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The Batman – Part 2, 5 grandi rivelazioni dalle foto e dai video dal set del sequel

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Le riprese di The Batman – Part 2 stanno iniziando a raccontare molto più di quanto Matt Reeves probabilmente avrebbe voluto mostrare così presto. Foto e video arrivati dal set suggeriscono infatti una Gotham più instabile, ostile e apertamente attraversata da tensioni sociali, mentre Bruce Wayne sembra destinato a trovarsi sotto pressione tanto come miliardario quanto come Batman.

Naturalmente, tutte queste immagini vanno lette con cautela: sono sequenze prive di contesto, spesso girate in esterni e quindi impossibili da collocare con precisione nella trama. Ma messe insieme delineano già una direzione interessante. Il sequel sembra voler ampliare il conflitto del primo film, spostandolo dal rapporto tra Batman e il crimine a qualcosa di più grande: il rapporto tra Bruce, Gotham e le istituzioni che dovrebbero proteggerla. Ecco quindi le cinque indicazioni più importanti emerse finora.

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The Batman - Parte II

Gotham sembra aver trasformato Bruce Wayne in uno dei simboli della propria rabbia

Una delle immagini più significative dal set mostra Bruce Wayne circondato da manifestanti ostili, con cartelli che accusano i ricchi e gli oligarchi di essere responsabili delle condizioni della città. Non si tratta soltanto di una scenografia generica: il dettaglio suggerisce che, dopo gli eventi di The Batman, la frattura sociale di Gotham sia diventata ancora più visibile.

Questo può avere conseguenze importanti sul percorso di Bruce. Nel primo film, il personaggio viveva quasi esclusivamente attraverso Batman, trattando la propria identità pubblica come un involucro vuoto. Il finale iniziava però a mostrargli che la paura da sola non può salvare Gotham. Se la città ora percepisce Bruce Wayne come parte del problema, il sequel potrebbe costringerlo finalmente a capire che anche il miliardario deve diventare una figura attiva, non soltanto l’uomo dietro la maschera.

È una direzione particolarmente coerente con il percorso impostato da Reeves. Batman può fermare criminali e terroristi, ma non può risolvere da solo povertà, sfiducia nelle istituzioni e disuguaglianze strutturali. Per la prima volta, Bruce potrebbe dover imparare a combattere per Gotham in piena luce.

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Robert Pattinson in The Batman (2022)
Robert Pattinson in The Batman © 2020 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved.

Batman potrebbe ritrovarsi apertamente contro il GCPD, e non solo in fuga occasionale

Il rapporto tra Batman e la polizia era già complicato nel primo film, ma i nuovi video dal set mostrano qualcosa di molto più aggressivo: il GCPD sembra impegnato in una vera caccia all’uomo contro il Cavaliere Oscuro, con auto della polizia, una squadra SWAT e mezzi impegnati nell’inseguimento.

Il dettaglio più curioso è che nel Batmobile sarebbe presente anche una donna bionda. Non esiste ancora una conferma sulla sua identità, anche se una delle ipotesi più immediate riguarda il misterioso personaggio interpretato da Scarlett Johansson. Se fosse lei il vero obiettivo dell’inseguimento, Batman potrebbe trovarsi a proteggerla contro la polizia, complicando ulteriormente il suo rapporto con Gordon e con il GCPD.

Narrativamente sarebbe un passaggio importante. Nel primo film Batman operava ai margini della legalità, ma poteva ancora entrare nelle scene del crimine grazie a Gordon. Un conflitto aperto con la polizia cambierebbe radicalmente il suo ruolo, trasformandolo da vigilante tollerato a vero e proprio fuggitivo.

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Batmobile in The Batman-1

La distruzione della Batmobile suggerisce un sequel molto più grande e fisicamente pericoloso

L’inseguimento con la polizia sembra culminare in uno dei momenti più spettacolari emersi finora dalle riprese: la Batmobile viene distrutta violentemente. La scena coinvolge diversi veicoli, un elicottero e una squadra SWAT, facendo pensare a una sequenza molto più ampia rispetto a molte delle scene d’azione del primo film.

