Dopo 25 anni, la saga de Il Signore degli Anelli sta rivisitando il suo film migliore

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A oltre vent’anni dalla conclusione della trilogia cinematografica di Peter Jackson, il viaggio nella Terra di Mezzo sta per tornare a incrociare il percorso della Compagnia dell’Anello. Dopo una lunga fase in cui i nuovi progetti legati all’universo di J.R.R. Tolkien hanno esplorato soprattutto il passato della storia di Frodo, Warner Bros. sembra aver scelto una direzione differente: tornare proprio a quel momento in cui tutto ha avuto inizio sul grande schermo. La Caccia a Gollum, diretto e interpretato da Andy Serkis e previsto per dicembre 2027, e il progetto ancora in sviluppo Shadow of the Past, legato a Stephen Colbert, sono infatti concepiti come storie complementari a La Compagnia dell’Anello.

La scelta appare particolarmente significativa perché il primo film della trilogia offre una struttura narrativa ricca di spazi ancora inesplorati. La storia attraversa diversi anni, presenta un lungo viaggio dalla Contea verso i confini di Gondor e comprende numerosi passaggi del romanzo che l’adattamento di Jackson ha lasciato fuori. È proprio in questi interstizi che i nuovi film possono trovare il proprio spazio, costruendo racconti paralleli capaci di riportare personaggi conosciuti sullo schermo senza intervenire direttamente sugli eventi principali della trilogia.

I nuovi film del Signore degli Anelli tornano al tempo della Compagnia

Il Signore degli Anelli franchise-Star-WarsPer molto tempo, l’espansione cinematografica e televisiva della Terra di Mezzo ha seguito una direzione temporale precisa. Dopo la trilogia originale, Lo Hobbit ha raccontato eventi precedenti alla storia di Frodo, mentre Gli Anelli del Potere ha spostato ancora più indietro lo sguardo, nella Seconda Era. Anche The War of the Rohirrim ha scelto una vicenda ambientata prima degli eventi della trilogia di Jackson.

I prossimi due progetti seguono invece un’altra strada. The Hunt for Gollum dovrebbe collocarsi poco prima e intorno all’inizio de La Compagnia dell’Anello, concentrandosi sulla ricerca di Gollum da parte di Gandalf e Aragorn. Shadow of the Past, dal canto suo, nasce anche dall’ispirazione per alcune parti del romanzo che non sono state portate nel film, tra cui il capitolo dedicato ai Tumuli. In entrambi i casi il principio narrativo è simile: raccontare qualcosa che si svolge ai margini degli eventi mostrati nel primo film.

Questa impostazione permette quindi di tornare nella Terra di Mezzo cinematografica conosciuta dal pubblico senza dover ricostruire un’intera epoca o affrontare una nuova saga. Il punto di partenza rimane familiare e il valore aggiunto arriva dalle zone lasciate fuori campo.

Perché La Compagnia dell’Anello offre più spazio agli spin-off

La particolare struttura de La Compagnia dell’Anello rende il film un terreno ideale per racconti paralleli. Rispetto a Le Due Torri e Il Ritorno del Re, il primo capitolo presenta una cronologia iniziale più ampia e articolata. La storia attraversa un periodo di anni e comprende un salto temporale che può essere utilizzato per collocare nuove vicende senza alterare la linea narrativa principale.

Anche il viaggio contribuisce a questa possibilità. I protagonisti partono dalla Contea e attraversano una parte molto ampia della Terra di Mezzo, arrivando progressivamente verso i territori legati a Gondor. Ogni spostamento apre quindi una nuova porzione geografica e narrativa, creando spazi nei quali possono essere inserite storie secondarie, incontri e avventure rimaste fuori dalla versione cinematografica.

La situazione cambia nei due film successivi. Le Due Torri e Il Ritorno del Re concentrano gli eventi in una successione molto più serrata. I personaggi principali sono coinvolti in avvenimenti decisivi e la loro presenza contemporanea in più luoghi rende difficile inserire una nuova storia senza interferire con il racconto già stabilito. Un’eccezione particolarmente evidente sarebbe rappresentata dalla Purificazione della Contea, il celebre episodio conclusivo del romanzo che non compare nell’adattamento cinematografico.

