente attive
in Italia. È però presente nel palinsesto televisivo di
giovedì 11 giugno alle ore 21:15
sul canale Italia 2. Di conseguenza, per un
limitato periodo di tempo sarà presente anche sulla piattaforma
Mediaset Play, dove quindi lo si potrà vedere
anche oltre il momento della sua messa in onda. Basterà accedere
alla piattaforma, completamente gratuita, per trovare il film e far
partire la visione.
Il genere dei teen drama,
ovvero quei
film per ragazzi incentrati su profondi sconvolgimenti
dell’animo, si affermano quasi sempre come grandi successi,
riuscendo ad andare ad intercettare un preciso pubblico a cui
troppo spesso non si dedicano le giuste attenzioni. Film come la
serie di After, Colpa
delle stelle,Noi siamo infinito o il recente Fabbricante
di lacrime ne sono un esempio. Un altro titolo di questo
genere affermatosi come un buon successo, principalmente per merito
della presenza di due noti attori protagonisti, è Time Is
Up (qui
la recensione), realizzato nel 2021 dalla regista Elisa Amoruso, già
autrice del documentario Chiara
Ferragni: Unposted e del film Maledetta
primavera.
“Time Is up è un film che nasce
da una riflessione sul tempo e da come le circostanze di un evento
possano modificare le vite di due personaggi che si incontrano e
sono destinati a stare insieme.”, ha raccontato Amoruso.
“Nel film ci sono diversi piani di realtà, per via della
memoria di Vivien che viene ricostruita attraverso immagini brevi,
colori attenuati, suoni lontani, che si mescolano nella confusione
di un ricordo sospeso, quasi tra sogno e realtà. Time Is Up
rappresenta la sfida di rivisitare il genere teen con delle note
diverse, cercando di ricostruire tutti gli aspetti di un percorso
che attraverso l’amore porta alla ricerca della propria
identità.”
Per tutti gli appassionati del
genere, si tratta dunque di un titolo da non perdere, che offre sì
grandi emozioni ma anche profonde riflessioni su chi si è e chi si
diventa quando ci si trova a confrontarsi in modo tanto stretto,
come avviene con una relazione sentimentale, con altro all’infuori
di sé. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle
principali curiosità relative a Times Is
Up. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti
possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama, al cast di attori, alla
colonna sonora e al sequel.
Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
Protagonisti del film sono gli
adolescenti Vivien e Roy. Lei è
un’ottima studentessa, che eccelle in ogni materia, in particolare
nella fisica, ma che proprio per via della sua estrema dedizione
allo studio non vive a pieno la sua vita, convinta che la felicità
sia rimandabile a un prossimo futuro. Lui, invece, è un giovane
problematico, che si porta dietro il peso di un trauma vissuto
durante l’infanzia, con il quale non riesce a fare i conti e che
torna puntualmente a tormentarlo. Nonostante queste personalità
opposte, un incidente comune li porterà a riflettere sulla loro
vita e ad avvicinarsi, fino ad innamorarsi perdutamente l’uno
dell’altra.
Ad interpretare Vivien e Roy vi sono
gli attori Bella Thorne e la popstar Benjamin
Mascolo, i quali al tempo delle riprese erano una
coppia anche nella vita reale. Lei, classe 1997, è
conosciuta principalmente per aver interpretato Cece Jones nella
serie Disney Channel A tutto ritmo e Paige Townsen nella
serie teen drama Famous in Love, ma vista anche nel film
Il
sole a mezzanotte. Mascolo, invece, è divenuto noto in
quanto membro del duo musicale Benji e Fede. Accanto a loro, nel
film, recitano gli attori Sebastiano Pigazzi nel
ruolo di Steve e Nikolay Moss in quelli
dell’allenatore di nuoto Dylan.
La colonna sonora e il libro tratto
dal film
Dopo aver realizzato insieme il
video di Finché le stelle non brillano, primo singolo da
solista di Benjamin Mascolo, quest’ultimo e Bella Thorne cantano
insieme per la prima volta in una canzone dal titolo Up
in flames, che è stata inserita come brano portate
all’interno di Time Is
Up, e dove Mascolo canta per la prima volta in
inglese. Il brano è stato prodotto da Noah
Conrad (producer di note personalità della muscia come
BTS, LANY, Niall
Horan e Billie Eilish). Dal film è poi
stato tratto anche un romanzo omonimo con il sottotitolo
L’amore cambia tutto, pubblicato dalla casa editrice
Sperling & Kupfer.
Time Is Up 2: il
sequel del film
Nel 2022, un anno dopo il primo
film, è stato realizzato un sequel intitolato semplicemente
Time Is Up 2. In questo, con Thorne e Mascolo di
nuovo nei rispettivi ruoli, si raccontano ulteriori sviluppi nella
storia d’amore tra Vivien e Roy, con i due in vacanza in Sicilia,
terra natìa di lui, dove però si dovranno confrontare con una
vecchia fiamma del ragazzo. Inoltre, Roy riceve un’offerta di
lavoro che costringerà Anna a scegliere cosa fare del suo futuro. I
fan si sono poi chiesti se ci sarà anche un Time Is Up
3, ma con la fine della relazione tra i due attori il
progetto si è fatto meno probabile e lo stesso Mascolo in
un’intervista ha dichiarato che Time Is
Up è: “Una parentesi del passato”.
Il trailer del film e dove vederlo
in streaming e in TV
È possibile fruire di Time Is
Up grazie alla sua presenza su une delle più popolari
piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti
disponibile nel catalogo di Prime Video. Per vederlo, basterà un
abbonamento generale alla piattaforma e ricercando il titolo i avrà
così modo di guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità
video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
giovedì 11 aprile alle ore 21:20
sul canale Rai 2.
Ci è stato detto di aspettarci
qualcosa dal regista di SupermanJames
Gunn durante il panel della Warner Bros. al
CinemaCon, il che ha portato a speculare sul fatto che potremmo
finalmente dare una prima occhiata al nuovo Uomo d’Acciaio.
Purtroppo dovremo aspettare ancora
un po’ per vedere David Corenswet nei panni del leggendario eroe
della DC Comics, ma James
Gunn ha inviato un video messaggio dal set per i
presenti.
