Sebbene la serie true-crime di Netflix Monster non abbia mai goduto del favore della critica, il calo di gradimento da parte del pubblico su Rotten Tomatoes rende il continuo successo della serie in streaming un vero mistero. Proprio come Taylor Sheridan (creatore del franchise Yellowstone) e Shonda Rhimes (Bridgerton), Ryan Murphy – co-creatore di Glee – non ha mai permesso che una recensione negativa ostacolasse il suo dominio sul piccolo schermo.
Murphy è uno dei più importanti produttori televisivi, ma il suo rapporto con la critica è, a dir poco, altalenante. Sebbene le prime stagioni di Glee, la serie drammatica sulla chirurgia estetica Nip/Tuck e l’antologia horror American Horror Story siano state inizialmente acclamate come cult, Murphy ha collezionato anche una serie di flop di alto profilo e opere che hanno diviso l’opinione pubblica. Ratched, Doctor Odyssey e Grotesquerie hanno faticato a convincere la critica, mentre il legal drama del 2025 All’s Fair è stato stroncato senza appello, venendo definito una delle peggiori serie TV mai realizzate.
Aspetto ancora più preoccupante, serie di Murphy come Feud, American Crime Story, Hollywood e persino alcune stagioni di American Horror Story sono state criticate per essersi prese notevoli libertà creative, nonostante si presentassero come opere “basate su una storia vera”. La questione è stata particolarmente controversa e divisiva nel caso dell’antologia true-crime di Netflix Monster, che in ogni stagione si concentra su un diverso e noto assassino della realtà. Tuttavia, pur traendo ispirazione da casi reali, questa serie non si rivela all’altezza di Mindhunter, altro titolo Netflix di ben altro spessore.
La nuova stagione di Monster conferma un trend deludente su Rotten Tomatoes
La prima stagione di Monster (2022), intitolata La storia di Jeffrey Dahmer, suscitò polemiche quando i familiari delle vittime del serial killer accusarono la serie di aver distorto i fatti, banalizzato i traumi subiti e dedicato troppo poco spazio alle storie delle vittime stesse. La seconda stagione del 2024, Monsters: La storia di Lyle ed Erik Menendez, ha ottenuto il plauso della critica per le interpretazioni dei protagonisti Nicholas Alexander Chavez e Cooper Koch, ma si è rivelata ancora più divisiva a causa del suo rapporto ambiguo con la realtà. In quello che si sarebbe rivelato un trend sfortunato per la serie, tali critiche furono soffocate dall’enorme successo commerciale del franchise: Monsters: La storia di Lyle ed Erik Menendez divenne infatti uno dei titoli di punta di Netflix nel 2024. La serie toccò il fondo con Monster: La storia di Ed Gein (2025), un disastro malriuscito che non solo stravolse i fatti fondamentali del caso del serial killer, ma introdusse anche bizzarre licenze creative che finirono per ridicolizzare l’intera stagione.
Come evidenziato nella brillante stroncatura della terza stagione realizzata dallo YouTuber Medusone, Monster: La storia di Ed Gein attribuì al vero assassino una voce nuova e bizzarra, inventò un legame immaginario e problematico tra lui e Anthony Perkins — la star di Psycho che celava la propria omosessualità — e profanò irrimediabilmente la memoria di Adeline Watkins, una sua conoscente. Sebbene tutte e tre le stagioni abbiano ottenuto valutazioni piuttosto deludenti dalla critica su Rotten Tomatoes, anche il gradimento del pubblico è calato progressivamente a ogni nuova uscita, toccando il minimo storico con la quarta stagione del 2026, Monster: la storia di Lizzie Borden.
Monster continua a riscuotere un enorme successo su Netflix
Con un cast che annovera Ella Beatty, Vicky Krieps, Charlie Hunnam, Rebecca Hall, Billie Lourd e Sarah Paulson, a Monster: la storia di Lizzie Borden non mancano certo i grandi nomi. La serie trae inoltre vantaggio dalla distanza storica degli eventi, dato che la protagonista fu accusata di aver ucciso il padre e la matrigna nel 1892. Per quanto tali morti rappresentassero una tragedia, il notevole lasso di tempo trascorso tra gli anni ’90 dell’Ottocento e gli anni ’20 del Duemila ha fatto sì che le famiglie delle vittime ne risentissero meno rispetto a quelle coinvolte nei casi dei fratelli Menendez, di Dahmer o persino di Gein.
