Disney+ ha diffuso il trailer
ufficiale dell’attesissima serie originale
Crossover. Prodotta da Disney
Branded Television, la serie è basata sul romanzo
best-seller in versi acclamato dalla critica di Kwame
Alexander ed è interpretata da un cast di attori, tra i
quali figurano Derek Luke e Daveed Diggs. Tutti
gli episodi debutteranno il 5 aprile sulla piattaforma
streaming.
Crossover
è una storia commovente e toccante su una famiglia di giocatori di
basket. La serie segue i fratelli adolescenti Josh (Jalyn Hall) e
Jordan (Amir O’Neil) Bell, considerati dei fenomeni del basket.
Attraverso la sua narrazione poetica, la versione adulta di Josh,
detto Filthy (Daveed Diggs), racconta la sua storia di crescita e
quella del fratello, dentro e fuori dal campo, mentre il padre, ex
giocatore di basket professionista, si adatta alla vita dopo la
pallacanestro e la madre insegue finalmente i suoi sogni.
Oltre a Hall, O’Neil e Diggs, la
serie è interpretata anche da Derek Luke nel ruolo dell’ex
giocatore di basket professionista, padre e allenatore dei ragazzi,
Chuck Bell; Sabrina Revelle nel ruolo della matriarca della
famiglia, Crystal Bell, più interessata alla media scolastica che
all’NBA; Deja Monique Cruz nel ruolo della migliore amica dei
fratelli Bell, Maya, che è innamorata non così segretamente di
Filthy; Trevor Raine Bush nel ruolo del compagno di squadra e
migliore amico dei fratelli Bell, Vondie; e Skyla I’Lece nel ruolo
di Alexis, un’amica d’infanzia che è recentemente tornata in città
attirando l’attenzione di entrambi i fratelli Bell. Phylicia Rashad
è la guest star nel ruolo della nonna dei ragazzi e mamma di Chuck,
Barbara, fonte di amore e saggezza.
La serie originale Disney+Crossover è
prodotta da 20th Television per Disney Branded Television. Kwame
Alexander, Damani Johnson e Kimberly A. Harrison sono produttori
esecutivi e co-showrunner. LeBron James, Maverick Carter,
Jamal Henderson e Lezlie Wills della
SpringHill Company sono a loro volta produttori esecutivi, insieme
a George Tillman Jr., Bob Teitel, Robert Prinz e
Jay Marcus della State Street Pictures, e
Daveed Diggs, Todd Harthan e Erin
O’Malley.
La sofferenza, la solitudine e la
voglia di vendetta sono sentimenti che hanno accompagnato per molto
tempo DJANGO,
il protagonista del western Sky Original che omaggia il classico di
Sergio Corbucci, da domani venerdì 10 marzo con due nuovi episodi
(settimo e ottavo, disponibili anche on demand) in esclusiva su Sky
e in streaming solo su NOW. Ma ora conoscenze sbagliate, cercate
nella speranza di trovare un rimedio al suo dolore, potrebbero
portargli via ciò che ha di più caro al mondo.
Nei nuovi episodi, diretti da David
Evans (ep. 7) ed Enrico Maria Artale (ep. 8) con Francesca
Comencini alla direzione artistica, Django (Matthias
Schoenaerts) fa un tuffo nel suo periodo più buio. La guerra, si
sa, cambia le persone; ne scuote e turba gli animi, porta a far
cose inaspettate, cose con cui poi dover fare i conti. Ritrovata la
forza per tornare dalla sua famiglia dopo aver combattuto, Django
scopre essere troppo tardi: i Comanche sono arrivati prima di lui e
non hanno avuto pietà. Colmo d’odio e disperazione, decide di
cercare la sua vendetta nella banda di Leonard Bolton detto “The
Giant”, un gruppo di mercenari senza scrupoli che passano il tempo
facendo rapine e collezionando scalpi di indiani. Della banda fa
parte anche Rosario, un immigrato siciliano interpretato da
ThomasTrabacchi, guest star di
questi episodi.
È proprio con loro che DJANGO
dovrà combattere quando, assoldati da Elizabeth, rapiranno Sarah
(Lisa Vicari), sua figlia, di cui sta cercando di riconquistare la
fiducia e il perdono e che ora deve salvare a tutti i costi.
Intanto, John Ellis (Nicholas Pinnock) convinto ormai dell’idea che
per preservare la pace dovrà fare la guerra, decide di armare tutta
New Babylon in vista di uno scontro con Elizabeth che sente sempre
più imminente. Mentre in città servono cibo e medicine, John compra
armi e costruisce fortificazioni allontanando da sé Sarah e, forse,
ogni barlume di ragione.
Il cast: MatthiasSchoenaerts
interpreta l’iconico personaggio del titolo, accanto a
NicholasPinnock nei panni di
John Ellis, il visionario fondatore di New Babylon, a LisaVicari, che nella serie
è invece Sarah, la figlia di Django, e a NoomiRapace nel ruolo della potente e spietata nemica
di Ellis, Elizabeth Thurmann. Tra gli altri interpreti:
JyuddahJaymes,
BennyO. Arthur e
EricKole nei panni dei figli di
John Ellis, TomAusten in quelli
del cowboy Eljiah Turner e CamilleDugay che sarà Margaret, la moglie di Django. Con
ManuelAgnelli, VinicioMarchioni,
ThomasTrabacchi. E a omaggiare
il mito del western di culto di SergioCorbucci, la partecipazione straordinaria di
FrancoNero.
Scritta da Leonardo Fasoli,
Maddalena Ravagli e Max Hurwitz, DJANGO è
una prestigiosa serie TV in dieci episodi completamente girati in
inglese prodotta per Sky e CANAL+ da Cattleya e Atlantique
Productions (parte di Mediawan) e co-prodotta da Sky Studios e
CANAL+, in collaborazione con STUDIOCANAL e Odeon Fiction e con il
sostegno del Ministero della Cultura italiano e del governo
rumeno.
La trama del settimo episodio di
DJANGO
John sa che un nuovo attacco di
Elizabeth è imminente. Per questo motivo decide di spendere tutti i
proventi del petrolio per costruire fortificazioni e comprare armi,
a discapito di cibo e medicine. Vuole rendere New Babylon una
fortezza inespugnabile, ma Sarah non è d’accordo e scappa finendo
prigioniera di Leonard Bolton e della sua banda di mercenari al
soldo di Elizabeth.
La trama dell’ottavo episodio di
DJANGO
Django e John si mettono sulle
tracce di Sarah e arrivano al posto in cui Leonard Bolton e i suoi
rinnegati la tengono prigioniera. Django, un tempo membro della
banda, prova a offrirsi prigioniero in cambio della liberazione di
Sarah. Ma il piano non va come previsto costringendo John e Phillip
ad intervenire.
Dal 20 al 22 marzo
nelle multisala del Circuito UCI Cinemas arriva il l’incredibile
Ligabue – 30 anni in un giorno, il film
concerto che porta sul grande schermo le emozioni del live del 4
giugno 2022 alla presenza di oltre 100.000 fan. Distribuito da
Vision Distribution, il lungometraggio diretto da Marco Salom è il
racconto di una vera e propria festa a Campovolo, nella nuova RCF
Arena di Reggio Emilia, che celebra i 30 anni di carriera del Liga.
Alla proiezione del 20 marzo alle ore 20:00 in 21 sale del
Circuito al film evento si aggiungerà un contenuto
assolutamente speciale: il collegamento in streaming con l’Odeon di
Milano in cui Luciano Ligabue in persona presenterà il
docufilm.
I momenti di live, la sua
preparazione, i retroscena di quella incredibile giornata si
alternano alle parole di Ligabue che ripercorre la sua vita
professionale, dagli esordi fino a oggi, e dei tanti amici che lo
hanno accompagnato in questo percorso. Non mancano alcuni dei
momenti salienti della serata che hanno visto sul palco, accanto al
cantautore di Correggio, alcuni degli amici che hanno segnato la
sua vita su e giù da un palco: Elisa, Francesco De Gregori, Eugenio
Finardi, Loredana Bertè, Gazzelle, Mauro Pagani.
Le multisala che proietteranno il
20 marzo alle 20:00 il collegamento in streaming e
il film evento Ligabue – 30 anni in un
giorno sono: UCI Alessandria (AL), UCI Showville Bari
(BA), UCI Bicocca (MI), UCI Cinemas Meridiana Bologna (BO), UCI
Bolzano (BZ), UCI Luxe Campi Bisenzio (FI), UCI Casoria (NA), UCI
Ferrara (FR), UCI Firenze (FI), UCI Fiumara (GE), UCI Lissone (MB),
UCI Luxe Marcon (VE), UCI RedCarpet Matera (MT), UCI Luxe Maximo
(RM), UCI Orio (BG), UCI Piacenza (PC), UCI Pioltello (MI), UCI
Porta di Roma (RM), UCI Reggio Emilia (RE), UCI Torino Lingotto
(TO) e UCI Verona (VR).
Le multisala che proietteranno il
film evento dal 20 al 22 marzo alle 18:30 e alle
21:00 sono: UCI Bicocca (MI), UCI Casoria (NA), UCI Luxe
Campi Bisenzio (FI), UCI Montano Lucino, UCI Curno (BG), UCI
Ferrara (FR), UCI Firenze (FI), UCI Fiumara (GE), UCI Lissone (MB),
UCI Cinepolis Marcianise (CE), UCI Luxe Marcon (VE), UCI
MilanoFiori (MI), UCI Moncalieri (TO), UCI Molfetta (BA), UCI Orio
(BG), UCI Parco Leonardo (RM), UCI Piacenza (PC), UCI Porta di Roma
(RM), UCI Reggio Emilia (RE), UCI Romagna Savignano sul Rubicone
(FC), UCI RomaEst (RM), UCI Sinalunga (SI), UCI Torino Lingotto
(TO) e UCI Verona (VR).
