Julie & Julia (leggi qui la recensione), diretto da Nora Ephron (anche regista di Insonnia d’amore e C’è posta per te) nel 2009, è un film particolare già nella sua struttura narrativa: invece di raccontare una singola esistenza, intreccia due vite appartenenti a epoche diverse e apparentemente lontanissime. Da una parte c’è Julia Child, interpretata da Meryl Streep, americana a Parigi negli anni Cinquanta che scopre progressivamente la propria vocazione per la cucina francese; dall’altra Julie Powell, interpretata da Amy Adams, giovane newyorkese dei primi anni Duemila che decide di cucinare in un anno tutte le 524 ricette contenute nel celebre libro di Child.
La domanda se Julie & Julia sia tratto da una storia vera ha quindi una risposta particolarmente chiara: sì, il film racconta realmente le vite di due donne realmente esistite, ma lo fa attraverso due fonti differenti. La parte dedicata a Julia Child deriva soprattutto dall’autobiografia My Life in France, scritta dalla chef insieme ad Alex Prud’homme, mentre quella relativa a Julie Powell nasce dal memoir Julie & Julia: 365 Days, 524 Recipes, 1 Tiny Apartment Kitchen, a sua volta sviluppato dal blog con cui Powell aveva documentato la propria impresa. Il film è dunque un biopic doppio, costruito intrecciando due storie vere che si incontrano attraverso la cucina e attraverso il libro di Child.
La vera storia di Julia Child e Julie Powell, dalle cucine francesi degli anni Cinquanta al blog che trasformò una sfida culinaria in un libro
La storia di Julia Child raccontata da Nora Ephron comincia molto prima che la donna diventi il celebre volto della cucina americana. Nata in California nel 1912 con il nome di Julia Carolyn McWilliams, Child non aveva inizialmente progettato una carriera nel mondo gastronomico. Dopo gli studi al Smith College, lavorò a New York e durante la Seconda guerra mondiale entrò nell’OSS, l’organizzazione di intelligence statunitense dalla quale sarebbe poi nata la CIA.
Fu proprio durante questa esperienza che conobbe Paul Child, destinato a diventare suo marito. Dopo il matrimonio, nel 1948, i due si trasferirono a Parigi, ed è qui che avvenne la trasformazione destinata a cambiare la vita di Julia. La cucina francese la affascinò al punto da spingerla a iscriversi alla prestigiosa Le Cordon Bleu, dove iniziò un percorso di formazione professionale che le avrebbe permesso di trasformare una passione tardiva in una vera competenza.
A Parigi Child entrò inoltre in contatto con Simone Beck e Louisette Bertholle, con le quali iniziò a lavorare a un progetto destinato al pubblico americano. Il risultato fu Mastering the Art of French Cooking, pubblicato nel 1961 e destinato a diventare uno dei testi fondamentali della divulgazione gastronomica negli Stati Uniti. Il libro ebbe un impatto enorme perché adattava tecniche e ricette della cucina francese a un pubblico americano interessato a cucinare in modo più consapevole.
Il successo editoriale aprì a Julia Child una seconda carriera, questa volta davanti alle telecamere. Nel 1963 arrivò The French Chef, il programma televisivo che la trasformò in una figura popolare e contribuì a modificare il modo in cui la cucina veniva raccontata sul piccolo schermo. La sua spontaneità, il suo approccio pratico e la disponibilità a mostrare anche gli errori la resero una presenza particolarmente riconoscibile.
La storia raccontata nella seconda linea narrativa del film appartiene invece a un’epoca completamente diversa. Nel 2002 Julie Powell, giovane scrittrice insoddisfatta del proprio lavoro, decise di dare una direzione alla propria vita attraverso un progetto estremamente concreto: preparare, nell’arco di 365 giorni, tutte le 524 ricette contenute in Mastering the Art of French Cooking. A differenza di Julia, Julie non aveva una cucina professionale né un pubblico televisivo. Aveva un piccolo appartamento e un blog.
Nacque così The Julie/Julia Project, nel quale Powell raccontò giorno dopo giorno successi, fallimenti, difficoltà domestiche e reazioni personali alle ricette di Child. L’esperimento apparteneva a un momento ancora relativamente giovane della cultura dei blog e trasformò progressivamente una sfida personale in un fenomeno seguito online. Nel 2005 l’esperienza divenne un libro, Julie & Julia: 365 Days, 524 Recipes, 1 Tiny Apartment Kitchen, consacrando Powell come autrice.
Il progetto di Julie Powell arriva al libro e al successo, mentre la vera Julia Child guarda con distanza alla sua reinterpretazione
La storia di Julie Powell non termina con la conclusione delle 524 ricette. Il blog le aveva permesso di trasformare un’esperienza privata in una forma di racconto pubblico e il memoir pubblicato nel 2005 portò quella vicenda a un pubblico ancora più ampio. È proprio il percorso dal blog al libro a rendere Julie & Julia un film particolarmente significativo anche sul piano della cultura contemporanea: una delle due protagoniste costruisce la propria notorietà reinterpretando il lavoro dell’altra attraverso uno dei primi esempi di narrazione personale diventata fenomeno editoriale.