Tuttavia, la quarta stagione ha perso questo vantaggio quando “Monster” ha inserito la figura di Aileen Wuornos nella vicenda della Borden, fondendo cronaca nera recente e storica in un altro tentativo maldestro e grossolano di critica sociale. Sebbene Monster: la storia di Lizzie Borden abbia ottenuto un riscontro leggermente migliore dalla critica su Rotten Tomatoes — raggiungendo il 47% contro il misero 22% di Monster: La storia di Ed Gein — il giudizio del pubblico racconta una storia ben diversa.
| Monster Season | Rotten Tomatoes Critical Rating | Rotten Tomatoes Audience Rating |
| La storia di Jeffrey Dahmer | 57% | 82% |
| Monsters: La storia di Lyle ed Erik Menendez | 47% | 57% |
| Monster: La storia di Ed Gein | 22% | 49% |
| Monster: la storia di Lizzie Borden | 47% | 35% |
Monster: la storia di Lizzie Borden ha ottenuto un gradimento del pubblico di appena il 35% su Rotten Tomatoes, un punteggio ancora più basso rispetto al 49% assegnato dagli spettatori a Monster: La storia di Ed Gein. Si trattava già di un netto calo rispetto al 57% ottenuto da Monsters: La storia di Lyle ed Erik Menendez, a sua volta una grande delusione dopo l’82% di gradimento ricevuto da La storia di Jeffrey Dahmer. Ciononostante, Monster: la storia di Lizzie Borden occupa il primo posto negli Stati Uniti sin dal suo debutto.
Anche le stagioni precedenti hanno ottenuto ottimi risultati nelle classifiche streaming; La storia di Jeffrey Dahmer rimane infatti una delle serie Netflix più viste di sempre. Questa tendenza dimostra che, sebbene la critica abbia subito messo in discussione i meriti di *Monster* e il pubblico abbia iniziato a seguirla solo un anno o due più tardi, la serie ha continuato ad attrarre spettatori nonostante il progressivo calo di apprezzamento da parte della critica.
Monster proseguirà su Netflix oltre la quarta stagione?
Il motivo più evidente del successo duraturo della serie è un elemento che essa condivide con The Shards, la recente serie di Murphy per Hulu basata sull’omonimo romanzo di Bret Easton Ellis (autore di American Psycho). Sia le stagioni di Monster che The Shards sono thriller cupi e graficamente espliciti sui serial killer, che ambiscono a trasmettere un messaggio significativo al di là della violenza gratuita e delle atmosfere macabre; questo mix tra una riflessione apparentemente profonda sul genere true crime*e un’azione sanguinosa e senza compromessi continua chiaramente ad attrarre il grande pubblico.
Di conseguenza, nonostante le recensioni feroci e il punteggio della critica in costante calo su Rotten Tomatoes, non c’è motivo di pensare che Monster finirà a breve. Al contrario, stando a un’intervista rilasciata a The Hollywood Reporter, il co-creatore Ian Brennan ha in programma di realizzare “almeno 10” stagioni della serie, a condizione che lui e il suo collega riescano a trovare soggetti sufficientemente avvincenti su cui concentrarsi per i capitoli futuri.
Nell’intervista, Brennan ha dichiarato che lui e Murphy sono determinati a realizzare 10 stagioni, sebbene al momento non abbiano ancora deciso quale, tra tre o quattro potenziali argomenti, sarà al centro della quinta stagione della serie antologica. Di conseguenza, sembra che la pausa tra la quarta e la quinta stagione sarà più lunga rispetto all’intervallo di un anno intercorso tra la terza e la quarta.
Dopotutto, la figura di Lizzie Borden era già stata annunciata come protagonista della quarta stagione quando è uscito Monster: La storia di Ed Gein. Tuttavia, a prescindere dalle tempistiche di uscita della quinta stagione, una cosa è certa: chi sperava che il punteggio su Rotten Tomatoes di Monster ne compromettesse la longevità dovrà attendere ancora a lungo, dato che la serie non mostra alcun segno di rallentamento.