UCI Fiume Veneto (PN), UCI Perugia
(PG), UCI Alessandria (AL), UCI Arezzo (AR), UCI Showville Bari
(BA), UCI Bolzano (BZ), UCI Cinemas Meridiana Bologna (BO), UCI
Catania (CT), UCI Certosa (MI), UCI Megalò (CH), UCI Seven Gioia
del Colle (BA), UCI RedCarpet Matera (MT), UCI Luxe Maximo
(RM), UCI Palermo (PA), UCI Pioltello (MI), UCI Luxe Palladio (VI)
e UCI Villesse (GO) lo proietteranno dal 20 al 22 marzo
alle 21:00.
E’ ora disponibili la prima
clip ufficiale di Murder Mystery 2,
sequel del film del 2019, e in arrivo sempre e solo su
Netflix dal 31 marzo. Ritornano Adam Sandler e Jennifer Aniston, nei panni dei coniugi
detective Nick e Audrey Spitz, e con loro un ricco cast
internazionale:
Mark Strong,
Mélanie Laurent,
Jodie Turner-Smith, Kuhoo Verma, John Kani e
Dany Boon. Il film, diretto da Jeremy
Garelick e scritto da James Vanderbilt,
sarà disponibile solo su Netflix dal 31 marzo.
La trama di Murder Mystery 2
A quattro anni dalla risoluzione
del loro primo caso di omicidio, Nick e Audrey Spitz (Adam Sandler e Jennifer Aniston) sono diventati
detective a tempo pieno ma fanno fatica ad avviare la loro agenzia
investigativa. Invitati a festeggiare il matrimonio di un loro
amico (Adeel Akhtar) sulla sua isola privata, si ritrovano immersi
in un nuovo mistero… Non appena la festa ha inizio infatti,
qualcuno rapisce lo sposo per ottenere un riscatto. Tutti gli
eleganti ospiti, i parenti e la stessa sposa diventano possibili
sospettati. MURDER MYSTERY 2 coinvolge Nick e Audrey Spitz in un
caso che alza la posta in gioco e dà finalmente a questi due
detective l’occasione per realizzare tutto ciò che hanno sempre
sognato: il successo della loro agenzia e il tanto atteso viaggio a
Parigi.
Il cast del film diretto da
Jeremy Garelick include tra gli altri Mark Strong, Mélanie Laurent, Jodie Turner-Smith, Kuhoo Verma, John Kani
e Dany Boon.
Walt Disney Pictures Italia e
Lucasfilm hanno diffuso un nuovo inedito spot tv di Indiana
Jones e il Quadrante del Destino, il quinto
capitolo dell’iconico franchise di Indiana Jones,
interpretato da
Harrison Ford nel ruolo del leggendario eroe
archeologo e diretto da James Mangold (Le Mans
‘66 – La grande sfida, Logan – The
Wolverine), arriverà il prossimo 28 giugno nelle sale
italiane.
Insieme a
Harrison Ford, il cast del film include
Phoebe Waller-Bridge (Fleabag),
Antonio Banderas (Dolor y gloria),
John Rhys-Davies (I predatori dell’arca
perduta), Shaunette Renee Wilson
(Black Panther), Thomas
Kretschmann (Das Boot), Toby
Jones (Jurassic World – Il regno distrutto),
Boyd Holbrook (Logan – The Wolverine),
Oliver Richters (Black Widow),
Ethann Isidore (Mortale) e
Mads Mikkelsen (Animali Fantastici – I segreti di
Silente). Il film è diretto da James Mangold e prodotto da
Kathleen Kennedy, Frank Marshall e Simon Emanuel, mentre
Steven Spielberg e George Lucas sono i produttori
esecutivi. La colonna sonora è composta ancora una volta da John
Williams, che ha firmato le musiche di ogni avventura
di Indiana Jones a partire
dall’originale I
predatori dell’arca perduta nel 1981.
Fa il suo debutto in sala a partire
dal 9 marzo il film Scream
VI (qui la recensione), sesto
capitolo di quella che è ormai a tutti gli effetti una saga, con
nuove location, nuovi personaggi e, naturalmente, nuove versioni di
Ghostface. C’è però anche un altra novità che questo film porta con
sé, ovvero la presenza di una scenapost-credits. Questa, stando a quanto riportato,
arriva proprio al termine dei titoli di coda ed offrirebbe quella
che è stata definita come una delle battute più memorabili
dell’interno del film.
Si tratta di una prima volta in
assoluto all’interno della saga di Scream, che con i suoi
precedenti cinque film non aveva mai presentato agli spettatori
nessuna scena post-credits. Poiché il film riflette molto
sull’attuale panorama cinematografico, caratterizzato da saghe e
franchise, l’introduzione di una scena di questo tipo risulta
dunque un ulteriore frecciatina ad esempio ai Marvel Studios, noti per aver reso
particolarmente questa pratica. Non resta dunque che aspettare la
fine dei titoli di cosa per scoprire cosa contiene tale scena e se
può dare o meno indizi su un possibile settimo capitolo della
saga.
Come noto, ScreamVI è diretto da Matt Bettinelli-Olpin e
Tyler Gillett, con un cast composto da Melissa
Barrera (“Sam Carpenter”), Jasmin Savoy
Brown (“Mindy Meeks-Martin”), Mason
Gooding (“Chad Meeks-Martin”), Jenna Ortega
(“Tara Carpenter”), Hayden
Panettiere (“Kirby Reed”) e Courteney
Cox (“Gale Weathers”) tornano a ricoprire i loro ruoli nel
franchise insieme a Jack Champion, Henry
Czerny, Liana Liberato, Dermot
Mulroney, Devyn Nekoda, Tony
Revolori, Josh Segarra e Samara
Weaving.
L’attrice Keira Knightley
ha recentemente condiviso alcune personali riflessioni sugli
aspetti negativi derivati dall’aver recitato nella popolare saga di
Pirati dei Caraibi. L’attrice, divenuta una star mondiale
grazie al ruolo di Elizabeth Swann nei primi
tre film di questa, ha infatti affermato come il ruolo si sia
rivelato un’arma a doppio taglio. Nonostante i vantaggi di cui la
sua carriera ha goduto in seguito al successo della saga, la
Knightley era spaventata che il personaggio di Elizabeth le avrebbe
fatto ottenere in seguito solo ruoli di donne che sono l’oggetto
del desiderio di personaggi maschili.
“ha avuto un bel ingresso nella
vita adulta, un approdo estremo a causa dell’esperienza della fama
in tenera età” – ha raccontato l’attrice, che all’epoca del
primo film della saga aveva circa 18 anni – “Elizabeth era
l’oggetto del desiderio di tutti. Non che non ci sia una grande
forza combattiva in lei, certo. Ma è stato interessante passare
dall’essere un vero maschiaccio, all’essere proiettata in un
personaggio che è esattamente l’opposto. Al tempo stesso, però, mi
sono sentita molto limitata e bloccata. Quindi con i ruoli
successivi ho tentato di uscire da questo blocco… non avevo idea di
come spiegare e risolvere la situazione. Mi sembrava davvero di
essere in gabbia in una situazione che non comprendevo
pienamente”.
Ecco dunque perché dopo quella
popolare trilogia di film l’attrice ha scelto di non entrare a far
parte di altri grandi blockbuster italiani, preferendo concentrarsi
su film più autoriali come Orgoglio e pregiudizio,Espiazione, A Dangerous Method, Anna Karenina o The Imitation Game,
grazie ai quali poter mettere in risalto le proprie doti
interpretative prima che la sua bellezza. Come noto, la Knightley è
poi stata candidata anche in due occasioni ai Premi Oscar,
riuscendo dunque a togliersi di dosso gli aspetti negativi che il
successo di Pirati dei Caraibi che l’hanno a lungo fanta
sentire ingabbiata.
L’attrice premio Oscar Julianne Moore
e Sydney Sweeney
(Euphoria, MadameWeb) reciteranno
insieme in Echo Valley il nuovo lungometraggio
della Apple Films. Il duo interpreterà una madre e
una figlia, guidate da una sceneggiatura firmata da Brad
Ingelsby, il creatore di Mare of Easttown
della HBO. Michael Pearce, che ha vinto un BAFTA
per Beast, dirigerà il film, mentre il veterano Ridley Scott
figurerà come produttore.
Stando alle prime indicazioni di
trama, Echo Valley sarà incentrato su Kate
Garrett (Moore), una donna che sta tentando di riprendersi
da una tragedia personale e che per farlo trascorre le sue giornate
tra uscite in barca e l’addestramento di cavalli nella pittoresca
Echo Valley Farm, nel sud-est della Pennsylvania. Quando la sua
ribelle figlia Clare (Sweeney) arriva a tarda
notte ricoperta del sangue di qualcun altro, la storia vira nel
territorio del thriller ed esaminerà fino a che punto una madre può
spingersi per salvare la propria figlia.
Ingelsby, che ha sviluppato la
storia con Michael Pruss, si è come detto
guadagnato il plauso grazie alla sua miniserie poliziesca Mare
of Easttown, che ha vinto quattro Emmy ed è diventata un
titolo di grande successo per la HBO. Scott, naturalmente, produrrà
il lungometraggio tramite la sua Scott Free.
Pruss, Ingelsby e Kevin Walsh partecipano invece
alla produzione con la The Walsh Company. Non è
però ancora noto quando avranno inizio le riprese del film, il
quale però date le due attrici scelte per interpretare le due
protagoniste, diventa già da ora un titolo particolarmente
attraente.
Florence Pugh e Zach
Braff si sono riuniti mercoledì sera a Londra per la premiere del loro
film “A
Good Person”, che Zach Braff ha scritto, diretto e prodotto e
che Florence Pugh ha recitato e prodotto. Per
l’occasione l’attrice ha parlato del personaggio scritto per lei
dal suo compagni nella vita reale e di quanto lei scelga ruoli
intensi da interpretare. Nel film, Florence Pugh recita al fianco di Morgan Freeman nei panni di una giovane donna
che cade nella dipendenza da oppioidi dopo che ha avuto in un grave
incidente. Durante una sessione di domande e risposte dopo la
proiezione, Zach Braff ha detto al pubblico di aver
scritto la sceneggiatura durante la pandemia da COVID-19 mentre era
ancora alle prese con il dolore per la morte di sua sorella e suo
padre nel 2018, seguita dal suo caro amico Nick
Cordero, morto
per Complicanze COVID nel 2020.
