La migliore nuova serie di fantascienza di Apple TV non tornerà ufficialmente nel 2027

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La seconda stagione di Pluribus potrebbe arrivare su Apple TV soltanto nel 2028. La serie fantascientifica creata da Vince Gilligan, autore di Breaking Bad e Better Call Saul, è finalmente entrata nella fase delle riprese, ma il nuovo calendario produttivo suggerisce che l’attesa per il ritorno di Carol Sturka sarà molto più lunga di quanto molti spettatori immaginassero. Non si tratta di un rinvio annunciato ufficialmente dalla piattaforma: Apple non ha ancora comunicato una data d’uscita, ma le informazioni disponibili rendono sempre meno probabile un debutto nel 2027.

Secondo quanto riportato da ScreenRant, le riprese della seconda stagione sono iniziate all’inizio di novembre 2026 e dovrebbero proseguire fino al 14 giugno 2027. A questo periodo andrà aggiunta la postproduzione, particolarmente importante per una serie che costruisce gran parte della propria identità attraverso un mondo apparentemente normale, ma profondamente alterato. Se i tempi dovessero avvicinarsi a quelli della prima stagione, una distribuzione nell’estate del 2028 diventerebbe un’ipotesi concreta. Per il momento, però, resta una previsione e non una conferma.

Pluribus serie tv

Il possibile intervallo di quasi tre anni tra le due stagioni solleva una questione che riguarda non soltanto Pluribus, ma l’intero modello delle grandi produzioni televisive contemporanee. Le serie di prestigio richiedono sempre più tempo per essere scritte, girate e completate, mentre gli spettatori devono convivere con attese che rischiano di modificare il rapporto con i personaggi e con il racconto. Nel caso di Gilligan, tuttavia, questa distanza potrebbe avere anche un significato creativo: Pluribus è una storia costruita sull’incertezza, e il suo futuro dipende dalla capacità di sviluppare una premessa narrativa tanto semplice quanto inquietante.

Perché Pluribus 2 potrebbe uscire nel 2028 e cosa sappiamo delle riprese

La produzione dei nuovi episodi è partita ad Albuquerque, nel Nuovo Messico, città che occupa un posto particolare nell’immaginario televisivo di Vince Gilligan. È qui che l’autore ha ambientato Breaking Bad e Better Call Saul, ed è qui che ha scelto di costruire anche il mondo di Pluribus. Secondo le informazioni circolate sul calendario della lavorazione, il set dovrebbe rimanere attivo per circa 225 giorni, con una conclusione prevista per la metà di giugno 2027. La durata esatta non è stata però confermata ufficialmente da Apple.

Il vero ostacolo a un’uscita nel 2027 è rappresentato da ciò che accadrà dopo la fine delle riprese. La prima stagione ha richiesto una lavorazione particolarmente lunga prima del debutto, avvenuto nel novembre 2025. Montaggio, effetti visivi, sonoro e rifinitura narrativa sono passaggi che possono occupare molti mesi, soprattutto in una produzione nella quale ogni dettaglio contribuisce a definire la percezione di una realtà alterata. Una conclusione delle riprese nell’estate del 2027 lascerebbe quindi uno spazio estremamente ridotto per completare e distribuire la stagione entro dicembre.

Pluribus - Stagione 1 finale

Il 2028 appare così la finestra più plausibile, anche se non è possibile escludere un’accelerazione della postproduzione. È importante distinguere ciò che sappiamo da ciò che possiamo dedurre: l’avvio della lavorazione è documentato, mentre il mese di debutto resta sconosciuto. Lo stesso Gilligan, nei mesi scorsi, aveva evitato di indicare una data precisa, confermando invece il proprio entusiasmo per le nuove sceneggiature. Anche Rhea Seehorn ha anticipato che il primo episodio contiene sviluppi sorprendenti, senza rivelare quali direzioni prenderà la storia.