Il logo completo di
Superman è apparso sullo schermo alla fine della
clip. Abbiamo anche quello che sembra essere un logo del
merchandising, chiaramente creato prima che il film eliminasse
“Legacy” dal suo titolo.
Superman, tutto
quello che sappiamo sul film di James Gunn
Superman,
scritto e diretto da James Gunn, non
sarà un’altra storia sulle origini, ma il Clark Kent che
incontriamo per la prima volta qui sarà un “giovane reporter” a
Metropolis. Si prevede che abbia già incontrato Lois Lane e,
potenzialmente, i suoi compagni eroi (Gunn ha detto che
esistono già in questo mondo e che l’Uomo di domani non è il primo
metaumano del DCU). Il casting ha
portato alla scelta degli attori David Corenswet
e Rachel
Brosnahan come Clark Kent/Superman e Lois Lane. Nel
casta anche Isabela Merced, Edi Gathegi,
Anthony Carrigan,
Nicholas Hoult e Nathan Fillion.
Il film è stato anche descritto
come una “storia
delle origini sul posto di lavoro“, suggerendo che una
buona parte del film si concentrerà sull’identità civile di
Superman, Clark Kent, che è un giornalista del Daily Planet.
Secondo quanto riferito, Gunn ha consegnato la prima bozza della
sua sceneggiatura prima dello sciopero degli sceneggiatori, ma ciò
non significa che la produzione non subirà alcun impatto in
futuro.
“Superman è il vero fondamento
della nostra visione creativa per l’Universo DC. Non solo Superman
è una parte iconica della tradizione DC, ma è anche uno dei
personaggi preferiti dai lettori di fumetti, dagli spettatori dei
film precedenti e dai fan di tutto il mondo”, ha detto Gunn
durante l’annuncio della lista DCU. “Non vedo
l’ora di presentare la nostra versione di Superman, che il pubblico
potrà seguire e conoscere attraverso film, film d’animazione e
giochi”. Il film uscirà nelle sale l’11 luglio
2025.
Quando Joss Whedon
ha deciso di rigirare la quasi totalità di Justice
League, ha dovuto affrontare molte sfide (tra cui
l’allontanamento di un cast che ha avuto per lo più solo cose
negative da dire su di lui). L’ostacolo più grande, tuttavia, si è
rivelato essere i baffi di Henry Cavill.
L’attore britannico stava girando
Mission: Impossible – Fallout e la Paramount Pictures non era
disposta a rischiare di interrompere la produzione permettendo a
Henry Cavill di radersi i baffi. Ciò ha
significato le queste scene aggiuntive per il film DC avrebbero
dovuto essere girate con Henry Cavill vestito da Superman… con i baffi.
Invece di utilizzare i VFX per dare
all’Uomo d’Acciaio una barba – cosa che esiste già nei fumetti –
gli è stata rifatta una mascella in CGI che è stata oggetto di
scherno dal 2017. Il povero Henry Cavill aveva un aspetto ridicolo ed era
impossibile non essere distratti dalla strana bocca di Superman o
dal ghigno da Joker mentre chiacchierava con Lois Lane.
Apparso ieri sera al CinemaCon per
parlare del suo ruolo nel prossimo remake di Highlander,
l’ex Uomo d’Acciaio ha deciso di sdrammatizzare la sua esperienza
in Justice League facendo riferimento a
“un paio di baffi controversi che hanno quasi rovinato la
mia carriera“.
Il film sembrava aver spento il suo
interesse a interpretare nuovamente Clark Kent (non è
stato nemmeno coinvolto nell’uscita della Snyder
Cut), finché The Rock non lo ha convinto
a tornare in Black
Adam. Il piano prevedeva che Henry Cavill fosse protagonista di un’uscita
da solista per Supes, solo che i DC Studios gli
hanno tolto il tappeto da sotto i piedi quando è stata presa la
decisione di riavviare il DCEU come
DCU.
“Non so quanto Henry fosse
presente in Justice League“, ha dichiarato il regista di
Mission: Impossible“, ha dichiarato
Christopher McQuarrie in merito alla controversia.
“Non ho mai visto il film, ma posso dirvi quanto sarebbe
costato a Mission: Impossible aggiungere digitalmente i baffi di
Henry Cavill“.
“Abbiamo detto: ‘Ecco cosa
faremo: dateci i 3 milioni di dollari e chiuderemo, così Henry
Cavill avrà il tempo di farsi ricrescere i baffi e noi chiuderemo
il nostro film’“.
“Qualcuno della
Paramount Pictures ha detto: ‘Cosa sta succedendo? Di cosa state
parlando? Hanno detto: ‘Non c’è modo di farlo'”, ha
ricordato il regista. “Ci siamo detti: “Ok”. Era il piano
migliore che potessimo escogitare“.
Le Director’s Cut dei registi hanno
da tempo generato discussioni tra gli appassionati di cinema, con
alcuni film –
Blade Runner e
Superman II, ad esempio – che hanno tratto grande
beneficio dal fatto che i registi dietro la macchina da presa hanno
potuto condividere la propria visione, non imposta dallo
studio.
Nel corso degli anni, Zack
Snyder ha realizzato diversi director’s cut. Ci sono state
tre versioni diverse di Watchmen e anche Batman v Superman: Dawn of Justice ha avuto
una “Ultimate Edition” con rating R per la sua
uscita in Blu-ray.
Inutile dire che probabilmente non
abbiamo bisogno di riepilogare le circostanze spesso bizzarre che
hanno portato alla realizzazione della
Zack Snyder’s Justice League.
Più avanti nel corso dell’anno, il
regista pubblicherà su Netflix le versioni più lunghe di entrambi i
film di Rebel
Moon, ma sembra che voglia che un altro dei suoi
progetti dal passati riceva lo stesso trattamento:
Sucker Punch del 2011.
“L’unico film che cambierei è
Sucker Punch, perché non è mai stato finito
correttamente“, dice Snyder a Empire Online. “Anche la
director’s cut non è davvero il taglio corretto. È solo una
versione estesa. Se ne avessi la possibilità, sistemerei quel
film“.
“Ho il filmato già girato:
devono solo permettermi di metterlo insieme“, continua.
“Ogni tanto lo chiediamo. Dobbiamo chiederlo di nuovo. Penso
che ci debba essere una finestra in cui nessuno ha il
film“.