La sceneggiatura di Nora Ephron utilizza questa vicenda per creare un curioso effetto di specchio. Quando Julie comincia il proprio progetto, Julia Child è già diventata una figura della cultura gastronomica americana; la giovane blogger utilizza il suo libro come una sorta di guida per cercare una direzione nella propria esistenza. La storia di Julia, invece, mostra una donna che negli anni Cinquanta sta ancora cercando la propria strada e che arriverà alla consacrazione soltanto dopo anni di studio, scrittura e sperimentazione.
C’è però un particolare che il film mantiene e che rende la vicenda reale ancora più interessante: Julia Child non approvò l’esperimento di Julie Powell. La chef, negli ultimi anni della sua vita, guardò con scetticismo al progetto e, attraverso la propria editor Judith Jones, fece sapere di considerarlo sostanzialmente un’operazione pubblicitaria. Powell non nascose questo giudizio e lo riportò nel proprio libro, e Nora Ephron decise di conservarlo nella trasposizione cinematografica.
Questa distanza è importante perché impedisce di leggere il film come la storia di una semplice ammirazione reciproca. Julie costruisce il proprio progetto attorno all’opera di Julia, ma Julia non vede necessariamente quell’operazione nella stessa luce. La relazione tra le due donne è quindi soprattutto narrativa e culturale: una scrittrice del nuovo millennio entra in dialogo con l’eredità di una chef che aveva rivoluzionato il modo di insegnare la cucina francese agli americani.
Anche per questo il film non presenta un vero incontro tra le due protagoniste. La struttura parallela suggerisce una connessione emotiva e tematica, ma Julie Powell e Julia Child non hanno costruito nella realtà il rapporto personale che il montaggio del film potrebbe far immaginare. Le loro vite sono unite dall’opera di Child e dal progetto di Powell, non da una lunga relazione diretta.
La parabola di Julia prosegue ben oltre gli eventi mostrati nel film. Dopo The French Chef, la chef continuò a lavorare in televisione, scrivere libri e promuovere la cultura gastronomica, diventando una delle figure più influenti della cucina americana del Novecento. Morì nel 2004, pochi anni prima che il progetto di Powell diventasse un libro e prima dell’uscita del film.
La vera storia di Julie & Julia dimostra perché il film di Nora Ephron è un biopic doppio e non la semplice storia di un blog di cucina
La risposta definitiva alla domanda iniziale è quindi sì: Julie & Julia è tratto da una storia vera, anzi da due storie vere. La parte dedicata a Julia Child si basa principalmente su My Life in France, mentre quella dedicata a Julie Powell deriva dal memoir nato dal suo blog e dal progetto delle 524 ricette. Nora Ephron ha poi unito queste due fonti in una struttura cinematografica che mette in relazione passato e presente.
La componente più affascinante del film sta proprio nella diversa natura delle due esperienze. Julia Child costruisce lentamente una nuova identità professionale dopo essersi trasferita in Francia, studiando e lavorando per anni prima di arrivare al successo. Julie Powell parte invece dalla frustrazione quotidiana e utilizza la cucina come una sfida capace di dare forma alla propria vita e, successivamente, alla propria attività di scrittrice.
Il collegamento tra loro è Mastering the Art of French Cooking, un libro che nella realtà diventa il ponte tra due generazioni. Per Julia rappresenta il risultato di anni di formazione e collaborazione; per Julie diventa uno strumento attraverso cui reinventarsi. Il film trasforma questa connessione editoriale in una struttura narrativa estremamente efficace, capace di raccontare due percorsi di crescita senza fingere che le due donne abbiano vissuto la stessa esperienza.
È inoltre significativo che Julie & Julia sia arrivato al cinema quando il fenomeno dei blog stava trasformando il rapporto tra persone comuni, pubblico e industria editoriale. La storia di Powell anticipa in qualche modo un modello oggi familiare: raccontare online un’esperienza personale, costruire una comunità intorno a essa e trasformare successivamente quel materiale in un libro o in un prodotto culturale più ampio.
Per questo il film funziona come biografia, racconto di cucina e storia di due percorsi creativi. La realtà costituisce la materia prima, mentre la struttura parallela appartiene alla costruzione cinematografica di Nora Ephron. Julia Child e Julie Powell sono realmente esistite, le loro imprese sono documentate e i libri alla base del film sono autentici; il modo in cui le due vite vengono accostate sullo schermo è invece una scelta narrativa.
Julie & Julia, dunque, non racconta una sola storia vera: racconta il modo in cui una storia vera può generare un’altra storia vera, separata nel tempo ma legata dalla stessa opera. È questa la vera particolarità del film di Nora Ephron: la cucina diventa il filo che unisce due donne, due epoche e due differenti modi di trasformare una passione in un progetto capace di cambiare la propria vita.



