Dopo il debutto del 2024, Dov’è Wanda? torna su Apple TV+ con una seconda stagione che riprende le vicende della famiglia Klatt, protagonista di una delle produzioni tedesche più particolari della piattaforma. Creata da Oliver Lansley e Zoltan Spirandelli, la serie è una dark comedy prodotta da UFA Fiction, ambientata in una cittadina di provincia dove le apparenze nascondono segreti, comportamenti eccentrici e una sorprendente inclinazione al crimine.
Il primo ciclo di episodi seguiva la disperata ricerca di Wanda, adolescente scomparsa nel nulla, da parte dei genitori Dedo e Carlotta. Per ritrovarla, i due arrivavano a sorvegliare i vicini, scoprendo una comunità assai più ambigua di quanto immaginassero. Il risultato mescolava giallo, commedia nera e satira sociale attraverso un immaginario volutamente caricaturale.
La seconda stagione, diretta nuovamente da Christian Ditter e Tobi Baumann, conserva il cast principale, con Heike Makatsch, Axel Stein e Lea Drinda nei ruoli di Carlotta, Dedo e Wanda. La novità più significativa riguarda però il punto di partenza: la domanda che dava il titolo alla serie non è più al centro del racconto, perché Wanda è tornata e il mistero della sua scomparsa appartiene al passato.
La narrazione si sposta così verso un’indagine per omicidio, mantenendo la stessa cittadina immaginaria e i suoi personaggi sopra le righe. Cambia anche la dinamica familiare, con i genitori costretti a difendere la figlia da un’accusa che rischia di distruggere il fragile equilibrio appena ritrovato. La serie cerca quindi una nuova direzione senza rinunciare alla propria identità grottesca.
La trama della Stagione 2 di Dov’è Wanda?
La vicenda prende avvio durante una festa cittadina, quando Wanda viene sorpresa accanto al cadavere della sindaca, con un oggetto insanguinato tra le mani. Arrestata e interrogata, la ragazza sostiene di essere finita nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma le sue dichiarazioni non bastano a convincere gli investigatori. Il trauma legato agli eventi precedenti sembra inoltre condizionare la sua percezione della realtà, rendendo ancora più difficile ricostruire quanto accaduto.
Mentre il commissario Simon Schmidt porta avanti le indagini, Dedo e Carlotta decidono di intervenire per dimostrare l’innocenza della figlia, avventurandosi in una rete di sospetti e situazioni sempre più assurde. Organizzata nell’arco di una settimana, la stagione sviluppa il caso attraverso nuovi indizi, personaggi ambigui e tentativi spesso maldestri di arrivare alla verità.
Un nuovo delitto, ma la satira della provincia resta il vero cuore della serie
La scelta di trasformare Wanda da ragazza scomparsa a principale sospettata rappresenta un cambiamento comprensibile, ma anche un rischio narrativo. Nella prima stagione, la ricerca della giovane costituiva il dispositivo attraverso cui lo spettatore entrava gradualmente nella comunità di Sundersheim, scoprendone le contraddizioni insieme ai protagonisti. Ora che quella domanda ha trovato una risposta, la serie deve costruire un nuovo interesse attorno a un’indagine più convenzionale.
L’apertura, con Wanda accanto a un corpo senza vita proprio mentre la festa sembra procedere serenamente, ci introduce così immediatamente in una situazione paradossale. Il problema è che le operazioni investigative tendono talvolta a prevalere sulla dimensione più originale del racconto, affidandosi a sospetti, depistaggi e svolte che non sempre possiedono la stessa freschezza dell’idea iniziale.
Rimane comunque interessante il modo in cui Dov’è Wanda? rappresenta la famiglia come un organismo capace di generare solidarietà e disastri con la stessa intensità. Dedo e Carlotta sono mossi dall’amore per la figlia, ma la loro volontà di proteggerla li spinge ancora una volta oltre i limiti del ragionevole, confondendo la ricerca della verità con il bisogno di controllare gli eventi.
La scrittura trova nei loro comportamenti imperfetti una delle proprie intuizioni migliori, mentre il rapporto tra Wanda e i genitori aggiunge una componente emotiva a una vicenda dominata dall’assurdo. Sul piano visivo, i colori pastello, gli ambienti accuratamente costruiti e l’iperbole caricaturale continuano a definire una provincia quasi fiabesca, lontana da qualsiasi realismo documentario. La comicità nera, tuttavia, non colpisce sempre con la stessa precisione e alcune eccentricità sembrano ripetersi più per abitudine che per effettiva necessità narrativa.
Una seconda stagione godibile, ma meno sorprendente
Il principale merito della nuova stagione risiede allora nella capacità di conservare un universo riconoscibile, sostenuto da interpreti che conoscono bene il registro richiesto. Heike Makatsch e Axel Stein funzionano soprattutto nei momenti in cui la disperazione genitoriale emerge dietro le reazioni esagerate dei rispettivi personaggi. Anche Lea Drinda mantiene una presenza interessante, restituendo a Wanda una vulnerabilità che impedisce di ridurla alla semplice figura della ragazza problematica.
L’intreccio beneficia inoltre di un avvio rapido, che evita di rimandare troppo a lungo l’evento centrale, e di una struttura temporale capace di alimentare la curiosità. La serie dimostra ancora una certa abilità nel far convivere situazioni grottesche, tensione investigativa e dinamiche familiari, senza perdere del tutto la propria personalità. Sono qualità concrete, sufficienti a rendere la visione piacevole per chi ha apprezzato il primo capitolo.
Restano però alcune debolezze che impediscono a Dov’è Wanda? – Stagione 2 di compiere un vero salto di qualità. L’assenza del mistero originario priva il racconto di una parte della sua forza propulsiva, mentre il nuovo caso fatica a sostituirlo con un enigma altrettanto distintivo. La continua ricerca dell’assurdo, inoltre, può rendere meno incisivi i passaggi drammatici e attenuare il coinvolgimento quando la trama si affida a coincidenze o svolte troppo costruite.
Anche la satira della provincia tedesca, elemento centrale dell’identità della serie, appare meno incisiva quando le caricature diventano fini a se stesse. Dov’è Wanda? rimane tuttavia una produzione curiosa, capace di intrattenere grazie al cast e a un immaginario visivo riconoscibile, ma non sempre in grado di dare profondità alle proprie intuizioni. Il ritorno della famiglia Klatt ha dunque un interesse concreto, e anche senza raggiungere la sorpresa e la compattezza del debutto, è una continuazione discreta, più solida nell’atmosfera che nella scrittura.
Dov'è Wanda?
Sommario
La seconda stagione di Dov’è Wanda? conserva il fascino grottesco della serie e trova nel cast e nelle dinamiche familiari i suoi punti di forza. Il nuovo mistero, però, è meno originale e la scrittura non sempre riesce a mantenere l’equilibrio tra tensione, satira e commedia nera.