“Volevo raccontare la
storia perché provavo queste emozioni. Ho perso un
sacco di persone nella mia vita che erano molto importanti per
me“, ha detto Zach Braff. “Eravamo bloccati ed
era ora di scrivere. Voglio dire,
non c’era niente da fare se non iniziare una sceneggiatura perché è
quello che intendevo fare, è quello che mi piace fare, e volevo
scrivere qualcosa per Florence, e questo è più o meno quello che è
venuto fuori da me“.Florence Pugh ha aggiunto che la
Braff ha infuso alcune delle sue stranezze nel
personaggio di Allison, che spesso trova umorismo nel profondo
della sua disperazione. “Sa come parlo, sa come prendo
per il culo le persone e penso che l’abbia appena inserito nella
sua sceneggiatura e mi è stato permesso di venire e completare dove
era necessario“, ha
detto. “Ma leggere qualcosa che è
dedicato a te scritto da qualcuno che ti conosce così bene è un
regalo meraviglioso“.
Quando a Florence Pugh è stato chiesto di far scrivere
a qualcuno così vicino un personaggio così distruttivo per lei, ha
risposto: “Non penserei necessariamente che sia una
cosa negativa. Penso che semmai significhi che poteva credere che
potessi farlo“. “Non è un segreto che
scelgo solo ruoli molto intensi”, ha
continuato. “Non è la prima volta che mi riduco
alle lacrime praticamente in ogni singola scena in cui sono stato.
Mi piace trovare la bruttezza negli esseri umani. Adoro essere
crudo. Adoro ricevere una sceneggiatura in cui mette alla
prova me stesso e non ho mai scelto un ruolo a meno che non ne
abbia avuto paura. E questo è qualcuno che mi conosceva,
conosceva il mio potenziale e voleva lavorare con me. Penso
che sarebbe stato strano se avesse scritto una cosa di Nancy Meyers
per me come, ‘Quindi… non piangerai in questo film.’ Sarei
come, ‘Oh Dio!’“
Con Florence Pugh, attrice britannica tra le più
entusiasmanti della sua generazione, e la leggenda della
recitazione Morgan FreemanA GOOD
PERSON, di Zach Braff è una storia su come una
frazione di secondo può cambiare completamente la traiettoria delle
nostre vite e come i cambiamenti che facciamo in seguito ci aiutano
a rimetterci in carreggiata e fare una svolta personale. Il
racconto segue la storia di Allison (Florence Pugh), una giovane donna la cui vita
va in mille pezzi quando sopravvive a un terribile incidente e che
prova a riprendersi da una dipendenza da oppiacei e da un dolore
irrisolto. Anni dopo, stringe un’improbabile amicizia con il suo
aspirante suocero, Daniel (Morgan Freeman), che le darà la possibilità di
combattere per rimettere insieme la propria vita e andare
avanti.A GOOD
PERSON arriverà prossimamente in esclusiva su Sky Cinema e in
streaming su NOW.
Recentemente la Warner
Bros. ha affermato di avere intenzione di portare al
cinema nuovi film di Harry
Pottere Il Signore degli
Anelli. Per quanto riguarda la prima di queste
due popolarissime saghe, il CFO della Warner Bros. Discovery
Gunnar Wiedenfels ha annunciato un promettente
aggiornamento sull’espansione del franchise. Il videogioco
Hogwarts Legacy recentemente rilasciato ha infatti
rinnovato l’interesse per la serie, mentre un nuovissimo tour di
Harry Potter verrà lanciato a Tokyo entro la fine dell’anno, e
Wiedenfels ha colto l’occasione di queste estensioni della saga per
anticipare che ci sarà ancora dell’altro nel futuro di Harry
Potter.
Sebbene queste osservazioni svelino
un punto di vista particolarmente ottimista, resta il dubbio su in
quali altri modi il mondo magico di Harry Potter
potrebbe espandersi, date anche le recenti e continue controversie
legate a J. K. Rowling e il doloroso flop della saga di
Animali fantastici. Per quanto riguarda Il
Signore degli Anelli, invece, il CEO di Warner Bros.
Discovery, David Zaslav, ha anticipato che lo
studio e la New Line Cinema collaboreranno con il nuovo detentore
dei diritti del franchise, Embracer Group, per
nuovi film, per i quali però non vi sono ancora dettagli relativi
alle storie che verranno raccontate.
Mentre parlava durante un panel alla
conferenza degli investitori, Wiedenfels ha però vagamente
anticipato i possibili tempi di realizzazione per questi nuovi
progetti. “David ha fatto una promessa per rivitalizzare molto
presto parte di quell’iconico universo e stiamo iniziando a fare
progressi”. Sembra dunque la fase di sviluppo di questi nuovi
film sia già in atto presso la Warner Bros., che potrebbe voler
sfruttare il rinnovato interesse per Il Signore degli
Anelli sull’onda del successo della serie Prime VideoGli Anelli delPotere, portando dunque in tempi relativamente brevi tali
nuovi progetti sul grande schermo.
Arriva da Variety
la notizia che una serie evento in otto parti sull’icona
della boxeMuhammad Aliè in
lavorazione per il canalePeacockche
avrà coinvolte personalità del calibro di
Regé-Jean Page,Morgan Freemane Kevin
Willmott.Intitolata “Excellence: 8 Fights”,
la serie drammatica è scritta dal premio Oscar Kevin
Willmot (“BlacKkKlansman“, “Da 5
Bloods“) ed è basata sulla biografia definitiva di
Jonathan Eig “Ali: A Life“. Page e
Freeman sono entrambi a bordo come produttori esecutivi, così come
Willmott, Lori McCreary per Revelations Entertainment ed Emily
Brown. Eig servirà come produttore, con CBS Studios e
UCP.
Secondo la descrizione ufficiale sulla
serie, “Excellence: 8 Fights” “racconterà otto
momenti distinti e decisivi nella vita iconica di Muhammad
Ali. Ogni episodio sarà incentrato su un combattimento
nella vita di Ali, ma l’essenza dell’episodio, ciò di cui tratta
veramente, è il combattimento interno – il dramma fuori dal ring –
in cui esploreremo la lotta in corso nel cuore e nella mente di uno
delle figure più significative e controverse del 20°
secolo”.
Dopo il suo ruolo da protagonista in
“Bridgerton”
di Netflix nel 2020,
Regé-Jean Page ha continuato ad ampliare i suoi
orizzonti di recitazione con il film d’azione “The
Grey Man” e lo vedremo in azione nell’imminente adattamento
cinematografico “Dungeons &
Dragons – L’onore dei ladri“. “Excellence” segna il salto più
significativo di
Regé-Jean Page nel regno della produzione fino ad
oggi.
Amato per i suoi ruoli in film come
“Million Dollar Baby” e “The Shawshank
Redemption”, Morgan Freeman è un attore premio Oscar che si
è anche fatto un nome come produttore esecutivo di progetti come
“Madam Secretary” e “Invictus.
”Willmott ha vinto l’Oscar per la sceneggiatura
adattata nel 2019 per “BlacKkKlansman“. I
suoi altri crediti includono “Chi-Raq”, “Jayhawkers” e “The
24th”.
Proprio riguardo Superman
Lives Cage ha di recente espresso delle nuove riflessioni
personali, raccontando quanto segue: “Ho chiamato Tim e ho
detto: ‘Lo faresti?’ Tim non mi ha scelto, io ho scelto Tim e lui
ha detto di sì. Ho adorato quello che ha fatto con Michael Keaton e Batman, ed ero un suo grande
fan. Ho adorato anche ‘Mars Attacks’, pensavo fosse solo un film
fantastico e rivoluzionario. Ma quelli dello studio erano
spaventati a causa di quel film. La Warner Brothers aveva perso
molti soldi per farlo. Questi film che sono davvero strani, che
sfidano e aprono la strada, fanno incavolare un sacco di
persone”.
“Avevano già speso un sacco di
soldi per costruire i set, i costumi e tutto il resto“,
continua poi Cage. “Era più un Superman degli anni ’80 con i
lunghi capelli neri da samurai. Pensavo che sarebbe stato un
Superman emo davvero diverso, ma non siamo mai arrivati a
farlo”. Come noto, Superman è tornato al cinema solo nel 2006
con Superman Returns, dove però ad interpretare il
ruolo vi era l’attore Brandon Routh. Ancora oggi,
dunque, Cage ricorda con rammarico l’occasione persa, ma chissà che
in epoca di multiversi non possa avere l’opportunità di vestire
davvero i panni del celebre supereroe, magari anche solo con un
cameo nel nuovo DC
Universe.
L’altro
ieri è arrivata la notizia che Jon Bernthal farà il suo debutto
nell’MCU come The Punisher in
Daredevil:
Born Again. L’attore ha precedentemente
interpretato Frank Castle nelle serie Marvel/NetflixDaredevil e The
Punisher, e anche se non sappiamo quale ruolo
interpreterà in questa storia, i fan possono stare tranquilli sul
fatto che Bernthal avrà un brillante futuro lavorando al fianco dei
Marvel Studios.
Il programma televisivo di 18
episodi di Daredevil:
Born Again – che abbiamo sentito potrebbe essere
suddiviso in tre mini-stagioni da 6 episodi – metterà Matt Murdock
contro The Kingpin, ma prima di allora li vedremo come anticipati
in un’altra serie tv, ECHO. Le foto dal set di Echo hanno
confermato che Vincent D’Onofrio tornerà nei panni di Wilson
Fisk nello spin-off di Hawkeye, ma fino
ad ora si è parlato solo del potenziale coinvolgimento anche
di
Charlie Cox. Tuttavia, approfondendo la notizia
lanciata dal The Hollywood Reporter
sul ritorno di Bernthal scopriamo che “sia Cox che
D’Onofrio sono figure chiave nell’imminente serie Echo, una show
che si dice prepari il terreno per Daredevil:
Born Again“.
