Fidanzata in affitto: la spiegazione del finale del film con Jennifer Lawrence

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Uscito nel 2023, Fidanzata in affitto (leggi qui la nostra recensione) è diretto da Gene Stupnitsky, che ha scritto la sceneggiatura insieme a John Phillips, e porta Jennifer Lawrence per la prima volta al centro di una commedia apertamente costruita sui meccanismi della comicità demenziale e irriverente. Al centro della storia c’è Maddie, una trentenne di Montauk in difficoltà economiche che accetta un incarico molto particolare: i genitori di Percy, diciannovenne introverso e diretto al college di Princeton, la assumono affinché lo aiuti a uscire dal proprio guscio prima della partenza.

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Il film sembra inizialmente dirigersi verso la classica storia in cui due persone molto diverse finiscono per innamorarsi, ma il finale modifica completamente questa prospettiva. Il rapporto tra Maddie e Percy diventa infatti uno strumento di crescita reciproca: lei deve capire che il proprio passato non può continuare a determinare ogni scelta, mentre lui deve trovare il coraggio di affrontare il mondo senza nascondersi dietro le proprie paure. La separazione finale è quindi essenziale proprio perché impedisce alla loro relazione di diventare una soluzione facile. Il loro incontro ha avuto un senso anche se non era destinato a durare per sempre.

La commedia irriverente di Gene Stupnitsky e il ribaltamento della classica rom-com: perché Maddie e Percy devono crescere prima di poter scegliere il proprio futuro

Fidanzata in affitto parte da un presupposto tipico della commedia sessuale americana: un accordo assurdo, una protagonista disposta a tutto pur di risolvere un problema concreto e un ragazzo inesperto che dovrebbe diventare più sicuro di sé. La presenza di Jennifer Lawrence porta inoltre nel film un’energia diversa rispetto ai suoi ruoli drammatici più celebri. Dopo Il lato positivo – Silver Linings Playbook, Hunger Games e Red Sparrow, l’attrice sfrutta qui la propria fisicità e il proprio talento comico per costruire una Maddie volgare, impulsiva, aggressiva e contemporaneamente molto vulnerabile.

La regia di Gene Stupnitsky, già legata alla comicità televisiva e demenziale, mantiene per buona parte del film questa impostazione apparentemente leggera. La nudità, le situazioni sessuali imbarazzanti e l’umorismo esplicito costruiscono deliberatamente l’aspettativa di una commedia romantica trasgressiva. Percy, però, non è davvero il protagonista maschile destinato a conquistare Maddie. È piuttosto un ragazzo che deve imparare a stare nel mondo.

Questa differenza è decisiva. Percy vive ancora in una condizione quasi adolescenziale: ha difficoltà a socializzare, teme il giudizio degli altri e trascorre gran parte del proprio tempo isolato. I suoi genitori, assumendo Maddie, cercano una soluzione esterna al problema. Lei, a sua volta, accetta perché rischia di perdere la casa della madre e vede nell’automobile promessa dai genitori di Percy un modo per pagare le tasse arretrate.

Il contratto mette quindi in contatto due persone che vogliono ottenere qualcosa dall’altra. Percy dovrebbe diventare più sicuro e Maddie dovrebbe risolvere i propri problemi economici. Il risultato più interessante è che entrambi finiscono per ricevere qualcosa che non avevano previsto: una persona capace di costringerli a guardare in faccia ciò che stanno evitando. La relazione cambia natura proprio perché l’accordo iniziale perde progressivamente importanza.

La verità sull’annuncio e la crisi tra Maddie e Percy: perché il loro rapporto si rompe proprio quando entrambi hanno iniziato a cambiare

Il conflitto esplode quando Percy scopre la vera ragione per cui Maddie si è avvicinata a lui. Per il ragazzo, la scoperta equivale a una conferma delle proprie paure: anche la persona con cui aveva costruito un rapporto autentico lo ha inizialmente considerato un mezzo per raggiungere un obiettivo. La ferita è quindi più profonda della semplice scoperta di una bugia. Percy si sente nuovamente trattato come qualcuno da correggere o manipolare.

La situazione è particolarmente dolorosa perché, nel frattempo, Maddie e Percy hanno superato il rapporto previsto dal contratto. Lei ha iniziato a interessarsi realmente alla sua crescita, mentre Percy ha trovato nella sua presenza la possibilità di sperimentare una versione diversa di sé. La rivelazione distrugge questa sicurezza proprio perché rende ambiguo tutto ciò che hanno vissuto insieme.

Il film evita però di trasformare questa crisi in un semplice ostacolo che i protagonisti devono superare per diventare una coppia. Percy e Maddie non devono arrivare a un lieto fine romantico: devono riuscire a riprendere possesso delle proprie vite. Per questo Percy comincia ad acquisire maggiore autonomia, mentre Maddie viene costretta a interrogarsi sulle decisioni che ha preso fino a quel momento.

Il cambiamento di Maddie diventa evidente quando smette di aggrapparsi alla casa della madre. Per gran parte del film quella casa rappresenta sicurezza, memoria e anche risentimento. Maddie è rimasta legata a Montauk mentre attribuiva agli altri la responsabilità della propria situazione, compreso il padre che l’ha rifiutata. Percy riesce a farle vedere quanto questo attaccamento la stia mantenendo ferma.

