Con The Fantastic Four: First Steps, il Marvel Cinematic Universe ha finalmente introdotto Reed Richards e la sua famiglia nel cuore della propria nuova fase narrativa. La conclusione del film aveva già chiarito che i Fantastici Quattro sarebbero stati fondamentali per il futuro della saga, soprattutto in vista di Avengers: Doomsday e Avengers: Secret Wars, due progetti nei quali la presenza di Doctor Doom rende inevitabile il confronto con la Prima Famiglia Marvel. Sulla carta, infatti, sarebbe difficile immaginare un antagonista più intimamente legato a Reed Richards di Victor Von Doom. Eppure, le informazioni più recenti suggeriscono che il MCU potrebbe aver scelto una strada sensibilmente diversa.
Il nodo riguarda Robert Downey Jr. e il modo in cui Marvel Studios sta costruendo il suo nuovo Doctor Doom. L’attore non porta soltanto sullo schermo un nuovo personaggio: porta con sé l’eredità di Tony Stark, uno dei volti più importanti dell’intera storia del MCU. La conferma dei fratelli Russo secondo cui alcune scene di Avengers: Endgame Encore costruiscono deliberatamente una simmetria tra la nascita di Iron Man e quella di Doom suggerisce quindi che il rapporto centrale di Avengers: Doomsday potrebbe essere costruito proprio attorno al contrasto tra Victor e Tony. Una scelta comprensibile sul piano cinematografico, ma potenzialmente problematica per Reed Richards.
Doctor Doom e Reed Richards dovrebbero essere due facce della stessa idea di genio

È proprio questa complementarità a rendere Doom un antagonista particolarmente adatto a Reed. Victor non dovrebbe essere soltanto un avversario che l’eroe deve sconfiggere: rappresenta ciò che Reed potrebbe diventare se la ricerca della conoscenza e il desiderio di risolvere ogni problema venissero separati dall’empatia e dalla responsabilità. Il loro conflitto ha quindi una dimensione intellettuale e ideologica che va oltre lo scontro fisico.
Il MCU possiede ora tutti gli elementi per costruire questa dinamica. The Fantastic Four: First Steps ha presentato Reed come un uomo guidato dalla scienza, dalla curiosità e dalla necessità di proteggere la propria famiglia. Doctor Doom, invece, arriva come una figura destinata a mettere in discussione proprio questa visione del mondo. Il problema è che Robert Downey Jr. introduce nella formula un’altra relazione estremamente forte: quella con Tony Stark.
La dichiarazione dei fratelli Russo secondo cui esiste una precisa simmetria tra Iron Man e Doom rende questa sovrapposizione particolarmente significativa. Il nuovo villain viene infatti associato al personaggio che ha definito il primo grande ciclo del MCU, trasformando la sua presenza in una sorta di continuazione simbolica dell’eredità di Tony Stark. È una scelta che può funzionare perfettamente per il pubblico, ma rischia di ridurre lo spazio necessario affinché Reed diventi ciò che dovrebbe essere: il vero contraltare di Doom.
Il ritorno di Robert Downey Jr. rende Tony Stark il nuovo opposto di Doctor Doom
La questione non riguarda la capacità di Downey Jr. di interpretare Doom, né tantomeno il valore del personaggio. Il problema è quale significato Marvel deciderà di attribuire alla sua presenza. Riportare l’attore che ha interpretato Iron Man significa inevitabilmente evocare Tony Stark ogni volta che il personaggio compare sullo schermo, anche se Victor Von Doom dovesse essere completamente diverso da lui.
Avengers: Endgame Encore sembra aver scelto di sfruttare consapevolmente questa associazione. Il riferimento alla costruzione della maschera di Doom come momento speculare alla creazione dell’armatura di Iron Man non serve soltanto a introdurre il nuovo villain: costruisce un ponte diretto tra due figure interpretate dallo stesso attore. Come hanno spiegato Anthony e Joe Russo, la simmetria tra Iron Man e Doom è legata anche a una riflessione sul rapporto tra bene e male.
Questa impostazione sposta però inevitabilmente il centro del conflitto. Se Tony Stark rappresenta il polo positivo rispetto a Doom, almeno sul piano simbolico, Reed Richards rischia di diventare il terzo elemento di una relazione che nei fumetti dovrebbe essere soprattutto sua.
Il rischio, quindi, non è che Marvel dimentichi Reed. È più sottile: Reed potrebbe essere presente, avere un ruolo importante nella trama e perfino affrontare Doom, ma senza essere realmente il personaggio attraverso il quale il pubblico comprende il significato del villain. In un film corale come Avengers: Doomsday, dove saranno presenti numerosi protagonisti provenienti da differenti angoli del MCU, questa distinzione può diventare decisiva.
Dopo anni nei quali Tony Stark è stato il riferimento scientifico, tecnologico e morale di buona parte dell’universo Marvel, Reed avrebbe dovuto rappresentare una nuova generazione di pensiero. Il rischio di sostituire una figura con l’altra è quindi particolarmente evidente: il MCU ha introdotto Mr. Fantastic proprio nel momento in cui sta riportando al centro l’attore che per anni ha incarnato il suo predecessore ideale.
Secret Wars può ancora restituire a Reed Richards il confronto con Doctor Doom

La versione del 2015 di Secret Wars nei fumetti offre infatti un precedente particolarmente significativo: Reed assume un ruolo centrale nel confronto con Doom e diventa uno dei personaggi fondamentali per affrontare la realtà costruita dal villain. Senza entrare nel merito di quanto fedelmente il MCU seguirà quella storia, il materiale di partenza mostra perché Reed sia narrativamente importante per questo arco.
La contrapposizione tra i due personaggi potrebbe quindi essere costruita su due livelli differenti. In Avengers: Doomsday, Doom potrebbe essere presentato anche attraverso il riflesso di Tony Stark e dell’eredità lasciata da Iron Man. In Secret Wars, invece, il conflitto potrebbe progressivamente spostarsi verso Reed Richards, restituendo alla relazione tra Mr. Fantastic e Doom la centralità che possiede nella mitologia Marvel.
Sarebbe anche una soluzione coerente con l’evoluzione del MCU. Tony Stark appartiene al passato della saga, mentre Reed rappresenta una delle figure chiamate a raccoglierne l’eredità intellettuale e narrativa. Se il ritorno di Downey Jr. deve avere un significato che vada oltre la semplice operazione nostalgica, allora il suo Doom potrebbe servire anche a mettere in scena il passaggio tra due generazioni di personaggi.
La vera questione, dunque, non è se Robert Downey Jr. possa essere un Doctor Doom efficace, ma quale spazio resterà a Reed Richards quando il suo principale avversario sarà interpretato dall’attore che per oltre un decennio ha incarnato il cuore del MCU. La scelta di legare Doom a Tony Stark crea un parallelo immediatamente leggibile e potenzialmente molto potente, ma rende ancora più necessario che Secret Wars stabilisca con chiarezza chi sia il vero contraltare di Victor Von Doom.
Perché se il MCU vuole trasformare Reed Richards nel nuovo grande protagonista scientifico della saga, prima o poi dovrà permettergli di affrontare Doom come Reed Richards, senza che Tony Stark continui a occupare simbolicamente quello spazio. Ed è proprio Secret Wars a rappresentare l’occasione più importante per farlo.