Questo dettaglio è in linea con
quanto molti scooper hanno affermato negli ultimi mesi, e i fan dei
fumetti saranno probabilmente in grado di mettere insieme tutti gli
elementi per supporre come andrà a finire.
Concepire Daredevil ed Echo come
alleati potrebbe essere la chiave per Daredevil:
Born Again e una teoria popolare è che The
Kingpin sia in qualche modo in grado di liberarsi della sua
immagine malvagia e candidarsi a sindaco di New York
City. Se ciò accadesse davvero, allora potrebbe
gettare le basi anche per
Spider-Man 4. Le riprese di Daredevil: Born Again iniziano
questo mese a New York prima della premiere prevista per il 2024 su
Disney+.
Daredevil:
Born Again è descritto come un revival di 18 episodi
della serie Netflix originale, andata in onda per tre stagioni.
Vedrà il ritorno delle star principali Charlie Coxe
Vincent D’Onofrio mentre riprendono i rispettivi ruoli
di Matt Murdock/Daredevil e Wilson Fisk/Kingpin.
E’ molto probabile che non vedremo nulla di Daredevil:
Born Again fino al Comic-Con del prossimo anno,
anche se abbiamo la sensazione vedremo molte foto dal set di New
York che ci permetterò di avere piccole anteprime della serie! Cox
è chiaramente impegnato a interpretare un nuovo
Daredevil per l’MCU e, se si
devono credere alle voci recenti, potrebbe andare direttamente da
Born
Again a Spider-Man
4.Daredevil:
Born Again debutterà su Disney+ nel 2024.
Gli spettatori si stanno preparando
per una nuova avventura con il debutto di Indiana Jones
e il Quadrante del destino, il quale sarà
probabilmente l’ultimo film dedicato all’Indiana Jones Harrison Ford.
Riguardo al film è ora arrivato un nuovo aggiornamento, con la
MPAA che ha rivelato che il film è stato
ufficialmente classificato come PG-13. Secondo la
loro classificazione, questa valutazione di Il Quadrante del
Destino è dovuta a “sequenze di violenza e azione,
linguaggio e fumo“. Anche se questa valutazione potrebbe non
sorprendere nell’attualità dei blockbuster, è interessante per il
franchise di Indiana Jones, in quanto il contenuto
violento di Indiana Jones e il Tempio maledetto è stato
uno dei cardini che ha portato alla creazione del PG-13 nel
1984.
Anche Indiana Jones e l’ultima
crociata e Indiana Jones e il Regno del Teschio di
Cristallo erano stati classificati come PG-13, ovvero
contenenti alcuni elementi potrebbero essere inappropriati per i
bambini sotto i 13 anni. Si tratta naturalmente di un metro di
giudizio applicato negli Stati Uniti e ciò non significa
necessariamente che il film otterrà anche in Italia un qualche
divieto per precise fasce d’età. Viene però lasciato intendere che
anche questo nuovo film sarà caratterizzato da elementi non
necessariamente per tutti e che dunque non ci sono state
particolari influenze da parte della Disney per rendere il film
adatto a tutti.
Non resta ora che attendere il 28
giugno 2023, data in cui il film arriverà al cinema. In esso,
accanto a Ford, potremo ritrovare gli attori Phoebe
Waller-Bridge (Fleabag), Antonio
Banderas (Pain and Glory), John
Rhys-Davies (Raiders of the Lost Ark),
Shaunette Renee Wilson (Black Panther), Thomas
Kretschmann (Das Boot), Toby
Jones (Jurassic World: Fallen Kingdom),
Boyd Holbrook
(Logan), Oliver Richters (Black
Widow), Ethann Isidore (Mortel) e
Mads Mikkelsen (Animali
Fantastici: I Segreti di Silente).
Sulla base di ciò che già sappiamo
della nuova lista DCU – e James Gunn ha
confermato che “nemmeno la metà” del primo capitolo è
stata annunciata – vedremo un mix eterogeneo di metaumani, mostri e
personaggi basati sulla magia, e sembra che questo potrebbe essere
solo un anticipo dei tanti altri progetti in programma. A tal
proposito, a Gunn è stato chiesto se verranno introdotti “altri
personaggi di Vertigo oltre a Swamp
Thing” e il regista ha rivelato che, sì, c’è
davvero il potenziale per l’adattamento di alcune storie di quei
personaggi che ha dichiarato di amare profondamente.
I fumetti del marchio
Vertigo, pubblicati dal 1993 al 2019, sono
notoriamente indirizzati a un pubblico più adulto di quello che
legge le pubblicazioni di supereroi della DC Comics e sono già
stati adattati per film come Constantine, V per Vendetta o
Jonah Hex, ma anche per serie come Lucifer e
Preacher. Come sottolinea anche Gunn, Swamp Thing,
appartenente a questo marchio, è stato originariamente introdotto
nell’universo DC Comics principale già prima che fosse implementata
l’impronta Vertigo più matura (ovvero John
Constantine, Sandman, Animal
Man, ecc.), Ma ci sono molti altri eroi e cattivi che
potrebbero essere utilizzati in futuro per i film del DCU.
Morfeo sembra altamente improbabile
data l’attuale serie NetflixTheSandman,
ma che dire di Transmetropolitan, The
Invisibles o forse anche Fables? Ci sono
ovviamente numerose possibilità, ma anche se qualche progetto
basato sui fumetti Vertigo fosse nelle prime fasi di
pianificazione, probabilmente ci vorrà un po’ prima che se ne
sentirà parlare, a meno che Gunn non decida di rilasciare qualche
suggerimento in più sui social media. Qui di seguito, si può
trovare il post dove il regista ha espresso la propria opinione a
riguardo.
Swamp Thing was in Vertigo comics, but he was
really a DC character. That said, we're dealing with a couple
potential things with Vertigo – comics that I really adored.
Nei fumetti,
Ultron è stato creato da Hank Pym
e d è finito per diventare uno dei più grandi cattivi
dell’Universo Marvel. Non importa quante
volte è stato sconfitto, il sinistro androide ha trovato un modo
per tornare e ha persino ottenuto la vittoria finale nella sequenza
temporale post-apocalittica “Age
of Ultron“. Ultron è stato persino
un cattivo cosmico per un certo periodo, abbinando il suo ingegno
alle storie dei Guardiani della Galassia.
Tenendo conto di tutto ciò, è difficile non pensare che i
Marvel Studios possano accantonare un personaggio di questa
levatura oggi arriva in rete un rumors al quanto interessante. Ora
con Vision
Quest e Armor
Wars all’orizzonte, le teorie dilagano da tempo
secondo cui Ultron potrebbe tornare in un futuro non troppo
lontano. Secondo le informazioni ottenute dai
moderatori su r/MarvelStudiosSpoilers,
James Spader è infatti pronto a riprendere il
ruolo di Ultron nel film Armor
Warsdei Marvel Studios.
I piani originali prevedevano
che Armor Wars fosse una serie TV Disney
+, ma recentemente le idee all’interno del comparto creativo sono
cambiate e il progetto è finito per diventare una grande storia per
il cinema. Il ritorno di Ultron potrebbe essere proprio una delle
ragioni per la quale la storia è diventata tanto grande da
trasferirsi dal piccolo al rande schermo.
Recentemente Ultron è stato
visto in azione negli gli eventi narrati dalla serieWhat If…? poiché
in quello show è stato una minaccia per l’intero Multiverso. Dopo
aver abitato con successo quello che sarebbe diventato il corpo di
The Vision nell’MCU, ha acquisito le Gemme dell’Infinito e si è reso conto
dell’esistenza di The Watcher. Scatenando la
guerra nel Multiverso, ma alla fine fu fermato dal Capitano
Carter e dalla sua squadra. Solo il tempo ci dirà se
Spader tornerà davvero nei panni di Ultron, ma vale la pena seguire
ulteriori sviluppi per scoprire come si svilupperà questo progetto
che sulla carta sembra essere molto allettante!
Armor Wars, cosa sappiamo della
serie diventata film?
Durante la presentazione di
sabato di Walt Disney Studios –
Lucasfilm e Marvel Studios al D23
Expo 2022, il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige è salito sul palco per condividere
una serie di nuovi annunci mentre l’MCU si tuffa ulteriormente
nelle fasi 4, 5 e 6, ovvero The
Saga Multiverso.È stato rivelato
un nuovo logo per Armor
Wars, un’imminente serie Disney+ che pone la domanda:
cosa succede se la tecnologia di Tony
Stark cade nelle mani sbagliate?
La Star Don Cheadle, che riprende il ruolo di lunga
data del colonnello James “Rhodey” Rhodes –
alias War
Machine–
è salito sul palco per parlare della serie. I fan di Rhodey
vedranno il personaggio sotto una luce completamente nuova e,
considerando il titolo della serie, il pubblico può aspettarsi
abiti completamente nuovi per l’eroe, con diversi tipi di
armatura.
Il film DC Shazam! Furia
degli Dei arriverà nelle sale a partire dal
17 marzo, e mentre c’è molta incertezza sul futuro
del personaggio del titolo nel nuovo DCU, le prime reazioni dedicate al film emerse
sui social media hanno decisamente aumentato l’entusiasmo. Questo
sequel è infatti stato descritto come un film più ambizioso del suo
predecessore e che, se non altro, continua ad essere molto
divertente. In molti, però, si sono anche chiesti se il film avrà
delle scene post-credits e, nel caso, quante ce ne saranno.
Stando a quanto riportato da chi ha
assistito alla prima proiezione a Londra, ci sarebbero in totlae
due scene post-credits. Non è stato rivelato ciò
che queste mostrano, ma è lecito aspettarsi che possano anticipare
il futuro di Shazam nel futuro del DC Universe. Infatti, benché
James
Gunn abbia elogiato il film, non è stata ancora presa
alcuna decisione sul ruolo del personaggio in quello che sarà un
vero e proprio riavvio dell’universo cinematografico della DC. Con
Henry Cavill, Dwayne Johnson e forse anche
Gal
Gadot apparentemente estromessi da questo, in molti
sperano che la stessa sorte non tocchi ancha a Zachary
Levi, interprete di Shazam.