Per quanto riguarda il modo in cui
i fan possono aiutare, sembra che Zack Snyder stia
cercando di creare un altro movimento
#ReleaseTheSnyderCut”. “Se vogliono iniziare
una campagna, va bene“, ha suggerito il regista al termine
dell’intervista.
Sucker Punch segue la storia di Babydoll (Emily
Browning), una giovane donna che viene internata dal patrigno
violento dopo un tragico incidente che coinvolge sua sorella.
Per affrontare la dura realtà,
Babydoll si ritira in un mondo di fantasia dove immagina se stessa
e i suoi compagni di cella come abili guerrieri in cerca di
libertà.
In queste sequenze di fantasia,
Babydoll e le sue compagne, tra cui Sweet Pea
(Abbie Cornish), Rocket (Jena
Malone), Blondie (Vanessa Hudgens) e Amber (Jamie
Chung), si imbarcano in audaci missioni contro nemici
fantastici, cercando di raccogliere gli oggetti necessari per la
loro fuga. L’impressionante cast comprende anche Carla Gugino, Oscar Isaac, Jon
Hamm e Scott Glenn.
Il film ha ottenuto recensioni
ampiamente negative – ha un pessimo 22% su Rotten Tomatoes – e ha
incassato appena 89,8 milioni di dollari a fronte di un budget
dichiarato di 82 milioni di dollari.
Sucker Punch ha la sua schiera di fan, ma abbastanza
da giustificare un’edizione estesa?
Famke Janssen ha interpretato per la prima volta
Jean Grey in X-Men del 2000 e, dopo l’apparente scomparsa
della mutante in X2: X-Men
United, è tornata come cattiva nel poco apprezzato
X-Men: The Last Stand. Sono seguiti dei camei in
The Wolverine e X-Men: Giorni di un futuro passato, ma il
legame con il personaggio per
Famke Janssensembrava finito
lì.
Da tempo circolano voci sulla
possibilità di vedere gli X-Men in Deadpool &
Wolverine; il franchise della Merc with the Mouth ha
sempre giocato un po’ con la continuità (Deadpool
2 ha visto un cameo dei personaggi dell’era prequel) e
scommettiamo che gli X-Men di questo film abbiano legami con
la Bestia e Binary che abbiamo incontrato nella scena di metà film
di The Marvels.
In ogni caso, alcuni volti noti dei
mutanti sono destinati a comparire, con il Ciclope di
James Marsden che si vocifera possa
apparire e Sir Patrick Stewart che ha quasi confermato che
tornerà nel ruolo del Professor X.
Purtroppo, sembra che la
Jean di
Famke Janssen non si unirà a loro.
Parlando con Screen Geek del suo
ruolo in Boy Kills World, l’attrice ha dichiarato: “Non sono in
[Deadpool &
Wolverine]. No. Tutti continuano a chiedermelo.
Quindi, a un certo punto, ho pensato: “Aspettate, sono in Deadpool
e non lo so ancora?” Ma no. Non lo sono. No, no“.
Forse sta cercando di sviare
l’attenzione per evitare di spoilerare qualcosa, ma questo è un no
piuttosto deciso. In definitiva, probabilmente scopriremo se ha
girato qualcosa solo quando ci si siederà a guardare Deadpool &
Wolverine nelle sale quest’estate.
Deadpool &
Wolverine riunisce il protagonista Ryan Reynolds con Shawn Levy, regista di
Free Guy e The Adam Project, che ha firmato la regia
dell’atteso progetto. Hugh Jackman
uscirà finalmente dal suo pensionamento da supereroi per riprendere
il ruolo di Wolverine. Sebbene i dettagli
ufficiali della storia di Deadpool &
Wolverine, con protagonista Ryan Reynolds,
non siano infatti ancora stati rivelati, si presume che la trama
riguarderà il Multiverso. Il modo più semplice per i Marvel Studios di unire la
serie di film di Deadpool – l’unica parte del
franchise degli X-Men sopravvissuta all’acquisizione della Fox da
parte della Disney – è stabilire che i film di Reynolds si siano
svolti in un universo diverso.
Ciò preserva i film degli X-Men della Fox nel loro universo, consentendo al
contempo a Deadpool e Wolverine, di nuovo interpretato da Hugh Jackman,
viaggiare nell’universo principale dell’MCU. Nel film saranno poi presenti anche personaggi
presenti nei primi due film di Deadpool, come Colossus e
Testata Mutante Negasonica. Da tempo, però, si vocifera che anche
altri X-Men possano fare la loro
comparsa nel film, come anche alcuni altri supereroi della
Marvel comparsi sul
grande schermo nei primi anni Duemila, in particolare il Daredevil di Ben
Affleck.
Una voce recente afferma che anche
Liev Schreiber
sia presente riprendendo il suo ruolo Sabretooth. Di certo,
Morena Baccarin
(Vanessa), Karan Soni (Dopinder), Leslie
Uggams (Blind Al), Rob Delaney (Peter) e
Shioli Kutsuna (Yukio) torneranno tutti nei panni
dei rispettivi personaggi, e a loro si uniranno i nuovi arrivati in
franchising Emma Corrin (The
Crown) e Matthew
Macfadyen (Succession), i cui ruoli sono ancora segreti. Un
recente report afferma inoltre che la TVA di Loki, incluso l’agente
Mobius (Owen Wilson) e
Miss Minutes, saranno coinvolti nel film. Deadpool &
Wolverineuscirà nei cinema il 26 luglio
2024.
Il mondo è stato ufficialmente
incendiato con la prima di Fallout,
uno degli adattamenti di videogiochi più attesi del 2024. Basato
sul pluripremiato videogioco di Bethesda
Softworks, Fallout porta
gli spettatori in una terra desolata post-apocalittica, nata dalla
scia di una devastante guerra nucleare. Un trio eterogeneo di
personaggi sono i protagonisti principali del nuovo show.
Un’ingenua abitante della camera blindata di nome Lucy
(Ella Purnell), Un aspirante cavaliere
della Confraternita d’Acciaio di nome Maximus (Aaron
Moten) e, forse il più intrigante di tutti, un mutante a
caccia di taglie di nome Cooper Howard (Walton Goggins), talvolta chiamato
semplicemente il Ghoul.