La decisione di vendere la casa segna quindi una svolta molto più importante di qualsiasi conquista sentimentale. Maddie rinuncia finalmente all’idea che il proprio futuro debba essere costruito intorno a ciò che ha perso. Con il denaro ricavato dalla vendita può trasferirsi in California, realizzando un progetto che aveva rimandato per paura di cambiare vita.

Maddie parte per la California e Percy va a Princeton: perché il finale separa i protagonisti invece di trasformarli in una coppia

Fidanzata in Affitto

Il destino di Maddie e Percy prende così due direzioni differenti. Percy è pronto a partire per Princeton e ad affrontare una nuova fase della propria vita; Maddie, invece, decide di lasciare Montauk e trasferirsi in California. La distanza geografica impedisce la conclusione convenzionale della rom-com: non c’è una relazione sentimentale da mantenere a distanza e non c’è una promessa definitiva di stare insieme.

Quando Percy immagina la possibilità di una relazione a distanza, Maddie rifiuta l’idea. La sua risposta è coerente con tutto ciò che ha imparato: sa che tra loro esiste un legame autentico, ma sa anche che non è una relazione romantica. Insistere nel trasformarlo in qualcosa di diverso significherebbe riproporre lo stesso errore commesso all’inizio, quando entrambi cercavano nell’altro una soluzione ai propri problemi.

Anche la partenza di Maddie ha un valore preciso. La California era stata a lungo un sogno irrealizzato, quasi un luogo mentale nel quale immaginare una versione migliore di se stessa. Vendere la casa della madre significa finalmente accettare il rischio del cambiamento. Maddie non aspetta più che il padre torni nella sua vita, che Montauk diventi improvvisamente il posto giusto o che qualcun altro risolva i suoi problemi.

Il cane Milo completa questo passaggio. All’inizio Maddie tenta persino di utilizzare l’adozione del cane come pretesto per avvicinarsi a Percy, ma alla fine decide davvero di prendersene cura e di portarlo con sé in California. Milo diventa così un legame concreto con ciò che Maddie sta lasciando e, contemporaneamente, con l’esperienza vissuta insieme a Percy.

La sua presenza assume anche un significato più personale. Maddie conosce il sentimento dell’abbandono e, scegliendo di prendersi cura di Milo, dimostra di poter assumere una responsabilità che in precedenza non era pronta a sostenere. Il cane non cancella ciò che è successo, ma rappresenta la possibilità di trasformare un ricordo in qualcosa di nuovo.

Il vero significato del finale di Fidanzata in affitto: Maddie e Percy non devono stare insieme perché il loro incontro abbia avuto un senso

Jennifer Lawrence in Fidanzata in affitto

Il finale di Fidanzata in affitto chiarisce quindi che il film è, prima di tutto, una storia di formazione raccontata attraverso due personaggi che si trovano in momenti diversi della vita. Percy deve imparare a uscire dalla propria stanza e affrontare il giudizio degli altri; Maddie deve smettere di vivere dentro una versione congelata del proprio passato. Entrambi arrivano alla fine con una maggiore consapevolezza di ciò che vogliono.

È significativo che il film non premi il rapporto tra loro trasformandolo in una storia d’amore. Una soluzione del genere avrebbe indebolito il percorso dei personaggi, soprattutto perché Maddie e Percy hanno un rapporto nato da un accordo economico e appartengono a fasi molto diverse della loro vita. Il loro legame funziona proprio perché resta legato alla crescita che hanno prodotto l’uno nell’altra.

La separazione, dunque, non significa che la loro amicizia sia stata provvisoria o irrilevante. Percy torna a Princeton con la possibilità di costruire nuove relazioni e affrontare situazioni che prima lo terrorizzavano. Maddie parte per la California con la possibilità di ricominciare senza aspettare più l’approvazione del padre o il permesso del passato.

Anche l’idea che possano sentirsi ancora per qualche tempo, per poi allontanarsi progressivamente, è perfettamente coerente con il messaggio del film. Alcune persone entrano nella nostra vita per un periodo preciso e lasciano un’impronta che resta anche quando il rapporto cambia forma. Maddie e Percy possono ricordarsi come le persone che hanno aiutato l’altro a compiere un passaggio decisivo.

Il titolo originale No Hard Feelings assume allora un significato ulteriore. Non c’è bisogno di trasformare la fine della relazione in un fallimento. Il loro rapporto ha funzionato perché ha permesso a entrambi di superare una condizione di immobilità. Percy ha trovato il coraggio di partire; Maddie ha trovato quello di lasciare Montauk.

Persino il tono da commedia volgare acquista, retrospettivamente, una funzione precisa. Il sesso, le situazioni assurde e gli equivoci servono a mascherare una storia molto più semplice: due persone che si incontrano quando entrambe sono bloccate e, attraverso un rapporto inizialmente costruito sulla finzione, arrivano a riconoscere ciò che devono cambiare.

Per questo l’ultima immagine ideale del film non è quella di Maddie e Percy insieme, bensì quella di due percorsi che finalmente possono proseguire separatamente. Fidanzata in affitto suggerisce che una relazione può avere un valore autentico anche quando non diventa una storia d’amore destinata a durare. Maddie e Percy si sono incontrati nel momento giusto per aiutarsi a crescere, e il loro addio è la prova definitiva che entrambi sono finalmente pronti ad andare avanti.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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