In attesa di avere conferme a
riguardo, ricordiamo che Shazam! Furia degli Dei
porterà avanti la storia dell’adolescente Billy Batson che, dopo
aver recitato la parola magica “SHAZAM!“, si
trasforma nel suo alter ego da supereroe adulto, Shazam. Il cast
del sequel, oltre Zachary Levi
nei panni di Shazam, include Asher Angel nei panni
di Billy Batson, Jack Dylan Grazer nei panni di
Freddy Freeman, Adam Brody nei
panni del supereroe Freddy, Ross Butler nei panni
del supereroe Eugene, Meagan Good nei panni del
supereroe Darla, DJ Cotrona nei panni del
supereroe Pedro, Grace Caroline Currey nel ruolo
di Mary Bromfield/la supereroina Mary. Djimon Hounsou
ritorna nei panni del Mago, mentre Rachel Zegler,
Lucy Liu e Helen Mirren si
sono unite al film come villain.
Si intitolerà “The Good, The
Bad and The Lucky“, il sesto episodio di The
Flash 9, l’attesa nona stagione della serie tv
The CW attualmente in onda. Oggi il network ha
diffuso il promo dell’episodio. L’episodio cinque andato in onda
ieri negli USA, non ha soltanto concluso la storia
di Batwoman, ma ha messo le base di
quella che potrebbe essere la conclusione della serie di The
Flash, poiché Barry (Grant
Gustin) e il team hanno appreso che Iris (Candice
Patton) è in dolce attesa, il che significa che è
tempo per la coppia West-Allen per iniziare a pianificare l’arrivo
della piccola Nora.
Prima di quella grande rivelazione,
Scarlet Speedster ha dovuto affrontare Red Death (Javicia Leslie) e
Grodd, che alla fine è riuscito a sconfiggere con l’aiuto del
ritorno del vero Ryan Wilder (Javicia Leslie). Con entrambi i
cattivi fuori di gioco, era ormai tempo per festeggiare la
vittoria. La prossima settimana, mentre Barry e Iris iniziano a
pianificare il futuro, il resto del team si concentrerà su una
migliore comprensione delle capacità di Khione (Danielle
Panabaker). Nel frattempo, Cecile (Danielle Nicolet)
lavora con Allegra (Kayla Compton) su un nuovo caso molto
insolito.
La trama dell’episodio 6 di The
Flash 9
“Il buono, il cattivo e il
fortunato” – Nel sesto episodio mentre Barry (Grant Gustin) e Iris
(Candice Patton) si preparano per la loro nuova vita, la fortuna
cambia per quelli di Central City. Cecile (Danielle Nicolet)
affronta un caso con l’aiuto di Allegra (Kayla Compton), mentre le
loro vite e quelle degli abitanti della città vengono alterate da
una serie di sfortunati eventi. Nel frattempo, Chester (Brandon
McKnight) e il team lavorano con Khione (Danielle Panabaker) per
scoprire le sue capacità. Chad Lowe ha diretto l’episodio scritto
da Thomas Pound e Jess Carson (#906).
Dopo circa un anno dal primo rumors
diffuso online che preannunciata una potenziale serie animata
basata Evil Dead (La casa), oggi finalmente
abbiamo una conferma di tutto rispetto. Infatti il protagonista del
film cult originale Bruce Campbell ha confermato che Sam Raimi sta
ancora sviluppando attivamente uno show televisivo animato
di Evil Dead.
Mentre Evil
Dead Rise di Lee Cronin darà una nuova
svolta al franchise nei cinema entro la fine dell’anno, i
precedenti progetti per piccoli schermi si sono in gran parte
incentrati su Ashley J. Williams di Bruce Campbell e sulla sua battaglia
contro i demoniaci Deadites. Oltre a recitare nei primi tre
film di Evil Dead, l’attore ha
ripreso il ruolo nelle tre stagioni nella serie di successoAsh vs Evil Deadsu
Starz. Non sappiamo esattamente
dove si inserirebbe questo spin-off nell’autonomia della storia
generale, ma sembra che stia prendendo forma.
“Tutto quello che
posso dire è che lo stiamo perseguendo
attivamente”, dice Campbell
a Bloody
Disgusting. “Sam è un
ragazzo impegnato. Aveva un film di grande successo, quindi ha
molto da fare, ma lui e suo fratello stanno attivamente dando forma
al mondo. Una cosa è avere un animatore e dire: ‘Ehi, animalo!
‘ Devi sapere cosa animerai”.“Non vedo l’ora, perché la mia voce non è invecchiata
tanto quanto me.”
Visto che Ash vs Evil
Deadsi è concluso con un
grande cliffhanger, molti fan sono ottimisti che questa serie
animata servirà come una sorta di seguito. Tuttavia, questo
approccio potrebbe rivelarsi infondato e potrebbe alienare alcuni
fan dell’horror che cercano di seguire il franchise in un genere
completamente diverso. Siamo certamente
ottimisti su come andranno le cose da qui in avanti, comunque,
anche se sembra giusto supporre che questa serie diEvil Deadsia ancora lontana
qualche anno dal raggiungere i nostri
schermi. Con Evil Dead Riseche
dovrebbe essere una versione molto più oscura del franchise
rispetto ai recenti sforzi, c’è sicuramente spazio per un
eccentrico prodotto animato sull’IP che si concentra su Ash,
quindi vi terremo aggiornati con ulteriori sviluppi!
Una nuova immagine promozionale per
l’imminente remake live-action de La
Sirenetta della Disney è stata diffusa
online, dandoci uno sguardo alla star Halle Bailey che assume una posa che
dovrebbe essere molto familiare ai fan del classico animato
originale. Questa non sembra essere una ripresa del film stesso, ed
è più probabile che sia un’opera d’arte promozionale che verrà
utilizzata su confezioni/espositori per i vari prodotti tie-in che
presto vedremo sugli scaffali di tutto il mondo.
Detto questo, saremmo molto sorpresi se non vedessimo
Ariel ricreare questa immagine iconica su un poster
cinematografico ufficiale che potrebbe debuttare in concomitanza
con l’uscita al cinema! Dai un’occhiata all’art al link sottostante
e assicurati di tornare durante gli Oscar questa domenica per
vedere il primo trailer completo.
— Disney Princess Facts (@DPrincess_Facts)
March 7, 2023
Tutto quello che sappiamo su
La Sirenetta
Non sappiamo ancora molto di questa
interpretazione della storia de La
Sirenetta, ma in base a ciò che abbiamo visto
finora, il regista Rob Marshall non si prenderà
troppe libertà dal classico animato su cui si basa la storia
originale. Halle Bailey recita al fianco di Jonah-Hauer
King nei panni del principe Eric, Melissa McCarthy nei panni di Ursula, Javier Bardem nei panni di Re Tritone,
Jacob Tremblay nei panni di Flounder,
Daveed Diggs nei panni di Sebastian e
Awkwafina nei panni di Scuttle.
La
Sirenetta conterrà la musica del classico animato
e quattro nuove canzoni. Lin-Manuel Miranda, che in precedenza ha
lavorato con Marshall in Il
ritorno diMary
Poppins, comporrà anche la musica originale per
Mermaid insieme ad Alan Menken. La
Sirenetta è l’amata storia di Ariel, una giovane
sirena bella e vivace con una sete di avventura. La più giovane
delle figlie di re Tritone e la più ribelle, Ariel desidera saperne
di più sul mondo al di là del mare e, mentre visita la superficie,
si innamora dell’affascinante principe Eric. Mentre alle
sirene è vietato interagire con gli umani, Ariel deve seguire il
suo cuore. Fa un patto con la malvagia strega del mare,
Ursula, che le dà la possibilità di sperimentare la vita sulla
terraferma, ma alla fine mette a repentaglio la sua vita e la
corona di suo padre. Il film arriverà nelle sale il 26 maggio
2023.
La star di L’uomo d’acciaio e
interprete del Generale Zod Michael Shannon
ha rivelato la sua iniziale confusione nel riprendere il ruolo per
il prossimo film del DC
UniverseThe
Flash. “Ero un po’ confuso, – ha ammesso l’attore
– “Se la memoria non mi inganna, penso di essere morto in
L’uomo d’acciaio. Sono sicuri di aver preso
la persona giusta? Ma poi mi hanno spiegato l’intero fenomeno del
multiverso, che… beh, ero un po’ indietro ai tempi rispetto a tutto
questo. Io non posso dire di essere un grande consumatore di questo
genere di film, non che abbia qualcosa contro di loro. Se guarderò
un film, le probabilità sono che non sarà uno di quelli, ma
sicuramente amo farli”.
Prima dell’intervista a Shannon, una
sinossi di The Flash sembrava confermare che il film
tornerà proprio alla storia raccontata in L’uomo
d’acciaio. Secondo detta sinossi, il protagonista Barry Allen
arriverà in un 2013 alternativo, cercando Bruce Wayne/Batman per
ottenere il suo aiuto. Tuttavia, quello che l’uomo più veloce trova
è solo un Batman più vecchio e ormai ritiratosi da tempo dal
servizio come protettore di Gotham City. Ma Bruce dovrà scegliere
se tornare ad essere o meno il Cavaliere Oscuro per affrontare una
minaccia globale in arrivo.
Se tale sinossi dovesse essere
confermata, bisognerà dunque scoprire in che modo Zod entrerà a far
parte di tutto ciò, ma le parole di Shannon sembrano lasciar
intendere che quello che si vedrà nel film The Flash non
sarà propriamente lo stesso villain visto nel film del 2013 diretto
da Zack Snyder. Ricordiamo che The Flash arriverà al cinema il
23 giugno 2023. Il film sarà diretto da
Andy Muschietti, regista di IT e IT – Capitolo Due.Ezra
Miller tornerà a vestire i panni del Velocista
Scarlatto dopo essere apparso in un cameo in Batman v Superman: Dawn of
Justice e in Justice League.