Cooper Howard (il
Ghoul) è senza dubbio uno dei personaggi più
complessi e approfonditi della nuova serie, il che è ironico visto
che gran parte della sua carne è stata bruciata. Sebbene sia
conosciuto come “il Ghoul”, non è certo l’unico: come i fan della
lunga serie già sanno, ci sono migliaia, se non centinaia di
migliaia, di ghoul nel mondo di Fallout.
Tuttavia, qualcuno potrebbe chiedersi da dove provengano i ghoul,
di cosa siano capaci e perché siano comunemente evitati e temuti
dagli altri abitanti delle Terre Desolate.
I ghoul di “Fallout”
sono una conseguenza diretta della Grande Guerra
La storia dei ghoul nell’universo
di Fallout
inizia proprio all’inizio dell’apocalisse nucleare portata sul
mondo dalla Grande Guerra. Prevedibilmente, a meno
che non si sia uno dei pochi fortunati membri della classe
superiore ad avere accesso a un Vault Shelter, la
stragrande maggioranza della popolazione degli Stati Uniti fu
completamente sradicata dal fallout nucleare. Alcuni riuscirono a
evitare per un pelo le radiazioni, dando origine a una generazione
di abitanti delle Terre Desolate di superficie, ma altri
sopravvissero alle esplosioni nucleari senza uscire indenni dal
disastro.
Migliaia e migliaia di persone
esposte ai livelli letali di radiazioni si sono viste bruciare la
pelle dal corpo, con la scomparsa di appendici come il naso. Mentre
i loro corpi sono stati danneggiati in modo irreparabile, le loro
menti sono rimaste intatte (o per quanto possibile in un disastro
nucleare). Probabilmente sono rimasti gli unici sopravvissuti tra
le loro famiglie e i loro amici, e ne abbiamo un assaggio nella
scena iniziale dell’episodio pilota.
Prima di diventare Il
Ghoul, il personaggio di Walton Goggins
era conosciuto come Cooper Howard, una star della recitazione
abbastanza famosa nei film western di Hollywood. Dopo aver
presumibilmente litigato con la moglie Barb (Frances
Turner), si è trovato in difficoltà poco prima dell’inizio
della Grande Guerra, dovendo ricorrere alla recitazione di un
cowboy alle feste di compleanno dei bambini solo per sbarcare il
lunario. Non è una situazione ideale, ma è certamente migliore di
quello che sarebbe successo poco dopo. Questo tragico evento non
solo trasformò Cooper in uno spietato ghoul cacciatore di taglie,
ma gli porterà via anche tutto ciò che ha sempre amato. Non è
ancora chiaro se Barb e sua figlia saranno vivi o meno alla fine
della prima stagione di Fallout,
ma considerando la propensione di questo show per i personaggi
longevi, non dovrebbe essere una sorpresa.
Essere un Ghoul è un dono e una
maledizione
Come probabilmente avrete già
capito, la maggior parte dei ghoul del mondo di
Fallout era presente al momento della caduta delle
bombe. Ciò è avvenuto più di due secoli prima degli eventi della
serie, il che significa essenzialmente che i ghoul
sono in grado di vivere per centinaia, forse addirittura migliaia
di anni. L’incredibile longevità non finisce qui, perché i
ghoul hanno anche miracolose capacità rigenerative
che potrebbero renderli il prossimo passo dell’evoluzione
umana.
Nel secondo episodio di
Fallout, dopo che Lucy spara a Cooper con una
pistola a dardi, il cacciatore di taglie risponde dicendo:
“Beh, questa è una goccia molto piccola in un secchio di droga
molto, molto grande“. Vediamo che dopo la Grande Guerra,
diventare un ghoul è ancora possibile quando a
Thaddeus (Johnny Pemberton) viene dato un
misterioso elisir che guarisce il suo piede maciullato ma lo
trasforma anche in un ghoul. La maggior parte dei
ghoul è immune alla maggior parte delle droghe ed
è persino completamente resistente alle radiazioni (anche se molti
ghoul sono noti per essere dipendenti dalla
pericolosa droga delle Terre Desolate, il Jet).
Continuando con i loro poteri rigenerativi, i
ghoul sono storicamente resistenti alla maggior
parte delle forme di danno. Possono resistere a vari tipi di
proiettili e, in alcuni casi, possono persino riattaccarsi parti
del corpo.
Queste prodezze di immortalità
pratica possono sembrare qualcosa per cui chiunque viva nelle Terre
Desolate ucciderebbe. Tuttavia, c’è uno svantaggio significativo e
debilitante rispetto all’immunità dai danni dei ghoul. Sebbene la
causa e il motivo di questo fenomeno non siano del tutto noti,
quasi tutti i ghoul dell’universo di
Fallout diventano feroci alla fine. È solo una
questione di tempo. Invece di essere i
sopravvissuti relativamente lucidi della guerra, regrediscono in
zombie violenti e senza cervello che uccidono tutto ciò che vedono.
Da soli, i Ghoul ferali sono abbastanza facili da
affrontare, ma se sono in un gruppo numeroso, possono facilmente
sopraffare anche gli abitanti delle Terre Desolate più esperti.
I Ghoul sono spesso evitati dal
resto della popoliazione delle Terre Desolate
La capacità dei
ghoul di diventare imprevedibilmente feroci è il
motivo principale per cui i ghoul sono spesso
evitati dalla società. O, per lo meno, dalle poche sacche di
società che ancora rimangono nelle Terre Desolate.
Il loro aspetto e la loro natura stereotipata e pericolosa hanno di
fatto trasformato i ghoul in cittadini di seconda
classe negli insediamenti del mondo, anche se probabilmente hanno
più conoscenza del mondo e di ciò che è esistito prima di chiunque
altro sul pianeta.
Questo rende le cose ancora più
difficili per Cooper nella serie televisiva di
Fallout. Non solo è un ghoul, ma è anche
un fhoul particolarmente infame, con la sua reputazione di
spietato cacciatore di taglie conosciuta in lungo e in largo in
quella che era Los Angeles. C’è una vera e propria tragica ironia
in questo, dato che Cooper una volta era una star
di Hollywood immediatamente riconoscibile, che ora è
irriconoscibile da quando è diventato un fhoul ostracizzato. Il
ruolo di Cooper nella storia è molto più di un
semplice cacciatore di taglie, tuttavia, quale sarà il suo ruolo
dopo che Max avrà ripristinato l’energia in
California rimane un mistero.
