Con Dune – Parte Tre, Denis Villeneuve si prepara a concludere il proprio percorso all’interno dell’universo creato da Frank Herbert, portando sul grande schermo una storia che ha già dimostrato di avere dimensioni molto più ampie rispetto alla trilogia cinematografica. I primi due film hanno raccontato la trasformazione di Paul Atreides e il suo rapporto con il potere, la profezia e il destino, mentre il prossimo capitolo dovrebbe concentrarsi sugli eventi di Dune Messiah. Eppure, una teoria particolarmente affascinante immagina che l’intera trilogia possa avere una cornice narrativa molto più ambiziosa.
Secondo questa ipotesi, la voce che introduce i primi due film potrebbe appartenere a Leto II, il figlio di Paul e Chani destinato a diventare una delle figure più importanti dell’intera saga letteraria. La teoria collegherebbe quindi gli eventi raccontati da Villeneuve a un futuro distante migliaia di anni, trasformando la storia di Paul in un ricordo appartenente a una figura che ha accesso alla memoria della propria stirpe. È un’idea suggestiva, soprattutto considerando il ruolo che Leto II assume nei romanzi successivi, anche se inserirla direttamente nel terzo film potrebbe avere conseguenze rilevanti sulla struttura della trilogia.
Leto II, il figlio di Paul destinato a cambiare l’universo di Dune
Leto II nasce insieme alla sorella Ghanima al termine di Dune Messiah, come figlio di Paul Atreides e Chani. La sua importanza cresce soprattutto in Children of Dune, quando Paul scompare nel deserto e il giovane Leto assume progressivamente un ruolo centrale nella lotta per il controllo del futuro dell’umanità. Il suo percorso lo porta verso una trasformazione radicale: Leto sceglie di fondersi con un sandtrout, la forma larvale dello Shai-Hulud, iniziando un processo che modifica progressivamente il suo corpo e la sua natura.
La trasformazione raggiunge il suo compimento in God Emperor of Dune, ambientato circa 3.500 anni dopo gli eventi precedenti. Leto è ormai diventato una creatura gigantesca, una sorta di ibrido tra uomo e verme delle sabbie, capace di vivere secondo una dimensione temporale completamente diversa da quella umana. Il suo potere si estende sull’intero universo e la sua conoscenza comprende anche i ricordi degli antenati. La sua condizione lo rende quindi un personaggio particolarmente adatto a osservare la storia della propria famiglia come una successione di eventi già vissuti e conservati nella memoria.
È proprio questo elemento a rendere possibile la teoria sulla trilogia cinematografica. Leto II possiede infatti una relazione con il passato molto più profonda di quella di qualsiasi altro personaggio della saga. La sua coscienza comprende generazioni di ricordi e la sua stessa esistenza rappresenta una prosecuzione diretta degli eventi raccontati nei primi film.
La teoria: Leto II potrebbe raccontare i film dal futuro
La teoria sostiene che Dune, Dune: Parte Due e Dune – Parte Tre potrebbero essere presentati come una sorta di memoria appartenente a Leto II. In questa prospettiva, gli eventi di Paul Atreides assumerebbero una dimensione ancora più ampia: ciò che il pubblico vede sarebbe una parte della storia conservata nella coscienza di un personaggio che vive migliaia di anni dopo.
Un elemento utilizzato per sostenere questa ipotesi è rappresentato dalle frasi che accompagnano l’inizio dei primi due film. Dune si apre con la frase “Dreams are messages from the deep”, mentre Dune: Part Two introduce il racconto attraverso “Power over spice is power over all”. Le parole hanno una funzione tematica evidente e preparano il pubblico ai concetti centrali delle rispettive storie, tuttavia la teoria immagina che possano appartenere anche a una coscienza situata nel futuro.
Anche il particolare canto gutturale che accompagna l’apertura dei film contribuisce alla suggestione. Il suono ha una qualità estranea e quasi rituale, perfettamente coerente con l’universo di Dune. La teoria lo interpreta quindi come un possibile elemento legato alla voce di Leto II, creando un collegamento tra il futuro della saga e gli eventi di Paul.