Dopo che l’embargo è stato tolto la
prima ondata di recensioni di ScreamVI ha
fatto il suo debutto online sull’aggregatore Rotten Tomatoes.
Ebbene e sorprendentemente Scream VI per punteggio ha totalizzato
ben 80% di gradimento avvicinandosi “sorprendentemente” al film
originale che ha dato vita alla saga! 80% è infatti il punteggio
definitivo raggiunto da Scream del 1996, sebbene
Scream 2 del 1992 sia ancora il capitolo con il
punteggio più alto con il suo 82%. Dello stesso avviso sembra
essere il nostro capo redattore Gianmaria Cataldo che
ha recensito per noi il film “Scream VI si
dimostra dunque un film ricco di buona tensione, umorismo e che
anche se non può rinunciare ai
classici jumpscare trova per lo meno il modo di
renderli più gradevoli e meno forzati.”
Il film inizierà a uscire nelle sale
oggi, quindi presto avrete l’opportunità di scoprire voi stessi che
tipo di film è. Esaminando altre recensioni, la maggior parte dei
critici sembra però concordare sul fatto che i fan di lunga data
troveranno comunque diversi elementi da amare.
In ScreamVIrecitano
Melissa Barrera (“Sam Carpenter”), Jasmin
Savoy Brown (“Mindy Meeks-Martin”), Mason
Gooding (“Chad Meeks-Martin”), Jenna Ortega (“Tara Carpenter”), Hayden Panettiere (“Kirby Reed”) e
Courteney Cox (“Gale Weathers”) tornano a
ricoprire i loro ruoli nel franchise insieme a Jack Champion, Henry
Czerny, Liana Liberato, Dermot Mulroney, Devyn Nekoda, Tony
Revolori, Josh Segarra e Samara Weaving.
Scream VI
vedrà poi il ritorno dei registi del film del 2022
Scream, con Matt Bettinelli-Olpin e Tyler
Gillett, che riprendono in mano il franchise dopo il
successo del quinto film. Dopo gli ultimi omicidi perpetrati da
Ghostface nel film dello scorso anno, questo sesto
capitolo si concentra sui quattro sopravvissuti, che si lasciano
alle spalle Woodsboro per iniziare una nuova vita a New York,
venendo però raggiunti anche qui da un pericoloso nuovo
Ghostface.
Non ci pensa due volte lo
sceneggiatore Jeff Loveness e afferma che secondo
lui gli X-Men non saranno presenti in Avengers: The Kang
Dynasty, il quinto film dedicato agli Avengers previsto
per il 2025, di cui proprio Loveness è incaricato di scrivere la
sceneggiatura. Dopo la sua prima incursione nell’universo
cinematografico Marvel con Ant-Man & the Wasp:
Quantumania, Loveness sta infatti continuando il suo
lavoro nel franchise scrivendo il prossimo grande filmevento di
questa Multiverse
Saga, in cui gli eroi più potenti della Terra si
troveranno a dover affrontare Kang il
Conquistatore.
Nonostante l’inevitabile arrivo
degli X-Men nel MCU, già anticipato in più occasioni
da Kevin Feige, sembra proprio che i
mutanti non faranno parte di Avengers: The Kang
Dynasty.“No, penso che tutta quella roba sia piuttosto
lontana. – ha affermato Loveness – Voglio dire, so che
stanno realizzando i Fantastici Quattro, ma è una cosa a parte.
Quindi, no, voglio dire, sono il più grande fan degli X-Men del
mondo ma… No, no, no. Gli Avengers sono nei guai. Hanno molto da
fare con Kang. Hanno più che abbastanza da gestire”. Non
sembra dunque esserci possibilità che il celebre gruppo di Mutanti
sia presente nel film, contrariamente a quanto si ipotizzava fino a
poco fa.
In precedenza, Loveness aveva già
espresso dubbi sul fatto che Avengers: The Kang Dynasty
possa contenere i Fantastici Quattro e
Blade, nonostante il fatto che i personaggi
siano confermati per debuttare nell’MCU prima del film. A
differenza dei suoi commenti precedenti su tali personaggi, egli
sembra però ora abbastanza sicuro riguardo i mutanti, che a quanto
pare non si presenteranno nel prossimo grande combattimento dei
Vendicatori in quanto li si starebbe preservando per un ingresso
futuro, probabilmente con un maggior impatto su tutto il Marvel
Cinematic Universe.
Il TFF annuncia due
contenuti della sua prossima edizione, che si svolgerà a Torino dal
24 novembre al 2 dicembre 2023. In collaborazione con il Centro
Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale sarà proposta
una retrospettiva dedicata a Sergio Citti, di cui
quest’anno ricorre il novantesimo anno dalla nascita. Consulente,
collaboratore e amico di Pier Paolo Pasolini, Sergio Citti ha
proposto un cinema fortemente connotato nella compresenza tra
popolarità e ricerca, un cinema in cui l’impegno non è mai
disgiunto dalla semplicità e leggerezza del racconto.
La retrospettiva è
curata da Stefano Boni, Grazia Paganelli, Matteo Pollone e Caterina
Taricano e sarà accompagnata da un convegno e da un volume edito
dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, nel
quale saranno raccolti contributi di David Grieco (nello staff del
TFF), Giancarlo Scarchilli, Carlo Verdone, Claudio Amendola, Silvio
Orlando, Fiorello, Malcom McDowell, Maurizio Ponzi, Harvey Keitel,
Jodie Foster, Giancarlo Giannini e dei tanti
altri autori e attori che hanno lavorato con Citti.
Dopo il successo
dell’anno scorso, il TFF ripropone la rassegna Mezzogiorno di
fuoco dedicata al western americano con un omaggio a
John Wayne, il più grande attore western di tutti i
tempi, nel 60° anniversario dell’uscita del suo film Donovan’s
Reef (I tre della croce del sud), il film che meglio di tutti
riassume il perfetto sodalizio tra Wayne e John Ford, il suo
regista di riferimento.
D’altronde, come
affermava Jean-Luc Godard, “come posso odiare John Wayne,
perché simpatizza per Goldwater, e poi amarlo teneramente, quando
prende improvvisamente tra le braccia Nathalie Wood, negli ultimi
minuti di Sentieri Selvaggi?” MissingI film saranno,
come di consuetudine, presentati ogni giorno alle ore 12 e
introdotti da esperti e appassionati del genere.
Sorprendenti design del personaggio
di Neytiri, protagonista di Avatar e Avatar: La via
dell’acqua sono rivelati tramite alcune concept art
originali dall’artista Joseph C. Pepe sul proprio
profilo Instagram, ed offrono uno sguardo alle prime fasi del
processo di progettazione del personaggio interpretato da Zoe Saldana.
Nel post, Pepe spiega che il design di Neytiri ha impiegato circa
un mese e mezzo per essere completamente definito e che ha
richiesto ben 113 diverse iterazioni del look del personaggio in
stretta collaborazione con James
Cameron.
Alcuni di questi primi concept di
Neytiri sono in linea con altri concept art di Avatar rilasciati di recente su Jake e un anziano
Na’vi, entrambi caratterizzati da un colore della pelle blu più
scuro, diversi modelli di pelle e altre sottili differenze nel viso
e nei capelli. Ma ancora, come racconta Pepe, ad essere cambiati
sono stati anche la dimensioni degli occhi, il design delle strisce
che caratterizzano la pelle del personaggio, il design della
bioluminescenza, il colore delle labbra, il posizionamento delle
orecchie, la lunghezza del collo e le dimensioni della testa.
Grazie a quanto mostrato dunque
tramite questo post su Instagram, i fan possono ora avere un’idea
di come era inizialmente stata pensata Neytiri e del lavoro poi
svolto per arrivare alla versione finale vista nel film. Come
sappiamo, Neytiri è stato il personaggio di spicco del film
originale, e ha anche una serie di scene cruciali in Avatar: La via dell’acqua. Nel
tempo è dunque diventato un personaggio particolarmente amato,
anche per la cura con cui è stato realizzato. Qui di seguito si può
trovare il posto di Joseph C. Pepe con i concept art su
Neytiri.
Ecco la nostra intervista a
Giacomo Abbruzzese, il regista di Disco
Boy, film
che arriva al cinema in Italia il 9 marzo distribuito
da Lucky Red.
Disco
Boy,opera prima di Giacomo
Abbruzzese premiata con l’Orso d’Argento al 73° Festival
Internazionale del Cinema di Berlino per il Miglior Contributo
Artistico (Silver Bear for an Outstanding Artistic Contribution), è
stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale
Critici Cinematografici Italiani – SNCCI con la seguente
motivazione:
“Affidandosi a
una struttura narrativa metaforica e a un impianto visivo
stilizzato, il regista racconta una storia di sradicamento e
simbiosi, in cui la flagranza dei temi della contemporaneità
storica si intreccia alla statura morale dei personaggi.
Grazie a una sapiente struttura visiva, che definisce in
chiave astratta luoghi e figure, il film restituisce un prolifico
intreccio di elementi fisici, reali, pulsionali e
spirituali.”
La categoria dei nominati alla
Miglior Regia agli Oscar 2023 contiene un coacervo di visioni
uniche, che vanno dall’intimità del racconto personale al vero e
proprio surrealismo. Non solo: vi è anche un’apertura alla commedia
come genere rivendicato dalla satira sociale, dall’umorismo nero e
dalla parodia. Sono le storie confezionate da questi candidati a
farle brillare, tanto che tutti concorrono anche nella categoria
della migliore sceneggiatura originale.
Da un lato, il duo The
Daniels e lo svedese Ruben Östlund osano trasgredire visivamente
con sequenze deliranti, rendendo veramente d’impatto il loro
debutto agli Oscar. Dall’altro, Martin McDonagh e
Todd Field presentano una narrazione molto più
lineare, ma che cerca di affascinare con la sua fotografia e non
per questo meno mordace. In mezzo a tutte queste proposte, Steven Spielberg non solo ci ricorda perché è
un’istituzione vivente del cinema, ma lo dimostra proprio
raccontandoci la storia delle sue origini. Analizziamo insieme
tutti i candidati alla Miglior Regia agli Oscar 2023 che,
ricordiamo, verranno trasmessi su Sky e NOW dalle 23:15 italiane di
domenica 12 marzo.