Scary Movie, la
serie comica che ha messo alla berlina film horror come
Scream e I Know What You Did Last
Summer tra gli altri, verrà riavviata.
La Paramount Pictures ha annunciato
che sta collaborando con il mega-produttore di Fast and
FuriousNeal H. Moritz per far
risorgere il franchise dormiente. Scary Movie
entrerà in produzione nell’autunno del 2024 e dovrebbe uscire nei
cinema nel 2025. La serie ha generato cinque film precedenti prima
di rimanere senza benzina con
la puntata del 2013. Ma l’horror ha continuato a essere una
forza importante al botteghino, con film come Five Nights at Freddy’s, Smile e
M3GAN che attirano grandi folle. Quindi c’è molto
nuovo materiale da parodiare per il team.
Scary Movie è stato
realizzato anche come parte della partnership first look della
Paramount con Miramax, lo studio dietro il franchise
cinematografico. Miramax finanzierà interamente la produzione,
mentre la Paramount si occuperà della distribuzione. L’etichetta
indipendente è una joint venture tra Paramount e BeIN. Miramax ha
recentemente annunciato di avere un nuovo CEO, l’ex capo della MGM
Jonathan Glickman.
Gru, il supercriminale in
convalescenza diventato papà coccoloso e adorabile, è tornato in
azione per Cattivissimo
Me 4. La Universal ha presentato in anteprima una
nuova sequenza del quarto capitolo del franchise principale in
occasione del CinemaCon.
Il video presentava un aspirante
cattivo (Joey King) e una nuova aggiunta alla
famiglia Gru – Gru Jr., che ha una forte
somiglianza con il suo omonimo dal naso a becco – mentre tentavano
una rapina in stile Mission: Impossible di un
castello pesantemente fortificato. L’unico problema è che gli
assistenti di Gru, i Minion, hanno portato l’attrezzatura
sbagliata. Invece della sua attrezzatura e dei suoi gadget, è
armato solo di una borsa per pannolini. Ciò significa che Gru deve
affrontare laser, guardie e un feroce tasso del miele con solo
crema per dermatite da pannolino, biberon e un ciuccio per
proteggerlo. Non aiuta il fatto che Gru Jr. continui a strisciare
in giro, innescando ina vvertitamente trappole esplosive.
E a giudicare dalle fragorose risate
e dagli applausi che hanno accolto il filmato, il pubblico dei
proprietari di cinema chiaramente non vede l’ora che ritornino i
Minions, quelle tenerissime creature giallo
evidenziatore che hanno reso i loro film un successo enorme presso
il pubblico dei più piccoli. Dopotutto, la serie è responsabile di
un forte aumento delle vendite di popcorn, che è il modo in cui gli
espositori ottengono la maggior parte dei loro profitti. Il
fondatore della Illumination Chris Meledandri ha
promesso che il film sarà “gioioso, sorprendente e pieno di
personaggi che amiamo”.
Si prevede che Cattivissimo
Me 4 sarà uno dei più grandi successi
dell’estate. Il film vede Gru (doppiato ancora una volta da
Steve Carell), sua moglie e collega
agente della Lega Anti-Villain Lucy (Kristen
Wiig), e la loro famiglia mentre fuggono quando vengono
presi di mira dal criminale Maxime Le Mal (Will
Ferrell) e la sua fidanzata femme fatale Valentina
(Sofia Vergara). È una riunione tra Wiig e
Ferrell, che sono apparsi contemporaneamente in “SNL”, così come
tra Ferrell e Carell, che hanno recitato insieme in
Anchorman. L’ensemble di voci memorabili comprende
anche Joey King, Miranda Cosgrove, Chloe
Fineman eStephen Colbert (vecchio
collega di Carell in “The Daily Show”).
Il momento storico è molto fortunato
per la Illumination, che dopo il successo di Super Mario prova a
replicare la fortuna del franchise che l’ha vista nascere.
Cattivissimo
Me 4 è diretto da un co-creatore dei Minions,
Chris Renaud (Cattivissimo
Me,Pets
– Vita da animali), ed è prodotto dal fondatore e CEO di
Illumination Chris Meledandri e da Brett
Hoffman (produttore esecutivo di The Super Mario Bros.
Movie e Minions 2 – Come Gru diventa cattivissimo).
Il film è co-diretto da
Patrick Delage (regista dei film d’animazione
Sing 2 e
Pets – Vita da animali 2), mentre la sceneggiatura è
del creatore di White Lotus,Mike White,
e dello scrittore veterano di tutti i film di Cattivissimo Me, Ken Daurio.
Prima che Hailey Upton (Tracy Spiridakos) lasci il Dipartimento di
Polizia di Chicago, i casi a cui sta lavorando la metteranno a dura
prova in Chicago
P.D.11×10. Il personaggio si è
trovato in luoghi molto oscuri nel corso della stagione, sia per
problemi personali che per problemi legati al lavoro, che sembra
essere il tema principale per lei in questa stagione.
Mentre lo show attraversa gli archi
dei personaggi, l’episodio 10 della stagione 11 di Chicago
P.D. torna a parlare di Hailey in un nuovo promo che
promette di essere ancora più straziante. Con il caso di Torres
(Benjamin Levy Aguilar) quasi nello specchietto retrovisore, è il
momento giusto per controllare Hailey e vedere come se la cava
emotivamente prima che Spiridakos lasci la serie alla fine della
stagione in corso.
Il video lascia presagire qualcosa
di diverso per l’Intelligence questa volta. Si erano abituati a
imbattersi in casi mentre erano in giro; sembrava quasi troppo
bello per essere vero. L’episodio in arrivo ha un caso che bussa
alla porta dell’unità: una bambina misteriosa trova la polizia.
Hailey è la prima persona a trovarla, il che fa capire il suo
attuale stato d’animo inquieto. Ha faticato a dormire e questo
potrebbe essere uno dei suoi affari notturni per esaurire il suo
corpo fino al punto in cui non può fare altro che spegnersi. La
bambina viene portata in ospedale per un esame medico, dove Hailey
la interroga.