Esiste inoltre una base narrativa che rende questa possibilità compatibile con il materiale di Herbert. Leto e Ghanima sono infatti “pre-born”, grazie alla particolare condizione di Chani durante la gravidanza e alla loro esposizione alla spezia. Questo permette loro di accedere ai ricordi degli antenati prima ancora di sviluppare una normale esperienza individuale. Leto potrebbe quindi conoscere gli eventi della vita di Paul non soltanto attraverso la storia familiare, ma attraverso una memoria diretta.
Dune – Parte Tre potrebbe spingersi oltre Dune Messiah?
La teoria assume un significato ancora maggiore considerando ciò che è stato anticipato sul prossimo film. Dune – Parte Tre dovrebbe adattare principalmente Dune Messiah, il romanzo in cui la figura di Paul affronta le conseguenze del proprio potere e della trasformazione religiosa che lo ha accompagnato. La presenza di Leto II e Ghanima, tuttavia, potrebbe aprire la porta a elementi appartenenti anche a Children of Dune.
Il casting dei due gemelli è uno degli aspetti che alimentano questa possibilità. Nakoa-Wolf Momoa e Ida Brooke sono infatti interpreti giovani adulti, mentre alla fine del secondo romanzo Leto e Ghanima sono ancora bambini. La loro presenza suggerisce quindi una possibile accelerazione temporale o una scelta narrativa destinata a modificare la scansione degli eventi rispetto ai libri.
Da qui nasce l’ipotesi più ambiziosa: se Dune – Parte Tre arrivasse a introdurre elementi di Children of Dune, potrebbe persino creare un collegamento con la trasformazione successiva di Leto II. Sarebbe però un’estensione narrativa enorme. Villeneuve ha avuto bisogno di due film per adattare il primo romanzo e concentrare in un unico lungometraggio materiale proveniente da Dune Messiah, Children of Dune e persino dagli eventi successivi richiederebbe una compressione estremamente significativa.
La teoria rimane quindi soprattutto una suggestione interessante per leggere la trilogia all’interno della vastità dell’universo di Herbert. Leto II rappresenta una figura capace di collegare epoche lontanissime e la sua presenza potrebbe trasformare il significato degli eventi di Paul. Per Dune – Parte Tre, tuttavia, una simile operazione avrebbe conseguenze strutturali molto profonde.
Perché il futuro di Leto II potrebbe appartenere a un altro film
Il principale problema di questa teoria riguarda proprio la distanza temporale. God Emperor of Dune porta la storia circa 3.500 anni nel futuro e presenta un universo completamente trasformato. Leto II governa attraverso una forma di potere assoluto, mentre Arrakis è diventata un pianeta caratterizzato da fiumi e foreste e il sistema politico conosciuto nei primi romanzi è stato radicalmente modificato.
Un salto simile alla fine di Dune – Parte Tre rischierebbe di spezzare il rapporto costruito con Paul, Chani e gli altri personaggi. Il pubblico avrebbe seguito per tre film una precisa fase della storia degli Atreides e si troverebbe improvvisamente davanti a un’epoca completamente diversa, dominata da un personaggio che nel prossimo film dovrebbe ancora essere introdotto.
La prospettiva di Leto II potrebbe invece funzionare come punto di partenza per un futuro capitolo autonomo della saga. La sua trasformazione, il Golden Path e gli eventi di God Emperor of Dune possiedono infatti dimensioni sufficienti per sostenere una nuova fase cinematografica. Anche la figura di Duncan Idaho potrebbe tornare centrale attraverso il suo ghola, creando un legame con il passato della saga senza doverlo necessariamente inserire nella conclusione del percorso di Villeneuve.
In quest’ottica, la teoria sulla voce narrante di Leto II rimane un’affascinante chiave di lettura per osservare la trilogia, soprattutto per il modo in cui collega la storia di Paul a un futuro che il cinema potrebbe ancora esplorare. Le frasi iniziali dei primi due film possono essere interpretate come semplici aperture tematiche, mentre il loro eventuale significato legato a Leto rimane una possibilità aperta. La vera questione sarà quindi capire quanto lontano Dune – Parte Tre deciderà di guardare, mentre la conclusione della trilogia potrebbe lasciare intatto lo spazio necessario per raccontare, in futuro, la trasformazione di Leto II.

