Gli Anelli del Potere: perché Joseph Mawle ha lasciato il ruolo di Adar e chi lo ha sostituito

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Il cambio di attore è uno degli imprevisti più delicati per una serie fantasy ambiziosa come Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere. Quando un personaggio già conosciuto dal pubblico viene affidato a un interprete diverso, il rischio è che la sostituzione interrompa la continuità emotiva della storia. È quanto accaduto con Adar, l’Elfo tormentato che nella prima stagione ha guidato gli Orchi e cercato di impedire a Sauron di riprendere il controllo della Terra di Mezzo. Dopo l’interpretazione di Joseph Mawle, dalla seconda stagione il ruolo è passato a Sam Hazeldine.

La sostituzione, tuttavia, non ha compromesso il percorso del personaggio. La scelta di Mawle di lasciare la serie è legata alla volontà di esplorare nuove opportunità professionali, mentre Hazeldine ha potuto raccogliere il testimone in una fase narrativa diversa per Adar. Con Sauron ormai pronto a imporsi come la minaccia principale, il personaggio assume infatti nuove sfumature, tra il desiderio di proteggere gli Orchi e la necessità di affrontare un nemico che conosce fin troppo bene.

Perché Joseph Mawle ha lasciato Gli Anelli del Potere

AdarL’uscita di Joseph Mawle da Gli Anelli del Potere è stata annunciata nel dicembre 2022, dopo la conclusione della prima stagione. L’attore ha spiegato pubblicamente la propria decisione, augurando il meglio al cast e alla troupe e ringraziando per l’esperienza vissuta sul set. La ragione principale riguardava la volontà di dedicarsi a nuovi personaggi e mondi, una scelta coerente con il desiderio di ampliare il proprio percorso professionale.

Mawle aveva contribuito a rendere Adar uno degli antagonisti più interessanti della serie. Il personaggio non si esaurisce nella funzione di nemico degli abitanti delle Terre del Sud: il suo passato, segnato dalle torture subite per mano di Morgoth, lo rende una figura profondamente ambigua. Il suo odio per Sauron convive con un legame quasi paterno nei confronti degli Orchi, che lo riconoscono proprio come una figura capace di proteggerli.

Questa combinazione di brutalità, risentimento e compassione ha dato spessore a un personaggio originale della serie, non direttamente tratto dai racconti di J.R.R. Tolkien. Adar agisce secondo una logica che considera la sopravvivenza degli Orchi una priorità, anche quando le sue decisioni lo portano a compiere azioni violente. La sua opposizione a Sauron nasce quindi da una motivazione personale, ma anche da una visione alternativa del destino delle creature che guida.

Dopo l’addio alla serie fantasy di Prime Video, Mawle ha continuato a lavorare in televisione, comparendo in 1923 e Mary & George. È stato inoltre associato al film The Way of the Wind, nel quale interpreta Saul. La sua uscita da Gli Anelli del Potere, dunque, si inserisce in un percorso professionale più ampio e non in una rottura pubblica con la produzione.

Chi è Sam Hazeldine, il nuovo interprete di Adar

AdarA raccogliere il ruolo nella seconda stagione è Sam Hazeldine, attore con una carriera che comprende produzioni televisive e cinematografiche di generi diversi. La sua presenza in serie fantasy come The Sandman e The Witcher lo aveva già messo a contatto con universi narrativi ricchi di personaggi, mitologie e ambientazioni elaborate. Nella prima interpreta Barnaby, mentre nella seconda veste i panni di Eredin.

Il suo curriculum comprende anche titoli come Masters of the Air, Rain Dogs, Slow Horses e Peaky Blinders, oltre al film The Last Duel di Ridley Scott. Esperienze differenti, che gli hanno permesso di affrontare un personaggio inserito in una produzione dalla forte componente visiva e da un immaginario già consolidato presso il pubblico.

La sostituzione avrebbe potuto creare una frattura evidente, soprattutto perché Mawle aveva già definito con precisione il temperamento di Adar. Eppure, il passaggio risulta relativamente naturale. La prima stagione aveva lasciato spazio al mistero attorno al personaggio e il lungo intervallo tra i due capitoli ha contribuito a rendere meno immediato il confronto tra le interpretazioni.

