A oltre due anni dal finale di Young Sheldon, emergono nuovi dettagli sul modo in cui venne deciso di concludere la serie con la settima stagione. Secondo le testimonianze raccolte nel nuovo libro di Jessica Radloff, Raegan Revord e il suo entourage ritenevano possibile un proseguimento della serie oltre la morte di George e l’addio di Sheldon al Texas, mentre altri membri del cast erano convinti che la settima stagione sarebbe stata il naturale punto d’arrivo.

La questione è particolarmente interessante perché Young Sheldon aveva ormai superato la propria premessa originale. Nato come racconto dell’infanzia del protagonista di The Big Bang Theory, lo show aveva progressivamente trasformato l’intera famiglia Cooper in un ensemble narrativo. Proprio questa evoluzione rende comprensibile il disaccordo: per alcuni il trasferimento di Sheldon al Caltech segnava la conclusione naturale della storia, per altri apriva invece la possibilità di trasformare la serie in un vero dramma corale sui Cooper.
Missy era il personaggio che avrebbe potuto sostenere un nuovo Young Sheldon

Il paradosso è che la serie aveva già dimostrato di poter funzionare anche quando Sheldon non era il motore assoluto della storia. La successiva Georgie & Mandy’s First Marriage ha raccolto una parte dell’eredità dei Cooper, ma non ha replicato esattamente quella dinamica familiare. A posteriori, dunque, le nuove rivelazioni fanno apparire la conclusione di Young Sheldon meno inevitabile di quanto sembrasse: non mancavano le storie da raccontare, mancò piuttosto la volontà di trasformare definitivamente il progetto in qualcosa di diverso dal racconto delle origini di Sheldon.