Daniel Kwan e Daniel Scheinert,
Everything Everywhere All At Once
Il duo di registi
americano conosciuti come i The Daniels è nato con
la regia di video musicali, quali “Rize of the Fenix” dei Tenacious
D e “Turn Down for What”
di DJ Snake e Lil Jon, quest’ultimo un successo senza tempo su
Internet. Già a quel punto il loro stile caratteristico, che
mischia surrealismo, umorismo assurdo e montaggi esplosivi, saltava
all’occhio. Sebbene abbiano diretto alcuni progetti
individualmente, i Daniels lavorano come un’unica
mente e potremmo definire la stramba commedia dell’A24
Swiss Army Man (2016) il loro biglietto da
visita.
Ora, con il loro secondo
lungometraggio, Everything Everywhere at Once, si presentano
come favoriti agli Oscar 2023 con 11 nomination, tra cui miglior
film, sceneggiatura originale e regia. Hanno già iniziato a
collezionare premi su premi ad altre prestigiose cerimonie, come i
Critics Choice Awards e i Directors Guild Award (DGA). In questo caso, i
registi hanno dato prova del loro caratteristico stile
stroboscopico, dando vita a un’estetica molto originale, ricca di
colori vivaci e coreografie d’azione fluide, unite al
metalinguaggio e a riferimenti ad altri film che li hanno formati,
che vanno dall’omaggio alla parodia.
Ma se c’è una cosa che affascina di
Everything Everywhere at Once è il modo in cui
riesce a essere così eclettico senza mai perdere la sua coerenza.
Sa muoversi tra generi come la commedia e il dramma come se si
trattasse di un vero e proprio salto multiversale. Sopratutto, i
Daniels sono riusciti a gestire una sceneggiatura
a diversi livelli, in cui la storyline più leggera è capace di
contenere importanti riflessioni sull’esistenzialismo, su ciò per
cui veniamo messi al mondo e sulla complessità delle relazioni che
intrecciamo nel corso della nostra vita, essendo unica e preziosa
indipendentemente da quante realtà alternative possano
spaventarci.
Steven Spieberg, The Fabelmans
Conosciuto come “il Re
Mida di Hollywood”, Steven Spielberg è una pietra miliare della
storia del cinema. Alla fine del XX secolo, ha inaugurato l’era dei
blockbuster con classici come Lo squalo (1975), ET,
l’extra-terrestre (1982), le saghe di Indiana
Jones e Jurassic Park. Con The Fabelmans ha raggiunto la nona nomination
all’Oscar per la miglior regia, vincendola due volte per Schindler’s List (1994), che ha trionfato
anche come miglior film, e Salvate il soldato Ryan (1999).
Con tutto quello che poteva vincere
e niente da dimostrare, Spielberg ha guardato al suo passato per
ricollegarsi alle radici della sua arte. Nel 2022 ha presentato al
pubblico il
remake di West Side Story, un musical che lo ha segnato tanto
al cinema quanto nella versione originale di Broadway. Con The Fabelmans, si unisce al filone dei film
introspettivi e autobiografici come
Roma di Alfonso Cuarón, ma aggiungendovi il suo tocco
personale. Purtroppo, in questa stagione di premi, si è distinto
solo per aver vinto il Golden Globe per la miglior regia di un film
drammatico.
Anche se diverse
situazioni cambiano e i personaggi sono romanzati, è chiaro che
Sammy – il protagonista di The Fabelmans – è
Steven, e questa è la sua storia di ragazzo ebreo
di periferia. La pubblicazione di alcune registrazioni casalinghe
della sua giovinezza confermano come egli sia quasi una copia
carbone della realtà, soprattutto se andiamo a confrontare ciò che
sappiamo della vera madre di Spielberg con il personaggio di
Mitzi (Michelle
Williams). Con la sua ormai tradizionale colonna
sonora composta dal leggendario John Williams, The Fabelmans emana quell’aura magica
caratteristica di
Spielberg, che si collega al lato più felice
dell’infanzia degli spettatori cresciuti con le sue storie.
Proveniente dal mondo del teatro, il
regista anglo-irlandese è noto sul palcoscenico per il suo umorismo
nero e lo stile violento, un po’ alla Quentin Tarantino. L’estro di
Martin McDonagh è stato premiato per la prima volta
con un Oscar al miglior cortometraggio nel 2006 per Six
Shooter mentre, per i suoi lungometraggi, è stato nominato
tre volte: una per la migliore sceneggiatura originale per
In Bruges – La coscienza dell’assassino, e
un’altra per la migliore sceneggiatura e il miglior film per
Tre manifesti a Ebbing, Missouri.
Gli spiriti dell’isola è nato come un’opera
teatrale che non è mai stata realizzata perché non era considerata
abbastanza meritevole. È interessante notare che la trasformazione
di quella sceneggiatura scartata in un film gli è valsa due
Golden Globe e un Bafta, oltre a nove nomination agli Oscar 2023, tra cui la triade di miglior film,
sceneggiatura originale e regia. Con una premessa semplice come la
separazione di due amici su un’isola noiosa, McDonagh coglie l’occasione per sollevare
questioni come la solitudine, la depressione e l’angoscia di
sentire che la vita sta passando davanti ai nostri occhi senza
sfruttarla al meglio. Lontano dalla sua ordinaria brutalità, il
regista cerca qui altri modi di rappresentare la crudezza: il suo
umorismo nero è ancora presente, anche se forse in un modo troppo
british per essere apprezzato adeguatamente dall’altra
parte dell’oceano. Ciò che si apprezza maggiormente, tuttavia, è la
genialità dei suoi dialoghi, che permettono di sfruttare il talento
del suo cast, in cui risiede il peso maggiore del film.
Todd Field, Tar
La filmografia di
Todd Field è composta da tre lungometraggi, per
ognuno dei quali ha ricevuto una nomination all’Oscar. Con il suo
film d’esordio In the Bedroom (2001) è stato
nominato per il miglior film e per la sceneggiatura non originale,
e in quest’ultima categoria è stato nominato anche per la miglior
sceneggiatura non originale per Little Children
(2006). Ora con TÁR, oltre a ripetersi in entrambe le
categorie (questa volta per la sceneggiatura originale), riceve
anche la sua prima nomination per la Miglior regia agli Oscar 2023.
Come per The Fabelmans, Field
si serve della finzione per costruire un film che all’inizio sembra
un biopic, al punto che più di una persona avrà cercato su Internet
il nome di Lydia Tár (Cate
Blanchett) al termine della visione. In seguito, il
film si trasforma in un thriller, in cui il regista sa come giocare
con il punto di vista e la suspense per manipolare la propria
trama. Proprio a questo punto, la pellicola dice molto di più di
quello che mostra, lasciando tante svolte di trama in sospeso e
senza chiarire nulla, e delegando allo spettatore il compito di
interpretare ciò che accade nello stesso modo in cui Tár ci assicura che i direttori d’orchestra
interpretano ciò che un compositore voleva esprimere nella sua
opera.
TÁR è un saggio sulla cultura
dell’annullamento e sull’arroganza delle élite intellettuali, che
guardano al mondo con aria di superiorità accademica e al contempo
normalizzano appropriazioni culturali e abusi di ogni tipo. Ma il
film va addirittura oltre, scrutando nei deliri di una paranoica,
manipolatrice e maniaca del controllo, con una Blanchett scatenata e affascinante nella sua
discesa verso la rovina. Le sue scene di direzione dell’orchestra
sono ipnotiche come la fotografia in generale.
Ruben Östlund, Triangle of
Sadness
Lo svedese Ruben Östlund è diventato un regista di culto
negli ultimi anni, grazie ai suoi film ricchi di una forte critica
alle dinamiche sociali del primo mondo. Con l’approccio più
autoriale all’interno del gruppo, Ruben Östlund si presenta agli Oscar 2023 con Triangle of Sadness, con cui ha vinto la sua
seconda Palma d’Oro al Festival di Cannes e che chiude
una trilogia di satire contro il capitalismo, il patriarcato e la
frivolezza dei media. Difatti, aveva già affrontato questo tema con
Forza Maggiore (2014) e
The Square (2017).
In Triangle of Sadness scatena tutta la sua
mordacità, prendendo di mira il capitalismo e la banalità, anche se
in modo meno sottile rispetto agli altri suoi film, fino a sfiorare
la caricatura. Östlund stesso riconosce le
contraddizioni del predicare l’uguaglianza a partire dal
privilegio, per questo inserisce nella narrazione un personaggio
come il capitano dello yacht Thomas Smith
(Woody
Harrelson), un socialista che lavora per una compagnia
di navigazione di lusso, ma che non si preoccupa minimamente del
destino dei suoi personaggi, sottoponendoli alle situazioni più
scatologiche durante il viaggio.
La disumanizzazione di ognuno di
loro, creata non dalla convenienza della sceneggiatura ma dalle
stesse maschere sociali riconoscibili in qualsiasi influencer o
nouveau riche, rende facile non provare empatia per le
loro disgrazie. Tuttavia, l’autore va oltre il semplice messaggio
“di classe”, ed esplora l’idea che la disuguaglianza, più che una
questione socio-economica, faccia parte della condizione umana, e
che questi ruoli possano essere sovvertiti in un istante: gli
oppressi possono atteggiarsi da despoti tanto quanto i loro ex
padroni.
L’attore Andy Serkis,
interprete di Gollum nella trilogia
di Il Signore degli Anelli e in quella
di Lo Hobbit, ha affermato che coglierebbe al volo
l’opportunità di unirsi ai nuovi film de Il Signore
degli Anelli recentemente annunciati. L’annuncio della
Warner Bros. Pictures ha infatti rivelato che la
New Line Entertainment e la Middle-earth
Enterprises stanno collaborando per sviluppare numerosi
nuovi lungometraggi ambientati nell’universo ideato da
Tolkien. Ciò ha naturalmente portato i fan a
speculare sul possibile ritorno di personaggi e attori familiari
dei film originali.
