VisionQuest riporterà Ultron nel Marvel Cinematic Universe, ma il personaggio interpretato da James Spader non tornerà semplicemente come la stessa minaccia vista in Avengers: Age of Ultron. Lo showrunner Terry Matalas ha anticipato che la nuova serie utilizzerà Ultron, Visione e le altre intelligenze artificiali della storia per affrontare direttamente il tema dell’AI e del suo rapporto con l’umanità.
Durante una visita al set, Matalas ha spiegato che Ultron «non è più esattamente quello di una volta»: nel tempo avrebbe sviluppato una comprensione maggiore degli esseri umani, arrivando persino ad assorbire cultura e arte. «Ha una prospettiva sull’umanità migliore persino di Visione», ha aggiunto lo showrunner.
Il cambiamento è importante perché ribalta la traiettoria originale del personaggio. Nel film del 2015, Ultron impiega pochissimo tempo per osservare l’umanità e decidere che debba essere eliminata. In VisionQuest, invece, sembra essere proprio il passare del tempo e la maggiore conoscenza degli uomini a rendere la sua posizione molto meno semplice.
“Vision ha tutte queste intelligenze artificiali che rappresentano diverse parti dell’umanità… lo aiutano a comprendere l’umanità, gli tengono compagnia in questo percorso alla ricerca della propria identità. Quando abbiamo incontrato Vision per la prima volta, era già completamente formato e comprendeva l’umanità in modo profondo. Era già in cerca della propria identità fin dall’ultimo momento di WandaVision, quindi per lui era naturale osservare l’umanità in un modo che il suo vecchio io non aveva mai fatto. E così, man mano che andavamo a scoprire i vari strati, ci è sembrato che, a quel punto, lui non ci capisse del tutto… Aveva bisogno di persone che lo aiutassero, che avessero prospettive diverse sull’umanità.”
VisionQuest userà Ultron e le altre AI per parlare di identità, umanità e tecnologia
La serie rivelerà anche come Ultron sia riuscito a sopravvivere. Secondo Matalas, Visione non lo avrebbe distrutto completamente alla fine di Age of Ultron: avrebbe invece salvato una copia della sua coscienza, conservandola all’interno del proprio Mindspace. Qui Ultron si trova in una sorta di prigione simile a un loft di New York, insieme ad altre intelligenze artificiali legate alle Stark Industries.
La dinamica servirà anche a costruire uno dei temi centrali della serie: il rapporto quasi familiare tra Ultron, Visione e Tommy Shepherd/Maximoff, descritti come tre differenti generazioni. Matalas ha definito Ultron una sorta di padre problematico che Visione sarà costretto ad affrontare mentre cerca nuovamente di comprendere chi è.
Accanto a loro compariranno anche EDITH, FRIDAY, JARVIS, Dum-E e U, riuniti scherzosamente sotto il nome di “AI Avengers”. Lo showrunner ha spiegato che ciascuna di queste intelligenze rappresenterà un diverso aspetto dell’umanità e aiuterà Visione nel suo percorso di ricostruzione dell’identità.
Paul Bettany ha infatti ricordato che, dopo gli eventi di WandaVision, Visione vive appartato e sta cercando di comprendere nuovamente gli esseri umani. Ruaridh Mollica ha descritto sia il viaggio di Visione sia quello di Tommy come una crisi d’identità legata all’accettazione di sé, al significato dell’esistenza e all’idea stessa di anima.
La serie sembra così voler utilizzare personaggi artificiali per raccontare qualcosa di profondamente umano. E c’è anche una scelta produttiva coerente con questa idea: Matalas e il production designer Will Hughes-Jones hanno spiegato che nessuna AI generativa è stata utilizzata nel prodotto finale. Gli ambienti, gli oggetti e le imperfezioni del Mindspace sono stati progettati e costruiti dal team creativo, pur riproducendo deliberatamente alcuni errori tipici delle immagini generate dall’AI.
Il ritorno di Ultron potrebbe quindi essere molto più di un recupero nostalgico di un vecchio villain. VisionQuest sembra intenzionata a trasformare uno dei primi grandi antagonisti artificiali dell’MCU in uno strumento per interrogarsi su cosa significhi comprendere davvero l’umanità — e su quanto un’intelligenza artificiale possa cambiare una volta costretta a confrontarsi con essa.