La bambina è piuttosto giovane,
cosa che l’Intelligence e Voight (Jason
Beghe) prendono sul serio, soprattutto se lei o un altro
bambino sono in pericolo. Hailey scopre che la bambina è scappata
di casa, cosa che potrebbe sembrare tipica visto che i bambini
scappano sempre. Quando le viene chiesto di sua madre, la bambina
risponde che è a casa. Dopo ulteriori indagini, Hailey scopre
qualcosa di sconvolgente. “Tua madre esce mai di casa?”. Hailey
chiede. “No, lui non glielo permette”, risponde la bambina. Hailey
si chiede chi sia il “lui” a cui si riferisce. “Il mostro”,
risponde la bambina. Mentre Hailey parla con la bambina, si vedono
gli agenti di polizia che perlustrano una casa situata a distanza
nel bosco e ciò che scoprono sembra essere un caso di
rapimento.
Niente è così diretto come sembra
nello show e la situazione può diventare ancora più oscura molto
rapidamente, soprattutto se in quella casa ci sono altri bambini
che non si trovano da nessuna parte. Questo non farà certo bene ad
Hailey, che sta lottando con la realtà di questo lavoro e ha
iniziato a soffrire. Dopo l’interazione con Josephine Petrovic
(Bojana Novakovic), Hailey si rende conto di essere in rapida
discesa e che qualsiasi cosa stia facendo non funziona; se
funziona, è un cerotto per una ferita molto più grande.
Apprendiamo da Variety che Tim Kring, creatore
di Heroes, sta sviluppando un riavvio della sua
fortunata serie. Intitolato Heroes: Eclipsed, il
progetto è ambientato anni dopo gli eventi della serie originale di
supereroi, mentre nuovi esseri umani evoluti stanno scoprendo i
loro poteri. Kring è il produttore esecutivo di Heroes:
Eclipsed con il suo manager, Jordan Cerf
di Mosaic. Il cast deve ancora essere annunciato.
Heroes è andato in
onda per quattro stagioni sulla NBC dal 2006 al 2010, con
Hayden Panettiere, Jack Coleman, Milo Ventimiglia, Masi Oka,
Zachary Quinto, Sendhil Ramamurthy, Ali Larter, Adrian
Pasdar e Greg Grunberg. Kring ha poi
lavorato alla serie limitata del 2015 Heroes
Reborn, con Coleman che riprende il ruolo di Noah
Bennet. Anche Zachary Levi, Robbie Kay, Kiki Sukezane,
Ryan
Guzman, Rya Kihlstedt e Judith
Shekoni hanno recitato in Heroes
Reborn.
Nel 2015, mentre promuoveva
Reborn, Kring aveva accennato alla possibilità di
sviluppare più trame nell’universo di Heroes dopo
la serie di eventi di 13 episodi. “Ho sempre pensato che il
marchio fosse sufficientemente elastico e con una premessa
sufficientemente ampia”, ha affermato Kring. “È uno
spettacolo su persone comuni con poteri straordinari. Si tratta di
un numero indeterminato di persone in tutto il mondo che lo devono
salvare. Sono fiducioso che possiamo trovare più storie da
raccontare con alcuni personaggi che ritornano insieme a quelli
nuovi.”
In Shōgun 1×09 che
si intitolerà “Crimson Sky” Mariko arriva a Osaka per la lotta
della sua vita. Blackthorne e Yabushige cercano di salvare le loro
teste mentre le loro opzioni si riducono.
Di Cosa parla Shōgun?
La serie Shōgun
si avvale di un acclamato cast giapponese, senza precedenti per una
produzione americana, tra cui Tadanobu Asano nel ruolo di “Kashigi
Yabushige”, un noto traditore e stretto alleato di Toranaga; Hiroto
Kanai nei panni di “Kashigi Omi”, il giovane leader del villaggio
di pescatori dove viene trovata la nave di Blackthorne; Takehiro
Hira nel ruolo di “Ishido Kazunari”, un potente burocrate che è il
principale rivale di Toranaga; Moeka Hoshi in quello di “Usami
Fuji”, una vedova che deve trovare un nuovo scopo nel mezzo della
guerra del suo signore; Tokuma Nishioka nel ruolo di “Toda
Hiromatsu”, il generale fidato e il più caro amico di Toranaga;
Shinnosuke Abe nei panni di “Toda
Hirokatsu” (“Buntaro”), il marito geloso di Mariko; Yuki Kura in
quelli di “Yoshii Nagakado”, lo sfacciato figlio di Toranaga che ha
un forte desiderio di mettersi in gioco; Yuka Kouri nel ruolo di
“Kiku”, una cortigiana rinomata in tutto il Giappone per la sua
abilità artistica e Fumi Nikaido nel ruolo di “Ochiba no Kata”, la
venerata madre dell’erede che non si fermerà davanti a nulla pur di
porre fine a Toranaga e alla sua minaccia al potere del figlio.
Shōgun
è stata creata per la televisione da Rachel Kondo e Justin Marks,
con Marks in veste di showrunner e produttore esecutivo insieme a
Michaela Clavell, Edward L. McDonnell, Michael De Luca e Kondo. La
serie è prodotta da FX Productions.
James McAvoy interpreta un padre con un lato
oscuro nel remake targato Blumhouse di
Speak No
Evil, film horror danese del 2022, una commedia nera
di buone maniere come la pece su una famiglia che invita due amici
in vacanza nella loro idilliaca e remota casa di campagna. Si
trasforma in un viaggio dall’inferno quando le cose prendono una svolta
inimmaginabilmente sinistra.
Nel trailer inquietante appena
pubblicato, il personaggio di McAvoy è sempre più arrabbiato con i
suoi figli per non aver interpretato nella sua maniera
l’orecchiabile “Cotton Eyed Joe” di ispirazione folk.
Naturalmente, questo è di gran lunga l’ultimo dei problemi per gli
ospiti della sua umile dimora. In altre parti del filmato, il
personaggio di McAvoy continua a trovare modi nuovi e creativi per
assicurarsi che i suoi ospiti si sentano profondamente turbati.