Hazeldine, inoltre, non ha dovuto riprodurre meccanicamente il lavoro del predecessore. Il suo compito è stato quello di mantenere riconoscibili gli elementi fondamentali di Adar, sviluppandoli in relazione a una storia che nel frattempo ha cambiato direzione. Il risultato è un personaggio che conserva il proprio nucleo emotivo, pur lasciando emergere nuove sfumature.

Nella seconda stagione Adar cambia ruolo con il ritorno di Sauron

La trasformazione di Adar non dipende soltanto dal cambio di interprete. Nella prima stagione, il personaggio occupava una posizione centrale tra gli antagonisti, mentre Sauron rimaneva a lungo una presenza difficile da identificare. La rivelazione finale sull’identità di Halbrand modifica questo equilibrio e prepara una seconda stagione in cui il Signore Oscuro torna a rappresentare la minaccia principale per la Terra di Mezzo.

Per Adar, questo significa passare da una posizione di comando relativamente autonoma a una condizione più complessa. Il suo obiettivo resta fermare Sauron, ma la sua ostilità nei confronti del nemico può condurlo su un terreno inatteso: quello di una possibile collaborazione con gli Elfi, o almeno con Galadriel. Entrambi hanno ragioni profonde per volere la caduta di Sauron, anche se arrivano a questa conclusione da prospettive differenti.

Il rapporto tra Adar e Galadriel introduce così una tensione interessante. Un’eventuale alleanza non cancellerebbe le violenze commesse dal primo né trasformerebbe improvvisamente i due in alleati naturali. Li costringerebbe piuttosto a riconoscere che una minaccia comune può rendere necessaria una collaborazione temporanea, senza eliminare la diffidenza reciproca.

Anche il rapporto con gli Orchi contribuisce a distinguere questa fase della storia. Adar continua a considerarli la comunità da proteggere, mentre il ritorno di Sauron minaccia di ricondurli sotto un potere che lui stesso aveva cercato di contrastare. La sua paura del Signore Oscuro e il suo attaccamento agli Orchi diventano quindi elementi essenziali per comprendere le sue scelte.

Sam Hazeldine e Joseph Mawle: due interpretazioni dello stesso personaggio

Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del PotereIl confronto tra le interpretazioni di Joseph Mawle e Sam Hazeldine è inevitabile, ma il cambio di attore funziona proprio perché la serie mantiene intatta la struttura emotiva di Adar. Entrambi restituiscono un personaggio segnato dal dolore, animato dall’odio per Sauron e capace di provare un sentimento protettivo verso gli Orchi. La differenza riguarda soprattutto il contesto in cui queste caratteristiche emergono.

Mawle ha introdotto Adar come una figura minacciosa, la cui durezza nascondeva un passato di sofferenza e una motivazione comprensibile, almeno nelle sue premesse. Hazeldine eredita questa ambivalenza in una fase in cui il personaggio deve misurarsi con un conflitto più ampio. La sua interpretazione mette in evidenza la paura del ritorno di Sauron e la necessità di agire contro un nemico che potrebbe distruggere tutto ciò che Adar ha cercato di costruire.

La continuità tra i due interpreti è fondamentale perché impedisce che il recasting diventi il centro dell’attenzione. Lo spettatore può riconoscere lo stesso personaggio anche attraverso un volto diverso, seguendone l’evoluzione senza dover ricominciare da zero. In questo senso, il passaggio di consegne rappresenta una sfida superata con efficacia.

Il futuro di Adar dipende ora dalla sua guerra contro Sauron e dal destino degli Orchi. La sua importanza non risiede soltanto nel ruolo di antagonista, ma nella possibilità di mostrare come anche una figura nata dalla sofferenza possa perseguire obiettivi propri, senza per questo diventare moralmente innocente. Ed è questa contraddizione, più ancora del cambio di attore, a rendere Adar uno dei personaggi più sfaccettati de Gli Anelli del Potere.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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