La distruzione del veicolo potrebbe naturalmente aprire la strada a una nuova Batmobile, ma il valore della scena è soprattutto narrativo. Nel primo The Batman, l’auto rappresentava una delle estensioni più brutali e iconiche del personaggio di Pattinson. Distruggerla significa togliere a Bruce uno dei suoi strumenti più potenti e mostrare che questa volta Gotham può davvero metterlo in difficoltà.

C’è poi una differenza produttiva importante. Il primo film venne girato negli ultimi mesi della pandemia e dovette convivere con forti limitazioni organizzative. Il sequel sembra invece avere maggiore libertà nel costruire sequenze più grandi e affollate, e questo potrebbe rendere The Batman Part II un film più esteso e dinamico senza necessariamente perdere il tono noir del capitolo precedente.

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Bruce-Wayne-in-The-Batman

Una scena sul porto suggerisce che Bruce Wayne potrebbe arrivare molto vicino alla morte

Una delle sequenze più sorprendenti mostra Alfred Pennyworth mentre cerca di rianimare Bruce Wayne, privo di sensi vicino al porto innevato di Gotham. Le mani di Bruce sembrano legate, dettaglio che suggerisce possa essere stato gettato in acqua dopo uno scontro con qualcuno ancora non identificato.

Ovviamente è estremamente improbabile che la scena mostri davvero la morte di Bruce, ma la sua importanza potrebbe essere altrove. Il primo film aveva già portato Batman fisicamente al limite, ma questa volta Reeves sembra intenzionato a vulnerabilizzarlo ancora di più, costringendolo forse ad affrontare un nemico capace di colpirlo non soltanto come vigilante, ma anche come uomo.

Nella stessa zona sarebbero stati avvistati una donna bionda e un giovane ragazzo, alimentando inevitabilmente speculazioni sulla possibile presenza di Robin, Dick Grayson o persino Damian Wayne. Al momento, però, non esistono conferme e queste interpretazioni restano puramente speculative. Quel che conta davvero è l’immagine di Alfred costretto a salvare Bruce: potrebbe essere il punto più basso del percorso del protagonista nel film.

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Corte dei Gufi

La Corte dei Gufi potrebbe entrare davvero nella storia, mentre Batman aggiorna il costume

Il dettaglio che ha generato più discussioni riguarda un cartello comparso tra i manifestanti con la scritta “Court of Fowls”, evidente gioco di parole con la Court of Owls, la Corte dei Gufi. È il primo indizio visibile dal set che sembra collegare direttamente il sequel alla celebre organizzazione segreta dei fumetti DC.

La cosa più interessante è che, se il riferimento fosse effettivamente narrativo e non soltanto un depistaggio, la Corte potrebbe essere già conosciuta almeno come nome dagli abitanti di Gotham. Questo sarebbe molto diverso dalla versione fumettistica più tradizionale, dove l’organizzazione agisce nell’ombra da generazioni e viene inizialmente considerata quasi una leggenda.

Il collegamento con le proteste contro l’élite cittadina sarebbe però perfettamente coerente con il mondo di Reeves. Una società segreta composta dalle famiglie più potenti di Gotham potrebbe diventare il punto di incontro tra il tema della corruzione sistemica già esplorato nel primo film e la crescente rabbia contro personaggi come Bruce Wayne.

Sul fronte visivo, il nuovo Batsuit sembra invece evolvere senza rivoluzioni: le orecchie del cappuccio appaiono più lunghe e il design leggermente più affusolato, ma l’impostazione generale resta molto vicina a quella precedente.

Ed è probabilmente proprio questo il quadro più interessante che emerge dal set. The Batman Part II non sembra voler cancellare il mondo costruito nel 2022, ma portarlo alle conseguenze estreme: una Gotham che non si fida più delle proprie istituzioni, che guarda con rabbia ai suoi uomini più ricchi e in cui Batman rischia di diventare nemico sia dei criminali sia di coloro che dovrebbe proteggere.

Redazione
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