Il regista James
Watkins ha presentato il trailer del film al CinemaCon. Il
regista ha elogiato la dualità di McAvoy, che riesce a offrire
performance piuttosto terrificanti in film come
Split e Glass nonostante il suo
atteggiamento accogliente nella vita reale. “È straordinario
che persona gentile, generosa, divertente e carismatica sia il mio
amico James”, ha detto Watkins alla stanza dei proprietari di
teatri al Caesars Palace. “Perché è anche capace di immergersi
in profondità piuttosto inquietanti nei suoi ruoli.” Watkins
descrive il suo personaggio dicendo: “Da un lato, è un amico,
ospite, marito e padre affascinante e socievole. E d’altra parte,
lui è, beh… non lo è affatto.” Speak No
Evilè
stato girato nel Gloucestershire, in Inghilterra, e Watkins ha
scherzato dicendo che la produzione era
“proprio come un campo estivo… con un tocco leggermente
deviante”.
Apparentemente la TV non ne ha
ancora abbastanza di Melrose Place. L’eccentrica
serie degli anni ’90, già riavviato una volta negli anni 2010, sta
cercando di trovare di nuovo la strada per il piccolo schermo, e
questa volta con la partecipazione di Heather
Locklear (che all’epoca veniva sempre considerata una
“guest star speciale”, anche se una volta entrata nel dramma ha
subito preso il comando), Laura Leighton e
Daphne Zuniga che sono tornate per riprendere i
loro ruoli nell’ultimo riavvio, scritto da Lauren
Gussis.
Gussis sarà anche produttore
esecutivo insieme a Leighton, Zuniga, Tiffany
Grant e Jason Weinberg. Ecco il logline:
“Quando uno dei loro più cari amici muore improvvisamente, i
residenti OG di Melrose Place si riuniscono per onorare il defunto.
Ma la pentola a pressione che si crea a seguito della reunion
scopre vecchi traumi, riaccende vecchie storie d’amore, riaccende
vecchi risentimenti e rivela nuovi segreti… gettando i nostri
personaggi in un dramma caotico che ricorda il passato, ma con una
prospettiva molto più moderna”.
CBS Studios si occuperà del riavvio,
basato sulla serie creata da Darren Star.
L’originale Melrose Place è andato in onda per
sette stagioni su Fox tra il 1992 e il 1999. Lo spettacolo era
originariamente un dramma con Thomas Calabro, Josie
Bissett, Andrew Shue, Courtney Thorne-Smith, Grant Show, Doug
Savant, Vanessa A. Williams e Amy Locane,
e più tardi Daphne Zuniga. Poi Heather
Locklear si è unita come Amanda Woodward e sono iniziati i
fuochi d’artificio. Successivamente le aggiunte al cast includevano
Laura Leighton, Marcia Cross, Jack Wagner, Kristin Davis,
Rob Estes, Lisa Rinna e Brooke Langton.
Il riavvio Melrose Place è andato in onda su The
CW dal 2009 al 2010.
Presentato nella sezione Un
Certain Regard del
Festival di Cannes 2023, I delinquenti di
Rodrigo
Moreno arriva oggi nelle sale italiane con
MUBI. Preparatevi a immergervi in un film
caleidoscopico e mutante che si muove tra generi e stili diversi:
parte come un film di rapina, si trasforma in una commedia e
finisce per assumere i contorni di una vignetta bucolica con echi
del cinema di Éric Rohmer. I delinquenti è una
storia piena di storie, o una storia che a poco a poco diventa
un’altra storia, o una materia in realtà informe, da cui emergono
molteplici storie: un’opera da non farsi assolutamente
scappare.
I delinquenti, la trama:
l’heist movie è un’anagramma
Il protagonista de I
delinquenti (almeno in principio) è Morán
(Daniel Elías), il tesoriere da “sempre” del Banco
Social Cooperativo nel cuore del centro di Buenos Aires. Dal suo
accesso privilegiato al caveau della tesoreria, alla vigilia di un
lungo fine settimana preleva 650.000 dollari. Perché questa cifra?
Perché è quanto lui e Román (Esteban
Bigliardi) avrebbero guadagnato per tutta la vita fino al
momento della pensione.
Morán compie la
rapina da solo, ma subito dopo convoca Román alla
pizzeria Imperio di Chacarita, dove gli fa un’offerta
irresistibile: occuparsi dei soldi per i tre anni e mezzo che
trascorrerà in carcere (perché intende costituirsi subito e
ammettere la sua colpa) e poi dividere il bottino. Questo è solo
l’inizio di un film felicemente imprevedibile e labirintico: la
prima ora delle tre di minutaggio de I delinquenti
si concentra sulle tensioni che Román vive in
banca quando iniziano a indagare sulla rapina (Laura
Paredes brilla nei panni di un’aggressiva detective
improvvisata e Mariana Chaud ha ottime sequenze
nei panni di un’impiegata infastidita dalle pressioni a cui sono
sottoposti i dipendenti), sui problemi relazionali
(Gabriela Saidón) che gli crea e sulla sua
confusione sul da farsi. Allo stesso tempo, Morán
si arrende e cerca di sopravvivere in una prigione dove, conoscendo
il tipo di crimine che ha commesso, anche i detenuti vogliono una
parte dei suoi soldi!
Questo fatto un po’ surreale apre le
porte a una seconda parte in cui il film si complica, abbandonando
gradualmente il suo carattere strettamente poliziesco e si apre ad
altre formule, mostrando le esperienze dei suoi due protagonisti in
due viaggi a Cordoba, che saranno compiuti per
ragioni che dovranno scoprire nel corso del film. Qui, l’idea
poetica e per certi versi abbastanza innocente di “libertà” appare
più chiaramente: andare a vivere in campagna, circondati da
cavalli, laghi, montagne, albe e belle donne al proprio fianco. Non
fosse che, come tutte le illusioni, anche questa è soffusa,
complicata, non così accessibile semplice come sembra.
Fonte: The Movie Database
L’heist movie è
un’anagramma
Ci si può chiamare
Morán o Román o
Ramón o Morna o
Norma, come cinque dei personaggi de I
delinquenti, anagrammi, risultanti dalla combinazione di
cinque lettere, che potrebbero farci pensare a cinque varianti
dello stesso personaggio, oppure che il film stesso sia concepito
come un anagramma di cui potremmo ricombinare i pezzi all’infinito.
