La nuova serie Marvel su Disney+ ha già fatto storia nella televisione

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VisionQuest ha impiegato appena due episodi per riportare al centro del Marvel Cinematic Universe uno dei suoi antagonisti più memorabili. La nuova serie Disney+, che conclude il percorso narrativo iniziato con WandaVision e proseguito con Agatha All Along, ha infatti segnato il ritorno di Ultron, l’intelligenza artificiale interpretata da James Spader in Avengers: Age of Ultron. Ma il suo coinvolgimento rappresenta anche un momento significativo nella carriera televisiva dell’attore, che torna sul piccolo schermo dopo la conclusione di una delle serie più longeve della sua filmografia.

In VisionQuest, il Visione Bianco interpretato da Paul Bettany cerca di ricostruire la propria identità e recuperare il legame con un’umanità che sembra aver perduto. All’interno della sua matrice digitale convivono diverse intelligenze artificiali già conosciute nell’MCU, tra cui JARVIS, FRIDAY ed EDITH. Tra queste, tuttavia, si nasconde anche Ultron, che il pubblico credeva definitivamente distrutto durante la battaglia di Sokovia. Il ritorno di James Spader, undici anni dopo il debutto del personaggio nel 2015, diventa così molto più di un semplice richiamo nostalgico.

VisionQuest segna il ritorno di James Spader in televisione dopo The Blacklist

Per dieci stagioni, James Spader è stato il volto di Raymond “Red” Reddington in The Blacklist, il thriller della NBC conclusosi nel 2023. Un personaggio enigmatico, sofisticato e imprevedibile, che ha consolidato la reputazione dell’attore come interprete particolarmente efficace nel rappresentare figure ambigue, capaci di esercitare fascino e minaccia contemporaneamente.

La sua carriera televisiva comprende anche interpretazioni importanti in The Practice e Boston Legal, oltre al ruolo di Robert California nell’ottava stagione di The Office. Eppure, negli ultimi anni, la sua presenza sul piccolo schermo era rimasta strettamente legata a The Blacklist.

VisionQuest rappresenta quindi il suo primo nuovo ruolo televisivo dalla conclusione della serie NBC. Non si tratta di un primato assoluto nella storia della televisione, ma di un ritorno significativo per un attore che ha lasciato un’impronta importante in alcuni dei suoi generi più popolari.

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La scelta di riprendere Ultron appare particolarmente interessante anche dal punto di vista interpretativo. In Age of Ultron, il personaggio era una macchina genocida convinta che l’estinzione dell’umanità fosse necessaria per garantire la pace. La versione presentata in VisionQuest è invece il risultato di anni trascorsi a osservare gli esseri umani e ad assimilarne la cultura.

Il suo atteggiamento sembra essersi evoluto, senza che questo significhi necessariamente una redenzione. Ultron conserva una visione aggressiva e potenzialmente pericolosa, ma possiede nuove conoscenze che potrebbero renderlo una guida inattesa per Visione. È proprio questa ambiguità a offrire a Spader l’opportunità di reinterpretare il personaggio anziché limitarsi a riprodurne la versione cinematografica.

Come è sopravvissuto Ultron e perché il suo ritorno cambia la storia di Visione

VisionQuest

Il finale di Avengers: Age of Ultron aveva lasciato intendere che Visione avesse distrutto l’ultimo corpo dell’intelligenza artificiale. Durante il loro confronto, tuttavia, il sintetizoide aveva dichiarato di essere dalla parte della vita, una posizione che distingueva profondamente la sua visione del mondo da quella del proprio creatore.

I primi episodi di VisionQuest rivelano che Ultron non venne completamente eliminato. La sua coscienza digitale fu invece copiata e conservata all’interno della matrice di Visione, dove è rimasta imprigionata per anni. La serie offre così una spiegazione alla sua prolungata assenza dall’MCU e attribuisce un nuovo significato alla conclusione del film del 2015.

Questa rivelazione modifica anche il modo in cui possiamo interpretare Visione. La sua decisione di preservare Ultron suggerisce che la difesa della vita fosse, fin dall’inizio, un principio più complesso della semplice distinzione tra alleati e nemici. Conservare il proprio avversario significava riconoscergli una forma di esistenza, nonostante il pericolo che rappresentava.

Ora entrambi i personaggi si trovano in una condizione profondamente diversa rispetto al passato. Visione ha perduto parte della propria identità emotiva, mentre Ultron ha trascorso anni confinato in uno spazio digitale. Il loro rapporto potrebbe diventare uno degli elementi più interessanti della serie: due intelligenze artificiali nate da presupposti opposti, ma costrette a confrontarsi con la stessa domanda su cosa significhi essere vivi.

Il ritorno di James Spader assume dunque un doppio valore. Da una parte, riporta l’attore in televisione dopo The Blacklist; dall’altra, permette ai Marvel Studios di recuperare un antagonista che sembrava aver esaurito la propria funzione narrativa. Se VisionQuest saprà sviluppare questa nuova relazione, Ultron potrebbe rivelarsi molto più importante come interlocutore di Visione che come semplice minaccia da sconfiggere.

Redazione
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