Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2024, Finalement – Storia di una tromba che si innamora di un pianoforte è il sessantesimo lungometraggio di Claude Lelouch, regista tra i nomi più longevi e riconoscibili del cinema francese. A 87 anni, Lelouch costruisce una commedia esistenziale sospesa tra road movie, dramma sentimentale e fiaba musicale, affidandosi a Kad Merad per raccontare la crisi identitaria di un uomo che decide di allontanarsi dalla vita che ha costruito.
Il film, proposto in prima visione su Rai 3 per il ciclo “Voilà le cinéma”, segue infatti Lino Massaro, un avvocato penalista di successo che, dopo una crisi improvvisa, abbandona professione, famiglia e certezze per mettersi in viaggio attraverso la Francia. Nel corso dell’articolo analizzeremo la trama di Finalement senza anticipare il finale, il cast e i personaggi, i temi al centro della storia e il rapporto dell’opera con la filmografia di Lelouch, fino a chiarire se il film sia tratto o meno da una storia vera.
Claude Lelouch torna alla sua idea di cinema tra commedia, sentimento e improvvisazione
Finalement nasce da una poetica che Claude Lelouch porta avanti da decenni: osservare gli esseri umani attraverso le loro contraddizioni, lasciando che amore, destino, caso e sentimenti prendano spesso il sopravvento sulla razionalità. Il regista, nato nel 1937, ha costruito una filmografia nella quale la dimensione sentimentale è quasi sempre intrecciata alla riflessione sulla vita e sulle possibilità che il caso offre ai suoi personaggi. Da Un uomo, una donna a L’avventura è l’avventura, il cinema di Lelouch ha spesso cercato una forma capace di seguire il movimento imprevedibile dell’esistenza.
In questo senso Lino Massaro sembra quasi un alter ego cinematografico del regista. È un uomo che ha trascorso la vita cercando di comprendere gli altri, prima attraverso il proprio mestiere di avvocato e poi attraverso il vagabondaggio. La sua crisi diventa quindi una possibilità di liberazione: per la prima volta può smettere di interpretare ciò che gli altri si aspettano da lui e provare ad ascoltare ciò che sente realmente.
Anche il titolo contiene questa idea. “Finalement” non allude necessariamente alla conclusione di un percorso, quanto alla possibilità di arrivare finalmente a una condizione di autenticità. La musica diventa la forma più immediata di questa ricerca, con la tromba e il pianoforte che assumono un valore quasi narrativo. È un cinema che procede per associazioni, incontri e deviazioni, avvicinandosi alla logica dell’improvvisazione jazz.
La scelta di Kad Merad è inoltre particolarmente significativa. L’attore, celebre per film come Giù al Nord, Quasi amici e La mélodie, possiede una naturale capacità di passare dalla commedia al dramma. Lelouch sfrutta proprio questa elasticità, chiedendogli di trasformare Lino continuamente: seducente, grottesco, malinconico, imprevedibile e infine vulnerabile. Anche il nome del protagonista è un omaggio a Lino Ventura, storico interprete del cinema di Lelouch.
La trama di Finalement: Lino lascia tutto e attraversa la Francia alla ricerca di sé stesso
Al centro della storia c’è Lino Massaro, un avvocato penalista affermato, sposato con Léa, attrice di successo interpretata da Elsa Zylberstein. La sua esistenza sembra costruita secondo un equilibrio apparentemente solido, fino a quando alcuni forti e ripetuti mal di testa conducono a una diagnosi che cambia completamente il suo rapporto con la realtà e con gli altri.
Lino scopre infatti di non riuscire più a mentire e a filtrare ciò che pensa. Per un avvocato abituato a difendere persone e situazioni attraverso la parola, è una trasformazione radicale. Decide così di abbandonare il proprio lavoro e di allontanarsi dalla vita precedente, mettendosi in viaggio senza una destinazione precisa.
Il protagonista attraversa diverse zone della Francia e incontra persone alle quali racconta versioni differenti della propria identità. Di volta in volta può apparire come un sacerdote, un uomo ossessionato dal sesso, uno stupratore, un regista di film pornografici o semplicemente un musicista dilettante. La verità sul suo passato emerge progressivamente, attraverso racconti che rendono sempre più incerto il confine tra realtà, memoria e immaginazione.
Il viaggio diventa quindi anche un percorso interiore. Lino osserva gli altri e, attraverso di loro, torna a interrogarsi sulla propria esistenza. Tra Mont Saint-Michel, la Normandia, la Borgogna, Béziers, Le Mans e Avignone, il paesaggio francese diventa lo spazio fisico di una fuga che è soprattutto psicologica. La tromba acquistata durante il viaggio assume gradualmente un’importanza particolare, fino a diventare una sorta di voce alternativa del protagonista.