O che, semplicemente, I delinquenti si propone
come un gioco sul linguaggio del cinema.
Sulla scacchiera c’è il film di
rapina, ridotto ai minimi termini, perché l’importante non è
l’esecuzione ma il suo potere di creare una storia che si biforca,
puntualmente sullo split screen: da una parte il ladro, un
impiegato che si consegna alla giustizia, e dall’altra il suo
complice di forza, che sceglie appositamente per custodire per lui
il denaro rubato durante i tre anni e mezzo, secondo le sue stime,
che passerà in prigione. Tutto è assurdo come sembra, ma I
delinquenti, come i suoi protagonisti, è solo guidato
dall’impulso.
La bellezza della deviazione
I calcoli di Morán
e Román saranno imprecisi come quelli dello
spettatore, che vedrà le sue aspettative messe in discussione a
ogni svolta della storia. In questo senso, il sorprendente
film di Rodrigo Moreno è in linea con altre
intriganti proposte argentine, come “La flor” di Mariano
Llinás o “Trenque Lauquen” di Laura
Citarella quando si tratta di liberare il racconto dalle
sue logiche strutturali, lasciandosi trasportare dalla bellezza
della deviazione: c’è sempre la possibilità di essere liberi, ci
dice Moreno, se ci abbandoniamo alla sorpresa del
mondo. Allora, un film di rapine, piuttosto austero e attraversato
da uno strano umorismo, diventa una fantasia bucolica, dove la
gente passa il tempo giocando con le catene di parole o
interrogandosi su un ricordo d’infanzia. Poi nasce l’amore,
scompare di nuovo, ritorna, ancora più forte, mentre il film si
apre, come un miracolo, a un futuro western.
Ne I delinquenti la
nozione di disallineamento all’interno della storia è
fondamentale. In una scena, un personaggio appare seduto su una
sedia girevole che cigola a ogni suo movimento, così come alcuni
dettagli “cigolano” intenzionalmente in quella che sembra una linea
di trama più o meno ordinata: corpi o parole che non aggiungono
nulla alla trama eppure sono lì, a volte ostacolandola. Allo stesso
modo, anche i generi si sfregano l’uno contro l’altro e producono
“rumore”: come se il thriller o la commedia non facessero altro che
nascondere la vita che scorre e che fatica a manifestarsi.
Proponendo una deviazione narrativa
che cambia il film per sempre – la sua seconda metà –
il film di Rodrigo Moreno mostra la possibilità di
una vita veramente diversa, alternativa: un’altra storia possibile,
in cui potrebbe esserci un’epifania, una rivelazione. Potrebbe
essere l’amore, il cinema o la letteratura, per citare le tre
opzioni fornite dal film, ma in ogni caso c’è sempre qualcosa in
grado di ribaltare l’esistenza: la narrazione. I
delinquenti, in quel momento, si mette in pausa, abbandona
la suspense per attenersi al paesaggio, lascia la città per entrare
in una natura sempre più misteriosa. Ed è in questa fuga radicale
che si colmano i buchi lasciati dagli scricchiolii della prima
parte: l a storia acquista così il suo senso compiuto, ma non
quello che pensavamo all’inizio, bensì un altro che è andato
mutando, trasformandosi a poco a poco.
Fonte: The Movie Database
Una tortuosa danza di generi: la
maturità di Moreno
Ne I
delinquenti Rodrigo Moreno salta sinuosamente da un
genere all’altro e, come gli altri registi citati, apre la porta a
diverse riflessioni (il rapporto tra classicità e modernità, la
prevalenza dei generi e la calligrafia visiva e sonora che
attribuiamo loro) senza perdere di vista la storia, i personaggi,
le emozioni o la necessità di riflettere sulle immagini.
Il film passa da
Morán a Román, andando avanti e
indietro nel tempo, da Buenos Aires a Córdoba e così via, ma
il punto cruciale è che, da quel momento in poi, il denaro in sé
passa in secondo piano e Moreno è più interessato
alla strana deriva emotiva dei suoi personaggi, al modo in cui la
rottura con le loro vite mobilita e altera tutti i loro piani. Los
delincuentes è l’opera della sua opera della maturità, il suo film
di riflessione sull’identità di ogni artista, un modo per tornare
al cuore del cinema argentino e alle sue pietre miliari dal posto
migliore possibile.
Un cinema che si reinventa, che
propone alternative alle piattaforme mainstream, che pensa al
nazionale da un punto di vista emancipatorio. Moreno si colloca in
questo gesto, raccoglie i flash del suo lavoro passato per
espanderli in un nuovo amalgama cinematografico, senza paura di
digressioni e anacronismi, assimilando la storia del suo Paese e
della sua generazione come qualcosa di più di un punto di
partenza.
Paramount Pictures
ha diffuso il trailer ufficiale di IF – Gli Amici
Immaginari, scritto e diretto da John Krasinski. Il film è l’incredibile e
magica storia di una bambina e della sua capacità di vedere gli IF,
cioè gli amici immaginari di tutte le persone. Grazie a questo suo
insolito superpotere, si imbarcherà in una magica avventura per
ricongiungere gli IF dimenticati con i loro bambini.
IFè
interpretato da Ryan Reynolds, John
Krasinski, Cailey Fleming, Fiona
Shaw. A dare le voci agli IF, personaggi meravigliosamente
unici che riflettono l’incredibile potere dell’immaginazione di un
bambino, saranno
Phoebe Waller-Bridge, Louis Gossett
Jr. e Steve Carell, e molti altri ancora.
IF – Gli Amici Immaginari, il poster
IF è
scritto e diretto da John Krasinski, ed è basato sulla sua idea
originale del viaggio di un bambino alla riscoperta della propria
immaginazione. Insieme a lui e Reynolds ci sono Steve
Carell,
Phoebe Waller-Bridge, Fiona Shaw, Alan Kim, Cailey Fleming,
Bobby Moynihan, Louis Gossett Jr.,
Matt Damon, Jon Stewart,
Emily Blunt,
Sam Rockwell, Richard Jenkins, Maya Rudolph, Awkwafina,
Christopher Meloni, Sebastian Maniscalco e
Vince Vaughn. Per la versione italiana parteciperanno
al doppiaggio del film Ciro Priello e
Pilar Fogliati.