Per questo motivo, tornando indietro verso la fase iniziale della trilogia, Warner Bros. trova un periodo nel quale personaggi familiari possono essere nuovamente utilizzati lasciando intatto l’arco narrativo che il pubblico già conosce.

Andy Serkis gira Il Signore degli Anelli: The Hunt for GollumIl ruolo dei diritti di Tolkien nella nuova strategia Warner Bros.

Alla base di questa scelta narrativa c’è anche una questione legata ai diritti di adattamento. Il materiale disponibile per Warner Bros. comprende i tre libri de Il Signore degli Anelli, le relative appendici e Lo Hobbit. La situazione rende più complesso utilizzare direttamente altre parti dell’immenso universo creato da Tolkien.

Questo spiega perché i nuovi progetti debbano trovare soluzioni narrative capaci di sfruttare il materiale disponibile in maniera diversa. Dopo aver già portato sul grande schermo la trilogia de Il Signore degli Anelli e quella de Lo Hobbit, la strada degli spin-off consente di continuare a lavorare sull’universo cinematografico senza dover necessariamente adattare una nuova grande saga.

La possibilità di realizzare una storia ambientata negli anni della Compagnia diventa quindi particolarmente interessante. I film possono partire da personaggi, luoghi e avvenimenti già presenti nei libri e costruire attorno a essi vicende che il pubblico non ha ancora visto. La strategia permette allo stesso tempo di mantenere un legame diretto con l’immaginario creato da Peter Jackson.

Anche il rinnovo dei diritti cinematografici avvenuto intorno al 2023 contribuisce a spiegare l’investimento dell’azienda nel futuro dell’universo. Dopo aver mantenuto l’accesso all’IP, Warner Bros. ha scelto di sviluppare nuovi progetti collegati alla propria versione della Terra di Mezzo.

La Compagnia dell’Anello resta il cuore della Terra di Mezzo cinematografica

Il Signore degli Anelli La Compagnia dell'Anello spiegazione finale filmAl di là delle questioni produttive e dei limiti legati ai diritti, esiste una ragione narrativa per cui proprio La Compagnia dell’Anello continua a offrire materiale fertile: il primo film è quello che presenta nel modo più completo l’identità della Terra di Mezzo.

La Contea rappresenta il punto di partenza di un mondo ancora percepito come quotidiano dai suoi abitanti. I protagonisti hobbit vengono introdotti prima che il viaggio li esponga definitivamente alla guerra e alla violenza. Il contrasto tra la tranquillità iniziale e l’oscurità che progressivamente invade la loro esperienza costruisce una trasformazione fondamentale per l’intera trilogia.

Anche la Compagnia assume in questo film un significato particolare. Il gruppo rimane unito per una parte relativamente breve del viaggio, eppure quel legame diventa la base delle relazioni che continueranno a influenzare gli eventi successivi. La varietà dei luoghi attraversati amplia inoltre la percezione della Terra di Mezzo, presentandola come una realtà vasta, abitata e dotata di una propria identità.

Le Due Torri e Il Ritorno del Re ampliano la dimensione bellica e portano i personaggi verso momenti di trasformazione sempre più radicali. La Compagnia dell’Anello conserva invece una componente di meraviglia legata alla scoperta. È il film nel quale la Terra di Mezzo viene ancora osservata attraverso gli occhi di personaggi comuni che stanno entrando in qualcosa di molto più grande di loro.

Ed è proprio questa caratteristica a rendere il primo capitolo particolarmente adatto alla nascita di nuove storie. Tornare a quel periodo significa poter esplorare una Terra di Mezzo ancora piena di percorsi laterali, incontri e vicende rimaste fuori dall’inquadratura. The Hunt for Gollum e Shadow of the Past sembrano muoversi esattamente in questa direzione, riportando il pubblico vicino agli eventi che conosce senza ripeterli.

Dopo anni trascorsi soprattutto a raccontare ciò che è accaduto prima di Frodo, il cinema del Signore degli Anelli sembra quindi pronto a guardare nuovamente verso il punto da cui tutto è partito. E la scelta de La Compagnia dell’Anello come centro ideale di questa nuova fase racconta quanto quel primo viaggio continui a offrire spazio narrativo, anche quando la storia principale sembra ormai conclusa.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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