Hunger Games – L’alba sulla mietitura può cambiare il futuro della saga

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Hollywood continua a puntare sulle grandi PI e il ritorno di Hunger Games arriva in un momento particolarmente favorevole per i franchise cinematografici. Il 19 novembre debutterà infatti al cinema Hunger Games – L’alba sulla mietitura, nuovo prequel ambientato molti anni prima della storia di Katniss Everdeen e dedicato a uno degli eventi più importanti della storia di Panem: la 50ª edizione degli Hunger Games, conosciuta come Secondo Quarter Quell. Al centro della vicenda ci sarà Haymitch Abernathy, il tributo che il pubblico della saga originale ha imparato a conoscere attraverso l’interpretazione di Woody Harrelson e che questa volta avrà il volto di Joseph Zada.

Il film parte quindi da una posizione particolarmente forte. Da una parte recupera un personaggio amatissimo e un evento già fondamentale nella mitologia della saga; dall’altra arriva dopo il successo complessivo di un franchise che ha superato i 3 miliardi di dollari al box office mondiale. Hunger Games – L’alba sulla mietitura ha inoltre una responsabilità particolare: il romanzo di Suzanne Collins rappresenta, allo stato attuale, l’ultimo materiale narrativo pubblicato appartenente all’universo di Panem. Questo significa che il film può essere letto come una nuova tappa della storia di Hunger Games, ma anche come un possibile test per capire se quel mondo ha ancora un futuro sul grande schermo.

Hunger Games – L’alba sulla mietitura porta il pubblico nel momento più importante della storia di Haymitch

Joseph Zada in Hunger Games: L'alba sulla mietitura (2026)
Joseph Zada as Haymitch Abernathy in The Hunger Games: Sunrise on the Reaping. Photo Credit: Murray Close

La scelta di raccontare la Seconda Edizione della Mietitura è tutt’altro che casuale. Haymitch è uno dei personaggi più importanti della saga originale, ma la sua storia è stata raccontata soltanto attraverso frammenti e conseguenze. Sappiamo che è stato un vincitore degli Hunger Games, sappiamo che il trauma di quell’esperienza ha condizionato profondamente la sua vita e sappiamo che, anni dopo, il suo rapporto con Katniss e Peeta sarebbe diventato uno degli elementi emotivi più forti della saga. Hunger Games – L’alba sulla mietitura permette finalmente di tornare al punto di origine di tutto questo.

Il film mostrerà infatti il giovane Haymitch mentre viene trascinato nell’arena per il Secondo Quarter Quell, un’edizione particolarmente brutale dei Giochi. Il contesto è già sufficiente a suggerire una storia molto diversa da quella dei primi film: il pubblico conosce il destino del protagonista e sa che uscirà vivo dall’arena, ma conosce anche il prezzo che quella vittoria avrà sulla sua esistenza.

È proprio questa consapevolezza a modificare il rapporto con la suspense. Il vero interrogativo non sarà soltanto capire chi sopravviverà, ma scoprire che cosa dovrà perdere Haymitch per diventare l’uomo che incontreremo nella saga originale. Il prequel può così trasformare un evento già noto in un racconto tragico sulle origini di un personaggio che, dietro il sarcasmo e l’autodistruzione, nasconde una delle storie più dolorose dell’intero universo di Panem.

Il successo di Hunger Games – L’alba sulla mietitura potrebbe riaprire il futuro di Hunger Games

Elle Fanning e Benjamin Lucca in Hunger Games- L'alba sulla mietitura (2026)
Joseph Zada as Haymitch Abernathy in The Hunger Games: Sunrise on the Reaping. Photo Credit: Murray Close

Il dato più interessante riguarda però ciò che potrebbe accadere dopo il film. Hunger Games – L’alba sulla mietitura arriva in una situazione diversa rispetto a La Ballata dell’Usignolo e del Serpente: il pubblico conosce già Haymitch, ha un legame emotivo con lui e sa quanto la sua storia sia importante per comprendere la ribellione che arriverà con Katniss. Questo rende il progetto potenzialmente più immediato per gli spettatori.

Il precedente prequel, dedicato al giovane Coriolanus Snow, aveva invece scelto di concentrarsi su un personaggio destinato a diventare il principale antagonista della saga. Hunger Games – L’alba sulla mietitura parte da un elemento emotivo molto più vicino alla trilogia originale e può quindi rappresentare un ponte naturale tra le due epoche.

