Avengers: Doomsday non può ignorare il nuovo Loki

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Avengers: Endgame Extra ha aggiunto un elemento destinato a pesare sulla storia di Avengers: Doomsday: il ritorno di Loki, interpretato ancora una volta da Tom Hiddleston, direttamente nella scena finale dedicata a Steve Rogers e Peggy Carter. La sequenza mantiene intatto il significato apparente del finale originale, con Steve che sceglie di restare nel passato dopo aver restituito le Gemme dell’Infinito e aver vissuto la propria vita accanto a Peggy, ma introduce una nuova presenza capace di collegare quella conclusione agli eventi del prossimo grande capitolo del MCU. Loki arriva infatti alla porta di Steve e Peggy dichiarando di essere lì per aiutarli, trasformando retroattivamente quella scena privata in uno dei possibili punti di partenza di Doomsday.

Il dettaglio è particolarmente interessante perché il Loki che compare non dovrebbe essere semplicemente quello che il pubblico ha conosciuto nei precedenti film degli Avengers. La serie Loki ha infatti costruito una trasformazione radicale del personaggio, portandolo dal ruolo di antagonista a quello di figura centrale nella protezione del multiverso e, soprattutto, attribuendogli conoscenze e responsabilità che potrebbero avere conseguenze importanti nel film dei fratelli Russo. Il problema, quindi, non riguarda soltanto il ritorno di Tom Hiddleston: riguarda la necessità che Avengers: Doomsday riconosca fino in fondo chi è diventato Loki dopo il finale della sua serie.

Il ritorno di Loki collega Endgame Extra direttamente ad Avengers: Doomsday

La nuova scena inserita in Avengers: Endgame Extra è diversa dalle altre aggiunte perché modifica direttamente il film e non soltanto il materiale collocato durante o dopo i titoli di coda. Steve Rogers e Peggy Carter sono ancora nella loro casa, nel momento che chiudeva la storia del personaggio dopo il suo viaggio nel tempo. Questa volta, però, alla loro porta compare Loki. Steve reagisce con sorpresa, comprensibile considerando che l’ultima volta che aveva avuto a che fare con lui lo aveva considerato morto da anni, mentre Loki spiega di essere arrivato per offrire il proprio aiuto.

La scelta assume un peso maggiore alla luce del legame che Endgame Extra sembra voler stabilire tra la decisione di Steve di rimanere nel passato e gli eventi di Avengers: Doomsday. La scena non chiarisce ancora tutti i passaggi, ma suggerisce che quella deviazione temporale non sia più soltanto la conclusione personale di Steve, bensì un elemento capace di entrare nella nuova crisi del multiverso. In questo quadro, il ritorno di Loki appare come una vera e propria cerniera narrativa: il personaggio che ha dedicato la propria esistenza alla gestione delle ramificazioni temporali potrebbe essere proprio colui che comprende prima degli altri le conseguenze di ciò che è accaduto.

Ed è qui che il collegamento con la seconda stagione di Loki diventa fondamentale. Alla fine della serie, Loki non è semplicemente tornato a essere un eroe. È diventato il Dio delle Storie e ha assunto una responsabilità enorme nei confronti delle diverse linee temporali. La sua presenza nella nuova scena di Endgame sembra quindi voler riprendere direttamente quella versione del personaggio. Per Doomsday, questo significa avere a disposizione un Loki profondamente diverso rispetto a quello visto nei primi film del MCU: non più soltanto il fratello di Thor, il principe asgardiano o il dio dell’inganno, ma una figura che ha acquisito una comprensione molto più ampia del funzionamento del tempo e del multiverso.

Loki è diventato anche un esperto di meccanica, fisica e ingegneria

Tom Hiddleston Loki 2 avengers: secret wars
Credit: Disney+ & Marvel Studios

La trasformazione di Loki nella serie Marvel non riguarda soltanto la sua morale. Uno degli aspetti più significativi del finale di Loki riguarda infatti le conoscenze che il personaggio acquisisce durante il lunghissimo percorso necessario a salvare le linee temporali. Nel tentativo di comprendere il funzionamento del sistema creato dall’Autorità della Variance Temporale, Loki trascorre secoli studiando insieme a OB, approfondendo discipline come la meccanica, la fisica e l’ingegneria.

