Blade Runner 2099, Ridley Scott chiarisce finalmente il suo vero coinvolgimento nella serie Prime Video

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Ridley Scott non ha avuto un ruolo creativo diretto nella realizzazione di Blade Runner 2099, nonostante il suo nome compaia ancora tra i produttori esecutivi della nuova serie Prime Video. Il regista del film originale del 1982 ha chiarito la propria posizione rispetto al nuovo capitolo del franchise, spiegando che nel corso degli anni il suo controllo sulla proprietà si è progressivamente ridotto.

Intervistato dal Los Angeles Times, Scott ha spiegato come la situazione sia legata anche ai diritti sull’opera: “Non posso dare la colpa ai miei avvocati e ai miei agenti dell’epoca, ma in qualche modo ci siamo lasciati sfuggire Blade Runner. E quando non sei l’autore dell’opera scritta originale, non ne possiedi una parte.” Una precisazione importante, considerando che nel 2021 era stato proprio Scott ad annunciare che una serie televisiva di Blade Runner era entrata in sviluppo, con un episodio pilota e una bible già preparati.

Le sue parole permettono quindi di distinguere il valore formale del credito da produttore esecutivo dal reale coinvolgimento creativo. Blade Runner 2099 porta ancora il nome di Scott nei credits, ma la nuova serie sembra essere stata sviluppata sostanzialmente senza il suo intervento diretto. Una situazione molto diversa da quella di Alien: Pianeta Terra, altro universo nato dal suo cinema e sul quale il regista ha invece avuto un rapporto più concreto.

Blade Runner 2099 vuole costruire una nuova identità senza imitare i film

La distanza di Scott diventa ancora più significativa considerando quanto Blade Runner 2099 sembri intenzionata a trovare una propria identità all’interno del franchise.

La serie sarà ambientata cinquant’anni dopo gli eventi di Blade Runner 2049 e presenterà una Los Angeles profondamente cambiata. Dopo una rivolta, i Replicanti hanno assunto il controllo della città, mentre gli esseri umani sono diventati cittadini di seconda classe.

Al centro della storia ci sarà Olwen, interpretata da Michelle Yeoh, una Blade Runner Replicante che si sta avvicinando alla fine della propria esistenza. Al suo fianco troveremo Cora, interpretata da Hunter Schafer, un’umana che finge di essere una Replicante.

Ridley Scott
Foto di Luigi de Pompeis © Cinefilos.it

Le due uniranno le forze per dare la caccia a un gruppo di Replicanti ostili, in una storia che sembra voler ribaltare alcuni dei rapporti di potere che hanno definito i film precedenti. Se nell’originale del 1982 i Replicanti erano esseri artificiali perseguitati dagli uomini, nel 2099 saranno proprio loro a occupare una posizione dominante.

Anche dal punto di vista visivo la serie cercherà di evitare una semplice imitazione. La showrunner Silka Luisa, già dietro Shining Girls, ha definito l’estetica del progetto come “sunshine noir”, prendendo quindi le distanze dalla Los Angeles perennemente notturna, piovosa e illuminata dai neon che ha reso immediatamente riconoscibile l’immaginario cinematografico di Blade Runner.

È una scelta rischiosa ma probabilmente necessaria. Il film di Scott ha avuto un’influenza talmente profonda sulla fantascienza contemporanea che replicarne semplicemente l’estetica rischierebbe di trasformare la serie in un esercizio nostalgico. Anche Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve aveva mantenuto il DNA visivo dell’originale, ma lo aveva ampliato attraverso nuovi paesaggi, colori e ambientazioni.

L’assenza di Scott dalla componente creativa di Blade Runner 2099 potrebbe quindi concedere alla serie maggiore libertà, ma aumenta inevitabilmente anche la responsabilità di chi raccoglie la sua eredità.

Non tornerà neppure Harrison Ford nei panni di Rick Deckard, mentre accanto a Yeoh e Schafer ci saranno Dimitri Abold e Lewis Gribben. Il cast ricorrente comprende inoltre Daniel Rigby, Johnny Harris, Amy Lennox, Sheila Atim, Matthew Needham e Tom Burke.

Un’altra differenza rispetto alla recente espansione televisiva di Alien riguarda la durata del progetto. Blade Runner 2099 è stata concepita come miniserie di otto episodi e, secondo Silka Luisa, racconterà una storia completa con un inizio, uno sviluppo e una conclusione, adottando sotto questo aspetto una struttura più vicina a quella di un lungo film.

Blade Runner 2099
Blade Runner 2099 – Cortesia di Prime Video

La precisazione di Ridley Scott cambia quindi anche il modo in cui guardare alla serie. Blade Runner 2099 non sarà semplicemente il nuovo capitolo televisivo supervisionato dal creatore cinematografico del franchise, ma un tentativo di affidare quell’universo a una nuova generazione di autori.

E forse sarà proprio questa la prova più importante: capire se Blade Runner possa continuare a evolversi senza dipendere direttamente dall’uomo che, più di quarant’anni fa, ne ha definito l’immaginario sul grande schermo.

Blade Runner 2099 debutterà con tutti gli otto episodi il 25 novembre su Prime Video.

Redazione
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