Il cast di Finalement riunisce Kad Merad, Elsa Zylberstein e alcuni importanti volti del cinema francese
Il film ruota soprattutto intorno a Kad Merad, chiamato a sostenere una parte estremamente mutevole. Conosciuto dal grande pubblico internazionale anche grazie a Giù al Nord, Merad ha costruito una carriera tra commedia, dramma e cinema d’autore. In Finalement questa esperienza gli permette di seguire le continue variazioni di tono imposte dalla scrittura di Lelouch, facendo di Lino una figura contemporaneamente ironica e malinconica.
Al suo fianco c’è Elsa Zylberstein, nel ruolo di Léa, la moglie di Lino. L’attrice francese, protagonista di numerose produzioni cinematografiche e televisive, ha lavorato anche in Champagne! e Simone – La donna del secolo. Il suo personaggio rappresenta quella vita ordinata e affettivamente definita dalla quale Lino decide improvvisamente di allontanarsi.
Nel cast figurano inoltre Sandrine Bonnaire, una delle interpreti più importanti del cinema francese contemporaneo, e Michel Boujenah, che interpreta l’amico e collega di Lino. Una presenza particolarmente significativa è quella di Françoise Fabian, che compare nel ruolo della madre del protagonista. La sua presenza permette a Lelouch di creare un ulteriore ponte con il proprio passato cinematografico e con la memoria di Lino Ventura, che qui diventa parte integrante della storia familiare del protagonista.
I temi di Finalement: identità, libertà e follia dei sentimenti diventano un’unica ricerca esistenziale
Il tema centrale di Finalement è la ricerca dell’autenticità. Lino ha passato la propria esistenza a entrare nella vita degli altri per comprenderli e difenderli, ma proprio questa capacità sembra averlo allontanato dalla conoscenza di sé stesso. La sua crisi produce allora una situazione paradossale: per ritrovare la propria identità deve prima liberarsi dell’identità che si è costruito.
Da qui nasce la “follia dei sentimenti” evocata dal film. Lelouch contrappone continuamente ragione e impulso, controllo e abbandono, professione e vocazione. Lino rappresenta un uomo che ha vissuto prevalentemente secondo le regole della razionalità e che improvvisamente scopre quanto sia impossibile governare completamente la propria esistenza.
La musica offre la soluzione più coerente a questo conflitto. Il jazz, con la sua capacità di procedere attraverso variazioni e improvvisazioni, diventa una vera struttura narrativa. Il film sembra seguire la stessa logica: devia, cambia ritmo, introduce nuovi personaggi e passa dalla leggerezza alla tragedia senza pretendere di ricondurre tutto a una costruzione perfettamente lineare.
In questa prospettiva anche le numerose autocitazioni di Lelouch acquistano un significato preciso. Finalement guarda alla filmografia del regista come a una memoria personale, riportando nel presente personaggi, attori, titoli e suggestioni del passato. L’omaggio a Lino Ventura è particolarmente evidente, mentre il riferimento a I ponti di Madison County di Clint Eastwood amplia il discorso sul sentimento e sulle occasioni che la vita concede agli individui.
Finalement è tratto da una storia vera? La risposta sulla vera origine del film
Finalement non è tratto da una storia vera. Lino Massaro è un personaggio di finzione e la sua vicenda non costituisce la trasposizione cinematografica della biografia di una persona realmente esistita. La sensazione di autenticità deriva piuttosto dal modo in cui Lelouch mescola elementi realistici, ricordi cinematografici, osservazione della società e dimensione immaginaria.
La componente autobiografica, però, rende la questione più interessante. Lelouch ha spesso trasferito nei suoi film qualcosa della propria esperienza, delle proprie convinzioni sul cinema e della propria idea dell’amore. In Finalement, questo rapporto raggiunge una forma particolarmente evidente: Lino sembra rappresentare il desiderio di liberarsi dalle convenzioni e di seguire finalmente la propria inclinazione più profonda.
Il film va quindi letto come una sorta di autoritratto indiretto. Il viaggio di Lino attraverso la Francia diventa quello di un uomo che prova a capire cosa rimanga quando vengono meno il ruolo sociale, il lavoro, le convenzioni e le identità costruite nel tempo. E proprio per questo la domanda suggerita dal titolo non riguarda soltanto ciò che accade al protagonista, ma il bilancio di una vita intera: che cosa resta, finalement, quando smettiamo di interpretare il ruolo che gli altri hanno scelto per noi?