È un dettaglio che potrebbe sembrare secondario rispetto al sacrificio finale del personaggio, ma in realtà cambia il modo in cui Loki dovrebbe essere utilizzato nelle storie successive. Per gran parte della sua presenza nel MCU, la sua intelligenza è stata associata soprattutto alla manipolazione, alla strategia e all’abilità nel comprendere le debolezze psicologiche degli altri. La serie aggiunge invece una dimensione concreta alle sue capacità: Loki ha avuto il tempo e la necessità di studiare il funzionamento tecnico di un sistema che coinvolgeva l’intera struttura del multiverso.

Questa conoscenza potrebbe diventare particolarmente utile in Avengers: Doomsday, soprattutto considerando la natura della nuova minaccia che il film dovrà affrontare. Il MCU ha costruito negli ultimi anni una mitologia sempre più legata alle realtà alternative, alle incursioni e alle conseguenze delle modifiche apportate alle linee temporali. In un simile scenario, il personaggio che ha trascorso secoli cercando di capire come mantenere insieme il sistema dovrebbe avere una funzione narrativa diversa rispetto al Loki delle prime fasi della saga.

La questione non è quindi stabilire se Loki debba diventare improvvisamente il nuovo genio scientifico degli Avengers. Il punto è più semplice: Loki ha raccontato un’evoluzione precisa e ha attribuito al personaggio competenze che prima non possedeva. Se Doomsday lo riporta sullo schermo senza tenere conto di questa trasformazione, rischia di utilizzare una versione del personaggio che appartiene a una fase ormai superata del MCU.

Avengers: Doomsday deve continuare l’arco narrativo di Loki

La vera sfida per Avengers: Doomsday sarà dunque integrare il Loki della serie televisiva con quello che il pubblico ritroverà al cinema. Il ritorno di Tom Hiddleston suggerisce chiaramente che Marvel non intenda semplicemente ignorare gli eventi raccontati in Loki. La nuova scena di Endgame Extra funziona proprio perché richiama una versione del personaggio che ha ormai superato la propria storia precedente e che sembra avere un rapporto completamente diverso con il tempo, il sacrificio e il destino.

Loki, nella serie, arriva a una conclusione che ribalta il significato della sua evoluzione: il personaggio che per anni ha cercato di ottenere il controllo sugli altri finisce per scegliere una responsabilità assoluta, rinunciando alla propria libertà per mantenere in vita le linee temporali. È un’evoluzione che rende il suo ritorno particolarmente delicato. Riproporlo semplicemente come il Loki sarcastico e imprevedibile delle prime fasi del MCU significherebbe conservare i tratti più riconoscibili del personaggio sacrificando proprio ciò che la serie ha costruito.

Il suo ruolo in Doomsday potrebbe invece permettere al film di utilizzare questa nuova identità senza trasformarlo necessariamente nel protagonista della storia. Loki può essere una guida, una figura capace di comprendere fenomeni che gli altri Avengers non conoscono, oppure il personaggio che possiede informazioni decisive sulla crisi in corso. Il suo rapporto con Steve Rogers potrebbe inoltre diventare uno strumento per collegare la storia del vecchio MCU alle nuove regole della Saga del Multiverso.

In questo senso, la scena di Endgame Extra non è soltanto un’aggiunta destinata a creare curiosità attorno a Doomsday. È anche una promessa narrativa: se Loki è tornato, dovrebbe tornare portando con sé tutto ciò che ha imparato. Il suo percorso attraverso secoli di studio, sacrificio e responsabilità rappresenta una parte essenziale della sua identità attuale. Ed è proprio questa continuità a rendere il suo ritorno potenzialmente significativo: il Loki che bussa alla porta di Steve non è più il dio dell’inganno che conoscevamo all’inizio della Saga dell’Infinito, ma il risultato di tutto ciò che il personaggio ha attraversato.

Se Avengers: Doomsday riuscirà a partire da questa trasformazione, il ritorno di Hiddleston potrà funzionare come prosecuzione naturale di Loki e non soltanto come un’apparizione nostalgica. In caso contrario, il rischio sarebbe quello di riportare indietro Loki proprio nel momento in cui la sua storia lo aveva portato più lontano dalla sua versione originale.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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