Il finale di Pluribus ha preparato una seconda stagione molto diversa dalla prima

Per comprendere perché l’attesa sia così sentita, bisogna tornare alla premessa della serie. Carol Sturka, interpretata da Rhea Seehorn, è una delle pochissime persone rimaste immuni a un fenomeno di origine extraterrestre che ha trasformato quasi tutta l’umanità in un’unica coscienza collettiva. Il risultato è un mondo apparentemente pacifico, nel quale conflitti e ostilità sembrano essere scomparsi, ma dove anche la libertà individuale rischia di non avere più alcun significato. Carol non deve soltanto sopravvivere: deve decidere se una felicità universale ottenuta cancellando l’identità personale possa essere considerata una forma di salvezza.

Pluribus

La prima stagione ha costruito questo dilemma attraverso il confronto tra Carol e gli Altri, alternando momenti di inquietudine, ironia e isolamento. Il personaggio di Manousos Oviedo, interpretato da Carlos-Manuel Vesga, ha introdotto un punto di vista differente sulla resistenza alla coscienza collettiva. Il finale ha avvicinato le traiettorie dei due personaggi, aprendo la possibilità che il racconto si trasformi da un’esplorazione prevalentemente individuale a una vera opposizione organizzata contro il fenomeno che ha cambiato il pianeta.

È proprio questa prospettiva a rendere decisiva la seconda stagione. Il mistero sull’origine della trasformazione non è più sufficiente, da solo, a sostenere la storia: ora Gilligan deve confrontarsi con le conseguenze delle risposte già offerte. Carol conosce meglio la natura del mondo in cui vive e ha compreso quanto sia difficile sottrarsi alla volontà degli Altri. Il prossimo capitolo dovrà quindi sviluppare il conflitto senza ridurlo a una semplice battaglia tra esseri umani e una minaccia extraterrestre, conservando quella complessità morale che ha distinto la serie fin dal suo debutto.

Da Breaking Bad a Severance: perché Vince Gilligan si prende così tanto tempo

Manousos In Pluribus

La lunga attesa per Pluribus 2 si inserisce in una trasformazione più ampia della televisione. Un tempo le serie tornavano quasi sempre ogni anno, seguendo un calendario produttivo relativamente prevedibile. Oggi le grandi produzioni delle piattaforme possono richiedere due o tre anni tra una stagione e l’altra, soprattutto quando la scrittura viene affrontata con un’impostazione vicina a quella cinematografica. Anche Severance, uno dei titoli più rappresentativi di Apple TV, ha mostrato quanto complesso possa diventare mantenere la continuità di una serie fantascientifica ambiziosa.

Gilligan, tuttavia, non è un autore interessato soltanto alla costruzione di grandi misteri. In Breaking Bad la trasformazione di Walter White si sviluppava attraverso una progressione morale rigorosa; in Better Call Saul il destino già conosciuto di Jimmy McGill diventava il punto di partenza per un racconto sulla responsabilità e sull’identità. Pluribus riprende questa attenzione per i personaggi, ma la colloca all’interno di un universo nel quale il problema non è più soltanto ciò che un individuo sceglie di diventare: è la possibilità stessa di continuare a essere un individuo.

Da questo punto di vista, la seconda stagione dovrà trovare un equilibrio delicato. Espandere la mitologia della coscienza collettiva significa inevitabilmente fornire nuove spiegazioni, ma ogni risposta rischia di ridurre l’ambiguità che rende il mondo della serie così perturbante. Il vero obiettivo non dovrebbe essere soltanto svelare chi o che cosa si nasconda dietro gli Altri, bensì approfondire il paradosso centrale del racconto: che valore ha la libertà quando il prezzo da pagare è continuare a soffrire?

Se Pluribus 2 arriverà davvero nel 2028, il pubblico avrà atteso quasi tre anni per conoscere il seguito della storia. Sarà un intervallo considerevole, ma non necessariamente un limite creativo. La questione decisiva è se Vince Gilligan saprà utilizzare questo tempo per trasformare una delle premesse più originali della fantascienza televisiva recente in un racconto capace di superare le aspettative create dalla prima stagione. Per ora, l’unica certezza è che Apple TV non ha ancora annunciato quando tornerà Pluribus.

Redazione
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