Chad Powers sembra avere già una direzione abbastanza precisa per il suo futuro. Michael Waldron, creatore della serie Hulu con Glen Powell, ha infatti spiegato che lui e l’attore hanno sempre immaginato la storia come un progetto di tre stagioni, anche se non esclude del tutto che il successo possa cambiare i piani.
Parlando con TV Insider, Waldron ha chiarito che esiste già un’idea di massima per una terza stagione e che, secondo lui, quella sarebbe probabilmente la durata naturale della premessa. Il motivo è semplice: la serie è pensata per svolgersi nell’arco di una sola stagione di football universitario, e prolungarla troppo rischierebbe di forzare il concept oltre il suo limite.
La notizia arriva in un momento favorevole per la serie. La seconda stagione ha ottenuto un’accoglienza molto più forte della prima, sia sul fronte critico sia sul piano della visibilità, e questo rende plausibile un rinnovo. Ma proprio per questo il punto interessante non è tanto capire se Chad Powers continuerà, quanto fino a che punto il successo spingerà Hulu a rispettare oppure rivedere il piano originale.
Chad Powers è stata pensata come una storia di tre stagioni, ma il successo potrebbe cambiare i piani
Waldron ha spiegato che tre stagioni rappresentano, almeno sulla carta, il limite più naturale per la serie:
«Abbiamo un’idea di dove potremmo andare. Penso che tre stagioni siano probabilmente il massimo fino a cui si possa allungare questa premessa, ma chi lo sa? Magari continuiamo, magari proviamo ad arrivare a 15 o 20. Sembra che alla gente piaccia davvero la serie, quindi forse cercheremo di allungarla. So che ad alcuni membri del cast piacerebbe.»
Il creatore ha poi ribadito che lui e Powell hanno sempre pensato a tre stagioni come struttura ideale e che, se Hulu dovesse concedere un altro ciclo di episodi, il team creativo partirebbe da lì per costruire il seguito.
Il punto centrale è che Chad Powers nasce da una premessa molto specifica: un ex quarterback del college cerca di rilanciare la propria carriera assumendo una nuova identità e infiltrandosi in una squadra. È un meccanismo narrativo efficace, ma non infinito. Proprio per questo una durata contenuta potrebbe aiutare la serie a evitare di trasformare il travestimento e la doppia identità in un espediente sempre più artificiale.
La seconda stagione ha comunque cambiato parecchio la percezione del progetto. Dopo una prima annata accolta in modo più tiepido, con un punteggio critico intorno al 60% su Rotten Tomatoes, il secondo ciclo è salito fino al 93%, ricevendo commenti molto più positivi per l’equilibrio tra comicità, momenti emotivi e sviluppo dei personaggi.
Waldron ha anche lasciato intendere che il futuro potrebbe diventare più cupo. Alla domanda su una possibile quarta stagione, ha spiegato che in writers’ room si è discusso molto delle difficoltà sempre maggiori che attendono i protagonisti e di come il pubblico dovrebbe sentirsi una volta arrivato alla fine della storia.
Per questo, anche se la stagione 4 non è esclusa in assoluto, tutto indica che la terza resti il vero punto d’arrivo immaginato dal team creativo. Se il successo continuerà a crescere, Hulu potrebbe voler proseguire, ma la sfida sarà farlo senza snaturare la struttura costruita attorno a una singola stagione di football.