Ad una domanda riguardo tale
possibilità, Serkis ha infatti chiarito di amare profondamente i
film originali, dove ha dato vita alla sua iconica interpretazione
di Gollum/Smeagol. Oltre ad adorare i film a cui ha lavorato in
passato, Serkis ha espresso anche il suo forte desiderio di unirsi
ai nuovi film de Il Signore degli Anelli in
programma, qualora gli si presentasse l’opportunità. “Penso che
ci siano così tanti altri potenziali progetti per la Terra di Mezzo
che potrebbero essere realizzati, e se li stanno realizzando
davvero, ovviamente coglierei al volo l’opportunità di riaccendere
quella relazione… La Terra di Mezzo non mi ha mai lasciato“,
ha dichiarato l’attore.
Se dunque Gollum dovesse ritornare
nei nuovi film, Serkis sarebbe dunque disposto a interpretarlo,
oltre che sostanzialmente l’unico attore abilitato a farlo. Ci sono
ancora molte storie non raccontate su Gollum, lacune che potrebbero
dunque essere colmate con i nuovi film. In alternativa, un altro
modo per Serkis di tornare a far parte della saga è quello di
interpretare un personaggio diverso. Serkis già vissuto tale
situazione con il franchise di Star
Wars, interpretando prima il leader supremo Snoke in Il
risveglio della forza e Gli ultimi Jedi e poi Kino
Loy in Andor. Ciò che è certo, è che l’attore è pronto
per una nuova avventura nella Terra di Mezzo.
Il nuovo DC
Universe potrebbe ancora avere un posto per l’ex
attore di SupermanHenry Cavill,
dato che James Gunn ha
riconfermato che i DC Studios hanno avuto colloqui con la star su
altri possibili ruoli che potrebbe interpretare. Cavill, come noto,
è tornato nei panni di Superman lo scorso ottobre in una scena
post-crediti in Black Adam. Tuttavia,
solo due mesi, il nuovo co-CEO dei DC Studios Gunn ha annunciato
che l’attore non avrebbe interpretato Superman nel nuovo DC
Universe.
Come sappiamo, l’uscita di Cavill
dal ruolo di Superman è dovuta al fatto che il
nuovo DC Universe sta pensando ad un attore più giovane per
interpretare il celebre supereroe. Questo nuovo Superman debutterà
in un film reboot intitolato Superman: Legacy, che sarà il
primo grande progetto nel nuovo DC Universe, scritto dallo stesso
Gunn e con una data d’uscita prevista per il 2025. Ora, tramite il
proprio profilo Twitter, ha comunque accennato alla possibilità che
l’attore possa comunque tornare alla DC in un nuovo ruolo, poiché
ha parlato proprio con Cavill riguardo queste possibilità
future.
Secondo alcune ipotesi, uno dei
possibili ruoli DC che Cavill potrebbe interpretare, tra i film già
annunciati, è quello del pilota spaziale Hal
Jordan, una delle Lanterne Verdi alla guida dello show
Lanterns dell’Universo DC HBO
Max. Il ruolo di Cavill nei panni di Sherlock
Holmes nei film di Enola Holmes di Netflix aiuta in questo senso, in quanto
quella su Hal Jordan è stata descritta come una storia di detective
e misteri da risolvere. Se ciò non dovesse accadere, l’attore
potrebbe comunque rimanere nel mondo di Superman, interpretando il
padre kryptoniano di questi, Jor-El. In ogni caso,
sembra che per Henry Cavill ci sia ancora posto nel DC
Universe, bisogna solo attendere di scoprire in che modo.
Regola numero uno:
Scream è una saga ora, dunque tutto va
pensato più in grande. Regola numero due: accade sempre
l’opposto di ciò che ci si aspetta. Regola numero tre:
nessuno è al sicuro, i personaggi storici sono
carne da macello ma anche quelli nuovi sono sacrificabili, perché
ciò che conta è l’universo narrativo. Se nel 1996 il primo
Scream ha notoriamente codificato una serie di regole del
genere horror, Scream VI si propone ora
di fare altrettanto in epoca di saghe, franchise, sequel, remake,
reboot, spin-off, prequel, requel e chi più ne ha più ne metta.
Questo sesto capitolo, diretto come il precedente da Tyler
Gillett e Matt Bettinelli-Olpin e in sala
dal 9 marzo, porta dunque avanti il terrore
evocato da Ghostface e i discorsi
metacinematografici propri della serie slasher.
Portare avanti sì, ma con quel tanto
di elementi inediti che permettano alla saga di evolversi,
condizione indispensabile per sopravvivere nella continua
evoluzione dell’industria cinematografica statunitense. La prima e
più importante novità è dunque l’addio alla storica
Woodsboro come location della storia. Ci troviamo
invece ora a New York, la città che non dorme mai, dove le sorelle
Sam (Melissa Barrera) e
Tara Carpenter (Jenna Ortega),
insieme ai gemelli Chad (Mason
Gooding) e Mindy
Meeks (Jasmine Savoy Brown) tentano
di avere una vita tranquilla dopo gli orrori vissuti nel precedente
film. Ma anche stavolta saranno raggiunte dalla follia di un nuovo
Ghostface, il quale metterà subito in chiaro che
la nuova città comporta anche nuove regole.
Scream VI, dalla città
alla metropoli
I fan della saga di Scream
sanno bene quanto sia importante il contesto di Woodsboro
all’interno di questa. Il passaggio dall’iconica cittadina alla
metropoli New York è dunque stato senza dubbio l’elemento che più
di altri ha suscitato una certa curiosità nei confronti di
Scream VI. Un cambiamento che non solo è indicativo della
necessità di rinnovamento della saga, pronta ad uscire dai confini
in cui ha sempre vissuto fino ad ora, ma che preannuncia anche
nuove possibilità per percorsi futuri. Una novità dunque coerente
con le odierne richieste che l’industria rivolge a questo tipo di
saghe. New York diventa dunque il nuovo teatro degli orrori
perpetrati da Ghostface, qui libero di muoversi tra vicoli bui,
negozi, metropolitane e ogni altra sorta di luogo affollato.
Risultano dunque particolarmente
forti le scene ambientate in tali contesti, tra cui quella nella
metropolitana, di cui un assaggio si è già avuto con il trailer. Tra primi piani, luci
intermittenti, inquadrature tremolanti e la folla in cui ci si può
abilmente nascondere, ecco che tale momento diventa senza dubbio
uno dei più iconici del film, in cui l’ambiente newyorkese viene
ben sfruttato per generare quel senso di tensione dato dal trovarsi
in un luogo dove il pericolo può arrivare in ogni momento e da ogni
direzione. Non sempre nel film la città viene adeguatamente
sfruttata, ma se dovessero esserci altri film di Scream e
dovessero essere ambientati sempre a New York, ci sarà certamente
modo per esplorarla meglio.
Melissa Barrera, Jenna Ortega, Jasmine Savoy Brown e Mason
Gooding in una scena di Scream VI.
Il passato e il futuro di Scream VI
Il cambio di location non è però la
sola novità. Il quinto capitolo, uscito lo scorso anno, lo ha
anticipato e questo sesto ne è la manifestazione ancor più
vigorosa: Scream è pronto ad un ricambio generazionale.
Una nuova generazione di personaggi è stata introdotta nel
precedente film e questo nuovo è addirittura il primo a non vantare
l’eroina storica della serie, ovvero la Sidney
Prescott di Neve Campbell.
Il passaggio di testimone sembra dunque essere stato completato,
proponendo ora agli spettatori una nuova fase della saga che
mantiene sì i legami con il proprio passato, ma allo stesso tempo,
come già detto, è pronta a nuove regole, anche a costo di tradire
quelle precedentemente in vigore.
Anche a tal proposito è indicativo
il modo in cui Scream VI rifletta su tutti i passati
Ghostface, fino a risalire a all’iconico Billy
Loomis, padre di Sam e Tara. Il film non può fare a meno
di tenere in considerazione le proprie origini, presentandocele
concretamente in un cinema/museo che diviene luogo quantomai
simbolico. Al di fuori di esso, ciò che viene offerto agli
spettatori è dunque tanto una continua riflessione
metacinematografica sulla saga di Scream stessa quanto un
andare contro quelle che sono le aspettative di chi guarda. Il film
ironizza dunque su sé stesso, sull’attuale industria
cinematografica e sulle abitudini del pubblico, decisamente diverso
da quello che accolse il primo capitolo nel 1996.
Più violenza, più sangue, più
malvagità
“Tutta la serie va a rotoli dal
quinto film in poi”, afferma uno dei protagonisti di Scream V, giudicando
l’ennesimo Stab, la serie di film nel film. Ora che il
quinto capitolo di Scream è stato superato e questo sesto
è pronto ad arrivare in sala, si può tirare un sospiro di sollievo:
la serie non è andata a rotoli… per ora. Questo perché
Bettelli-Olpin e Gillett si
dimostrano nuovamente profondi conoscitori della materia e capaci
di darvi forma in modo da soddisfare sia chi è in cerca di violenza
e sangue sia chi è invece più interessato alla detective
story, nel tentativo di individuare l’assassino prima dei
protagonisti.
Scream VI si dimostra
dunque un film ricco di buona tensione, umorismo e che anche se non
può rinunciare ai classici jumpscare trova per lo meno il
modo di renderli più gradevoli e meno forzati. Non mancano certe
ingenuità nella scrittura, compensate però da sequenze capaci di
far realmente trattenere il fiato allo spettatore. I due registi si
rivelano dunque decisivi nella buona riuscita di questo nuovo
capitolo. Sarà l’ultimo? Considerando le novità introdotte è
difficile crederlo, ma per lo meno le direzioni accennate sembrano
lasciar presagire ad un futuro sempre più cupo, violento e,
soprattutto, imprevedibile.