C’è poi un altro elemento decisivo: il film non esaurisce necessariamente tutte le possibilità narrative di Panem. La storia principale raccontata nei libri conduce fino alla rivoluzione di Katniss, ma tra gli eventi della Seconda Edizione della Memoria e l’inizio della saga originale esiste un lungo periodo nel quale il mondo di Panem continua a cambiare. È un territorio narrativo che potrebbe offrire nuovi prequel, qualora Collins decidesse di tornarci e il pubblico dimostrasse di voler continuare a esplorarlo.

Naturalmente, il successo commerciale da solo non sarebbe sufficiente a garantire nuovi film. L’universo di Hunger Games ha sempre avuto nella visione di Suzanne Collins una componente fondamentale e un eventuale ampliamento della saga avrebbe bisogno di una ragione narrativa altrettanto solida. Ma Hollywood difficilmente ignora un franchise capace di dimostrare di avere ancora un pubblico.

Il futuro di Hunger Games potrebbe raccontare la nascita della ribellione

La possibilità più interessante riguarda proprio gli anni che separano Haymitch da Katniss. La saga originale ha mostrato soprattutto le conseguenze della ribellione, mentre Hunger Games – L’alba sulla mietitura può contribuire a illuminare il processo attraverso cui il regime di Panem ha costruito e mantenuto il proprio sistema di controllo.

Gli Hunger Games sono soltanto uno degli strumenti di quel potere. Propaganda, manipolazione dell’informazione, controllo sociale e costruzione dell’immagine pubblica sono altrettanto importanti. Ed è qui che un eventuale futuro della saga potrebbe trovare materiale particolarmente ricco, soprattutto attraverso personaggi come Plutarch Heavensbee e Beetee Latier, le cui storie precedenti potrebbero essere ulteriormente approfondite.

In questo senso, Hunger Games possiede ancora una risorsa che va oltre le arene. La forza dell’universo creato da Collins nasce dal modo in cui la distopia utilizza lo spettacolo per parlare di potere, consenso e manipolazione. Gli Hunger Games sono la manifestazione più estrema di questo sistema, ma dietro di essi esiste una struttura politica molto più ampia.

E proprio per questo il contesto contemporaneo potrebbe rendere nuovamente rilevanti alcune delle idee alla base della saga. Collins ha già dimostrato di tornare a Panem quando il mondo reale le offre motivi per interrogarsi su propaganda, autoritarismo e disuguaglianza. Se questo processo dovesse continuare, nuovi racconti potrebbero nascere non semplicemente per espandere il franchise, ma perché Panem offre ancora uno strumento narrativo efficace per leggere il presente.

Hunger Games – L’alba sulla mietitura può essere la fine di Hunger Games o l’inizio di una nuova fase

Joseph Zada e Mckenna Grace in Hunger Games: L'alba sulla mietitura (2026)
Joseph Zada as Haymitch Abernathy in The Hunger Games: Sunrise on the Reaping. Photo Credit: Murray Close

Il paradosso di Hunger Games – L’alba sulla mietitura è quindi evidente: il film arriva come l’ultimo grande tassello narrativo disponibile della saga, ma proprio il suo eventuale successo potrebbe dimostrare che Hunger Games è tutt’altro che esaurito.

Il punto non è soltanto sapere quanto incasserà il film. La vera questione sarà capire se il pubblico sentirà ancora il bisogno di tornare a Panem. Se la risposta sarà positiva, Lionsgate avrà davanti a sé un universo nel quale esistono ancora periodi storici da esplorare, personaggi da approfondire e passaggi della nascita della ribellione che la saga cinematografica non ha mai raccontato.

Haymitch rappresenta quindi qualcosa di più di un protagonista prequel. È un ponte tra due epoche di Hunger Games: quella che racconta la sua sopravvivenza e quella che, decenni dopo, vedrà Katniss trasformarsi nel simbolo della rivolta. Se Hunger Games – L’alba sulla mietitura riuscirà a rendere quel ponte emotivamente significativo, la saga potrebbe aver trovato una nuova strada per continuare.

E c’è un’ultima ironia particolarmente coerente con lo spirito di Panem: un film nato per raccontare il passato potrebbe essere proprio ciò che decide il futuro di Hunger Games.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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